Piazza Giacinto Facchetti

“L’umanità di papà Giacinto starebbe bene in una via”

Gianfelice Facchetti, figlio della bandiera dell’Inter e della nazionale, a fianco della Gazzetta nella campagna per rimodellare la toponomastica della città tenendo conto anche dei suoi grandi campioni

Rimettere in gioco la memoria della nostra città partendo dalle vie che spesso percorriamo ignari, è un bel modo di rileggere la storia dello sport, riconoscendo agli atleti e alle loro discipline quello che di buono hanno rappresentato per tanti di noi. Palestre, piscine, piste, stadi e campi, in tutto il nostro Paese sono i custodi delle storie di uomini e donne che da tribune e spalti da sempre vengono eletti a simbolo, consacrati per investitura popolare. Non può che farmi piacere trovare il nome di mio padre accanto a quelli di Bartali, Pozzo, Mangiarotti e via… È l’ennesimo riconoscimento di stima che viene dalla strada e dalle persone che in quell’andirivieni ci spendono la vita.

accolto da milano — La storia di Facchetti calciatore è partita da lì, nelle vie di un quartiere popolare dove diede i primi calci e si bucò il primo pallone. Milano lo accolse e lo adottò come fa con chi non le volta le spalle, accompagnandone le gesta dall’esordio a San Siro fino al passo d’addio. Partendo da lì e girando poi l’Italia ho continuato a raccogliere frammenti di quell’umanità, l’eredità più preziosa che mio padre potesse lasciarci.

l’appello — Un mito dello sport, un campione, nasce grazie a un incontro: tra l’atleta in campo coi muscoli tesi e lo spettatore fuori col cuore in mano (e la Gazzetta sottobraccio!); protagonisti inseparabili affinché l’incantesimo non si rompa. Un gol, una tappa, un record… nessuno corre, salta o segna solo per se stesso, lo fa sempre per la specie degli sportivi. Intitolare una via a mio padre, farlo per un uomo o donna di sport, è restituirlo alla gente, alle voci e agli occhi che restavano un tempo incantati per un piccolo prodigio di ossigeno e tecnica. Chissà mai che riportando certi volti e nomi nei nostri viali, accanto ai marciapiedi, in mezzo agli alberi e alle ciclabili, non ci torni la voglia di popolarli davvero, ricordando con Gaber che “bisogna ritornare nella strada, nella strada, per conoscere chi siamo!”.

Gianfelice Facchetti

Fonte: gazzetta.it

L’invito che rivolgiamo a tutti è quello di votare per avere a Milano una via o una piazza intitolata al nostro grande Giacinto Facchetti.

Noi siamo Giacinto Facchetti!

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