Choose life, choose a job, choose Gattuso

Scegliete questa Italia, scegliete l’arroganza, scegliete la presunzione, scegliete il servilismo, scegliete un maxidifensore del cazzo, scegliete cupole, schede estere, cardiotonici in vena ed abitazioni abusive. Scegliete il disprezzo verso chi racconta la triste verità, scegliete le patacche sulle maglie, scegliete la demeritocrazia, scegliete Marchisio alla Perrotta, scegliete di prendere due sberle dal centravanti dell’Ankaragucu, di essere perculati dal pallonetto di Kamil Kopunek dopo una verticalizzazione da rimessa laterale.

Scegliete i ringraziamenti in conferenza stampa all’uomo che, dopo una disfatta simile, se fosse il presidente, avrebbe cacciato l’allenatore ed appeso tutti i giocatori al muro, per poi prenderli a calci in..faccia, e poi li avrebbe rimpinzati con qualche magico cocktail farmaceutico del suo bartender di fiducia, poi si sarebbe stupito della curiosa abilità del proprio direttore tecnico nel predirre, con accurata precisione, gli esiti del sorteggio arbitrale di ogni giornata, poi avrebbe alzato al cielo scudetti e coppe di nylon, poi avrebbe scritto le pagine più vergognose del calcio italiano..ma senza avere colpe, senza accorgersene, come il tizio che un giorno si è svegliato dentro ad una casa da un milione di euro.

Scegliete lui. Scegliete i suoi uomini. Scegliete quel tale contro cui tramano persino le frange estremiste degli alveari, decise ad inviare kamikaze che gli si schiantino addosso costringendolo ad assumere nutrienti sostanze, scegliete quello che da una vita sognava di misurarsi in un torneo provinciale arabo, un campione di solidarietà che ha fatto provare l’ebbrezza del gol mondiale anche a chi non aveva mai segnato nemmeno al subbuteo, quello a cui magari una volta il rasoio scappa di mano e dà finalmente un senso alle sue sedici lame. Sceglietelo. Scegliete le cariatidi con le quali si accompagna durante le gite intercontinentali organizzate dall’associazione “Patacche&Ricordi: riscossione crediti di riconoscenza e lancio di scarponi asserviti”. Scegliete i moduli cambiati come fossero combinazioni di una valigia rubata (“’prova 0000, 1111, 4231, dai, prima o poi si aprirà”), scegliete la condizione che arriverà, il carattere che uscirà, il risultato che verrà, lo stadio di proprietà.

Scegliete la peggior squadra italiana dell’ultimo anno schierata in blocco a rappresentare, come meglio non si potrebbe, un paese disastrato ed intriso di incapacità e utilitarismo. Scegliete un carro di buoi, che tira poco, si sa. Scegliete il peggio del calcio del nostro paese, scegliete questa Italia.
Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere questa Italia, ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni.

Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’Inter?

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Ok, rileggendo il pezzo dove vi ho stupito con la mia raffinata cultura cinematografica citando un film che hanno visto tutti, ho notato di essere stato un po’ troppo cattivo. Per questo, ho deciso di ammorbidire un po’ i toni con una poesiola, per dimostrare che, in fondo, un po’ mi dispiace per la nazionale del mio paese.

Si intitola “Marcello”:

Marcello

hai vinto, e te ne sei andato sul più bello

dicevi che ti saresti dedicato alla spinta di un passeggino

o forse era per parar le terga all’erede tuo, lo strozzino?

Un giorno, poi, hai iniziato a scavare una tomba

al povero Donadoni, che con la Spagna, ha perso ai rigori

ma tu sei Lippi, un nome che rimbomba

e dalla bara, Roberto non venne più fuori

Sei tornato, ed hai avuto carta bianca per le mani

come quando con 170 miliardi, ohibò

comprasti Macellari, Jugovic, Cirillo e Domoraud

..un gruppo di mostri al quale mancava solo Galliani

Come il Milan dopo il duemilasette

hai vantato le tue patacche, incapace

di rinnovare un gruppo appagato e baciato dal culo,

palesemente inadatto a vincere un qualsiasi titùlo.

Solo i gonzi ti han creduto, fallace

sostenendo le tue assurde scelte, nel paese delle trombette

E ora non so più che cazzo inventarmi a livello di metrica

quindi saltano gli schemi, salta ogni logica

tu e quella roba lì siete come gobbi&gonzi

sapevamo che sarebbe giunto il giorno in cui, di gioia sbronzi

avremmo goduto della vostra disfatta,

sì, perché ci sentiamo come se giustizia fosse stata fatta.

E non serve citare né Cassano, né Miccoli, né Balotelli

ché per far meglio di quelli che hai chiamato

bastava Grappa e Vinci, che mica si chiama Grappa e Vinci per caso, eh

e non fa più rima un cazzo ma chissenefrega

Marcello sei una sega.

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.