Roma-Inter 4-0

Inesistente, impalpabile. Con queste due parole si può riassumere l’Inter vista oggi a Roma. La squadra di fatto non è mai stata in partita, se non per una decina di minuti nella parte centrale del primo tempo. Poco da dire, il risultato è giustissimo e arriva più per nostri demeriti che per la prestazione offerta dai giallorossi. Squadra bassa ad aspettare ma in balia degli gli avversari, incapace di recuperare palla e ripartire, come aveva fatto invece perfettamente nella partita col Milan di appena due settimane fa. Sono apparse nette le difficoltà sia in fase difensiva che offensiva e le  quattro occasioni concesse nei primi dieci minuti di gioco stanno li a dimostrarlo. E questo nonostante una mediana di sostanza, che sulla carta avrebbe dovuto garantire più solidità e copertura. Le punte sono apparse troppo isolate e l’assenza di un giocatore capace di fare da raccordo tra centrocampo e attacco si è fatta sentire pesantemente. Sicuramnte il gol di Juan dopo solo 12’ ha spianato la strada ai giallorossi, ma lo è altrettanto che sino a quel momento solo la bravura di Julio Cesar aveva evitato la capitolazione. Neanche dopo lo svantaggio la squadra è riuscita a scuotersi, rimanendo in una sorta di torpore e vivacchiando sino alla mezz’ora, quando finalmente i ragazzi sono riusciti a creare un minimo di gioco. E proprio nel momento in cui si intravedevano timidi segni di risveglio, il gol di Borini in contropiede al 41’ ha chiuso di fatto l’incontro.
Nell’intevallo fuori Cordoba per Samuel (costretto ad uscire per un affaticamento muscolare) e Poli per Pazzini. Quest’ultimo cambio ha lasciato tutti piuttosto perplessi e personalmente l’ho interpretato più come il tentativo di limitare i danni, piuttosto che  di cambiare il volto di una squadra apparsa in netta difficoltà. Tentativo peraltro fallito dopo appena 3 minuti, quando Borini ha chiuso definitivamente il discorso mettendo a segno la rete del 3-0. Da li all’89’, minuto in cui Bojan ha siglato il gol deldefinitivo 4-0, la partita è scivolata via senza episodi degni di nota, se si esclude l’ingresso in campo di Faraoni al posto di  Maicon.
Trovare il lato positivo oggi è veramente difficile. L’unica nota lieta della giornata è che se Sparta piange Atene non ride, visto che nessuna delle quattro squadre che ci precedono è riuscita a raccogliere bottino pieno, lasciando di fatto invariata la situazione in classifica. Se si vuol ambire a qualcosa di più dell’attuale quinto posto bisognerà invertire subito il trend negativo che ha visto l’Inter raccogliere un misero punticino nelle ultime tre partite. E proprio alla luce dei risultati delle dirette concorrenti,  non potendo assolutamente recriminare per la sconfitta di oggi, pensare ai punti lasciati per strada con Lecce e Palermo fa ancora più male.
L’imperativo adesso è quello di ritrovarsi e sfruttare al meglio il doppio turno casalingo con Novara e Bologna, magari recuperando più velocemente possibile tutti gli infortunati. Sneijder, Alvarez, Stankovic, Samuel e il nuovo arrivato Guarin, sono giocatori di cui oggi l’Inter ha dimostrato di non poter proprio fare a meno. Iniziare ad handicap è sempre difficilissimo e, come abbiamo visto anche l’anno scorso, prima o poi si paga dazio. Rialzarsi e ripartire: lo abbiamo già fatto e lo rifaremo.

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