La tangente intellectuale e l’autogestione controllata.

 

Domenica sera, dagli spalti, ad un certo punto era un unico, ininterrotto incitare Ibra, cori per lui, applausi per ogni palla toccata, il tutto anche se come risposta i tifosi altro non hanno ottenuto se non un timido battito di mani, verso la Nord.
Insomma, come era prevedibile e giusto che fosse, nessuno strascico del gesto di due settimane fa, non per eccesso di buonismo ma per quella che definirei, scherzosamente, una sorta di “tangente intellectuale”.

Il tifoso interista, in questi anni, ne ha visti di giocatori idoli (anche quelli scarsamente decisivi…) baciare le maglie, andare sotto la curva, e poi magari togliere il disturbo senza troppi fronzoli, ma sa quello che “deve” ad Ibra: un contributo importante nello scudetto dei record, uno decisivo negli ultimi due, ed il sogno di poter un giorno accarezzare quella coppa che non è un’ossessione, ma certo non la butteremmo via…
Sa anche, il tifoso, che la possibilità che Ibra se ne vada esiste eccome, certo non gratis, ma scordandosi le cifre che si favoleggiano, perché quando i grandi giocatori se ne vogliono andare, un modo lo trovano sempre, forzano la mano e tanti saluti, quindi difficilmente con la sua cessione si potrebbero prendere DUE top player, rischieremmo di avere come parziale contropartita un Eto’o o un Drogba, ed i soldi “a condimento” non basterebbero per prendere un Torres o un Fabregas, giusto per fare i nomi di due spagnoli (l’indiscrezione va in quella direzione).

E allora, senza ulteriori giri di parole, questa “tangente” il tifoso la paga volentieri, d’altronde, quale sede migliore del giorno della festa per applaudire Ibra?
Di sicuro non andremo sotto la sede sociale, a cantare “non si vende Ibrà”, che va bene una tangentina, ma non la vendita della faccia…

Piccola “excusatio non petita”, a scanso di equivoci: non rientrano certo in questa categoria, nemmeno per scherzo, i cori e gli applausi per Moratti, che quella è pura riconoscenza.
Per quanto fatto, per quanto detto e quanto NON detto, in una stagione impeccabile anche per lui.
In tal proposito, segnalo che la dichiarazione sul 90% è lennesimo esempio di P.I.: laudio originale è il seguente (sentito su TL ieri)
Giornalista, che si intromette nella risposta del Presidente ad un collega: “possiamo dire che al 90% Ibra resta allInter?
MM: “ma si… come stavo rispondendo al suo collega (per la serie, sei un maleducato) Ibra credo proprio che resterà….
Le percentuali non le ha date lui, non è Paolillo.

Un commosso saluto al settantenne, il cui sguardo vispo e la fronte spaziosa ci mancheranno… per poco (speriamo ci faccia divertire quanto prima sulla panchina dei qualificatimoraliallaprossimagembions): curiosa loperazione della dirigenza gobba, scaricare le colpe sullallenatore e chiamare in fretta e furia lex gloria, significa puntare sullautogestione dello spogliatoio. La formazione della Juve, a meno di infortunii o squalifiche, per le prossime due gare è già scritta: Buffon-Grygera-Legrottaglie-Chiellini-De Ceglie-Camoranesi-Zanetti-Poulsen-Nedved-DelPiero-Amauri, primo cambio Joe Vinco, secondo Tre Seghe.

Autogestione poco intellectuale, per fare 6 punti contro un Siena che non ha più niente da chiedere ed una Lazio che perde sistematicamente, tanto un “titulo” lha già vinto.
Insomma, tanto casino, mesi di campagna stampa contro, mugugni, pubbliche scazzate di Buffon, Del Piero, da ultimo Padre Nicola… per nulla.

PS: su facebook ci sono le foto della festa, grazie al fotografo provetto Fonz, per chi non avesse FB le posto sui commenti…

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