Inter Cento per Cento – 100 racconti in 100 anni

100x100E’ sempre difficile scrivere la recensione del libro di un amico. Per quanto libera possa essere la mente resta sempre il tarlo, in te prima che in chi ti legge, che le belle parole che stai per scrivere siano dettate dall’affetto e dal rispetto, e non da quanto scritto dall’amico nella sua opera.

Inter Cento per Cento, però, ci libera da questo pesante dubbio…e no, non perchè ne parleremo male. Il libro scritto da Gabriele Porri è talmente bello, talmente completo, talmente emozionante che non può proprio esserci il dubbio che sia tutto dettato dall’amicizia. Potrebbe passare, a prima vista, come una delle tante speculazioni editoriali che si trovano in circolazione quando c’è da celebrare qualcosa: quanti libri avete visto sul centenario dell’Inter? Storia, racconti, immagini, uomini…c’era di tutto. Di tutto, tranne quello che c’è in questo libro. Gabriele parte da un presupposto forse banale, ma per nulla scontato: la storia di una squadra di calcio, prima ancora dei giocatori, degli allenatori, dei presidenti, degli aneddoti, la fanno le partite. E Inter Cento per Cento è proprio una raccolta di cento partite significative della nostra meravigliosa squadra: dalla prima, un derby, all’ultima. E in mezzo c’è tutto: dal primo gol (di un brasiliano) all’ultimo (di un argentino), dai grandi trionfi alle sconfitte più brucianti, dagli illustri debutti ai commoventi addii, dalle beffe alle rivincite. In mezzo c’è la storia dell’Inter, semplicemente. Così come si è dipanata nel corso degli anni, così come l’hanno disegnata i campi di calcio di Milano, dell’Europa e del Mondo.

Se si vuole trovare un difetto a questi cento racconti, si potrebbe accennare alla disparità fra eventi passati e più recenti (ovviamente in favore di questi ultimi): qualsiasi tifoso a un certo punto si troverà a dire “io al posto di questa partita avrei messo quell’altra”. In realtà proprio questo offre invece lo spunto per l’ennesima lode all’autore, e alla sua incredibile capacità di immergersi negli archivi per recuperare risultati e tabellini di partite disputate un secolo fa, e non per modo di dire. Credete che sia stato facile scoprire formazioni e marcatori di Inter-Juventus 1-0 del 28 novembre 1909 (prima vittoria in competizioni ufficiali)? Secondo me non lo è stato per niente. Ma è proprio questo lavoro a fornire al libro quel tocco di “presente” in più, che ti dà l’impressione di essere lì, sul campo, sugli spalti, tra i tifosi e di vedere dal vivo la storia della tua Inter che viene scritta partita dopo partita, passaggio dopo passaggio, gol dopo gol.

Gabriele riesce così nell’impresa di scrivere una cronaca fedele e farla sembrare un romanzo. Come in un qualsiasi libro “storico”, infatti, al termine di queste pagine il lettore poco informato saprà molto della storia dell’Inter, delle sue imprese e dei suoi campioni. Ci sono i gol a invito e il piede gelato di Meazza, i trionfi e le vittorie contestate dei primi anni (e degli ultimi), ci sono Veleno Lorenzi e il suo limone e Nacka Skoglund e il suo whisky, ci sono Angelillo e Nyers, Beccalossi e Matthaus. Ci sono Mazzola, Moratti, Herrera e la loro beffa alla Juventus, c’è la Grande Inter, ci sono gli anni bui e c’è Roberto Mancini. C’è tutto, come in un libro di storia ed è raccontato attraverso fatti reali, come in un libro di storia. Ma coinvolge e appassiona come un romanzo.

Un romanzo che parte da quando erano poco più di 40, erano ribelli e volevano dare la possibilità a tutti, italiani e stranieri, di giocare con la stessa maglia, quella nerazzurra e arriva a oggi. Passando attraverso 100 anni di vittorie ma anche di orgoglio, tantissimo orgoglio. E si conclude con una porta spalancata verso il futuro.
Un futuro in cui inevitabilmente ci sarà per sempre, solo, Inter.

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About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.