Inter-Catania 2-2

Un punto guadagnato o due punti persi? Dopo averci pensato attentamente non sono ancora riuscito a dare una risposta al quesito. Si, perchè ieri sera a S.Siro è andata in scena l’ennesima follia di una stagione ancora più folle. Ranieri parte con un 4-4-2 atipico, con Milito e Pazzini di punta e Forlan schierato in fascia sinistra. In mezzo al campo i due centrali sono Palombo e Cambiasso, mentre a destra c’è il giovane Faraoni. In difesa, davanti a Julio Cesar, coppia centrale Lucio-Samuel con Nagatomo e Zanetti terzini.

L’Inter parte bene ed è proprio Forlan il più attivo. Il Cacha si mette in mostra con alcune buone giocate ed un paio di conclusioni da fuori che però non impensieriscono più di tanto il portiere avversario. Al 16′ l’Inter ha l’occasione di passare in vantaggio: su cross di Milito dalla destra Forlan calcia di destro al volo, ma Carrizo non si fa sorprendere e respinge la conclusione. Passano quattro minuti e, come accaduto anche col Bologna, il Catania al primo vero affondo va in vantaggio. Gomez scatta sul filo del fuorigioco e, dopo aver evitato il tentativo di recupero di Nagatomo, batte Julio Cesar con una conclusione imparabile sul secondo palo. L’Inter accusa il colpo e sembra crollare soprattutto a livello psicologico. La squadra ha paura e ripiomba nell’incubo dal quale stava faticosamente cercando di uscire. Il Catania  fa la partita e sembra averla in pugno. Al 38′ arriva il raddoppio dei siciliani. Lancio per Marchese che, in netta posizione di fuorigioco non rilevata dal guardalinee, dalla sinistra serve Izco che a porta vuota spinge il pallone in rete, nonostante il disperato rinvio di Nagatomo giunto però con la palla ormai  al di la della fatidica linea bianca. Tutto gira storto e anche gli episodi arbitrali non ci sono favorevoli. Ad altre squadre, chissà come mai, certe cose accadono ma a favore. Finisce così il primo tempo, con i rossoazzurri in vantaggio di due gol.

Nell’intervallo Ranieri sostituisce Faraoni con Senijder, passando ad uno spregiudicato 4-2-3-1. La sostituzione però non sortisce gli effetti sperati e addirittura sono ancora gli uomini di Montella a sfiorare per ben tre volte la terza segnatura. Al 16′ doppio cambio nelle file interiste: fuori gli spenti Cambiasso e Palombo, dentro Obi e Poli. Le sostituzioni danno gli effetti sperati e, pur non entusiasmando ne creando gran che, la squadra riesce ad essere più dinamica. Il Catania abbassa il ritmo e si ritrae un po’, lasciando spazio ai nostri attacchi. Al 26′ finalmente si spezza la maledizione. Forlan prende palla sulla sinistra e dopo un paio di finte scarica in porta. Carrizo non è impeccabile e la palla si infila in rete. E’ l’episodio della svolta tanto atteso, quello che può dare la scossa e cambiare le cose . Ed infatti i ragazzi ora ci credono e  nove minuti dopo arriva il gol del pari. Forlan serve Milito che appena entrato in area  scarica un destro incrociato terrificante che si insacca sotto la traversa. 2-2 e palla al centro. Mancano solo dieci minuti alla fine ma di emozioni ce ne saranno ancora tante. Capovolgimenti di fronte continui, con le squadre ormai lunghe, entrambe alla ricerca del colpo del KO. A sfiorarlo per primo è il Catania, ma la il tiro del nuovo entrato Seymour è debole e Julio Cesar può bloccare. Al 45′ su assist di Obi è Pazzini ad avere la palla buona, ma la sua conclusione ravvicinata (dopo uno stop un po’ sospetto con il braccio) è respinta di piede da Carrizo. Il forcing interista continua, ma lo sforzo finale produce solo due corner. Termina  così una serata folle e io sto ancora cercando di dare una risposta alla domanda iniziale.

 

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