Salutate la capolista

Ho sbagliato: avevo previsto un 1-1, non che Ibra ne facesse uno nel primo e uno nel secondo tempo. Due gol, aggiungo, che poteva fare solo lui. Dettaglio non insignificante, la maglia del Centenario continua a portare fortuna, a differenza di quella (oltretutto orrenda) che la Nike ha confezionato per l’Europa.

In cosa consista la fortuna, alla fine di un Inter-Fiorentina 2-0 che vale mezzo scudetto, è facile dirlo: noi 3 occasioni noi e 2 gol, loro 5-6 occasioni e zero gol. Dobbiamo ringraziare Mutu per il suo stolido egoismo, e Julio Cesar per la sicurezza nelle uscite. Poi, andrebbe fatto un monumento a Esteban Cambiasso, ancora una volta straordinario (un solo errore in area) sia da centrocampista che da difensore centrale. Per il resto, a parte Ibra, di Inter se n’è vista pochissima. Sessanta minuti consecutivi senza un solo tiro in porta…

Nel momento in cui Cambiasso è retrocesso in difesa, la manovra è semplicemente scomparsa: ho contato 5 calci di punizione calciati da Julio Cesar e finiti immediatamente nei piedi dei Viola, e non ricordo una sola azione offensiva fino alla percussione di Santon. Qualcuno dirà “massimo risultato con il minimo sforzo”: io dico che lo sforzo è stato gigantesco, l’acido lattico imbeveva le gambe di quasi tutti, e non c’era una sola idea su come arrivare incolumi al novantesimo, che non fosse la solita: “Dov’è Ibra, che gli consegno subito la palla…”

Vittorie così hanno il segno della predestinazione: immagino i brutti sogni degli juventini, la loro invidia per quel gigante capace di caricarsi la squadra sulle spalle: se non ho fatto male i conti, i gol di Ibra hanno portato 22 punti. Quanto vorrei vederlo con un grande centravanti accanto… Intanto, mettiamolo sotto una teca, perché è la nostra polizza di assicurazione sullo scudetto.

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About Taribo59

Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.