Cambio! Ovvero: quando la gente farebbe meglio a starsene a casa.

(Introduzione) Come sanno gli “Amici del Baretto”, dopo alcuni anni di abbonamenti al 2° anello arancio, per vari motivi ho deciso di spostarmi al 2° blu. Nonostante mi senta scaramanticamente in colpa per il non brillante avvio di torneo dei ragazzi, tutto sommato mi sono sempre ritenuto soddisfatto del cambio di settore. Buona visuale e molti meno spaccamaroni rispetto a prima. O almeno, questo era quello che pensavo sino a ieri sera, quando si è scatenato il becerame. La Miss, per una sera mia vicina di posto, ne è testimone. Per farvi capire quello che più o meno è successo, mi avvarrò dell’aiuto di Sorella Baderla (che ringrazio per la gentile concessione) che, in altri lidi, ha raccontato la sua esperienza diretta. Altro settore, ma stessi rompicoglioni.  (F.to SNIS)

“Inter-Cagliari 1-0.

Partita sofferta, più per minchiate nostre che per meriti veri del Cagliari, checchè se ne dica.

Julio Cesar quasi inoperoso, un rigore solare negato su Thiago Motta.
Grande prestazione di Andrea Justin Ranocchia, autore del gol partita (?) e di chiusure che hanno strappato applausi a scena aperta all’esigente (sic!) pubblico del Meazza.
Questo non ve lo dirà nessuno ma ve lo dico io e dovete fidarvi.

La sofferenza più grande, però, è stata sentire i commenti di certa gente che allo stadio farebbe meglio a non metterci più piede.
Di solito, nella fila dietro di me, siedono “i tre porcellini”.
Sproloquiano tutta la sera passando dal 5-5-5 all’assetto societario del Chelsea. Un po’ fastidiosi ma tutto sommato innocui.
Ieri sera, al loro posto, una famigliuola: padre, madre e tre figli.

Bene. FUORI LE FAMIGLIE DAGLI STADI.

Almeno, quella famiglia non voglio più vederla: il classico esempio di come non si va allo stadio e di come, alle volte, tacere consenta a chi ti sta intorno di credere che tu sia – forse – intelligente.
Aprendo bocca, si conferma l’impressione iniziale: sei un coglione fatto e finito.

Già portare tuo figlio a Inter-cagliari col berretto rossoblu non denota un grande acume. “E’ blu eh! Mica nero!”
Grazie al cazzo, ci mancava solo! Ma se vai a vedere la tua squadra e metti a tuo figlio un cappelluccio coi colori degli avversari non sei comunque più intelligente.

Ma dicevamo.. Fischio di inizio, passano 18 secondi (giuro!) e “ma che cazzo fa stasera Eto’o?”.
La prima di una lunga serie di invettive contro il nostro numero 9, per il quale viene chiesto il cambio.

Vittima predestinata, Nagatomo.
Partita onesta, a tratti buona. Un fantastico recupero nel primo tempo che salva la porta di Julio Cesar dopo una minchiata del buon Cordoba.
Ebbene. Siamo passati da “toglilo” a “rimandatelo a Cesena”. Si! E magari ci facciamo ridare Santon vero?
La summa è stata “spaccatelo così va fuori”.
Mi sarei girata e gli avrei spaccato il seggiolino in testa.
Anche se temo che non avrei fatto troppi danni, vista l’evidente mancanza di materia cerebrale all’interno del cranio.
Confesso, però, di essermi rivolta al mio vicino di posto dicendogli “Mah, io metterei Santon..”.
Vi risparmio le minchiate dei pargoli sì educati, che dimostravano di non avere la minima idea di fallo e di cartellino giallo o rosso.

Ovviamente, Leonardo è un coglione che ha sbagliato tutti i cambi. Qualcuno avrebbe messo Chivu.
Temo che Tosel non sarebbe stato daccordo ma son dettagli..
Anche li mi sono imposta di stare zitta ma la rabbia montava..

Ora, credo abbiate capito che la scrivente è un tipino appena appena vendicativo.
Non dimentica e non perdona.

E il momento della vendetta è arrivato.

Bimbo figlio di cotanto padre, ad un certo punto, esclama un “Ecco perchè odio Cambiasso, non ne fa mai una giusta”.

CHE COSA??? Mi giro e con fare soave, vocetta flautata e con questa espressione gli dico “Gioia, ma anche no”.

Il padre, preso dal panico per l’evidente figura di merda causata dalla pessima educazione impartita al pargolo, tenta di arrampicarsi sui vetri. Mi guarda come dire “son bambini” e poi balbetta, rivolto al figlio, un “Ma no, Cambiasso è bravo eh. Solo è un po’ giù di forma”.

Accenno un timido sorriso compiaciuto mentre godo come un riccio nel vederlo sudare freddo e riprendo a guardare la partita non senza aver rivolto un’occhiata benedicente alla meravigliosa bimba bionda di anni 2 in braccio alla moglie del soggetto, che ha passato tutto il tempo della partita a succhiare un Chupa-chups e a dormire.. Mi sa tanto che la più intelligente della famiglia è proprio lei..

Purtroppo, i due deficienti della fila dietro non ho potuto sistemarli.
La distanza e l’humana pietas hanno giocato un ruolo fondamentale. Cosa vuoi dire a due che cantavano cori contro la Samp? Manco avevano capito di stare ad Inter-cagliari.

Che dire?

Se dovete venire a San Siro per spalare merda sui nostri giocatori fatelo, almeno, a ragion veduta.Altrimenti, statevene a casa.

Nel mentre lancio un appello: Tre porcellini, vi prego! Non arrivate più in ritardo! Riprendete i vostri posti! Non lasciatemi più sola!!! Voglio sapere quando andrete ancora a fare snowboard a Madesimo! Ci tengo!!”

About Sorella Baderla, suora simoniaca