A Della Valle rispondo (anche) io

Gent/mo sig. Della Valle
innanzitutto una premessa perché ritengo importante definire i ruoli: per la Giustizia Sportiva lei è un pregiudicato. Lo è lei e lo è suo fratello. E’ stato condannato dopo 4 gradi di giudizio a 8 mesi (contro i 3 anni e 9 mesi nella sentenza della Corte Federale), mentre suo fratello Andrea ha subito la condanna a 1 anno e 1 mese (contro i 3 anni nella sentenza della Corte Federale).
Le richieste del Procuratore Federale Palazzi (quello sulla cui recente relazione si fondano le sue proposte di pacificazione) erano state diverse, ricorda? Le rinfresco io la memoria:

Diego Della Valle (proprietario Fiorentina): 5 anni con proposta di radiazione.
Andrea Della Valle (presidente Fiorentina): 5 anni con proposta di radiazione.
Fiorentina: retrocessione in serie B e 15 punti di penalizzazione
(http://it.wikipedia.org/wiki/Calciopoli)

Detto questo, giusto per sottolineare il fatto che lei non ha statura morale per chiedere nulla a nessuno e tanto meno a Massimo Moratti, presidente dell’Inter, rispondo ad alcune delle sue considerazioni:

Come già proposto dalla ACF Fiorentina qualche giorno fa, anch´io personalmente ritengo che sia indispensabile aprire un tavolo pacificatore per chiudere una volta per tutte la vicenda di Calciopoli (vicenda che alla luce di quanto è emerso va riconsiderata e riscritta in altro modo).
Calciopoli è già chiusa: è stata chiusa quando le sentenze sono diventate definitive e quando le pene sono state scontate. A parte che i tavoli pacificatori li aprono quelli che hanno da perdonare, non già quelli che devono essere perdonati.
Spero che mai Massimo Moratti accetti di sedere a un tavolo che vedrebbe, tra gli altri, Silvio Berlusconi, Lei, il giovane Agnelli, il presidente Lotito, per trattare una pacificazione.

Noi non vogliamo pacificazioni con nessuno di coloro che sono stati inquisiti e condannati per averci rubato scudetti, punti, gioie e soddisfazioni. Anzi se vuole saperlo siamo ancora indignati e le pene inflitte le giudichiamo blande e non proporzionate ai danni che ci avete inferto. Quel “ci” è riferito non solo ai tifosi dell’Inter ma a tutti i veri sportivi che seguono il campionato di calcio italiano.
Lei, da pregiudicato, pretenderebbe di aprire un tavolo pacificatore accusando chi non è stato neppure rinviato a giudizio di essere stato trattato in modo differente da come è stato trattato lei?
Beh, sa una cosa? Anche io sono stato trattato in modo differente da come è stato trattato (faccio un nome a caso) Calisto Tanzi. Ma ci sarà un motivo, lei che ne dice?

Non ci si può celare dietro silenzi inspiegabili da parte di alcuni protagonisti di questa vicenda, o nascondersi dietro cavilli giuridici come hanno fatto altri.
Lei considera cavilli giuridici l’improcedibilità per sopraggiunta morte dell’imputato o per prescrizione di un reato e comunque l’impossibilità per una persona accusata di difendersi?
Suvvia, lei fa l’imprenditore, quante volte i suoi consulenti e collaboratori hanno usufruito di questi cavilli giuridici nella gestione della sua azienda? Suvvia, siamo uomini di mondo. A quanti tavoli di pacificazione ha partecipato dopo avere usufruito di questi privilegi?

Bisogna dare delle spiegazioni chiare, sincere e leali a tutti i tifosi di tutti i club coinvolti per permettere loro di capire cosa è veramente successo, spiegando tutto senza opportunismi, tatticismi e strategie mediatiche che in alcuni casi sono state di totale cattivo gusto, volendosi riparare dietro persone eccellenti che purtroppo non ci sono più.
Sul “persone eccellenti che adesso non ci sono più”, concordiamo perfettamente. Noi però saremmo più completi e aggiungeremmo che, purtroppo, alcune persone non eccellenti ancora ci sono e si occupano di calcio. In ogni caso il nome di Giacinto Facchetti lo può scrivere liberamente; non deve (non dovrebbe) usare circonlocuzioni verbali per identificarlo.

Solo chi come noi è stato vittima di un processo sportivo frettoloso rappezzato ed ingiusto può capire quanto sia difficile affrontare in prima persona queste questioni,
Qui dovrebbe rivedere il suo affrettato (quello sì) giudizio. In una nazione dove il maggior problema della giustizia è l’enorme durata dei processi, lei protesta perché il suo processo è durato un tempo ragionevole? Perché hanno fatto presto? Su, sia serio!

ma quando si è leader di un gruppo si devono assumere in prima persona tutte le responsabilità, mettendoci la propria faccia e la propria dignità.
Anche su questo concordiamo, ma per metterci la dignità bisogna che questa sia rimasta nel bagaglio di certe persone.

E´ questo che tutte le persone coinvolte in questa vicenda devono fare per tentare di pacificare gli animi e gli umori dei tifosi.
Ecco, bravo: Massimo Moratti non è coinvolto. Lo ha stabilito anche Palazzi nella sua relazione. Fatela tra di voi pregiudicati la pacificazione. Noi, il nostro Presidente in particolare, è già in pace con tutti, in particolar modo con la sua coscienza!

Ma ancora di più va fatto per non togliere ai tifosi, che sono anche dei cittadini, la fiducia nelle istituzioni e nella giustizia vera. E´ ora che ognuno tiri fuori il coraggio e difenda, ancor più se è sicuro del suo operato, i suoi valori ed i suoi colori senza paura e senza nessuna ambiguità.
Ribadisco: lei è già stato condannato, siamo noi che siamo sicuri del suo operato affatto conforme alla legge sportiva.

Con questo spirito costruttivo chiedo a Massimo Moratti di sedersi pubblicamente intorno ad un tavolo insieme a me per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora, perché i destini di due società amiche come le nostre, che condividevano gli stessi principi e gli stessi valori, abbiano avuto trattamenti diversi e destini diversi.
E’ lei, se vuole e se ha ancora credito presso i tifosi della Fiorentina, che deve spiegare queste cose. Per quanto riguarda i principi, mi pare evidente che non fossero proprio gli stessi, esattamente come le amicizie frequentate da lei e da suo fratello erano diverse da quelle frequentate dal Presidente dell’Inter.

E sarebbe per me, e non solo per me, sicuramente importante sapere cosa Moratti pensa di quello che abbiamo dovuto subire ingiustamente.
Io penso che Moratti pensi quello che penso io: l’ingiustizia, se c’è stata, riguarda soltanto la lievità delle sanzioni e il fatto che si permetta a certi personaggi coinvolti in calciopoli di occuparsi ancora di sport e di calcio in particolare.

Tutto questo servirebbe a riportare tranquillità ad alcune tifoserie e soprattutto a dare fiducia alla gente dimostrando che i valori veri esistono ancora e che nessuna ambiguità o ipocrisia li può cambiare.
Stia tranquillo lei, perché noi tifosi lo siamo perfettamente. E i valori di cui lei parla a vanvera li abbiamo ben presenti negli esempi e nei comportamenti di Giacinto Facchetti.

Spero che Moratti non perda questa occasione perché non è in discussione la reputazione di una società seria come l´Inter, che nulla c´entra con il comportamento degli individui, ma è in discussione la sua reputazione personale.
Infatti non è proprio in discussione, come non lo è quella della Fiorentina. In discussione sono soltanto i suoi comportamenti come risultano dal processo che lei ha subito e nel quale è stato condannato!

Si parla spesso di voler rifondare il calcio riportandolo ai valori veri dello sport; questa potrebbe essere per noi due l´occasione per dare un ottimo contributo a questo obiettivo”.
Non abbiamo nulla da rifondare nel calcio, dobbiamo solo liberarci di alcuni personaggi che lo hanno turbato e che per questo sono stati condannati dalla giustizia sportiva: e lei è fra questi, sig. Della Valle.

About errek

Violento ed irascibile si distingue per l'assoluta mancanza di apertura mentale. Essendo nato a Catanzaro Nord, detesta il Sud e i meridionali in genere e tifa Inter da molto prima che fossero creati i Cieli e la Terra.