Le vittorie immeritate hanno un altissimo peso specifico

Inter-Lazio è il secondo spartiacque della stagione, dopo la vittoria di Mosca (unico segno lasciato da Zarate).

È stata la peggiore Inter dalla trasferta senese: pochissime occasioni create, un numero esorbitante di errori di misura (l’orrido prato ci mette del suo), fin troppo prevedibili carenze dinamiche.

Mancava Thiago Motta, e non si capisce come si possa pensare di sostituirlo sensatamente l’ultima settimana di gennaio.

Alvarez è stato dannoso, ma è pur sempre suo il sinistro che ha chiuso il triangolo con il chirurgico Milito di questo avvio di 2012. Con il rientro a regime di Sneijder, Alvarez tornerà in panchina, a meno che Ranieri non riesca a togliere 10 anni al passaporto dei dioscuri argentini.

Sembrava impossibile prima della sosta, ora il terzo posto è alla portata.

Quello è il limite.

Nonostante abbia fatto di tutto per complicarsi la vita, a partire dalla cessione di Pirlo, il Milan (se non si rompe Ibra) resta di un’altra categoria, 8-10 punti superiore all’Inter.

La sorpresa è bianconera.

Imbattuta, con la miglior difesa, giocando solo una volta a settimana,la Juveè stata risparmiata dagli infortuni, ed è apparsa quasi sempre superiore all’avversario sul piano dinamico e del numero di occasioni create. Ha avuto fortuna, ovvio: poteva perdere a Catania e a Napoli, la sorte l’ha baciata quando Pazzini ha stampato un colpo di testa sulla traversa e sul rovesciamento di fronte Marchisio ha segnato; ma poi la partita l’ha dominata…

I 35 punti dell’Inter a me paiono giusti, sono quelli meritati sul campo.

Non meritava di perdere a Palermo, meritava di batterela Romae la partita col Napoli è stata stravolta da Rocchi; al contrario, l’Inter non meritava di battere Siena e Lazio. Quanto alle decisioni arbitrali, osservando il trattamento riservato a Milan e Juve, mi sembra che l’Inter sia ancora a credito.

80 punti non sono mai bastati negli ultimi 4 campionati (82 il punteggio minimo): non basteranno nemmeno stavolta. Nessuno ha mai vinto lo scudetto facendo solo 35 punti in un girone, ma giusto per inseguire miraggi, se l’Inter fosse capace di ripetere lo sbalorditivo girone di ritorno condotto da Leonardo (47 punti), sarebbe effettivamente in corsa per il massimo obiettivo.

Servono 15 vittorie e 2 pareggi in 19 partite… Piuttosto, per il terzo posto, a quota 73-75, l’Inter dovrà guardarsi dalla Roma.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.