Chi comincia a chiedere scusa a Milito?

Sono un tifoso e l’irrazionalità dei tifosi arrivo a capirla. Meno, l’irriconoscenza. Ancora meno la greve protervia nell’abbattere e deridere quelli che furono idoli.

Il mio essere interista fa prevalere l’affetto per quasi tutti. Per Ronaldo, certo. Forse fra qualche anno pure per Vieri, perché la distanza dai fatti, nel mio caso, distilla le cose buone e lascia a macerare le cose brutte. Purché di cose buone ce ne siano… Per questo ho sempre trovato insopportabili gli interisti che se la prendevano con Diego Milito.

Ho scritto sul blog che il suo arrivo da Genova mi rendeva felice, perché da quando lo ricordo Milito è un centravanti di immensa intelligenza tattica. Si poteva dubitare della sua personalità, non della sue doti tecniche e tattiche. E quando si è cominciato a vincere le partite storiche, Milito c’era sempre… Spero di vivere abbastanza a lungo per rivedere una coppia d’attacco all’altezza di quella formata da Eto’o e Milito, per me la più forte di sempre nella storia nerazzurra.

Parlavo di gratitudine: l’ho già raccontata (sta nel download testi: “Madrid vista da Berlino“) la certezza del 2-0, l’assoluta certezza nel momento in cui Eto’o passava a Milito, sapevo che finta avrebbe fatto e dove l’avrebbe infilata. Le parole incaute, intempestive, decisamente stupide pronunciate da Milito mentre ancora sollevava la Coppa, non potevano guastare la festa. Segnavano, piuttosto, una debolezza caratteriale, l’impulsiva richiesta di gratificazione di un uomo arrivato a 29 anni prima che qualcuno si accorgesse davvero di lui.

Dai Mondiali 2010 (dove il ct argentino gli preferiva chiunque, con i bei risultati che sappiamo) a tutto il 2011, la parabola di Milito è stata agghiacciante, fra infortuni, gol sbagliati da un metro, promesse di rinascita sempre smentite. Il suo volto affilato è divenuto più rigido, anche nelle rare occasioni in cui ha lasciato il segno, l’esultanza non comunicava felicità, ma solo rabbia. Tuttavia, mai e poi mai sarei arrivato a fischiarlo.

Il Principe di Bernal era e rimane uno dei 4-5 centravanti più forti al mondo quanto a capacità di fare gioco di squadra: può sbagliare il gol o il passaggio, non la scelta che andava fatta… Resta un fuoriclasse da gestire e applaudire per averlo pronto nelle partite decisive. Gli interisti che ti hanno fischiato, caro Milito, non sanno quello che fanno.

About Taribo59

Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.