Una lezione per Tosel

Ma come?” potrà pensare qualcuno leggendo il titolo di questo post “nel week-end non ci sono state partite, il Giudice Sportivo non si è espresso su nulla…cosa c’è da dire a Tosel anche oggi?“. E’ vero, ne parliamo tanto del buon Gianpaolo. Forse troppo. Però abbiamo questa fissazione, cosa volete farci: ci piace evidenziare le incongruenze, le contraddizioni e, sostanzialmente, l’incapacità congenita di alcuni soggetti che sono a capo delle istituzioni calcistiche italiane. E in Tosel queste caratteristiche trovano ampio spazio. Ma andiamo con ordine.

Verona, 6 gennaio 2010: allo stadio Bentegodi si gioca Chievo-Inter, il debutto per l’Inter nell’insolito orario delle 12:30. Al 43′ del secondo tempo, con l’Inter in vantaggio per 1-0 grazie a un gol di Balotelli, Mourinho decide di sostituire lo stesso Balotelli con Arnautovic. Al momento di uscire dal campo, SuperMario si sofferma in un lungo applauso polemico nei confronti del pubblico di Verona. Subito dopo la partita spiegherà ai microfoni i motivi di quell’applauso: “Ogni volta che vengo qui il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo. Tutto questo è inaccettabile.” Si riferisce ai soliti cori razzisti, Balotelli, con dichiarazioni forti che scateneranno un putiferio. No, non contro i cori razzisti: contro di lui.

L’allenatore del Chievo Di Carlo dice “Mario Balotelli deve guardare soprattutto a se stesso, perchè ovunque va gli dicono sempre qualcosa: perciò penso che Mario debba capire che deve essere lui a cambiare atteggiamento.  Il pubblico di Verona si è sempre comportato bene, è un pubblico per il quale il fair play è una delle prime cose“. Gli fa eco il suo presidente Campedelli: “Balotelli non si deve permettere di offendere Verona. Se un professionista non sa accettare i fischi sbaglia. Dopo la partita finisce tutto e comunque Balotelli non ha ricevuto ululati razzisti, ma fischi. Gli unici buuh che ho udito, li ho sentiti nei confronti di un nostro giocatore, Luciano” (cioè: i cori razzisti contro Luciano sono ammessi?) “Il problema non è il colore della pelle di Balotelli, ma l’atteggiamento che tiene spesso sul campo“. Dice la sua anche il commentatore di Sky Paolo Rossi, che ci spiega che “i fischi contro Balotelli non possono essere definiti un caso di razzismo.  La verità è che questo ragazzo è irritante con i suoi atteggiamenti e il suo modo di fare poco simpatico” (anche per Luciano vale lo stesso?). E via sempre più su, fino al Sindaco di Verona Flavio Tosi: “Balotelli è un ragazzino immaturo e presuntuoso. Non sarà mai un campione. Prendersela poi con il pubblico del Chievo, tra i più corretti d’Italia, è paradossale“. Per non parlare della paternale che il portiere del Chievo Sorrentino riserva al giocatore, intimandogli di “non farsi più vedere a Verona“.

Tutti uniti di fianco al civilissimo pubblico di Verona dunque, contro il cattivo Balotelli. La ciliegina sulla torta la mette naturalmente lui, il nostro Gianpaolo Tosel da Udine, con il comunicato numero 166 del 7 gennaio 2010 con il quale non solo non prende provvedimenti contro il Chievo per i cori razzisti, ma addirittura arriva a sanzionare con una ammenda di 7.000€ “BALOTELLI BARWUAH Mario (Internazionale): per avere, al 43° del secondo tempo, uscendo dal terreno di giuoco all’atto della sostituzione, rivolto ripetutamente un applauso provocatorio nei confronti del pubblico“. A Balotelli non resta che pagare l’assurda multa e presentare delle ancora più assurde scuse: “Non mi scuso con chi mi ha insultato, ma con quella parte di pubblico che non c’entrava niente e che ho offeso esprimendomi male perché esasperato dai ‘buu’ durante la partita e mentre uscivo dal campo“.

Perchè torniamo su questo episodio, proprio oggi? Perchè, si sa, gli idioti anzichè premiati andrebbero fermati. Altrimenti il rischio che ripetano le loro gesta è grande. 

Ed è esattamente quello che è successo domenica: cambiano gli attori in campo, cambia l’avversario di turno, cambia (per fortuna) il Giudice Sportivo ma non cambia la storia, esattamente identica a quella di quasi due anni fa. Giulio Ebagua, attaccante italo-nigeriano del Torino, entra in campo al Bentegodi quando manca mezz’ora alla fine: contro l’Hellas Verona il Torino conduce 2-1 e proprio Ebagua mette a segno il gol del definitivo 3-1. Prima, durante e soprattutto dopo la partita -quando il giocatore va a salutare la moglie e la figlia sugli spalti- il pubblico di Verona fa risuonare alti in cielo i suoi ululati: questi non sfuggono alle orecchie del giocatore che, minaccioso, si dirige verso la curva fermato solo dal suo compagno D’Ambrosio. Un atteggiamento certamente sbagliato da parte di Giulio, che deve capire che deve essere lui a cambiare atteggiamento, che comunque non ha ricevuto ululati razzisti ma fischi, che non possono essere definiti un caso di razzismo. E, sia ben chiaro, nessuno si deve permettere di offendere Verona. Tutti deliri che qualificano chi li ha detti, oggi come due anni fa.

Fatto sta che, se non cambiano le situazioni, cambiano almeno i Giudici: nel comunicato numero 26 del 10 ottobre 2011, infatti, il Giudice Sportivo della Lega di Serie B Gianfranco Valente infligge una ammenda di 7.000€ (notare la finezza: è la stessa cifra chiesta da Tosel a Balotelli) “alla Soc. VERONA per avere suoi sostenitori, nel corso del secondo tempo, rivolto ad un calciatore avversario cori di discriminazione razziale“.

Noi, nel nostro piccolo, non possiamo che applaudire l’avvocato Valente prima di porre al nostro caro Gianpaolo l’ennesima domanda retorica.

Tosel,
l’hai capito come si fa il Giudice Sportivo?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.