Maggio 2010

E’ difficile descrivere questo mese di maggio.

Mancano quattro partite alla fine della stagione e noi siamo ancora lì. Ovunque. Coppa Italia, Campionato, Champions League: in corsa fino all’ultimo. Ingordi ai limiti dell’indigestione, non abbiamo lasciato per strada niente.

Non è stata una lunga cavalcata trionfale come quelle che abbiamo visto negli ultimi anni. A vederci lì, in corso d’opera, c’era quasi da preoccuparsi. E chi non l’ha fatto, in fondo? Gennaio, febbraio, marzo: non giravamo e non sapevamo perché. Non capivamo perché.

Oggi è chiaro, lampante. Non potevamo saperlo, non potevamo prevederlo. Nessuno poteva. Giravamo, giravamo eccome: eravamo solo a scartamento ridotto. Risparmiavamo benzina per il finale, caricavamo le pile per l’ultimo scatto. Ci preparavamo a quello che stiamo vedendo in questi giorni.

Impensabile per chiunque, a inizio stagione. L’Inter in finale di Coppa Italia, l’Inter punto a punto in campionato. No: l’Inter in finale di Champions League. Di più: tutte queste cose insieme.

Mancano quattro partite alla fine della stagione. Roma, Chievo Verona, Siena e Bayern Monaco segnano il confine fra tutto e niente. Fra cinque scudetti consecutivi e un palmo di naso, fra il tetto d’Europa ed un pugno di mosche.

Fra la leggenda e zero titoli.

Oggi può succedere di tutto, fra 18 giorni sarà successo tutto. Gloria eterna o dannazione.

E’ difficile descrivere questo mese di maggio.

Quello che non si deve descrivere, quello che non si deve discutere, quello che non si può dimenticare, è ciò che hanno fatto questi ragazzi in questa stagione. La squadra, la società, Josè Mourinho. Una stagione trionfale, poche storie: non sono certo quattro partite a poter scrivere il giudizio su un anno intero. Una stagione da grande squadra, indiscutibilmente. In corsa fino alla fine, in corsa per tutto, sopportando fatiche e pressioni che sfinirebbero chiunque.

52 partite e concentrazione massima. Sempre, indipendentemente dall’avversario. Provare a battere tutti, e quasi riuscirci.

Ed è per questo che è arrivato, oggi, il momento di mettere un punto. E’ arrivato il momento di guardarsi alle spalle -solo per un attimo- e rendersi conto di quanto eccezionali siano stati questi mesi. E’ arrivato il momento di dire grazie. Grazie a tutti, dal Presidente fino all’ultimo degli addetti. Grazie per le emozioni che ci avete regalato.

Grazie per tutto quello che avete fatto, grazie per tutto quello che farete. Indipendentemente da cosa sarà.

E’ difficile descrivere questo mese di maggio.

Ma è maledettamente bello viverlo.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.