Verona – Inter 0-2 una lenta ma continua crescita

Marcatori: 14′ Palacio, 18′ st Jonathan

HELLAS VERONA: 1 Rafael; 29 Cacciatore (30′ st Martinho), 18 Moras, 22 Maietta, 3 Albertazzi; 26 Sala, 5 Donati (41′ st Cirigliano), 7 Marquinho (41′ st Cacia); 2 Romulo, 9 Toni, 15 Iturbe

INTER: 1 Handanovic; 14 Campagnaro, 23 Ranocchia, 35 Rolando; 2 Jonathan, 13 Guarin (29′ st Kovacic), 19 Cambiasso, 88 Hernanes (47′ st Kuzmanovic), 33 D’Ambrosio (25′ st Zanetti); 8 Palacio, 9 Icardi

Ammoniti: 28′ Donati, 6′ st Cambiasso, 9′ st Albertazzi.

Le parole di Mazzarri nella conferenza stampa prepartita trovano conferma nei fatti: giocano gli stessi che hanno fatto una buona partita domenica contro il Torino; l’unico cambio è dovuto al risentimento muscolare dell’ultimo minuto di Nagatomo sostituito dal nuovo arrivato D’ambrosio alla prima da titolare.

Mandorlini ripropone il solito 4-3-3 spostando Romulo a destra nel trio offensivo e concedendo l’esordio da titolare a Sala, in difesa Cacciatore a destra con più libertà di attaccare rispetto ad Albertazzi sulla sinistra.

Primo tempo

Inter compatta, corta che preferisce arretrare per difendere bassa e non lasciare spazio ai veloci Iturbe e Romulo, gli esterni d’attacco veronesi sono presi in consegna da Jonathan e D’Ambrosio lasciando così il compito a Rolando e Campagnaro di raddoppiare dove serve. Il centrocampo molto vicino impedisce invece ogni tentativo di penetrazione centrale. In attacco il meglio viene dalla fascia destra dove Jonathan attacca e mette in difficoltà Albertazzi, a sinistra c’è invece più confusione per D’Ambrosio, forse tradito dall’emozione dell’esordio. I movimenti tra le linee di Palacio sono decisivi per  creare superiorità sulla trequarti, mentre Icardi si fa valere tra Moras e Maietta. Nerazzurri in difficoltà solo nei 20 minuti successivi al gol del vantaggio quando, il grande pressing della squadra di Mandorlini e diversi errori banali, impediscono tutti i tentativi di ripartenza, ricordando in questo gli errori fatti nel secondo tempo di domenica contro il Torino.

Al 5° dopo una combinazione sulla destra tra Jonathan e Guarin arriva il cross del colombiano per il colpo di testa di Icardi fermato dalla traversa mentre Rafael osserva immobile; 2 minuti più tardi è ancora il numero 9 nerazzurro ad anticipare Moras sul traversone sempre da destra di Palacio ma il nuovo colpo di testa termina a lato. Un ottimo lancio di Guarin di 40 metri all’11° trova sempre la giovane punta interista al limite dell’area, lo stop è buono ma Maurito perde il corpo a corpo con Moras.

Al 13° l’Inter passa in vantaggio: Jonathan riceve palla da una rimessa con le mani e punta Albertazzi, il difensore va a terra dopo un paio di finte del laterale brasiliano che a quel punto può mettere in mezzo un preciso cross rasoterra per Palacio che insacca senza difficoltà. Al gol seguono 20 minuti di predominio territoriale del Verona che chiude l’Inter nella propria metà campo ma che non riesce a creare pericoli per la porta difesa da Handanovic. La grinta, la concentrazione e la determinazione dei difensori nerazzurri hanno la meglio mentre i centrocampisti sembrano meno reattivi e arrivano spesso secondi sul pallone. Alla fine si registrano solo due occasioni per Guarin quando la squadra di Mazzarri esce dall’affanno del pressing gialloblu: al 33′ da posizione angolata dopo uno scambio con Jonathan il colombiano tira sul primo palo ma Rafael si fa trovare pronto e respinge, al 43′ dopo una nuova azione sulla destra tira altissimo dal limite dell’area.

Secondo tempo

Squadre più lunghe e pressing e intensità dei gialloblu che vanno a scemare con il passare dei minuti. Negli spazi più ampi sono soprattutto Hernanes e Iturbe a esaltarsi, con il centrocampista brasiliano più decisivo dell’avversario. L’ingresso di Zanetti spegne definitivamente la spinta di Romulo sulla sinistra mentre quello di Kovacic restituisce all’Inter maggior fluidità di manovra grazie alla capacità del giovane croato di giocare di prima.

La prima occasione è veronese: al 52° Iturbe si lancia sulla fascia e butta un cross in mezzo dalla trequarti che arriva a Toni dopo il liscio di Ranocchia, Rolando è pronto a contrastare l’attaccante italiano e a non farlo girare, Ranocchia invece ha il merito di intercettare il successivo cross di Iturbe per il solitario Romulo dall’altra parte dell’area. Sventato il pericolo l’Inter riprende il controllo delle operazioni e sfiora il raddoppio in due occasioni: Hernanes su punizione colpisce la traversa e Guarin dal limite dell’area ha la possibilità di calciare indisturbato dopo la sponda di Icardi ma nemmeno stavolta inquadra lo specchio della porta. Iturbe dalla sinistra salta prima Jonathan e poi Campagnaro e si invola all’interno dell’area da dove tira a lato senza impensierire Handanovic. Al 63° Jonathan raddoppia per i nerazzurri: triangolo di trenta metri con Hernanes che restituisce palla al laterale brasiliano dentro l’area, il primo tiro è goffo e viene respinto da Rafael ma il Divino è caparbio e arriva prima di tutti a ribadire in rete. I gialloblu hanno un’ultima occasione al 72° con Moras che libero in area manda alto un facile colpo di testa su cross dalla sinistra di Marquinho. Rimane giusto il tempo per ammirare un paio di accelerazioni di Kovacic che portano a un cross deviato e a un tiro dal limite troppo debole e la partita finisce con la meritata vittoria nerazzurra.

4 come le vittorie con Hernanes titolare

4 come le vittorie con Hernanes titolare

Il mister

La qualità e la consistenza di Hernanes a centrocampo si fa sentire, così come la possibilità di schierare con continuità due punte che bene si completano tra di loro, Palacio bravissimo a giocare negli spazi tra le linee e Icardi a dare profondità alla squadra. Dall’ultima sconfitta è cambiata soprattutto la concentrazione dei giocatori: niente più cali di tensione e molta determinazione su tutti i palloni. Il miglioramente generale psicofisico e il nuovo ordine in società sono strettamente legati tra di loro, sembra di vedere una squadra che gioca comunque per riconfermarsi al di là del risultato, da questa sensazione provengono i segnali più confortanti per un buon finale di stagione.

I più

Ranocchia: Toni è un attaccante rognoso e dedito all’arte del tuffo, per una volta Andrea dimostra di saper usare anche le maniere forti.

Jonathan: nel giorno dell’esordio di D’Ambrosio dimostra perchè fino a questo momento ha sempre giocato lui titolare.

Hernanes: dopo un primo tempo sottotono prende in mano il centrocampo, adesso gli manca solo il gol.

I meno

Guarin: sempre a corrente alternata anche se sembra sempre meno impulsivo partita dopo partita, ancora non basta per costruire un centrocampo da Champions.

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.