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Au revoir, Monsieur Patrick

gennaio 8th, 2010 Posted in Giocatori - scritto da Nk

Dopo Juan Sebastian Veron, Luis Figo e Hernan Crespo, un altro componente della prestigiosa FIFA100 lascia la maglia nerazzurra. Da oggi Patrick Vieira non è più un giocatore dell’Inter.

Patrick VieiraUna carriera ad altissimo livello sviluppata principalmente nell’Arsenal e due stagioni in Italia: una col Milan e una con la Juventus. No, un giocatore con la sua classe non poteva portarsi dietro una macchia simile. Un giocatore con la sua eleganza non poteva legare il suo nome a squadre del genere. Quella vergogna doveva essere lavata.

E’ il 2 agosto 2006 quando Vieira si rende conto della sua scabrosa situazione e decide di agire nell’unico modo possibile per rimediare a una macchia altrimenti indelebile nella sua luccicante carriera: è il 2 agosto 2006 quando Patrick Vieira diventa un giocatore dell’Inter.

Il debutto avviene nella finale di Supercoppa contro la Roma. L’Inter dopo mezz’ora è sotto per 3-0, ma col senno di poi sembra tutto calcolato, tutto già scritto in una sceneggiatura perfetta. E’ il momento di far capire all’Italia che la musica è cambiata, è il momento di urlare al mondo che da queste parti, dopo anni di buio, si torna a giocare a calcio. E’ il momento di lasciare spazio ai campioni veri. Patrick Vieira prende in mano il centrocampo nerazzurro: la mette dentro al 44’, poi assiste al gol di Crespo, poi al 74’ la firma finale. 3-3, e punto esclamativo di Figo per quello che sarà l’inizio della nuova epoca del calcio italiano. Un’epoca a forti tinte nerazzurre.

Giocatore troppo spesso etichettato come “di sostanza” a causa di un fisico impressionante, Patrizio di Francia è in realtà un distillato di classe cristallina, che nella rosa di quegli anni per tecnica resta alle spalle dei soli Figo e Ibrahimovic. L’intelligenza tattica al servizio di due leve lunghissime, dieci anni di esperienza per far funzionare spalle larghe come nessuno, la capacità di leggere il gioco per reinventarsi incursore a 30 anni, Vieira è un giocatore fondamentale nell’anno dello scudetto dei record e nel successivo: il perno di classe, eleganza, sostanza e esperienza sul quale si installa la mentalità della nuova Inter, la consapevolezza di essere i più forti, la coscienza di poter vincere su ogni campo e la capacità di farlo, e di alzare una serie impressionante di coppe e coppette.

Patrick Vieira

Sono stati quattro anni magnifici quelli del gigante di Dakar in nerazzurro. Quattro anni pieni di successi e di trionfi, quattro anni che hanno piano piano fiaccato il morale e tolto le parole a troppe persone che ancora non avevano ben chiaro quello che stava succedendo. E lui, Patrick, insieme a Ibrahimovic è stato spesso eretto a simbolo di questi trionfi: prima usato come “arma” dai gobbi per discorsi farneticanti, poi sbattuto in faccia agli stessi con tutta la sua superiorità tecnica, atletica e tattica. Superiorità mai vista in bianconero, esattamente come avvenuto per Ibrahimovic. Perché Vieira ha dato tanto all’Inter e l’Inter ha dato tanto a Vieira: in termini di successi, ma anche in termini di maturazione. Quello che oggi varca per l’ultima volta i cancelli di Appiano Gentile è un giocatore che, nonostante i 34 anni, è più completo e più decisivo di quando è arrivato: non più semplice baluardo davanti alla difesa ma anche regista, incursore e mezzala. E’ stato Roberto Mancini a reinventarlo interno di destra nel rombo, è stato Josè Mourinho a vederlo martoriato da una incredibile serie di infortuni nell’ultimo anno e mezzo e a crucciarsi di non poter sempre disporre di uno dei migliori centrocampisti del mondo.

Finisce oggi una splendida avventura, ma non finisce oggi il rapporto tra Patrick Vieira e l’Inter. Lui ha avuto l’onore di indossare i nostri colori in quattro anni pieni di trionfi, noi ci onoreremo, oggi e sempre, della sua amicizia.

Siamo certi, Patrick, che un po’ di nerazzurro scorrerà sempre nel tuo sangue. Così come nella nostra testa non svanirà mai il ricordo di quel gigante nero che ci ha riportati in alto.

Bonne chance, Monsieur Vieira.

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Commenti

107 Responses to “Au revoir, Monsieur Patrick”
  1. Narya scrive:

    MrS
    Scusa ti rispondo solo ora.Non so come evolverà la vicenda coppa d’Africa ma stavolta davvero questo assalto armato non possono farlo passare come “incidente di percorso”.

    franco rossi?Ma davvero riuscite a leggere quella roba lì????

  2. Nk scrive:

    L’ha detto Cecere?
    Ok, cancellate i due nomi dalla lista.

    PS: a Ledesma a Milano non ci credo neanche se lo vedo con i sacri colori in mano e chiuso in mezzo fra Mou e Lele.

  3. Nk scrive:

    Se prendiamo Marchisio vado a fare una sfilata sotto la sede della Juve.

  4. enzuccio92 scrive:

    dove è uscita questa voce di marchisio??? *-* magari, ma non ci credo!

  5. nino44 scrive:

    da qualche parte deve aver fatto qualche tromba d’aria…

    ma se poi franco rossi si prende un duomo in faccia, lo psicolabile chi è?
    lui o quello che glielo tira?

    Buon giorno

  6. nino44 scrive:

    TORINO – Fosse stato il Napoli a fare una cosa del genere, nessuno ci avrebbe creduto. Ma in un mondo del calcio dove tradizionalmente la scaramanzia ha un ruolo importante, desta una certa sensazione l’annuncio che appare sul sito della Juve. “Per la sfida di Coppa Italia TIM Cup Juventus-Inter – legge -, in programma mercoledì 30 gennaio alle 21, i biglietti saranno acquistatibili in tutte le ricevitorie LIS”. Niente di strano, ad una prima lettura, molto di più se si esamina il calendario. La Juventus infatti deve giocare il 13 contro il Napoli una gara peraltro non facile, ma evidentemente i bianconeri si sentono sicuri al p8unto tale da pensare alla gara successiva. L’ultimo caso di mancanza di scaramanzia, ha visto recentemente protagonista la nazionale russa, che ha presentato la maglia per i Mondiali 2010 ancora prima di giocare lo spareggio con la Slovenia. I russi, nonostante i favori del pronostico, sono stati poi eliminati dalla piccola squadra balcanica. Insomma, “non è vero ma ci credo…”

  7. vitarob scrive:

    Buongiorno

    arrivo dalla latteria e dal giornalaio

    un caffe’ coi fiocchi e 2 giornali del cazzo

    ho ritirato pure l’album della Panini,da lunedì comincio ad incollare

    Sorella,

    e nonostante il tipo riesci a digerire? frequenti brutta gente.

  8. nino44 scrive:

    Vitarob buongiorno
    sto andando dalle cavalle
    ciao

  9. vitarob scrive:

    Grande giornata per l’ippica italiana

    Varenne e’ entrato nella Hall of Fame del trotto

    Cose di poco conto

    Il fabietto ha riportato senza errori le parole del Mou di ieri, da ricovero il giapponese,andate a leggere l’ultimo pistolotto

  10. SNIS scrive:

    Buondì!

    Per gli amici del baretto, proporrei il solito porticato in caso di pioggia. E, in caso di freddo pungente, lo store dello stadio. Fatemi sapere.

  11. Il sarto scrive:

    Lasciate stare Marchisio….

    Io invece prenderei un altro bianconero (udinese però) per sostituire Vieirà e cioè D’agostino!!!!

  12. BigMama scrive:

    Copiando e incollando dal sito del Giap…

    “Giornalismo, le mie regole:

    Per la notizia sono disposto a tutto. Anche a scrivere la verità.

    Nel Giornalismo, come in amore, gli scritti volano e le parole restano.

    Il vero giornalista è colui che sa raccontare una verità in assoluta malafede, convinto che le sole e autentiche verità siano quelle che si possono inventare di sana pianta.

    Il vero giornalista è quello che scrive una cosa anche quando non ha niente da dire e al tempo stesso ha qualcosa da dire solo perchè la scrive.

    Il vero giornalista è sempre stimolato dalla scadenza e scrive peggio quando ha tempo e quindi non ha fretta.

    Il vero giornalista è quello che riesce a cominciare un articolo con un “come avevamo anticipato nei mesi scorsi…” e violenta, senza arrossire, ogni comune senso del pudore.”

    Detto questo detto tutto.. Ormai li leggo come pezzi di Cabaret. Venuti male per altro…

  13. Mr Sarasa scrive:

    SNIS, direi di si!

  14. Nk scrive:

    Mi hanno detto di recente che poco tempo fa il giap si vantava di aver inventato di sana pianta la notizia di un cinese interessato all’acquisto dell’Inter -scegliendone il nome cercando su internet qualche nome di cinesi molto ricchi- subito dopo un litigio con Moratti.

    No, sul serio…ma di chi stiamo parlando?

  15. vitarob scrive:

    Ciao Big

    ne aggiungo una che manca

    il vero giornalista e’ quello che quando sta per prendere uno sberlone cambia colore e sommessamente balbetta “stavo scherzando”
    E’ capitato.

  16. rickidevil scrive:

    ma non ho capito una cosa..
    siete riusciti pure a prendere dei soldi x aver venduto sto vecchiaccio che ormai era inutile e inutilizzato?

    Ricki

  17. Nk scrive:

    Benvenuto ricki!
    In realtà questo non l’ho capito nemmeno io…non credo, comunque.

  18. Nk scrive:

    ACCUSE — Secondo gli organizzatori la Nazionale togolese non avrebbe informato del suo arrivo in Angola in pullman. È l’accusa lanciata da Virgilio Santos, funzionario della Cocan (il Comitato organizzatore della Coppa d’Africa) al quotidiano portoghese A Bola. “Avevamo chiesto a tutte le delegazioni di informarci quando sarebbero arrivate e di darci i numeri dei passaporti dei loro giocatori – ha detto Santos -. Il Togo è stata l’unica Nazionale a non rispondere e a non informare il Cocan che viaggiava in bus. I risultati sono chiari. Nessuna squadra doveva viaggiare in autobus. L’incidente non sarebbe avvenuto”. Il primo ministro angolano Antonio Paulo Kassoma incontrerá oggi Issa Hayatou, presidente della federcalcio africana (Caf) per discutere nuove misure di sicurezza da adottare per l’imminente via della manifestazione.

    Cioè…si incazzano pure?

  19. Narya scrive:

    “L’unica cosa che mi sento di dire è che l’ideale per noi è che i tifosi dell’Inter – di una società che ha un nome grande nella storia Internazionale, di un club aperto a tutti,alla diversità agli stranieri – si comportino in un certo modo, si comportino bene. Alcune cose non sono da Inter. E se gli altri le fanno contro i nostri giocatori, non significa che noi dobbiamo fare lo stesso con i giocatori avversari. Per questa ragione mi aspetto che nel futuro, sia a San Siro sia quando giochiamo fuori, qualche giocatore non senta mai quello che sentono Mario e Muntari. L’Inter è questo. Comunque non capisco perché i nostri tifosi siano stati trattati in un modo e gli altri no. Questa è la stessa domanda che mi ponevo prima. Io stesso vedo un arbitro parlare con tranquillità con la panchina vicina alla mia, mentre io vengo guardato da 50 metri di distanza e subito corrono per mandarmi fuori. È la stessa situazione, la differenza tra uno e l’altro. Lo stesso è accaduto con i nostri tifosi”. JM

    Buongiorno vobis belli e cari

  20. antoniodaroma scrive:

    vitarob: Ciao Bigne aggiungo una che mancail vero giornalista e’ quello che quando sta per prendere uno sberlone cambia colore e sommessamente balbetta “stavo scherzando”E’ capitato.

    Vita, ricordo male o era al ritorno di una trasferta in Catalogna per l’Uefa?
    Abbracci a tutti

  21. SorellaBaderla scrive:

    Nk: ACCUSE — Secondo gli organizzatori la Nazionale togolese non avrebbe informato del suo arrivo in Angola in pullman. È l’accusa lanciata da Virgilio Santos, funzionario della Cocan (il Comitato organizzatore della Coppa d’Africa) al quotidiano portoghese A Bola. “Avevamo chiesto a tutte le delegazioni di informarci quando sarebbero arrivate e di darci i numeri dei passaporti dei loro giocatori – ha detto Santos -. Il Togo è stata l’unica Nazionale a non rispondere e a non informare il Cocan che viaggiava in bus. I risultati sono chiari. Nessuna squadra doveva viaggiare in autobus. L’incidente non sarebbe avvenuto”. Il primo ministro angolano Antonio Paulo Kassoma incontrerá oggi Issa Hayatou, presidente della federcalcio africana (Caf) per discutere nuove misure di sicurezza da adottare per l’imminente via della manifestazione.Cioè…si incazzano pure?

    beh, tutto sto torto non ce l’hanno.

  22. Mr Sarasa scrive:

    Nk… ci vorrebbe maggior delicatezza, vero, però se gli organizzatori dicono una cosa, cioè arrivate in aereo, ed i problemi in quella regione sono noti, non mi sembra una mossa intelligente arrivare in aereo si, ma fino al Congo, e poi farsela in bus passando in mezzo ai guerriglieri…

    Posso capire l’incazzatura degli organizzatori, perchè dal loro punto di vista han fatto il possibile, ed ora la loro immagine è comunque sputtanata.
    Con tutto, ben inteso, che la vita dell’autista viene prima di qualsiasi immagine, non voglio sembrare insensibile al dramma!

    Post quasi pronto…

  23. Nk scrive:

    Certo Sore…organizziamo le manifestazioni in territorio di guerra, facciamo ammazzare qualcuno e poi incazziamoci perchè “non ci aveva comunicato che sarebbe venuto in autobus”.

    D’accordo col fatto che sono stati imprudenti e “poco precisi” quelli del Togo, ma la colpa sarà di chi non manda un fax, o di chi organizza la Coppa d’Africa in mezzo ai guerriglieri?

  24. Nk scrive:

    Sarasa, detto molto politically uncorrect…ma sai che me ne frega del dramma?
    (non per sembrare insensibile, eh! :D Però stiamo parlando d’altro, fra di noi non c’è bisogno di specificare)

    Il problema è che la colpa è TUTTA di chi ha organizzato lì il torneo…chè l’Africa è grande.
    Non puoi dire “vieni a casa mia ma mettiti l’antiproiettile, che magari ti sparano”…e ancor meno puoi permetterti di incazzarti se mi hanno sparato davvero.

    Non scherziamo, per cortesia…che qua son tutti pronti a fare i fighi con cose tipo “se gli stadi non sono pronti spostiamo la sede”, e poi di una guerra civile se ne fregano.
    Incoscienti, incapaci e assassini con colpa.

  25. Mr Sarasa scrive:

    Nk, allora, sono d’accordo in parte: nel senso che l’Africa è grande, ed è bene organizzare un evento del genere dove non succede proprio nulla, verissimo.
    Ma in Africa, su 55 paesi aderenti alla CAF, quanti possono dire di rientrare appieno in questa categoria?
    Non solo, per organizzare un evento del genere, servono pure risorse e strutture.

    Credo che questi paletti, rendano praticamente impossibile non fare dei compromessi, anche per loro.

    Ed il compromesso che a loro sembrava accettabile era di organizzare la manifestazione lontano da quell’enclave, perchè è solo lì che si combatte.
    Peggio ancora, è solo lì, che lo stato non controlla proprio nulla.

    Se nel resto del paese la situazione è apposto, è da deficienti attraversare proprio QUEL territorio, in bus… a maggior ragione se ti viene detto prima!

  26. Mr Sarasa scrive:

    comunque non si sono incazzati per non averglielo comunicato, ma x aver fatto di testa loro…
    e sputtanare però l’organizzazione angolana!

  27. Mr Sarasa scrive:

    ecco, no, rettifico perchè da quel poco che avevo letto, non mi era chiaro un “dettaglio” non di poco conto: uno degli stadi è proprio a Cabinda, in zona di guerra.
    Quoto del tutto Nk, le responsabilità sono soprattutto di organizzatori e CAF, pur rimanendo i Togolesi degli sprovveduti.

  28. Nk scrive:

    Che poi, a latere, nessuno obbliga a organizzare un torneo del genere.
    Se in nessuna zona dell’Africa ci sono le condizioni per giocare a calcio in sicurezza, a calcio non si gioca.

    Che stiamo parlando di football, non di missioni ONU.

  29. SorellaBaderla scrive:

    Mr Sarasa: ecco, no, rettifico perchè da quel poco che avevo letto, non mi era chiaro un “dettaglio” non di poco conto: uno degli stadi è proprio a Cabinda, in zona di guerra.Quoto del tutto Nk, le responsabilità sono soprattutto di organizzatori e CAF, pur rimanendo i Togolesi degli sprovveduti.

    più che sprovveduti direi imprudenti.
    vengono dal togo, non da rarotonga..la zona, la situazione politica, dovrebbero conoscerla.
    posto che “zona di guerra” mi pare un’espressione non adeguata. guerriglia, non guerra. come il chiapas, come la colombia.
    che poi sta coppa sia una minchiata..siamo daccordo.

  30. Nk scrive:

    Guerra o guerriglia, mi pare che uno ci sia morto.
    O no?
    E mi pare ignobile il fatto che chi è il diretto responsabile di questa morte se la prenda con chi non ha mandato un fax.

  31. Mr Sarasa scrive:

    Sorella: ho detto “sprovveduti” proprio in quel senso infatti.

    Guerra…guerriglia… c’è una qualche differenza, dal punto di vista della sicurezza di civili?

    Nk: se non ci fosse nessun paese sufficentemente sicuro, certo.
    Però se c’è un’enclave disastrata, e tutto il resto del paese sicuro, non mi scandalizzo affatto, il problema qua è che han pensato bene di farci uno stadio, in quella parte disastrata…

  32. Mr Sarasa scrive:

    e comunque: nuovo post!