I vincitori morali

All’Olimpico, teatro delle ingiustizie per eccellenza, va in scena la più grande vergogna della stagione: l’Inter si aggiudica la Coppa Italia scippandola alla Roma, vera vincitrice morale della competizione. Questo trofeo, infatti, per la sua connotazione patriottica, deve essere sollevato da chi rappresenta davvero il paese, e non da chi ne è distante anni luce come i nerazzurri, prossimi retrocessi in Lega Pro per le gravi ingiustizie non commesse.

Futili indignazioni; pianti; esplosioni di fegati; interrogazioni parlamentari; gombloddi; coltellate; risse; cazzotti in mischia; gambe tese; pestoni; calci di una violenza inaudita con facce deformate dalla rabbia a testimoniare chissà quale tipo di frustrazione; esempi per bambini prossimi accoltellatori lievi; voglia di buttarla in caciara perché non si è capaci di fare mezzo passaggio di fila: QUESTI sono i requisiti per essere degni della Coppa del Belpaese.

Voglio dire, cosa deve fare di più il catechizzatore di infanti per meritarsi la medaglia d’oro? Parte dalla panchina perché ha l’autonomia di Dinho alla diciannovesima caipirinha, entra e non riesce nemmeno a fissare il pallone per qualche secondo, dispensa spinte e calcioni e poi, culmine della serata (e di una carriera da guru della pedagogia) sferra un destro di collo pieno sul cazzuto negro. Poteva forse fare di meglio? Non solo si è esibito in un gesto da perdente frustrato bamboccio, ma ha anche castigato un nemico dell’umanità come quel mostro che, l’anno scorso, aveva osato zittire i più che legittimi ululati di quei Signori venuti da Roma apposta per dirgliene quattro, dopo averlo preso a bananate qualche giorno prima. Cosa deve fare di più un povero cristo per guadagnarsi il trofeo del vero italiano? Forse dare anche un calcio a quella testa negra, e poi magari dire che è stato provocato, che quello stronzetto “ha insultato una città ed un intero popolo”?

Come dite? Già fatto? Eh, ma allora!!

E poi, pensate al suo pubblico, al pubblico di Roma che, secondo mister secondacaricadellostato – presentatosi munito di sorrisetto d’ordinanza a recitare il consueto copioncino dell’amore – “sta onorando il calcio e tutto lo sport italiano”. Onore, onore! Diciamo grazie, quindi, al patriota che ha invaso il campo per cercare di aggredire l’usurpatore Cambiasso, l’intruso che è salpato dall’Argentina col chiaro intento di distruggere la nostra razza mischiando il suo putrido sangue forestiero al nostro! Grazie, allo stadio che salutava con uno scroscio d’applausi l’espulsione dell’idolo degli imberbi, per poi intonare a gran voce “Balotelli figlio di puttana”, esprimendo il giusto disgusto di fronte ad uno scimpanzé che si crede degno di indossare il sacro tricolore! Grazie a chi ogni domenica si reca allo stadio armato di asce e scimitarre! Grazie, perché è per merito vostro che, come dice sua eminenza, l’onore del nostro sport è alto.

Un capitano così, un pubblico così, una squadra così (che squadra! Unita, compatta, decisa!  Tutti concentrati per giocare di merda, spezzare gambe ed aizzare tifosi a cui basta una trattenuta per impugnare i fucili! Tutti pronti, dopo il fischio finale, a dare la colpa ad un arbitro che gli ha fatto la grazia di non fargli terminare la partita in tre!), non possono non vincere la Coppa Italia. La meritano, è roba loro. Dovrebbero assegnargliela di diritto. Se la sono sudata: mica è facile, costruire un simile impianto di antisportività! Voglio dire, c’è del lavoro dietro! Dell’applicazione!

L’Inter, sollevando questo trofeo, ha scritto l’ennesima pagina buia del calcio italiano. Tutti gli sportivi dotati di raffinati intelletti, in queste ore, sperano in un intervento della FIGC, del TAR, del governo,di Emergency, di Greenpeace, di chicchessia, per salvare il salvabile.

Già lo scudetto è a rischio: il campionato italiano deve, deve essere vinto da chi rappresenta meglio il paese! Solo chi dimostra la più spiccata antisportività, la più palese incapacità, la più profonda cialtronaggine può cucirsi il tricolore sul petto!

E invece, che succede?

Succede che rischia di vincerlo l’Inter pure quest’anno. Mah. Mai uno sputazzo, un bel cazzottone, un’entrata spaccaossa; uno stadio che non intona all’unisono cori da caccia al negro, nessuno che si accoltella, un presidente che non si copre di ridicolo ad ogni sua parola, nessun premio milionario per qualche vittoria inutile, un capitano straniero (ih!!!), niente calendari cambiati, 4-5 rigori in tutto l’anno, e poi, accidenti, vittorie ovunque, in Italia, in Europa..oh! Ma dove pensano di essere?! In un paese civile?! Credono forse di rappresentare l’Italia, comportandosi così?

Ha ragione il Ct, il dotto Ct: l’Inter non rappresenta il calcio italiano.

esempio

Cazzo, meno male.

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.