Who rules this city?

Ristorante di periferia, ora di cena. Seduti al loro tavolo, due uomini attendono di poter ordinare.

 

 “Garzone? Garzone? Insomma, quanto dobbiamo aspettare per mangiare qualcosa?”

 

 

 

 “Postu di merda”

 

 

 

Nel frattempo, in cucina, come ogni lunedì, un cameriere martella il cuoco narrandogli le mirabolanti imprese da lui compiute nella serata precedente.

 

 “E allora c’erano questi due, che mi guardavano storto, che non mi volevano far passare, e io mi sono messo a ridere e gli ho detto, baciatemi il culo, e..”

 

 

 

  “Sì, va bene, dai, ora però vai un attimo di là perché..”

 

 

 

 “Aspetta, aspetta, fammi finire che ora viene il bello…dicevo, baciatemi il culo, ecco, poi gli ho sputato. “Ora vi faccio vedere chi comanda in questa città”, gli dico. Allora questi mi vengono addosso, ma io, ehi, [il cameriere comincia a girare intorno al cuoco, mimando con foga le azioni], destro, sinistro, tunnel, doppio passo…”

 

Il maitre, infuriato, irrompe in cucina.

 

 “Senti, buffone, di là ci sono due clienti che aspettano da mezz’ora. Che vogliamo fare?”

 

 

 

Imprecando a bassa voce, il cameriere va a prendere il blocchetto.

 

 “Poi finisco di raccontartela eh, che ce ne sono ancora delle belle”

 

 

 

 “Torna presto, che non vedo l’ora”

 

 

 

Il cameriere si dirige al tavolo dei due clienti. Giunto a pochi passi da loro, li riconosce e si ferma. Trasalisce. Tirato un bel respiro, si fa coraggio e raggiunge il tavolo.

 

 “I..i signori vogliono ordinare?”

 

 

 

[tra il sorpreso ed il divertito]. Ohohoh, ma guarda un po’ chi abbiamo qui. Questa è bella. Da non crederci, veramente.

 

 

 

 “…….”

 

 

 

 “Hai visto chi c’è? C’è il comandante!”

 

 

 

 “Uhm.”

 

 

 

 “Beh, perlomeno, dopo ieri sera ti reggi ancora in piedi. Non è poco, direi”

 

 

 

  “Ehmmm..I…i…i..signori vogliono ordinare?

 

 

 

 [bonariamente] “Massì, massì dai, ordiniamo. Allora, vediamo un po’..per me, patatine e bistecca. Le patatine non fritte, scottate, in poca acqua, per due minuti. La bistecca poco cotta, al sangue ma non troppo rosso, frittelle, succo di pomodoro e tanto caffè nero. Avete i rognoncini al cognac?”

 

 

  “C-c-come?”

 

 

 

 “I rognoncini. Al cognac. Ce li avete?”

 

 

 

 “N-n-no signore, non ce li abbiamo. [cercando di ricordare] Allora, patatine fritte..”

 

 

 

 “NON FRITTE, SCOTTATE! In POCA acqua! Non è difficile, perdio!”

 

 

 

 “Mi scusi, signore. Bistecca al sangue, frittelle, succo di pomodoro, caffè nero. Per lei, invece?”

 

 

 

  “…..”

 

 

 

 

 

 

 

“Bu!”

 

 

 

 

 

 

 

Il cameriere fugge via. Grasse risate al tavolo.

 

 “Ehi, hai visto l’animale come è andato via scodinzolando?”

 

 

 

Il cameriere torna in cucina con le ordinazioni e si riappiccica al cuoco. Nel frattempo, al tavolo..

 

 “Andiamu via?”

 

 

 

 “Ok”.

 

 

 

I due, uscendo dal locale, passano davanti alla cucina. La porta è aperta, si sente chiaramente una persona che ride.

 

 “Sai perché rido? Perché mi immagino le facce che farebbero se li incrociassi di nuovo. Mi toccherebbe dargli un’altra lezione..doppio passo, elastico..”

 

 

 

[N.B.: per motivi di comodità, Samuel ed Ibra si esprimono in un italiano correttissimo e privo di accenti. Sennò, già  ci si confonde con queste mille facce, se mi metto pure a far parlare questi due come farebbero normalmente non ci si capisce più un cazzo] [per non parlare di Muntari, che col vocabolario di cui l’ho dotato può addirittura permettersi di fare il gradasso]

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.