Salary Caz

platiniNon cè voluto molto tempo per svelare il bluff di Pantaleo Corvino, che nel Regno dei Luoghi Comuni del Calcio, ricopre il ruolo di Mago Incantantore del Mercato Numero Due. Venti giorni fa la stampa specializzata italiana (specializzata in marchette per la precisione) aveva salutato il nuovo corso viola, un po come i romani salutarono la morte di Annibale in quel di Bitinia: con gioia e soprattutto sollievo. Se la gioia era comprensibile, il sollievo lo era un po meno, considerando che il vecchio generale era ormai stato sconfitto e ridotto allimpotenza dal celeberrimo nonno dei Gracchi.

Ma il sollievo rispetto al salary cap made in Italy era facile da capire: finalmente cè qualcuno che si affianca allausterity milanista, in unepoca nella quale anche il Napoli spaccia giocatori come se fossero casse di sigarette a Gioia Tauro. Invece il bluff, come dicevamo, è durato poco.

La Fiorentina comincerà a usare la clausola rescissoria nei contratti, saremo il primo club in Italia, ho avuto lok dalla società, ho cominciato a contattare i procuratori dei giocatori, questo strumento può essere una risorsa economica, ogni giocatore avrà la possibilità di andare via. Noi vogliamo tenere a tutti i costi i nostri calciatori migliori, le cessioni di Pazzini e Osvaldo sono servite per rimpinguare le casse delle società, per il mercato in entrata invece io non posso competere con certi ingaggi, non creiamo illusioni ai tifosi, noi cerchiamo di migliorare il nostro organico li dove possiamo permettercelo, la società mi ha detto che andremo avanti così, continueremo con questa rosa, questanno farò il ministro senza portafoglio.

Queste le parole di Corvino tre settimane fa. Invece oggi scopriamo che la tanto decantata clausola di rescissione è semplicemente unofferta di vendita fatta alle società che vogliono comprare, con buona pace dei discorsi altisonanti (al netto degli errori grammaticali, che naturalmente nel Regno dei Luoghi Comuni sono tenuti molto in considerazione) sullincedibilità dei prezzi pregiati.

Una versione tipicamente allitaliana insomma, nella quale magari le società vengono messe in allerta dai procuratori precedentemente informati. In Spagna le clausole si mettono abbastanza elevate per proteggere linvestimento, in Italia – casualmente – le si piazza abbastanza basse per permettere la cessione di un giocatore. Permetterla agli occhi della tifoseria ovviamente, alla quale si potrà sempre dire che Felipe Melo è andato via per colpa della clausola di rescissione… forse bastava non metterla, o forse bastava fissarla un tantino più elevata, per non farsi sfilare il giocatore… verrebbe quasi da pensare che Mago Pantaleo abbia preso lezioni da Adriano, il Gran Ciambellano.

Venendo alle cose serie. Negli USA e precisamente nella NBA è stato appena ridisegnato il salary cap. In linea con la crisi economica, che ha visto perdite sul piano delle entrate e proprietari delle squadre alquanto preoccupati, la Lega ha abbassato la soglia di spesa con una conseguenza importante sul versante della luxury tax. Questultima è una tassa molto importante: per ogni dollaro speso in più rispetto al salary cap se ne versa un altro alla NBA. Certo, fa sensazione sapere che le squadre che maggiormente sbordano sono tra le meno vincenti degli ultimi anni (Knicks e Dallas), ma come si suol dire: è una cosa seria. Non una cosa alla Corvino.

Il discorso sul salary cap è circolato parecchio in questi giorni per via delle prese di posizione (a 86 gradi) di  Michel Platini, che più che altro si è inviperito per le cifre smosse dal Real Madrid, non tanto in ordine agli ingaggi, quanto rispetto al costo del cartellino. Forse ha ragione, i prezzi sono esagerati, eppure lui dovrebbe sapere che i calciatori sono affiliati alle federazioni calcistiche nazionali, le quali sono affiliate alla federazione europea che presiede. Logica vorrebbe che non si presentasse alla stampa facendo finta di essere allopposizione, altrimenti mi ricorda Pecoraro Scanio, che da ministro del Governo Prodi scendeva in piazza per protestare contro le decisioni assunte da Palazzo Chigi.

Se Platini fosse una persona seria, darebbe una parvenza di serietà alla UEFA. Innanzitutto: a) uniformando la giustizia sportiva e facendo definitivamente fuori i personaggi loschi che girano qui e oltre le Alpi  b) fissando delle regole certe sui cartellini dei giocatori provenienti da oltreoceano, i cui diritti appartengono, talvolta, a non meglio precisati uomini daffari che si muovono in base alle tangenti smazzate da chi compra  c) fissare dei parametri di spesa, che non ledano ovviamente i principi del libero mercato.

In particolar modo: se si vuole evitare che il prezzo dei calciatori vada fuori fase o fuori mercato, si può pensare a un modello misto che richiami lesperienza americana, che ha comunque delle leghe nelle quali vige un principio non tanto socialista, ma decoubertiano.

1) Stabilire una borsa del mercato dei calciatori, attraverso la quale trattare i cartellini al giusto prezzo richiesto dagli operatori

2) Legare il costo del cartellino al costo dellingaggio, ovvero a un multiplo dello stesso, con la proporzione numerica che scema fino alla scadenza naturale del contratto.

3) Importare dallAmerica il concetto della cessione del contratto, intendo in maniera integrale: la squadra che acquista il primo anno si accolla il contratto della squadra che vende, per poi firmare lestensione a una percentuale che fa riferimento al costo del cartellino. Esempio: Thiago Motta al Genoa prende 1.5 milioni di euro allanno per tre stagioni. LInter lo acquista dopo il primo anno di contratto a un prezzo multiplo del suo cartellino. Pertanto dovrà corrispondergli 2 anni del vecchio contratto del Genoa a 1.5 milioni più leventuale estensione. Come miglioramento professionale sono ammessi i premi individuali.

Questultima mi sembra una soluzione plausibile per evitare speculazioni al rialzo sul costo del cartellino e sul costo dellingaggio. Solo che per applicare queste regole servono norme ferree e comportamenti intransigenti. Multe salate agli affiliati che violano le norme, a coloro che fanno di tutto per farsi cedere, a chi comunque specula sui contratti che sembrano non aver valore. Anche perchè tornando ai nostri antenati Romani, come dice Lotito: i contratti si fanno per essere rispettati. Se non ci fosse chiarezza su questo punto ci dovremmo sempre affidare ad una massima non scritta del libero mercato: se cè qualcuno disposto a pagare un prezzo per una cosa, quel prezzo ne stabilisce il valore. Senza lamentele di sorta.

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