Il Circo si ferma a Udine & tituli di coda

Immagini di una festa: ieri, arrivando in Duomo, a me ed al buon Luis ne sono venute beffardamente in mente alcune, quelle della presentazione dellex professionista (e tuttora ottimo strumentista alle congas) dei retro-cessi di Milano, il 17 Luglio scorso.

Potremmo partire da qui infatti, ricordando una volta di più che si festeggia DOPO aver vinto, e non “NELLA SPERANZA DI”, almeno nelle società sportive, al circo invece vale tutto.

Oppure potremmo partire tra i dubbi di ieri pomeriggio, mentre gli altri pagliacci (quelli che festeggiano i secondi posti) rischiavano di farsi fregare pure dal Catania “che facciamo, guardiamo Udinese-Bbilan al pub?” “no dai, tutto ma non farmela guardare al pub, poi mi tocca tifare per una delle due, che schifo”, e alla fine abbiamo optato per cena sobria tra amici, senza Sky o Mediaserv Penium.

Certo non potevamo immaginare che mancasse pure internet, od un qualsiasi canale impostato sulle tv locali, e cosi dopo aver appreso dal televideo del parziale di 2-0 ci siamo improvvisati tecnici tv, per la gioia del padrone di casa (interista) e lo sguardo stranito degli altri commensali, che non avevano esattamente colto il momento topico.

Finalmente appare il rassicurante faccione di Ruiu, memorizziamo il canale e ci godiamo gli ultimi 20 minuti, apprendendo dalla telecronaca che i rossoneri stanno facendo lennesima figura barbina (ma a questo siamo ormai assuefatti)… poi golletto di Ambrosini, che da un paio danni se non è protagonista di situazioni fantozziane non è contento, e finalmente triplice fischio.

I cellulari diventano bollenti (a proposito, grazie delle chiamate/sms ai vari del blog, ma dopo un po non ho capito più nulla eheh), la pasta di Luis fredda, autocensura sulle temperature supposte di casa Fonz perchè il risultato lo apprende da noi (…), la morosa a-calcistica che continua impassibile ad ascoltare i Cranberries, lamico viola che in teoria sarebbe pure giornalista sportivo (sereni, non è ancora nel grande giro) che inizia a dire cagate senza fondamento da me stoppate con un “meglio se continui a seguire il tennis”… brindisi con tutto quello che capita tra le mani, poi capiamo che gli altri non verranno a festeggiare in Duomo e ci incamminiamo.

Incredibilmente, ieri sera tutti i conducenti di tram antiinteristi li abbiamo beccati noi, il primo in sequenza su un 27 (come gli scudetti legali – non legittimi – della ##ve) ci ignora bellamente e ci parte davanti, gli altri per la cronaca a fine festa, su un 33 (età minima per giocare nel bbilan) e su un 2 (le retrocessioni dei giullari di Milano). Questa piccola parentesi numerica perchè magari potete giocarvi i 3 numeri, se siete medioevali (cit.), insieme al 17, al 20 (la festa).

Nessun problema comunque, nellattesa alla fermata Luis prova a spiegare alla mia tipa il fatto che lInter sia “lunica forma di opposizione di questo paese” (cit. – antoninoverdi), il fiorentino inizia a rompere che ha sonno, poi arriva un altro mezzo e riusciamo a raggiungere il centro, scortati dai meravigliosi caroselli.

E qui si vede il più grave errore stagionale di Josè da Setubal: quello slogan, “szszeru tituli”, doveva farlo registrare, ci avrebbe fatto una fortuna… battute a parte, è davvero quella la frase che condensa la festa, è in ogni striscione, qualcuno ce lha su magliette stampate ad hoc, altri se lo sono scritto a pennarello sulla maglia della salute, ed è questo il bello di una festa scudetto, che in quella Piazza trovi una galassia rappresentata, dal vecchietto sovrappeso che pur di saltellare perchè rossonero NON è rischia di inciampare correndo, a bambini già Bauscia dentro, fino ad un bel pastore tedesco con una maglia infilata impeccabilmente, quella di Super Mario; e Ambrosini sempre presente nei nostri cu…ori, come dimenticarlo?

Fuochi dartificio, lasciamo temporaneamente la piazza per la visita di rito a Via Turati, come preannunciato a vitarob, a cantare “non si vende Kakà”, che è tutto sommato un auspicio vero, perchè ok vincere facile, ma a tutto cè un limite 😀

Altro giro in Piazza Duomo, altri cori (senza rubare è tuttora il mio preferito), poi si torna a casa, si dorme pochissimo, e si accompagna il fiorentino alla fermata, non per altro ma per entrare nelledicola del milanista sotto casa e dirgli, con la gazza in mano,

serotituli
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PS: oggi lappuntamento è al baretto, dalle 18 alle 20 circa, poi sugli spalti a salutare degnamente i

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