Un passo alla volta

E così ci siamo presi anche il secondo posto.

In proporzione, il più coglione di tutti

Potrà sembrare una magra consolazione, ma non credo che lo sia. Personalmente un po’ per il turno di Europa League giocato dal Napoli, un po’ per la squalifica di Lavezzi e tanto per l’atavica incapacità dei partenopei di reggere psicologicamente una “sfida scudetto”, ritenevo abbastanza scontata la vittoria del Milan di ieri sera.

Lo sconforto che sembra aver colpito qualche tifoso interista in queste ore, dipende probabilmente dal fatto che qualcuno credeva che inseguire la capolista fosse facile. Beh: non è così. E non è così non tanto per le sciocchezze da “non dipende solo da te” che si ripetono di solito: non è così soprattutto perchè ci sono delle partite, delle situazioni, in cui chi sta davanti può mettere a segno colpi importanti soprattutto dal punto di vista psicologico. Come il Milan ieri sera, appunto: l’inseguitrice ha vinto e si è portata virtualmente a -2, giochi contro la seconda in classifica, hai tutti gli occhi puntati addosso. Poi passano i 90 minuti, e gli avversari devono rendersi conto che non è cambiato proprio niente. Che la distanza è sempre la stessa, che ci sono ancora quei 5 punti, che lo scontro tanto atteso è passato come un soffio di vento senza lasciare segni. Ci si può fare prendere dallo sconforto, ovvio. Si può pensare che chi sta davanti non senta pressione, si può pensare che il distacco è ancora tanto e il tempo a disposizione sembra pochissimo.

E’ questa l’arma più forte in mano a chi sta davanti, è per questo che è difficile inseguire. Perchè dopo un turno favorevole ci si può ritrovare sempre e comunque dietro, nonostante si sia dato e ottenuto il massimo.

Ed è questo il momento, invece, di pensare lucidamente a quello che stiamo facendo. Siamo partiti da -16 e abbiamo giocato 15 partite in 53 giorni, in una apnea sempre più spinta. Quale sarebbe il problema ora? Che iniziamo anche noi a riposarci? Che abbiamo solo 5 punti di ritardo? Che mancano ancora 11 partite? Che c’è di mezzo anche il derby? No, non esiste il problema.

Non esiste il problema perchè l’Inter è tornata, e ha iniziato a far paura a chi stava davanti già quando i punti di distacco erano 13, subito dopo aver regolato il “Napoli rivelazione” in maniera ben più netta di quanto fatto dal Milan ieri. L’Inter è lì a mettere pressione -quella pressione che solo una squadra così può creare- e non ha bisogno dei regali di un Napoli troppo in alto per essere vero e di un Mazzarri che nel dopo partita tiene un profilo più basso della sua dignità, per continuare a insistere con questo inseguimento.

Alla fine di un tour de force che avrebbe massacrato chiunque, l’Inter si presenta avendo invece recuperato un numero di punti imprecisato (solo i manuali di matematica e algebra del geometra Galliani contengono la risposta esatta) e pronta a giocarsela, da ora, ad armi pari. Forte del fatto di non darsi obiettivi a lungo termine: ragioniamo a step, come fatto fino ad ora. A gennaio ci eravamo detti di aspettare il secondo recupero e da lì fare i conti: partivamo da -16 e ci siamo ritrovati a -5, prendendoci la certezza che sì, eravamo di nuovo in corsa e potevamo crederci. Allo stesso modo oggi non possiamo pretendere nè aspettarci di trovare il Milan a 3 punti o meno di distanza immediatamente: dobbiamo darci un limite, un punto di riferimento per capire se possiamo farcela davvero o no.

Quel punto di riferimento non può che essere il derby. Oggi siamo a -5: proviamo a vincerle tutte e vediamo quale sarà la distanza al momento del derby. Poi faremo i conti di nuovo.

Io credo che vincendole tutte non saremo ancora a -5.

Voi?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.