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scritto da sgrigna il 23 gennaio 2012 alle 8:15
Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu (1′ st Obi); 11 Alvarez (1′ st Sneijder), 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 55 Nagatomo; 7 Pazzini, 22 Milito (25′ st Faraoni).
Lazio: 22 Marchetti; 78 Zauri (27′ Cisse), 20 Biava, 3 Dias, 26 Radu; 19 Lulic, 24 Ledesma, 15 Gonzalez (20′ st Konko); 8 Hernanes (1′ st Matuzalem); 9 Rocchi, 25 Klose.
Dopo il derby e dopo la coppa italia Ranieri rinuncia ancora a Sneijder e conferma il 4-4-2 con Zanetti al centro al posto di Motta e Chivu sulla linea dei difensori con l’avanzamento di Nagatomo sulla fascia di Maicon.
La Lazio pressa tantissimo sin dall’inizio e mette in difficoltà il centrocampo interista, Alvarez litiga con il pallone mentre il Cuchu e Zanetti faticano a proporsi per iniziare l’azione che in questo modo viene impostata da uno dei 4 difensori con scarsi risultati.
I biancoazzurri sono più pericolosi e prima colpiscono un palo in contropiede con Rocchi, favorito anche dal mancato controllo di Lucio e poi segnano con l’attaccante italiano che taglia l’area da sinistra a destra e sull’imbeccata di Ledesma realizza con un tiro a incrociare, anche in questo caso Lucio si fa sorprendere dal movimento dell’attaccante.
Ranieri sposta Alvarez dietro le punte e l’argentino in mezzo a mille palle perse trova due assist: il primo per l’inserimento di Nagatomo anticipato all’ultimo da Marchetti, il secondo è un 1-2 con Milito in area che permette al Principe di colpire dalla sua zolla preferita e di realizzare l’1-1.
 5 gol nelle ultime 4 partite
I due assist non bastano per salvare Ricky dalla sostituzione all’inizio del secondo tempo, Ranieri toglie anche Chivu e inserisce Sneijder e Obi; in campo entra anche un Lucio molto più concentrato rispetto al primo tempo; si passa così a un 4312 con Nagatomo e Maicon laterali, Cambiasso davanti alla difesa, Zanetti e Obi interni di centrocampo, Sneijder nel suo ruolo naturale di trequartista e Milito e Pazzini davanti.
Il pressing della Lazio si fa sempre meno intenso e Wesley ha lo spazio per organizzare la manovra e dimostrare che al momento la differenza con Alvarez è ancora molta; il raddoppio di Pazzini arriva comunqu in maniera casuale, su un rilancio della difesa laziale Lucio colpisce di testa in avanti e trova il bomber italiano (partito in fuorigioco di circa 5 centimetri) solo al limite dell’area, il pallonetto a Marchetti a quel punto è un gioco da ragazzi.
 V
Fuori Milito per Faraoni si torna al 4-4-1-1 per difendere il risultato, Samuel e Lucio giganteggiano ma davanti a loro soprattutto Cambiasso non è in partita (la terza in una settimana, sarà un caso?) e la Lazio riesce a creare un paio di occasioni pericolose con Klose (parato da Julio Cesar) e Cissè che manca clamorosamente il pallone.
A fine partita Ranieri giustamente fa notare che è stata una partita giocata male, decisa da un paio di giocate estemporanee, l’assenza di Thiago Motta si è fatta sentire tantissimo in mezzo al campo e l’averlo sostituito con Zanetti è una scelta che non mi è piaciuta, detto di un Alvarez pasticcione il compito di Ranieri adesso sarà quello di trovare un nuovo equilibrio per una squadra in cui Sneijder dovrà essere l’imprescindibile punto di riferimento dietro a due punte.
Dajè nonnè, continua a stupirci.
scritto da sgrigna il 11 dicembre 2011 alle 12:44
Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Faraoni, Thiago Motta, Cambiasso, Coutinho (17′ Muntari); Pazzini, Milito (19′ st Zarate)
Fiorentina: Boruc; De Silvestri, Gamberini, Natali, Pasqual; Behrami, Munari (7′ st Salifu), Lazzari (30′ st Kharja), Vargas; Ljajic (20′ st Silva); Gilardino
 Qualcuno lassù ci ama
Mister Ranieri conferma per la terza partita consecutiva il 442 nonostante le due precedenti sconfitte con Udinese e CSKA, dentro Lucio e Maicon tornati disponibili, Faraoni è confermato sull’ala destra mentre la sorpresa è Coutinho sull’ala sinistra dopo il deludente primo tempo nell’ultima partita di Champions League.
Il giovane fantasista è invece la nota più positiva dei primi quarantacinque minuti: parte largo sulla sinistra ma spesso si accentra e trova gli spazi giusti per ricevere palla e servire i due attaccanti, gioca in verticale e di prima facilitando il compito di Milito e Pazzini che possono ricevere palla sulla corsa e con la difesa avversaria non ancora schierata.
La principale novità tattica di questa partita è proprio la ricerca della verticalità e di un gioco più rapido e veloce a discapito del continuo possesso palla che avevamo visto soprattutto con il 451 di qualche partita fa, i due attaccanti sono bravissimi ad accorciare verso i centrocampisti per ricevere palla tra le linee difensive avversarie mantenendo così la difesa viola in continua apprensione, manca solo una maggiore precisione nella rifinitura per trasformare il tutto in chiare occasioni da rete, penso per esempio ai passaggi sbagliati di Milito per gli inserimenti di Coutinho nel primo tempo e di Maicon nel secondo.
Faraoni e Maicon sulla destra hanno una buona intesa, sia quando attaccano che quando difendono, segno che il laterale brasiliano se la può cavare anche senza capitan Zanetti, anzi con questa soluzione può diminuire il numero di discese sulla fascia e diventare più imprevedibile.
La partita nell’insieme è totalmente dominata dall’Inter che concede un solo tiro in porta alla Fiorentina in tutti i novanta minuti, il primo tempo è più di qualità e quello con il miglior gioco, prima del gol di astuzia di Pazzini al 41′, costruiamo altre due ottime occasioni da rete sempre con Pazzini nei primi minuti e con Coutinho verso la metà del tempo, ma soprattutto è la pressione che è continua nella metà campo viola. Samuel, Lucio, Motta e Cambiasso sono molto bravi a recuperare palla e a farla arrivare velocemente a uno dei quattro giocatori offensivi.
Nella seconda frazione di gara Nagatomo trova subito il raddoppio grazie a un rimpallo su un goffo rinvio di Pasqual, il gioco è meno fluido perchè gli attaccanti non si fanno trovare con la stessa continuità del primo tempo tra le linee, il doppio vantaggio poi fa abbassare la squadra per evitare di correre rischi in difesa.
Le sostituzioni di Milito e Coutinho con Zarate e Muntari tolgono qualità e pericolosità alla squadra, riusciamo lo stesso a creare qualche pericolo a Boruc con Motta da fuori, con Muntari che manca la porta da 5 metri e con Pazzini che sbaglia solo davanti a Boruc però resta la sensazione che i due nuovi entrati siano due corpi estranei in questa squadra.
Presto o prestissimo rientreranno Zanetti, Sneijder e Forlan, se l’uruguaiano potrà essere una valida alternativa a Milito e Pazzini relegando in questo modo Zarate a quarta punta, dove potranno giocare Zanetti e Sneijder in questo 442? La freschezza e la corsa di Faraoni e Nagatomo sembrano imprescindibili così come la qualità messa in campo da Motta e Coutinho (è giovane, farà qualche partita molto bene e qualche altra molto male, come tanti giocatori della sua età, abbiate pazienza con lui), ci sarà presto un nuovo cambio di modulo?
 Auguri Peppino!
scritto da sgrigna il 4 dicembre 2011 alle 0:49
Formazioni:
Inter: 1 Julio Cesar; 4 Zanetti, 23 Ranocchia, 25 Samuel, 26 Chivu (35′ st Stankovic); 37 Faraoni (17′ st Zarate), 8 Thiago Motta, 19 Cambiasso, 11 Alvarez (1′ st Nagatomo); 7 Pazzini, 22 Milito
Udinese: 1 Handanovic; 17 Benatia, 5 Danilo, 32 Ferronetti; 8 Basta, 3 Isla, 66 Pinzi, 20 Asamoah, 27 Armero; 25 Torje (17′ st Floro Flores); 10 Di Natale (46′ st Ekstrand)
Ranieri dopo essere riuscito a collezionare 2 vittorie consecutive, decide di cambiare lo schema con due ali larghe e una sola punta per proporre un classico 442 con Milito e Pazzini davanti e Alvarez e Faraoni sulle fasce.
Il primo tempo trascorre lento, l’Inter controlla il possesso palla ma fatica a rendersi pericolosa con dei cross dal fondo, succede qualcosa a destra dove Faraoni è molto diligente e disciplinato nel suo ruolo, Alvarez invece non riesce a rimanere largo sulla sinistra e si accentra sempre, finisce così per occupare le zone che dovrebbero essere di Cambiasso o di una delle due punte rendendosi poco utile alla causa.
L’Udinese è come sempre molto attenta in copertura e pronta a colpire tutte le volte che i nostri perdono palla, le occasioni capitano sui piedi di Torje, Di Natale e Armero soprattutto nella prima metà del primo tempo, poi le palle perse dimuiscono e di conseguenza anche le occasioni Friulane.
L’Inter crea qualche pericolo con Milito che in una occasione tira alto dai 16 metri, in un’altra mette Motta solo davanti ad Handanovic che blocca il debole tiro e con Zanetti, sempre dal limite dell’area, troppo poco però per una squadra che deve assolutamente vincere questa partita. La manovra è sempre molto lenta per cui non troviamo mai i difensori dell’udinese fuori posizione, inoltre i due esterni non hanno la capacità di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica per cui il muro bianconero regge senza troppi problemi.
L’idea di gioco, nonostante il cambio di formazione rimane quello delle ultime partite: tenere il ritmo basso con il possesso palla senza scoprirsi troppo viste le difficoltà a recuperare le posizioni difensive, davanti poi qualcosa si spera che succeda.
All’inizio del secondo tempo Ranieri mette Nagatomo al posto del deludente Alvarez, è difficile pensare che il giapponese possa fare peggio ma anche che la partita possa essere risolta da una sua giocata, Guidolin non cambia nessun giocatore ma chiede ai suoi di stare un po’ più alti e di pressare di più.
Il tecnico tifoso dell’Inter indovina la mossa e i bianconeri diventano padroni del campo, annullano i rifornimenti a Pazzini e Milito e ripartono sempre più velocemente, dal canto suo l’Inter non riuscendo a controllare il possesso del pallone è sempre più lunga e sfilacciata.
Ranieri inserisce Zarate al posto di Faroni e passa al 4312 chiedendo al nuovo entrato di farsi dar palla tra le linee per poi servire i due attaccanti, il risultato è che la pressione dell’Udinese cresce ancora di più e le occasioni aumentano sia in quantità che in qualità: prima Isla in contropiede solo davanti a Julio Cesar ci grazia passando il pallone a Di Natale in fuorigioco, 5 minuti più tardi ancora in contropiede il cileno servito da Floro Flores fa tutto da solo e realizza il gol dello 0 a 1.
Siamo al ’73 e Handanovic non si è ancora sporcato i guanti.
Entra Stankovic per Chivu per provare a mettere un po’ di pressione e alzare un po’ il baricentro della squadra: nuovo contropiede, Zanetti si fa sorprendere dal più veloce Asamoah e lo atterra in area, il capitano già ammonito viene espulso e salterà così la sua prima partita di campionato sabato prossimo. Di Natale va sul dischetto e Julio Cesar para regalandoci ancora 5 minuti di speranza. Samuel si porta in attacco e nella confusione generale Milito trova il rigore per un fallo di Ferronetti che viene ammonito per proteste.
Pazzini si incarica dell’esecuzione del tiro dagli undici metri ma al momento di calciare scivola e tira alto.
Siamo così a 14 punti in 12 partite: le assenze si fanno sicuramente sentire, i problemi del centrocampo sono noti e la soluzione non sembra a portata di mano. Che fare?
 

scritto da ex-collaboratori il 29 ottobre 2008 alle 23:16
Dopo questo pareggio di Firenze scivoliamo dietro il Milan in classifica, che di dritto o di rovescio ha vinto la sua partita col Siena. L’Inter invece deve ritenersi ampiamente fortunata se ha chiuso con la porta inviolata, e non tanto per il possibile rigore negato su Pazzini (ma l’arbitro ha ignorato due gomitate contro Cordoba e Burdisso), quanto per il numero di cross concessi dalle fasce.
E questo dato, in controtendenza rispetto al numero di calci d’angolo concessi, la dice tutta sul reale momento della squadra. Difendiamo bene, anche con ordine, ma siamo comunque troppo leziosi. In più non sviluppiamo un autentico gioco di rimessa. Ma quello che manca attualmente è il gioco offensivo.
In particolare, come anticipato nei commenti, non riusciamo a portare nella tre quarti avversaria quei 5 o 6 uomini necessari per fare una manovra avvolgente. Quando l’abbiamo fatto abbiamo sprecato la più grossa occasione da gol, nella ripresa: Mancini ha spedito alto dopo un cross in mezzo di Maicon. Ma l’azione era partita da Maxwell.
La squadra è ossessivamente lunga, confusa, non gioca di prima e sullo stretto. In poche parole: non copre il campo e dunque non sale, lasciando fatalmente isolate le punte. Non porta la palla avanti con tocchi avanti e indietro, che consentirebbero ai terzini di farsi raddoppiare e salire in tranquillità, offrendo delle opzioni offensive attualmente sconosciute.
L’insistenza di Mourinho sul modulo a una punta, tra l’altro notoriamente poco ficcante, non fa altro che peggiorare la situazione. Così aumenta la sensazione di avere reparti slegati, ed è un peccato, perché l’abnegazione, da Obinna a Burdisso, da Ibrahimovic a Stankovic non manca. Il rischio è quello di far correre inutilmente la squadra a vuoto, sfiancandola in lunghi scatti in avanti, gestiti da difensori che non brillano per intelligenza calcistica.
Quando sono entrati Vieira e Crespo c’è stato un miglioramento dovuto alla maggior copertura del centrocampo. Nel caso contrario, la squadra rimaneva troppo scoperta sulle fasce, non concedendo calci d’angolo, ma cross puliti. La situazione si è ripetuta con l’ingresso di Quaresma e il tentativo di approfittare della stanchezza dei Viola, che avevano assenze pesanti. Considerando che abbiamo incontrato una squadra che gioca ed è in forma potremmo dirci mezzo soddisfatti. Ma non possiamo. Proprio a Firenze abbiamo visto giocare l’Inter in modo spettacolare, con Chivu a centrocampo e Jimenez in cabina di regia… quindi serve un momento di assoluta chiarezza.
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