Spifferi, fessure, voragini e centrifughe

Dopo la partita di Bergamo ha parlato con i giocatori. Vi siete capiti? “Penso che per voi giornalisti, in senso generale, sia più facile continuare con le vostre fonti. Voi sapete assolutamente tutto: è un ‘miracolo’ sapere la squadra che scenderà in campo quindici minuti dopo l’ultima nostra riunione tecnica o sapere che cosa dico ai giocatori in privato: siete veramente bravi… Ma se volete sapere cosa ci siamo detti ieri, è meglio venirlo a sapere da altre fonti: io non dico e non dirò” .

Questa affermazione di Mourinho nella conferenza di ieri è passata quasi sottotraccia. Non è difficile capire il perché, visto che spetta ai giornalisti stessi amplificare o meno il messaggio di una notizia. Ecco, finalmente Mourinho sembrerebbe aver capito l’ambiente che lo circonda. Dopo 8 vittorie consecutive sono bastati un pareggio interno col Cagliari e la sonora sconfitta di Bergamo per riesumare i vecchi problemi. Certo, anche il suo modo di giustificare la sconfitta non è stato il massimo dell’eleganza, ma, puntuale ed atteso si è alimentato il sospetto (anche qualcosa in più) di dissidi tra Moratti ed il nuovo tecnico. L’insoddisfazione del presidente per la gestione di alcuni “casi”, il gioco espresso dalla squadra nelle ultime gare ed i milioni spesi in estate i motivi dei primi dubbi di Moratti.

Tornando agli spifferi, ne suggeriamo uno suggestivo riportato da Laura Alari. “Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perchè non c’era nessuno. Il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra…” questo avrebbe detto Mourinho ai suoi dopo la prestazione negativa di domenica con tanto di indignazione dei giocatori e comunicazione a Moratti dell’accaduto (leggi). L’articolo della Alari è stato preso a mo’ di esempio di una categoria di giornalisti che sembrano più “amici di” che “obiettivi”. Da quando Mancini è stato allontanato dall’Inter è iniziata la campagna contro Mourinho, che finora non ha certo dimostrato di essere il grande allenatore descritto nella sua biografia, ma ha dato prova di essere una persona intelligente in grado di rivedere le proprie idee per arrivare alla vittoria. La stessa Alari aveva scritto dopo la conquista del 16° scudetto: “Una lezione di personalità, di orgoglio, di compattezza sbattuta in faccia a chi ha tentato di fermarla coprendola di fango, perchè non riusciva a fermarla in campo. Ma anche a chi, dall’interno, si è insinuato nelle fessure congenite della società con la speranza che prima o poi diventassero voragini: è il vecchio trucco di chi sa di non essere all’altezza e per paura di perdere la posizione cerca di stroncare quelli che potrebbero far salire il livello troppo in alto” (leggi). Fessure congenite e voragini. Termini sostituiti dal più ammiccante spifferi. Un po’ di coerenza non guasterebbe.

Anche Marco Ansaldo, su La Stampa, dopo un brillante articolo in cui dimostrava la propria incompetenza nostalgica in tema di diritto sportivo, cita la differenza di vedute tra Moratti e Mourinho su Cordoba come possibile elemento di disturbo tra le parti (leggi). Le parole di Moratti, dette con Cordoba presente alla Comuna Baires, sono di una normalità imbarazzante, ma, come si dice in questi casi, tutto fa brodo.

Una cosa è certa, Mourinho ha terminato la fase di prelavaggio, per continuare il paragone di Trapattoni sulla centrifuga-Inter. Ha capito l’aria che si respira, l’ambiente non proprio accogliente che lo circonda, la pressione mediatica che avvolge squadra e società e le “fessure congenite che possono diventare voragini”. Il suo impermeabile ed il suo ombrello aperto in anticipo in una famosa pubblicità sapranno resistere alle intemperie, ma in soccorso alle capacità manageriali devono arrivare quelle tecniche, iniziando da stasera. Una vittoria contro la Roma rasserenerebbe gli animi di tutti. Tutti tranne quelli pronti ad alimentare il seme del dubbio nei rapporti con Moratti. Chi vuole il bene dell’Inter deve augurarsi di vedere Mourinho sulla panchina dell’Inter fino alla scadenza del suo contratto. Il confronto con l’immagine di Mancini prima e dopo la centrifuga sarebbe il solo e divertente spunto di riflessione.

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