Il punto della situazione ®

Benvenuti a “Il punto della situazione”®, il nuovo show che vi prende a schiaffi con la realtà. Notizie crude, verità a nudo, indiscrezioni vedo-non vedo e rivelazioni con le zinne di fuori, per uno strip-tease informativo che vi farcirà di saccenza permettendovi di fare bella figura coi colleghi in ufficio, con gli amici al bar e anche con la regina d’Inghilterra*, se mai avrete la possibilità di incontrarla.

La puntata inaugurale de “Il punto della situazione”® è dedicata, ovviamente, all’Inter di Mazzarri. Per approfondire insieme i temi della compagine nerazzurra avevo pensato di invitare Carl de Wraas, illustre etologo della Emory University di Atlanta; poi però ho realizzato che non c’entrava un cazzo di niente con tutto questo, e quindi ho contattato il professor Spartaco Mastropasqua, insegnante di storia in pensione, che non c’entra un cazzo neppure lui ma almeno con due lire viene in treno da Montevarchi e non se la mena perché fa il professorone in America.

Il nostro programma, del quale sono orgogliosamente il produttore esecutivo, prevede un’intervista all’ospite della settimana, nella quale verranno sviscerati temi di stretta attualità; giornalismo vecchio stile, senza tanti fronzoli, condotto per puro amore dell’inchiesta.
Terminata la necessaria introduzione, ed essendo il professore pronto a chiarirci le idee, vi lascio all’intervista e vado a farmi gli affaracci miei. Divertitevi e non sporcate.

*recentemente, Elisabetta si è messa in contatto con me, rivelandomi di essere una mia grande fan. Per ringraziarla, ho accettato l’invito a prendere un thè a casa sua; dopo un po’ che parlavamo, l’atmosfera ha cominciato a scaldarsi, quindi abbiamo stappato qualche bottiglia di vino, abbiamo messo su un disco di Barry White, ci siamo tolti i vestiti a vicenda, lasciando che i nostri corpi nudi e umidi si sfiorassero, e poi abbiamo giocato per 5 ore a Backgammon. Poi sono tornato a casa.

 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE®

Parte la sigla. In studio è già tutto pronto: il cameraman fa il conto alla rovescia per la messa in onda. Quando scocca lo zero, l’intervistatore prende la parola:

INTERVISTATORE: “Buonasera e benvenuto, professore. Saltiamo i convenevoli e veniamo subito al sodo, come piace a me: che cosa ne pensa del pareggio di Napoli?”

OSPITE: “Intanto buonasera a tutti gli spettatori collegati, per me è un grande onore essere qui a “Il punto della situazione”®. In relazione alla partita di Napoli, vorrei partire con alcune considerazioni tattiche: in particolare, per iniziare, intendo soffermarmi sul terzetto difensivo interista. Di quelli che sono scesi in campo domenica – Campagnaro, Ranocchia, Rolando – soltanto il primo è adatto alla difesa a tre; gli altri due sono essenzialmente giocatori dalle caratteristiche speculari, che renderebbero al meglio come centrali in una difesa a quattro (anche se non li schiererei insieme nemmeno lì vista, appunto, la loro specularità)”

L’intervistatore e il resto dello staff si scambiano sguardi perplessi.

O: “Dirottando uno di loro sul centro-sinistra (nel caso di domenica, Rolando) si snatura il senso stesso della difesa a tre; nel ruolo di “mezzo terzino”, se così vogliamo chiamarlo facendo un parallelo con la dicitura “mezz’ala”, serve un giocatore che sia in grado di accompagnare l’azione sulla fascia di competenza, rappresentando un’opzione di passaggio anche nella fase offensiva, e, occasionalmente, di portarsi al cross. Un centrale puro come Rolando, in quella posizione, non può certo garantire questo tipo di lavoro e quindi, di fatto, fa perdere un aspetto importante del modulo schierato dall’allenatore. Vero è che Rolando è stato schierato in quella posizione per l’assenza di Juan Jesus; ma, secondo me,  nemmeno il giocatore brasiliano è adatto per questo ruolo, che si trova dunque ad essere permanentemente occupato da giocatori che mancano delle caratteristiche giuste per interpretarlo al meglio”

Visibilmente spiazzato, l’intervistatore si guarda attorno senza sapere bene che cosa fare.

O: “Così come Rolando, anche molti altri giocatori sono o sono stati schierati in posizioni differenti da quelle che gli appartengono: penso a Kovacic, ad Alvarez, a Guarin, a Belfodil e anche, in un certo senso, a Palacio. Schierare molti giocatori fuori posizione, chiaramente, non può causare altro che un’errata interpretazione del modulo e del sistema di gioco preparati, che, anche se molto efficaci, non possono certo dare i risultati sperati. Se mettiamo insieme Rolando che non può svolgere al meglio il ruolo di terzo di difesa, Kovacic che non è in grado di giostrare dietro all’unica punta, Alvarez che fa fatica a fare la mezz’ala (per quanto le sue prestazioni siano comunque di buono e finanche ottimo livello, per quanto concerne la fase offensiva), Guarin che vaga senza una precisa collocazione e tutto il resto, non si fa che accatastare uno sopra l’altro una serie di errori, le cui conseguenze, sommate, portano ad una perdita di identità della squadra e ad una confusione che poi si rifletteranno inevitabilmente sui risultati”

Il presentatore si schiarisce la voce, sussurra “sì” annuendo in direzione di un cameraman e poi riprende la parola.

I: “Professor Mastropasqua, io pensavo che avessimo invitato un vecchio rincoglionito che senza le sue pasticchine non è nemmeno in grado di ciucciare il semolino dal piatto. Lei invece ha dimostrato di saper esprimere una sua opinione concernente l’aspetto tecnico-tattico del gioco”

Il presentatore porta una mano al taschino della giacca.

O: “Beh, la ringrazio, ma intanto vorrei precisare che io non sono il p…NO FERM”

L’ospite cade a terra esanime. Il presentatore, con un gesto rapidissimo, ha estratto la pistola e lo ha freddato.

I: “Nessuno fa il saputello nella mia trasmissione” [dice, soffiando sulla canna come un vero cowboy. Poi, rivolto al resto della troupe:] “Spostate questo cadavere e chiamatemi de Wraas ad Atlanta, la puntata la finiamo con lui. Quello fa l’etologo, mica si metterà a parlare di Rolando di qui, Rolando di là”

DELEGATO DI PRODUZIONE: “Ma il produttore ha detto…”

I: “Me ne frego di quello che dice il produttore. Tanto non se ne accorge nemmeno, sarà al telefono con quella troietta inglese che ha conosciuto la settimana scorsa”

DP: “Dice che ci ha preso un thè”
[si porta il telefono all’orecchio] “Vabbè, te lo chiamo. Cinque minuti di pausa!”

Nel frattempo, entra nello studio una corpulenta badante moldava che spinge una carrozzina con sopra un uomo molto anziano, che cerca di ciucciare del semolino da un piatto.

BADANTE MOLDAVA: “Arrivato professor Mastropasqua”

I: [noncurante, mentre gli sistemano il trucco] “Il professor Mastropasqua è morto, piccola. Il professor Mastropasqua è morto”

BM: “Morto un cazzo, oggi cambiato pannolone lui tre volte”

PROFESSOR MASTROPASQUA: “Altri cinque minuti e andiamo per la quarta”

Il delegato di produzione va verso la badante.

DP: “Chi è lei? Cosa vuole? Guardi che per oggi abbiamo già avuto abbastanza problemi”

BM: “Io porto professor Mastropasqua, avete invitato voi, io mica diverto a portare in giro vecchio bacucco”

DP: “Ma se il professore è stato appena…[il delegato si interrompe un attimo, pensando a quelle che erano state le ultime parole dell’ospite brutalmente ucciso poco prima]…senta, favorisca i documenti”

BM [dopo aver estratto il portafogli dalla borsa]: “Ecco qua. Piacere, Maria Sharapova”

DP: “Ma non i suoi, quelli del bacucco”
[poi, riflettendo su quanto udito e guardando il nome scritto sui documenti consegnatigli dalla badante] “Davvero si chiama…Maria Sharapova?”

La badante sorride palesando un certo orgoglio, con grande dignità, poi consegna al delegato – visibilmente colpito – i documenti dell’anziano. Le loro mani si sfiorano, i due si guardano con pudore ed anche con una punta di imbarazzo.

DP [staccato lo sguardo dalla badante e rivolgendosi all’intervistatore]: “Oh, mi sa che ha ragione, qui c’è scritto “Mastropasqua”, di professione insegnante”

I: “E allora a chi ho sparato?”

DP: “Penso che te lo stesse per dire, prima che tu lo facessi fuori”

I [sprezzante]: “Aveva parlato anche troppo”

Al delegato squilla il telefono.

DP: “C’è de Wraas in linea da Atlanta”

I: “Bene, ricominciamo subito”

BM: “E professore?”

DP: “Ormai che siete qui faremo in modo di tirarlo in mezzo, Maria. Stai tranquilla”
Gli sguardi del delegato e della badante si incontrano di nuovo, per pochi secondi carichi di intensità.

La registrazione del programma ricomincia. De Wraas, raggiunto in collegamento telefonico, viene messo in viva voce.

I: “Buonasera, dottor De Wraas”

DW: “Chi parla? Ma lo sa che ore sono?”

I: “La chiamo per l’intervista, sono de “Il punto della situazione®”

DW: “Ah, il programma preferito dalla regina d’Inghilterra?”

I: “Precisamente!”

DW: “Lo sanno tutti, ormai. Eh, quel thè!”

Messaggio subliminale: una volta ho visto Pato al museo di Anna Frank

Nel frattempo, mentre in studio l’intervista va avanti, il delegato cinge con passione la badante in uno dei camerini.

DP: “Devo averti, Maria”

BM: “Ma professore è lì che ci guarda”

DP: “Ma è mezzo addormentato! Ti vergogni di un povero vecchio?”

BM: “No, già fatto mentre vecchi mi guardavano. Diverse volte”

DP: “E allora?”

BM: “Ma vecchi pagavano per stare lì”

Il delegato si avvicina di soppiatto al professor Mastropasqua, gli infila una mano nella giacca afferrando il portafogli e ne trae 50 euro. Maria fa un chiaro cenno d’assenso.
Riposto il portafogli, il delegato si avvia desideroso verso la sua corpulenta preda, ma una voce alle sue spalle ferma il suo incedere:

PROFESSOR MASTROPASQUA: “Prendine altri 20 e vieni a girarmi, che da qui ci vedo poco”

GigiDiBiagio ha un destro al fulmicotone

Nello studio, l’intervista è alle battute conclusive. L’intervistatore è soddisfatto dalla piega presa da de Wraas, che gli sta parlando degli interessanti esperimenti cognitivi che conduce giornalmente sui suoi scimpanzé. Intanto, il direttore di rete, arrivato da poco per controllare la situazione, nota uno strano sacco nero posto in un angolo dello studio. Incuriosito, va a dare un’occhiata; man mano che si avvicina, però, la curiosità lascia spazio al terrore. Scuotendo lievemente il sacco,riesce a vedere cosa c’è al suo interno, e ne rimane comprensibilmente sconvolto.

DIRETTORE DI RETE [urlando disperato, mentre corre portandosi al centro dello studio]:
“Che…che cazzo ci fa Mazzarri con una pallottola in testa dentro a un sacco della spazzatura?????”

Sgrigna tromba più di Icardi

Sigla finale. Arrivederci alla prossima puntata.

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.