Il triste caso del piccolo Zlatan

Sconcerto a Madrid, dove nella serata di ieri si è registrata la scomparsa del piccolo Zlatan. Di lui si sono perse le tracce mentre giocava al parchetto con gli amici. Nessuno si è accorto di niente, nemmeno i circa settantamila testimoni presenti: un momento c’era, un momento dopo non c’era più. In città le voci corrono, e già si fanno largo le prime ipotesi: pare che due brutti ceffi portoghesi, uno scuro di pelle e rasato, l’altro chiaro e con i ricci castano scuri, siano implicati nella vicenda. Dietro a loro ci sarebbe un non precisato padrino, portoghese anch’esso, che avrebbe pianificato la vicenda già da alcune settimane. C’è di più: pare che il padrino, circa sei mesi fa, avesse già provato a rapire il piccolo nell’ambito di un’operazione ben più importante, riuscendoci in pieno, per poi rilasciarlo poco dopo, a missione compiuta, così, perché gli faceva tenerezza.
Ora che la notizia è divenuta di ordine pubblico, orde di coraggiosi con gli occhi iniettati di sangue si sono riversate nelle strade, col preciso obiettivo di stanare il mostro e di darlo in pasto a loro stessi ed anche alle altre folle, se rimane qualche pezzo. Contestualmente, centinaia di migliaia di cittadini, che non farebbero una piega se domani venisse fuori che la crisi è iniziata perché i vertici del governo hanno giocato settantamila miliardi sul Milan vincente a Cesena, sono insorti ed hanno aperto decine di gruppi su facebook, un sito per aiutare le ricerche, una società finanziaria con sede nelle isole Steakhutzee per finanziarsi ed anche un anfiteatro a Mantova per discutere dei cazzi loro.

Gli inquirenti, però, non intendono escludere nessuna ipotesi e, scandagliando la vita di Zlatan, hanno scoperto che il bambino appartiene ad una non precisata setta, roba brutta, roba pesante. La setta si riunisce ogni giorno per preparare le varie serate in parchetti simili a quello in cui Zlatan è scomparso. Particolarmente inquietante il fatto che, oltre al povero piccolo, siano scomparsi, nella stessa serata, anche gli altri appartenenti alla setta, degli arcaici esseri che Zlatan pare chiamasse “compagni”, ma senza troppa convinzione. Una sparizione di massa della setta, però, non pare un’ipotesi credibile, vista anche la difficoltà, per un eventuale rapitore, di gestire i capricci di un folto gruppo di signori prossimi al secolo di età.
Ecco, quindi, che ritorna in gioco il padrino portoghese, ritenuto dagli investigatori figura chiave nella vicenda. L’ipotesi più probabile, ad ora, è che il lusitano –  individuo che la leggenda vuole essere nato in circostanze curiose, in mezzo ai bovini in una notte di dicembre in medio oriente– puntasse a demolire non solo Zlatan, ma anche l’intera sua setta, che pure già negli anni precedenti aveva attaccato con successo, disponendone spesso a suo piacimento.

Bisognerà attendere alcuni giorni per far luce sulla vicenda. Intanto, le troupe de “La vita in diretta” e di “Mattino cinque” si sono riversate davanti alla casa dove risiede la famiglia del piccolo Zlatan, per intervistarne la madre e cercare di capire se davvero a uno dispiace se gli fregano il figlio all’improvviso, mentre gli sceneggiatori de “I Cesaroni” sono stati contattati per scrivere un colossal ispirato all’accaduto.
A Porta a Porta, invece, sono al lavoro per costruire un plastico del pianeta Terra, in scala 1:1, per avere un quadro veramente chiaro dei vari luoghi in cui Zlatan e i suoi amici potrebbero essere finiti.

Quindi, ecco..no, scusate, c’è un’agenzia dell’ultim’ora, una dichiarazione di uno degli investigatori che sta seguendo il caso:

– Abbiamo scoperto che, qualche tempo fa, Zlatan ha prestato servizio presso il sig. PadrinoPortoghese per un periodo di circa un anno, per poi separarsene per tentare un improbabile viaggio nel futuro ed iniziare invece, suo malgrado (ma neanche troppo), una pluripremiata carriera da sodomizzato professionista acclamato in tutta Europa. I particolari raccolti bastano ed avanzano, quindi, per procedere all’arresto del lusitano, anche se francamente nessuno ha le palle per andargli a dire “oh, basta, vieni con noi”. Arrivederci”.

Con questo, ho concluso. Passo la linea a Cucuzza.

Una foto del piccolo, paparazzato in atteggiamenti compromettenti

Una foto del piccolo, paparazzato in atteggiamenti compromettenti

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.