Inter – La Mara Re Alta 1 – 2

In amore vince chi fugge, a pallone vince chi corre.

Inter – Juve è la partita della svolta, vincere per rilanciarci verso la parte alta della classifica e ritrovare nuove energie per le prossime partite. Alla fine dell’incontro possiamo dire che non c’erano le energie nè per questa nè per i prossimi incontri.

E’ quasi impossibile giocare a viso aperto contro una squadra che ha molta più corsa e molta più fame di risultati in questo momento, che ti sovrasta fisicamente anche nel gioco aereo e che senza avere giocatori fenomenali in campo, applica con molto ordine lo schema tattico voluto dall’allenatore.

Nel primo tempo l’Inter parte all’attacco e arriva 2 volte vicino al gol con Pazzini e Cambiasso, la difesa al contrario delle ultime partite prova a stare più alta e a pressare subito il portatore di palla bianconero, già dai primi minuti si può però notare che i movimenti di Vucinic, Pepe e Matri aprono con facilità la nostra retroguardia.

Alla prima occasione arriva infatti il gol di Vucinic, Lichsteiner liberissimo sulla destra crossa rasoterra per Matri che si infila tra Lucio e Chivu, Castellazzi respinge sul montenegrino che insacca.

La Juve insiste e in contropiede porta Matri due volte alla conclusione da posizione pericolosa, una volta sbaglia l’attaccante italiano e una volta è bravo il nostro portiere a uscire e chiudergli lo specchio della porta.

Nella seconda occasione diventa evidente a tutti la differente velocità delle due squadre e la nostra cattiva disposizione tattica, Sneijder perde palla al limite dell’area avversaria e immediatamente tre bianconeri si trovano in attacco contro i soli Lucio e Chivu.

Sventato il pericolo di trovarci sotto di 2 dopo quindici minuti, riusciamo con orgoglio a trovare le ultime energie a pareggiare con Maicon che, ben servito da Sneijder in area, tira con potenza e complice una deviazione di Bonucci infila il pallone sotto l’incrocio dei pali, due minuti dopo colpiamo la traversa con Pazzini che anticipa Barzagli di testa su cross del laterale brasiliano.

La Juve si riporta subito dopo in vantaggio con Marchisio che riceve palla al limite dell’area senza che nessuno lo contrasti, scambia con Matri e tira di precisione sul primo palo dove Castellazzi non arriva, difesa non protetta da nessuno in questa occasione e così i centrocampisti bianconeri hanno sempre molto spazio a disposizione per ricevere il pallone, in queste situazioni si è sentita la mancanza di Thiago Motta ligio alla consegna del mister di rimanere sempre davanti a Lucio e Chivu.

Marchisio si infila ancora negli immensi spazi della nostra metà campo qualche minuto più tardi, difesa e centrocampo dell’Inter sembrano due entità separate che non si conoscono, Pirlo mette il suo compagno solo davanti a Castellazzi che lo travolge dopo il tiro, il pallone finisce a lato e Rizzoli ci grazia.

La partita finisce praticamente qui, c’è tutto il secondo tempo nel quale però non succede nulla se non un paio di occasioni in contropiede per i bianconeri con Estigarribia e Del Piero sul finire della partita.

Questa immagine catturata al 75° con la Juve che fa possesso palla nella propria metacampo e nessuno dei nostri che riesce più a ripartire in pressing è ciò che più rappresenta il nostro momento, non mancano la voglia e l’orgoglio a questi giocatori, mancano freschezza e velocità.

L’amara realtà di una società che è stata in cima al mondo e che ha pensato di essere immortale.

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.