Parma-Inter 3-1

Marcatori: 13′ Sneijder, 8′ st Marques, 10′ st Giovinco, 37′ st Biabiany

Parma: 1 Pavarini; 5 Zaccardo, 29 Paletta, 6 Lucarelli; 2 Jonathan, 80 Valiani (32′ st Santacroce), 17 Valdes, 8 Galloppa, 7 Biabiany (41′ st Modesto); 32 Marques (20′ st Okaka), 10 Giovinco
A disposizione: 92 Gallinetta, 24 Musacci, 4 Morrone, 22 Palladino
Allenatore: Roberto Donadoni

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 55 Nagatomo (1′ st Faraoni); 19 Cambiasso, 5 Stankovic (14′ st Zarate), 20 Obi; 11 Alvarez (27′ st Pazzini), 10 Sneijder; 22 Milito
A disposizione: 12 Castellazzi, 23 Ranocchia, 37 Faraoni, 18 Poli, 41 Duncan.
Allenatore: Andrea Stramaccioni

Quella andata in scena ieri sera al Tardini è stata l’ennesima partita strana, pazza,  che è un po’ lo specchio di questa travagliata stagione. Primo tempo buono a tratti giocato molto bene e, soprattutto,  senza correre grossi rischi, nel quale Sneijder era riuscito a trovare il gol del vantaggio su un bell’assist di Stankovic, nell’occasione capitano di giornata.  Il match pareva sotto controllo, ben gestito, sino al fatale errore di Lucio che spianava la strada al pareggio gialloblu ad inizio ripresa.  Anziché rinviare il numero 6 nerazzurro si avventurava in un pericoloso dribling  facendosi rubare la palla da Giovinco; il fantasista ducale appena dentro l’area serviva il liberissimo Marques  che non aveva difficoltà a mettere in gol. Una manciata di secondi dopo arrivava incredibilmente il gol del 2-1. Ancora Giovinco scattava sul filo del fuorigioco ed infilava il pallone alle  spalle di Julio Cesar con una conclusione di potenza. Nel giro di due minuti risultato ribaltato. A questo punto Stramaccioni correva ai ripari, togliendo dal campo prima Stankovic a beneficio di Zarate e poi inserendo Pazzini in sostituzione di un evanescente Alvarez. E i cambi parevano dare i frutti sperati, con la squadra che si riversava in avanti, creando ben quattro nitide occasioni per il pareggio. L’imprecisione degli avanti nerazzuzzi e la bravura di Pavarini però ci negavano la gioia del gol. E come spesso succede nel calcio lo spettro della legge non scritta  “gol sbagliato gol subito” si materializzava con il gol di Biabiany, che a una decina di minuti dal termine chiudeva l’incontro.

La sconfitta di ieri sera di fatto, pur mancando ancora la conferma della matematica, preclude quasi ogni possibilità di raggiungere il terzo posto. Gli obiettivi rimasti, seppur di secondo piano, sono due: cercare di centrare l’accesso all’Europa League senza passare dai preliminari (il quarto posto alle spalle del Napoli ce lo consentirebbe) e battere i cugini nella stracittadina di domenica prossima. A mio modo di vedere sono pura follia certi ragionamenti che ho sentito in questi giorni sullo scegliere quale sia il male minore per la vittoria finale del campionato. Regalare volutamente punti a una qualsiasi di quelle due squadre è un’ipotesi che mi fa letteralmente rabbrividire.  Per cui lancio un appello: da interisti evitiamo di avventurarci in certi sproloqui.  Tra la peste e il colera non si sceglie (cit. Peter Popara).

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