Il dodicesimo uomo

La partita di sabato sera è una di quelle destinate a rimanere nella mente del tifoso interista con l’etichetta di epica, al pari di quel famoso Inter-Samp di qualche anno fa, vinto per 3-2 con una rimonta incredibile negli ultimi otto minuti.

Viverla allo stadio è stato bello, soprattutto per come è andata a finire, ma personalmente non appagante come in occasione di altre vittorie raggiunte inaspettatamente sul filo di lana. Si, perché vedere il comportamento di parte del pubblico mi ha amareggiato, fatto arrabbiare e lasciato molto perplesso. Non è assolutamente mia intenzione assegnare patenti di interismo, lungi da me farlo, ne tantomeno pretendere di negare il diritto di critica a chi, come me, paga profumatamente un biglietto o un abbonamento per assistere alle partite. Certi atteggiamenti però mi hanno veramente sconcertato e mi sono ritrovato a battibeccare con chi mi sedeva dietro o nelle immediate vicinanze. Solitamente evito di lasciarmi andare a certe esternazioni ma quando, al gol del 2-3 del Siena, ho sentito gridare per ben cinque volte consecutivamente “siete una squadra di m***a” all’indirizzo dei ragazzi, non sono riuscito a trattenermi. E già che c’ero me la sono presa anche con chi stava criticando le scelte dell’allenatore. In una situazione di emergenza come quella, contestare la formazione o il tipo di assetto tattico mi è sembrato quantomeno naif (cit.), visto che le uniche alternative possibili erano l’inserimento di alcuni giovani della primavera. Nel resto dello stadio la situazione è stata pressoché simile, con critiche e fischi all’indirizzo di tutto e tutti.

Spesso si sente dire che il pubblico sugli spalti può diventare il dodicesimo uomo in campo. L’altra sera al Meazza lo è stato, ma per gli avversari. A venticinque minuti dal termine, sotto per 3-2 e con una squadra approssimativa a causa di assenze ed infortuni, ti aspetteresti uno stadio che inciti e sostenga i suoi alla ricerca della rimonta. E invece no, anzi. Mugugni continui ogni qual volta che alcuni nostri giocatori entravano in possesso palla, con l’effetto di mandare ancora più in confusione chi già lo era ampiamente. Anche la curva, solitamente l’unico settore dello stadio a cantare sempre, ha lesinato il proprio apporto, con un flebile contributo a livello di tifo. Per fortuna la squadra ha dimostrato di avere carattere da vendere e, nonostante le grandi difficoltà che presentava la situazione, non si è persa d’animo provando con poco gioco e tanto carattere a recuperare la partita. Riuscendoci.

La punizione-gol del 3-3 di Sneijder è quella che ha rianimato gli spettatori, me compreso, trasformando completamente l’aria che si respirava nello stadio. A rigor di logica dovrebbe essere il pubblico a trascinare gli undici in campo, non viceversa. Questo non è accaduto, per via dell’atteggiamento di molti che, dopo quello che poteva essere un comprensibilissimo momento di sconforto, avrebbero quantomeno potuto esimersi dal contestare tutto e tutti per venti minuti buoni. Mi sembra superfluo dire che al 4-3 di Samuel gli stessi personaggi non hanno evitato di esultare come se il gol della vittoria l’avessero segnato loro. Questo è, purtroppo, la realtà di una buona percentuale del nostro pubblico. Un pubblico incapace di dare un apporto significativo nei momenti di difficoltà. Come ho detto prima, nessuno pretende di togliere il diritto di critica a chi paga il biglietto, ma quantomeno  sarebbe da auspicarsi un atteggiamento meno tafazzista. Sto chiedendo troppo?

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