Iuliano, Padovano e un passato con cui fare i conti

Iuliano è un cognome tristemente famoso per tutti i tifosi nerazzurri: chi non ricorda il fallo del difensore bianconero su Ronaldo, ignobilmente ignorato da Ceccarini? Ma Iuliano è un cognome molto famoso anche fuori dall’ambiente calcistico, in particolare nelle città di Cosenza e Salerno: qui però la prima associazione che viene in mente quando si nomina Iuliano non è quella con l’ex calciatore Mark ma quella con suo padre, Alfredo. Alfredo Iuliano è infatti molto conosciuto sia a Cosenza, sua città natale, che a Salerno, città in cui vive oggi: giornalista, conduttore televisivo, opinionista, in prima linea sulla scena politica sia locale che nazionale (è stato dirigente di Democrazia Proletaria, oltre che uno degli estensori del testo referendario del 1986 per l’abolizione delle centrali nucleari).

Anche Padovano è un cognome conosciuto tra gli appassionati di calcio: ex attaccante di Cosenza, Napoli e di un sacco di altre squadre tra cui la Juventus. Con i non-colori bianconeri gioca 42 partite tra il 1995 e il 1997, in piena belle EPO-que agricoliana, segnando 12 gol e contribuendo a vincere praticamente tutto: due campionati, due Supercoppe Italiane, una Champions League, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale. Una carriera di tutto rispetto che prosegue anche dopo aver appeso le scarpette al chiodo: arrestato l’11 maggio 2006 per un presunto coinvolgimento in un traffico di hashish fra Marocco e Spagna, è stato condannato ieri a 8 anni e 8 mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

Un must ormai l’associazione per delinquere dalle parti della Torino senza colori, ma non è certo per questo oggi che ci ritroviamo qui a scrivere di Michele Padovano e Alfredo Iuliano. Non per questo, ma per le clamorose accuse che Alfredo Iuliano -da quella che parrebbe essere la sua pagina personale di facebook- fa piovere sulla testa di Padovano e di alcuni suoi compagni dell’epoca.

Grazie a "Rivolete anche questa?" per l'immagine

Vialli e Bachini, oltre allo stesso Iuliano e ovviamente al condannato Padovano, che avrebbe anche “responsabilità sul caso Bergamini“, l’ex giocatore del Cosenza sul cui suicidio è stato spesso sollevato più di un dubbio.

Con tutti i se e i ma del caso, detto che il post nel frattempo è stato reso privato (o cancellato?) sulla pagina facebook, detto che magari la pagina facebook stessa potrebbe essere finta e non fare capo direttamente ad Alfredo Iuliano quanto piuttosto ad un millantatore, riportiamo altre parole scritte tra i commenti da Alfredo Iuliano sul caso in questione e riportate da Virgilio Sport:

“Sono decine i calciatori vittime dello spaccio di Padovano. In questi anni ha tenuto stretti contatti di spaccio anche con qualche giornalista spacciatore cosentino. Padovano è un cancro da estirpare. Padovano era un trovatello cresciuto in un orfanotrofio, spacciava già da ragazzo, Dio gli diede l’opportunità di cambiare, invece portò la sua diabolica inclinazione anche nel calcio. E’ stato devastante.”

Inutile dire che le gravissime accuse mosse da quell’account di facebook non trovano alcuno spazio, al momento, su nessuno dei siti dei principali media nazionali, neanche su quelli che sparavano in prima pagina le dichiarazioni come “l’etica non va in prescrizione”.

Noi ci limitamo a registrare ulteriori ombre che si allungano sul passato del calcio italiano e, ancora di più, l’assordante silenzo nel quale vengono accolte. Aspettando che qualcuno smentisca e sbugiardi le dichiarazioni di Iuliano e che, in ogni caso, tenti di approfondirle per valutarne concretezza ed eventuale importanza sia dal punto di vista della giustizia ordinaria che da quello della giustizia sportiva.

Vista la gravità delle dichiarazioni e delle accuse mosse dalle fonti citate in questo post, ovviamente, Bauscia Cafè resta a disposizione degli interessati che volessero smentire quanto riportato.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.