Gli stupidi non hanno colore. O forse sì.

“Esistono gli uomini, non i colori. A quanti l’altra sera hanno insultato Balotelli vanno rammentati due punti, che, sbagliando, pensavamo fossero ormai acquisiti: siamo tutti uguali e Balotelli, perdipiù, è un italiano che ha già indossato la maglia della Nazionale. Chi lo fischia non è un teppista, non è un delinquente: è uno stupido […]. Balotelli è poco più di un bambino, cresciuto forse troppo in fretta. Commette errori, come tanti altri ragazzi della sua età. Certe volte esagera. Certe volte è strafottente. Ma il suo carattere, che deve ancora essere limato, non giustifica il razzismo. Il primo uomo, in fin dei conti, aveva la pelle scura per via del sole africano”. Roberto Renga, 20 aprile 2009.

“Domenica sera il ragazzo ha scippato un rigore, invitato migliaia di romanisti a stare zitti appoggiando l’indice alle labbra, fatto per due volte la linguaccia a Panucci, ringhiato a Riise. Non si può usare la prova televisiva per la simulazione: l’arbitro ha visto e valutato male. Ma il resto del suo show deve finire nelle mani del giudice: violenza e istigazione alla violenza. Si parla tanto di prevenzione, le tifoserie restano a casa, gli stadi sono pieni di steward e poi si lascia che la provocazione si verifichi impunemente in campo? La linguaccia va messa sullo stesso piano dello sputo. Venne condannato Totti agli Europei portoghesi e senza valutare le attenuanti. Va condannato Balotelli, con l’aggravante della provocazione nei confronti della tifoseria romanista. Un Daspo anche per lui. La porta della Nazionale chiusa sino a quando non avrà capito e chiesto scusa. Una lunga squalifica adesso. Mourinho e Moratti non gli diano spago: la prossima volta la linguaccia sarà per loro”. Sempre Roberto Renga, 3 marzo 2009.

Esistono gli uomini, non i colori? Esistono anche i colori, considerato come Roberto Renga smentisca sé stesso a distanza di un mese. Perché il giallorosso è diverso dal bianconero e il principio del tengo famiglia è sempre valido, soprattutto se qualche ultrà decida che la difesa del giornalista-avvocato sia stata troppo blanda. Che il difensore si trasformi in pm mediatico, poi, è un qualcosa di marziano. Prendiamo atto che il giornalista del Messaggero si sia dato dello stupido, noi lo avevamo considerato tale con netto anticipo (qui, qui e qui).

Finalmente gli insulti a Balotelli sono diventati un caso. Ci sono volute le parole di Moratti che se fosse stato a Torino avrebbe deciso di ritirare la squadra dopo che quasi tutto il vecchio Comunale era unito nell’offendere un giocatore di colore forse (un forse falso e retorico) temendone le doti tecniche. Finalmente dicevo, perché le multe a Fiorentina e Udinese per gli stessi cori (gridati da un numero inferiore di persone, ammesso che abbia una qualche valenza) sono passate quasi sottotraccia.

In attesa di leggere Zazzaphon ed il suo articolo sul fatto che “negro di m***a”, “mangia le banane”, “non esistono negri ita**ni” e “se saltelli muore Balotelli” non siano espressioni razziste, sulla base che il razzismo sia ben altro (la pessima categoria dei benaltristi è più viva che mai) si può solo constatare come  il meritevole del Daspo, abbia risposto sul campo agli insulti con una prestazione da veterano. Nettamente il migliore in campo con le sue giocate, il suo goal (che Ibra non avrebbe segnato) e la sua esultanza con indicazione dello scudetto sul petto, quello che dovevano vincere i vari esperti di battaglie navali, i Buffon(i) o gli atleti di Dio. Quelli che leggendo qualche riga del Vangelo o della Bibbia cercano di evangelizzare le pecorelle smarrite con libri e successive comparsate in tv o che cercano di spiegare il perché dei bombardamenti sulla striscia di Gaza affidandosi alle sacre scritture.

Gli stessi che mettono in luce l’essere provocatorio (in campo) del bulletto interista, perché fare una finta a Tiago è da provocatori (cit.),  e poi non dicono una parola una sugli insulti di ogni tipo piovuti ininterrottamente dagli spalti. Il lato positivo è l’aver evitato una lezione di fratello Nicola su Pio XII e le leggi razziali.

Vedremo come si comporterà il giudice sportivo, anche se non è certo questo il punto. Lo sconforto nasce dalla consapevolezza che le parole di Moratti non serviranno a nulla, anzi, semmai saranno utilizzate come pretesto per nuovi e fantasiosi cori contro Balotelli. Perché in It**ia funziona così. Non è un problema di tifo, ma di cultura. E quella non si compra certo al supermarket di Zamparini e non basta nemmeno la bacchetta magica di Silvan, già opzionata da Berlusconi nonostante l’imbarazzante ex amica di fede di Legrottaglie.

Caro Massimo, la proposta è sempre lì sulla scrivania: non ritirare l’Inter da una partita, ritira l’Inter dalla Serie A e portaci in Premier. Non vinceremmo nell’immediato contro Manchester, Liverpool e Chelsea, ma non sarebbe un problema. E se c’è chi è pronto a (ri)prendersi Cannavaro, stavolta senza Brindelloni ad impedirlo, tu compra Campbell.

Ps: L’articolo sul Daspo a Balotelli non è più visibile sul sito del Messaggero. Quasi sicuramente sarà un problema tecnico, sarebbe troppo ipotizzare un po’ di sana vergogna.

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