Il ritorno del settantenne (a San Siro)

Lo ammetto: quando la squadra più asteriscata d’italia lo esonerò la scorsa primavera, un po’ mi dispiacque… povero Raniero, in fondo mica era colpa solo sua per le innumerevoli figure da peracottari di quella squadretta nelle ultime due stagioni: come minimo, qualche responsabilità andava pur condivisa col tutor-sport, con la badante e con Cobolli, Gigli, Blanc e Secco, i Quattro Moschettieri del mercato.

Temevo inoltre che non ci sarebbe stata più occasione di vedere all’opera su una squadra importante questo genio della comunicazione… masochistica, ed in effetti ora è tornato ma solo sulla panchina della Roma.
La differenza tra il settantenne dell’anno scorso e quello attuale è evidente, senza nessuno che lo prenda in giro parlandogli di vincere scudetto e/o champions, o che gli facciano credere che un ex giocatore sia imprescindibile solo perchè sa battere le punizioni, anche il comandante Claudio contiene la propria esuberanza verbale.

Nessun “Deco e Carvalho a me Abramovic li avrebbe dati”, per intenderci, nè sopraffini ed eleganti paragoni anatomici come il celebre “noi siamo coglioni, lui [Mourinho] sta in mezzo”.. in compenso ha trovato altri modi di rendersi protagonista, prima polemizzando con Blanc (quello che col calcio non c’entra nulla) sull’affaire Stankovic (non voluto dai tifosi), poi dicendo che è dura condurre una squadra non costruita da lui (e sono già tre anni che gli capita, in effetti, se chiedi Stankovic e ti danno Thiago..): insomma, dopo averci fatto divertire per due anni con balle, ora sortisce lo stesso effetto dicendo la verità, impagabile.

Va detto che rispetto all’ultima volta che Ranieri ha vinto contro di noi a San Siro mancherà il suo miglior uomo assist: Burdisso.
Ieri sulla gazza c’era un’interessante ipotesi di calciomercato in tal senso: lasciare Burdisso-errore-fisso alla corte di Rossella Sensi e riprenderci un giovane cresciuto nel nostro vivaio e che qualche apparizione nella stagione dei record l’aveva fatta: Andreolli.

Oggi ha 23 anni, è maturato al Sassuolo superando i problemi alla schiena che avevano caratterizzato la stagione 2007-2008 tra Roma e Vicenza, continua a “vedere” la porta durante corner e punizioni e – particolare più importante – pare che sia uno di quei giocatori che l’allenatore portoghese non capisce come sia stato possibile cedere, di quelli provenienti dalle giovanili (l’altro è Pandev).
Se son rose, fioriranno, ma non vi nascondo che farei lo scambio seduta stante..

In ogni caso, non è questo il tempo per il mercato, oggi la Roma è solo l’avversario da battere dopo 4 anni che non riusciamo a farlo a San Siro in Campionato, vediamo di stoppare questa fastidiosa tendenza (anche se certe rimonte in extremis tipo quelle con i gol di Zanetti, Balotelli e Crespo occupano un posto speciale nella mia personale galleria delle emozioni forti regalate da questa squadra negli ultimi tempi..)!

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