Prostitussione intellectuale (l’ennesima, non l’ultima)

Sarà divertente seguire (da lontano) ciò che quest’anno pubblicherà Tuttosport – una specie di Libero al quadrato, di Giornale di Feltri al cubo della faziosità sportiva. Dovendo rassicurare, consolare, eccitare, esaltare gli juventini, quelli di Tuttosport sanno che la linea editoriale prevede, sempre e comunque, la distorsione di ciò che accade in Casa Inter.

In passato, duole ammetterlo, questa “linea” è stata facile da praticare, quando l’Inter sbagliava acquisti o Moggi indirizzava partite via-telefono, a Tuttosport potevano confezionare paginate denigratorie senza colpo ferire. Oggi è un po’ più difficile. La Juve vuole giustamente tornare a vincere, però l’Inter sembra aver azzeccato un mercato eccezionale, ben 5 nuovi titolari erano in campo nello 0-4 al Milan. E allora Tuttosport deve far credere al suo pubblico – che non aspetta altro – che questa nuova Inter sia stata costruita da spendaccioni, mentre la nuova Juve sarebbe un capolavoro di economia risparmiosa.

Nel giornale di oggi sta scritto che alla chiusura del mercato l’Inter sarebbe arrivata in passivo, seppur lieve, conseguenza dell’acquisto di Sneijder. La realtà è ben diversa: il mercato nerazzurro si è chiuso con un attivo di 37,3 milioni di euro. Anche la campagna trasferimenti della Juve è stata tecnicamente ottima: Diego + Melo + Cannavaro + Grosso fanno dell’organico bianconero una corazzata in grado di giocare per lo scudetto e per arrivare in semifinale di Champions.

Ma ciò è avvenuto con un investimento, chiamiamolo così, cioè con un passivo di oltre 37 milioni di euro. Più o meno la differenza – al contrario – di quanto ha fatto l’Inter. A proposito: i dirigenti juventini cedettero Ibra a 24-25 milioni di euro, l’Inter l’ha ammortizzato in 3 anni e poi ceduto per 46 milioni + Eto’o.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.