Bauscia Cafè

Il nuovo San Siro: tra calcio e business

Approfittando della sosta (questa volta quasi benedetta) e di un clima insperato finalmente da alta montagna, possiamo anche noi tifosi prenderci una breve e meritata pausa da pagelle (alcune spettacolari, altre decisamente inutili oltre che non richieste) da schemi, conferenze, sfoghi e rinforzi.

Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza sulla intricata questione che riguarda San Siro, inteso sia come “vecchio” che come nuovo. Non penso interessi a molti una disamina eccessivamente tecnico-urbanistica, ma credo viceversa che un punto della situazione possa essere un buon strumento di riflessione per il blog.

Il tema centrale è in sostanza uno: stiamo parlando di una operazione che ha come suo fulcro un upgrade puramente sportivo oppure si tratta di una operazione immobiliare, molto redditizia se non speculativa, al cui interno c’è ANCHE il nuovo stadio?

I proprietari di Milan e Inter sono rispettivamente un fondo americano di private equity e un colosso imprenditoriale cinese, grande quanto nemmeno il più ottimista di noi poteva prevedere. Ebbene in casa altrui questo fondo -per sua stessa natura e anche per la sua non tanto gratificante fama- nell’acquistare un asset ha il solo interesse di aumentarne il valore e di rivenderlo con il massimo profitto possibile per i suoi clienti/azionisti. Interesse sportivo pari allo zero assoluto, proclami di rilancio del Milan al solo scopo di cui sopra: farlo valere di più in termini economici.

A noi va decisamente meglio. I nostri benedetti cinesi hanno probabilmente capito solo a posteriori l’immenso capitale di passione e di coinvolgimento che la nostra squadra porta con sé e, forse, si sono un po’ appassionati. Ma sempre cinesi sono e rimangono e, senza essere tacciato di razzismo, questo comporta avere una bassa predisposizione per i sentimenti e una opposta altissima predisposizione per il lavoro ed il suo conseguente profitto.

E’ quindi abbastanza logico che un quadro di questo tipo (e ringraziamo il cielo che non sia accaduto a parti invertite…) porta ad una operazione strategico-imprenditoriale più che sportiva.

Per essere ottimisti, molto ottimisti, quasi ingenui, proviamo a pensare che il tema stadio e quello immobiliare abbiano uguale importanza: da un lato c’è uno stadio dall’altissimo valore affettivo e di immagine ma desueto, fatiscente, oramai inadeguato agli standard definiti “moderni”, dall’altro un’area cittadina molto appetibile per una operazione immobiliare di elevate cubature. I due club hanno, con leggerezza, creduto che il Comune di Milano fosse un ente al quale comunicare le proprie decisioni anziché capire prima le eventuali complicanze della questione. Sono arrivati con due progetti (lasciamo ad un altro post il giudizio estetico-funzionale su quale dei due preferire) che prevedevano una volumetria doppia rispetto agli standard urbanistici concessi dal piano di gestione del territorio, la demolizione dello stadio, l’edificazione di spazi terziari, commerciali e di hospitality, hanno richiesto lo status di progetto di pubblica utilità confidando in una rapida approvazione del pacchetto, forti anche di ipotetici sondaggi che fotografavano una cittadinanza favorevole all’operazione.

C’è stata una immediata sollevazione sia a livello privato (agguerriti comitati di quartiere) che pubblico (in ambito zonale ma anche di consiglio comunale). Lasciando perdere le spesso comiche operazioni di disturbo, dall’appello del progettista del terzo anello che ne rivendicava la valenza affettiva per i cittadini milanesi (il terzo anello!!!), alle pressioni per avere dalla Soprintendenza una forma qualsiasi di vincolo (tradotta alla fine nella richiesta di “attenzione” sull’architettura a rampe elicoidali del secondo anello), alla grottesca proposta di un consigliere leghista di proteggere il vecchio San Siro come patrimonio dell’Unesco…. lascio a chi ne avesse voglia e forza d’animo (spero nessuno) questo link per poter ascoltare le tre ore di dibattito nel consiglio comunale (28 ottobre scorso) dedicato al dibattimento sul tema San Siro.

Riassumiamo brevemente lo stallo politico, aggiornato alla delibera finale della giunta di venerdì scorso sulla questione stadio San Siro. twittalo
  • Il consiglio comunale (che ha solo il ruolo di indicare una posizione politica e non tecnica, tantomeno quello di decidere), si è espresso con fatica approvando un ordine del giorno favorevole al progetto ma condizionato ad una serie di paletti, alcuni decisivi e difficilmente accettabili dalle società: blocco della demolizione di San Siro e suo utilizzo per attività sportive alternative, mantenimento delle volumetrie di piano (dimezzate rispetto alle richieste dei club), riduzione da 99 anni a 70 anni della concessione del suolo, inizio dell’onere di locazione al 20mo anno e non più al 33mo e così via…
  • Il sindaco Sala si è mosso nel modo più astuto e pilatesco possibile e ha concluso il suo inattaccabile disegno strategico con la delibera della giunta di venerdì scorso. Alcuni di voi avranno letto titoli del tipo “il Comune di Milano approva il progetto San Siro“, “via libera al progetto del nuovo stadio” e così via: il sindaco dichiara che un tema così necessitava di un confronto con la cittadinanza, con il consiglio comunale etc etc e la giunta non poteva che confermare i giudizi espressi ed infatti approva la pubblica utilità del progetto… in buona sostanza finge di aver assecondato i club ma in realtà li scontenta.

Quindi? Quindi in realtà il progetto dei due club non è per nulla approvato. E’ come se vi dicessero: vi autorizzo ad andare sulla luna, ma dovete andarci in bicicletta.

I due club molto difficilmente potranno accettare un progetto che prevede la lievitazione dei costi e la drastica riduzione dei profitti, che sostituisce alle torri terziarie un non meglio identificato stadio San Siro senza il terzo anello, con il terreno di gioco sollevato al secondo per renderlo adatto agli sport minori, al calcio femminile e a un maggior numero di concerti. Tutto a spese dei club (molti di voi non sanno che ogni anno vengono spesi 500.000 euro per rifare il campo di gioco post concerti… e chi pagherebbe poi? Sempre i cino-americani?).

Attendiamo gli sviluppi e soprattutto le prime reazioni dei club che ad oggi, quando scrivo, ancora non sono arrivate, ma concludo questo post (della cui lunghezza mi scuso) con alcuni spunti di riflessione e di possibile dibattito.

  • Lo stadio attuale è davvero inadeguato e fatiscente (e io che ho la fortuna/sfortuna di lavorare a volte nella sua pancia ve lo posso confermare).
  • La superficie calpestabile dello stadio è ora di circa 25.000 mq. Gli stadi realizzati di recente (compreso i nostri due progetti) ne hanno circa 100.000, e questo dato è sintomatico della concezione “antica” del glorioso Meazza
  • Lo spostamento del progetto a Sesto San Giovanni è un bluff (la resa al mq delle volumetrie accessorie è un terzo, le spese di bonifica dell’area sono il doppio). Vedo improbabile che Elliott o il vecchio Zhang accettino una ipotesi di questo tipo.
  • Il Comune ha anche proposto ai due club di acquistare San Siro (da qualche parte ho letto 70 milioni, ma non garantisco sulla veridicità della cifra). Proposta rispedita al mittente in tempo reale…
  • C’è la possibilità di una partnership con il gruppo Hines che ha recentemente acquisito l’area del trotto…staremo a vedere

Da interista romantico ho però fatto questo sogno: mandiamo a cagare il Milan che tanto va in serie B per l’ennesima volta, con la nostra presunzione di bauscia trasformiamo i cuori di pietra cinesi in innamorati persi dei nostri colori, li convinciamo che sono ricchi abbastanza per fregarsene della speculazione edilizia o
del primo mega centro commerciale targato Suning, ci comprano San Siro e anche l’area ex-trotto e facciamo un mega stadio tutto nostro mantenendo una memoria architettonica del Meazza.

Poi mi sono svegliato con un dilemma: ….e nel frattempo dove giochiamo???

Come vedete, amici dal blog, la situazione non è semplice, comunque forza Inter!

archiluca

archiluca

Architetto per passione, interista per fede. Da decenni nel dubbio su chi fosse il vero nemico tra Milan e Juve, ha salomonicamente deciso di detestare entrambe. Convinto da sempre che essere interista sia “not for everyone”, farebbe volentieri a meno anche di alcuni che credono di esserlo

71 commenti

  • anti salomonicanente negli anni sono arrivato alla conclusione che i gobbi sono infinitamente peggio dei gonzi. e quando a san Siro il popolo nostro inneggia saltando “chi non salta rossonero è “, ecco …per me non hanno capito un cazzo.

  • Davvero interessante. Non credo Suning voglia fare una speculazione edilizia, non ne hanno bisogno, Elliot probabilmente si.

    Trovo normale che in una operazione di questa portata economica, ci sia una legittima attenzione ai potenziali ricavi, oltre che paura per lo strutturale lievitare dei costi quando in Italia si costruisce una opera del genere.

    Penso Suning veda semplicemente naturale inserire nel progetto di crescita del suo asset Inter uno strumento moltiplicatore di ricavi come lo stadio e che lo consideri utile per il proprio brand globale. Nessuno deve aspettarsi beneficenza immotivata e mecenatismo sportivo.

    Ma non li vedo neanche a fare gli immobiliaristi d’assalto, a speculare sul mattone, non è centrale per il loro business.

    L’aumento delle cubature ecc e tutta la parte non sportiva ma immobiliare me la spiego semplicemente come funzionale a far stare in piedi un investimento di questa portata, che non sarebbe fattibile limitandosi al solo costosissimo stadio, senza guadagnare da altro. Magari non solo per questo, ma di sicuro così l’affare sarebbe appetibile e non lo trovo un male. Vorrei un magnifico stadio moderno, non una opera nata morta per i troppi compromessi dovuti alla mancanza di investimenti.

    Una domanda ingenua non milanese/
    Perché sarebbe male per i residenti del quartiere San Siro?
    Se facessero una riqualificazione di quel livello nel mio di quartiere, farei la olà per tre settimane, pensando a quanto il mio immobile potrebbe rivalutarsi.
    O non è così?
    Ok gli affitti aumentano, ma credo globalmente sia preferibile un miglioramento del quartiere a scapito dello status quo, a meno che mi si tratti, boh… di Venezia.
    Voglio dire, che ci sarebbe mai da preservare? Ho con mio sgomento visto fare la metropolitana dentro i Fori imperiali a Roma, che accadrebbe di tanto peggio a San Siro?

    Chiedo da Livornese immagino sia chiaro

    • Beh ragazzi…questi hanno presentato un progetto con due torri adibite a appartementi di lusso, uffici e centri commerciali, a uno sputo da City Life e due sputi da Gae Aulenti. Non sarà una speculazione edilizia perché a Steven Zhang vogliamo bene, ma vista da fuori le somiglia molto…un conto sono servizi collaterali da affiancare allo stadio, un conto è uno stadio da affiancare a un nuovo quartiere.

      Questi hanno presentato un progetto (che non a caso costa dieci volte lo Juventus Stadium, tanto per fare un paragone) per il rifacimento di un quartiere, non di uno stadio.

      (Pur da non milanese, provo a rispondere sulla parte che riguarda Milano: quel genere di riqualificazione -in direzione commerciale/lusso- è già stata fatta in diverse zone di Milano anche non lontane da San Siro e i risultati sono quantomeno ancora dubbi, diciamo così, marketing a parte. E di certo non aiutano la vita di persone che oggi vivono in un quartiere tutto sommato popolare. Più che una riqualificazione lo chiamerei retargeting insomma)

      • Ok grazie, adesso mi è più chiaro.
        Non riesco a farmi però una idea definitiva, probabilmente il non essere di Milano me lo impedisce.

        Mi è adesso ovvio il lato speculativo / non sportivo, ma da esterno mi viene quasi da dire” e allora? Dove è il problema? In una città moderna e globale come Milano in parte è o vuole essere un restyling di un quartiere in quella maniera è proprio così fuori luogo?
        Vedo all’estero incredibili riqualificazioni urbanistiche che rendono delle zone normali o peggio degli autentici gioielli urbanistici

        Però di sicuro non ho tutti gli elementi per valutare correttamente

    • io credo che non sia ben chiaro il fatto che è un opera monumentale, che i residenti e sono tanti sono destinati a subire un cantiere aperto che per come funzionano le cose in Italia non rispetterà mai gli eventuali tempi di conclusione, che le ditte che si aggiudicheranno i lavori appalteranno gli stessi e che gli stessi subapalteranno…che poi l ho già scritto, per i costi dell’ opera per rientrare ci vorranno anni altro che compriamo messi….esempio spicciolo, il Tottenham per il nuovo stadio, solo lo stadio, non ha fatto mercato per quasi 3 anni.

  • Oh, finalmente una articolo che davvero mi interessa leggere sull’argomento, dopo troppi articoli caciaroni, degnati appena di uno sguardo, sulla carta stampata.
    Grande!

  • Complimenti ad archiluca per il post.

    Io penso che alla fine si arriverà ad una mediazione: o lasciamo anche il “vecchio” San Siro con le cubature in progetto, o togliamo San Siro ed abbassiamo le cubature.

  • OT scusate, ma cosa gli vuoi dire a Roger? ogni superlativo diventa un luogo comune, continua finché puoi a farci emozionare ” ragazzo”.

  • Certo, tutto quello che si può scrivere in bilancio in termini di ricavi commerciali non puzza mica. Soprattutto se serve a fare grande la nostra Inter.
    Dopodichè, parafrasando un elegante detto, fare i gentrificatori con il quartiere degli altri è facile. Abito a Torino, non conosco la situazione del quartiere interessato dall’eventuale speculazione e non so quanto siano affetti da sindrome nimby i milanesi coinvolti. Spero il nuovo stadio si faccia, ma più che altro spero di poterci portare i miei ragazzi senza dovermi impegnare casa.

  • Grande Archiluca,bel post!
    Molto esauriente!
    Alla fine della fiera il nuovo stadio,se va bene, lo vedrà mio nipote ( che ancora non ho,dato che mio figlio maggiore ha 7 anni…)
    P.s Detto questo… siamo in Italia, quindi, tutto normale!
    Buona serata!
    P.s.2
    A me le soste rompono sempre i maroni, utili o meno.

  • Dopo il dinamico intercambio di idee, sulle bellezze trascurate e dimenticate di questo Paese meraviglioso ma stronzo in molte cose e anche per evadere questo inverno che sta colpendo
    Inesorabilmente la Serenissima e altri posti, regalo al Blog, un pó di calore con un sole senza nebbia ne nembostrati o perturbazioni, profumi lontani di Fiori tropicali, frutta esotica, sabbie coralline e………ecco. Buon proseguimento.
    https://youtu.be/PRgpv4Ga0Ts

  • Io non vedo questa distinzione tra interesse sportivo ed economico, come si dice nella Toscana centrale ” senza lilleri non si lallera”.
    Creare un capitale immobiliare con ottimi rientri economici significa poter comprare i futuri Messi e non doverli prendere in prestito a fine carriera, più sportivo di così !

    • Perfetto. Sul nostro fronte forse è possibile uno scenario come il tuo. Fronte elliott sicuramente no: a loro di comprare messi frega zero. Loro hanno comprato il milan a 100 per riuscire a venderlo a 200. I nostri cinesi cazzuti (e non cazzari) vorranno uno stadio che autofinanzia la squadra ma probabilmente terranno per se’ i ricavi immobiliari e commerciali. Se poi ci comprano messi , siamo contenti anche noi…

      • Detto che comunque c’è anche un confine fra investimento immobiliare e speculazione edilizia..😂

      • velox, uff che stress il lavoro sotto Natale, prima ho liquidato con un grazie ora rispondendo al fatto che probabilmente i 2 architetti non conoscono il Meazza mi sovviene che almeno uno dei 2 era quello incaricato dal buon thoir a suo tempo del progetto ristrutturazione, quando i gonzi volevano uno stadio tutto loro, mi pare strano non conosca lo stadio….leggo dal tuo post che i 2 club spendono circa 500mila euro per rizzollare il campo post concerti, vero ma quei soldi vengono di fatto scalati dal costo affitto, poi mi pare che da 4 anni, dopo aver ridiscusso la gestione stadio, sia Inter sia gonzi hanno voluto una postilla contrattuale che prevede che il comune abbia il consenso dei club per i concerti e per un tot minimo degli stessi…ti risulta?

      • mah…tutto relativo, lo stadio sarà in comproprietà vero meno soldi cadauno ma meno introiti cadauno…i costi del mega progetto sono altissimi e ammortizzare l esborso iniziale non sarà una passeggiata, se mi spiego.

  • sono andato a sanSiro con mio figlio al concerto dei Muse. terzo anello. ad un certo punto, all’alap (il momento di massima tensione emotiva e performance), i gradoni del terzo anello hanno cominciato a vibrare. il pubblico saltava a ritmo della musica. ho avuto paura, perché le vibrazioni erano veramente forti.

    • significa che non è ” rigido” e assorbe i contraccolpi, tranquillo il Meazza è sicuro.

    • ciao Modd. legittima paura a parte, gli esperti strutturisti dicono: “meno male che oscilla…è quello che lo fa stare in piedi.. se fosse rigido verrebbe giù…” poi tutto è opinabile, soprattutto per le strutture in cemento armato… in ogni caso se qualcuno di voi è recentemente stato a san siro avrà notato che tre settori delle curve blu e verdi terzo anello sono stati “impacchettati” e dichiarati inagibili proprio per le oscillazioni. lo strutturista dello stadio mi raccontava che sono stati i tifosi dell’atalanta a far scattare – per precauzione – l'”allarme struttura”, perchè saltano con un ritmo strano (preso dai tifosi di dortmund) che amplifica l’onda di oscillazione e ha fatto saltare i sensori di controllo… vero o meno che sia fa ridere… i bergheimer se vogliono buttano giù i muri a spallate e gli stadi a salti….

      • ho ancora qualche domanda/precisazione ma ora purtroppo sono impegnata, posso fartele più tardi?

      • sono stato sui grattacieli di tokyo, che in punta ondeggiano di 10
        metri. ho avuto meno paura. l’ondeggio di sansiro non aveva niente di
        strutturale. anzi andava in risonanza con il salto della gente, quindi non faceva altro che assumere energia dalla vibrazione e ridarla indietro amplificata. pericolosissimo. tu sai meglio di me che i soldati quando marciano e attraversano un ponte rompono il passo proprio per evitare la possibile risonanza del ponte alla stessa frequenza della marcia.

    • è lo stesso concetto che si prende in esame per le costruzioni anti sismiche, strutture con flessibilità…sei un ingegnere.

      • sono stato sui grattacieli di tokyo, che in punta ondeggiano di 10 metri. ho avuto meno paura. l’ondeggio di sansiro non aveva niente di strutturale. sono un ingegnere , fidati.

        • mi fido ma non mi serve un ingegnere detto questo la struttura del Meazza è sicura, ci farei casa.

    • Si vede che non sei mai stato all´Alberto J.Armando meglio conosciuto come la Bombonera, Lá, solo esperti marinai sopravvivono al moto ondoso o terremoto…..😉

  • Mi pare che tutti gli imprenditori nordamericani che hanno acquistato società di calcio (Roma, Bologna e Fiorentina) lo hanno fatto pensando anche al business del mattone che ci stava dietro. Non mi stupisce,
    Del resto credo sia assodato che gli impianti italiani siano da molto tempo obsoleti. Per questo è stata fatta una legge sugli stadi che consente di andare in deroga ai piani regolatori. Non so cosa prevedano esattamente in questo caso.
    Le prescrizioni del consiglio comunale non sono solo retoriche in quanto la materia urbanistica è praticamente l’unica rimasta in capo all’organo consiliare che delibera con efficacia e assumendosene la responsabilità, civile e penale, oltre che politica.
    Le società hanno fatto bene a sollecitare i chiarimenti da parte della giunta così come della Soprintendenza altrimenti non ci sarebbero le condizioni per sapere se sia possibile/conveniente proporre un progetto B.
    Mi rendo conto di essere impopolare e soprattutto di non essere di Milano, ma per me San Siro e in particolare l’area attorno non Ha un gran valore ne dal punto di vista architettonico ne da quello funzionale. Non ci piango dietro. Me ne scuso.

    • pensa che invece ha un enorme valore commerciale, enorme, hai voglia il valore al metro quadro, credimi, non hanno nessuna voglia di prendere in considerazione un altro sito, non sono stupidi.

    • Eccallá l´Amerigani, ecco loro tutti gli stadi o quasi di baseball dei Clubs storici mantengo le sembianze ” the soul” degli impianti originali, ma si sa lo sport nazionale é in caduta libera perché i giovani vogliono vedere sangue e mazzate, quindi si spostano a NFL……vedono la MLB noiosa e senza emozioni, gniurant 😊

      • ringraziandoti per le molte delucidazioni avrei una domanda, ho letto il parere di 2 architetti tuoi colleghi che sostengono, lo scrivo in maniera molto semplice e senza addentrarmi nel tecnico, che il Meazza potrebbe essere assolutamente ristrutturato a cifre compatibili e ci sarebbe anche lo spazio per l ampliamento dello stesso e del ” calpestabile” chiedo da assoluta profana, come mai ci sono pareri così contrastanti? grazie se vorrai rispondere.

        • penso che i colleghi che lo sostengono non lo hanno mai visto al suo interno. lo stadio nei suoi spazi di servizio al primo anello vive ancora con le concezione del 1929, quando lo stadio era solo una enorme gradinata di cemento con delle stanzette per cambiarsi e fare le docce.. erano altri tempi, non c’erano normative uefa, mille televisioni accreditate, sale stampa, musei negozi o altro. vi posso assicurare che le squadre si cambiano ancora oggi in locali grandi quanto quelli che si possono trovare in un campetto di terza categoria. se si mettono tutti seduti in fila non ci stanno. è solo un esempio. sugli spazi esterni: dietro c’è il trotto comprato da un gruppo che farà un intervento residenziale, davanti ci sono gli spazi transennati e di sicurezza fatti dopo l’11 settembre e il piazzale dove ci sono i baracchini delle magliette taroccate. non c’è possiblità di ampliamento

  • Dopo aver letto, un qualunque normodotato intellettualmente non può che concludere che è un bel casino. Stallo totale. Con FORSE l’unica strada percorribile, quella del trotto. Perché San Siro non va bene e il value for money, inteso come rapporto costi benefici, di Sesto lo rende inapprezzabile. Azz☹️
    Grande disamina Luca!

    • grazie tiziano. è davvero una situazione complessa…ma ora è obbligatoria una mossa dei club…. penso che a breve qualcosa succederà

  • ho scritto un po’ di tempo fa quello che penso sull’ affaire stadio, 2 bei pistolotti non consoni al mio essere e non ripeterò, dico solo che siamo arrivati al 3 millennio e una metropoli come Milano ha un unico stadio in comproprietà tra 2 club una cosa vergognosa, Londra ha qualcosa come 11 stadi se non mi sbaglio, uno per ogni club di calcio, dico anche che le cifre paventate sono mostruose ma d altra parte se non ti accontenti di costruire solo uno stadio e solo i servizi che servono allo stadio e vuoi farci una città intorno…..poi per come la penso io se e sottolineo se si arriverà a porre il primo mattone arriviamo tranquillamente attorno al 2030….ho solo una certezza, in Italia non si costruisce per 10 se almeno non ci si guadagna 100.

    • A quanto pare neanche in Cina.
      Sono d’accordissimo con te interella, mi pare evidente il “gioco” di mettere in campo cifre mostruose legate ad un progetto mostruoso. Il calcio c’entra solo in minima parte, o per meglio dire è una scusa

      • esatto, funge da richiamo, dicesi prodotto civetta…un must nel commerciale, esempio spicciolo i supermercati…la nostra spesa.

    • ciao Suzie, a prescindere dal giudizio estetico che è soggettivo e non discutibile (personalmente questa “swarovskata” sopra al terzo anello non mi convince del tutto…) qualsiasi progetto che preveda un abbassamento del terreno di gioco o addirittura un piano interrato non è percorribile. in questa zona della città la falda acquifera e le rogge corrono a solo 11 metri sotto il livello della strada. anche i due progetti selezionati sono stati modificati dopo le prime stesure che immaginavano uno stadio parzialmente interrato (stile Bernabeu per intenderci)

  • Grazie per i chiarimenti inside mode…San Siro è bello, iconico, andrebbe conservato, ma se andiamo a vedere la questione dal lato money, giusto se vinciamo ogni anno la Champions ci potremo permettere di conservarlo così come è e mantenere la squadra competitiva…ergo..se possiamo avere di meglio…why not?vedremo che succederà, mi stupirebbe che a Milano si blocchi tutto….io voglio pensare che le società abbiano un piano B nel senso di poter accettare la rimodulazione delle volumetrie non sportive…perché è tutto lì il dilemma…

  • L´Italia é un pease “Vecchio” , con testimonianze storiche in ogni cittá e quasi in ogni paese, dalla punta ai piedi, insomma un museo all´aria aperta. Milioni di persone ci visitano ogni
    Anno solo per dare una occhiata ai nostri beni culturali, l´immobile in questione sará anche”fatiscente” come migliaia di altri beni sul territorio, ma si tratta pur sempre di un bene
    Culturale che tra poco fará il centenario, distruggere un patrimonio storico non é o meglio, non dovrebbe essere permesso o concesso, ma si sa, se diamo uno sguardo a Venezia o a Roma per esempio si capisce come l´interesse di salvaguardare la storia sia davvero basso. Ci sono anche realtá locali che hanno saputo mantenere e valorizzare il loro passato, trasformando il problema in una risorsa, quindi, non facciamo retorica di profitti sui monumenti, Gli adetti ai lavori si prendano la loro fetta di responsabilitá presentando un progetto moderno, elegante e funzionale senza intaccare la storia, i presupposti ci sono e non saranno di certo un centinaio di milioni a farci andare in default. Dispiace poi, in un senso democratico che “solo” separatisti e suprematisti si schierino dalla parte di San Siro, forse sará la storia stessa che si ribella, come il nostro fondatore Muggiani (cit.Rupertalbe) suprematista anche lui, ricordato in quel di Lenno con una targa di 20cm quadrati e niente piú. Buon proseguimento
    https://youtu.be/aMQ6GyUs-fc

    • Semperfi, purtroppo sono d’accordo solo fino a un certo punto. E dico “purtroppo” perché sto per scrivere una cosa temo molto impopolare.

      Premesso che la parte su cui sono stra-d’accordo è quella sul rispetto della storia e sulla conservazione di ciò che la rappresenta (si può dire ormai che resisto a vivere a Roma solo ed esclusivamente per questo motivo), ciò su cui non concordo è questo presunto “valore storico” -storico, attenzione, non affettivo- di San Siro.

      Spiego, in due punti:
      1) San Siro è uno stadio con una storia molto particolare. Trovate proprio qui sotto il link a un post (“Storia di uno stadio”) in cui raccontavamo il modo in cui San Siro è cambiato -enormemente, esteticamente, strutturalmente- in 70-80 anni: 1926, 1955, 1990. Praticamente ogni 30 anni veniva fuori una cosa completamente diversa dalle precedenti. Ecco, i trent’anni -nel rispetto della storia di San Siro- sono passati
      2) Se c’è una cosa che San Siro rappresenta, quella è proprio la capacità di CREARE la storia, non di conservarla. Oggi San Siro viene considerato una “icona”, sentirete chiunque dire “è riconoscibile in tutto il mondo”. Ma da quando esiste questa icona? Dal 1990. 26 anni. Questa icona l’abbiamo creata noi, l’abbiamo costruita noi e valorizzata noi. E non c’è un solo motivo per cui non possiamo -o addirittura non dobbiamo sentirci obbligati a- rifarlo.

      Sono blocchi di 25-30 anni alla volta, il San Siro di 100 anni fa non esiste più da 80.

      • Ammiro la tua tenacia e volontá nel vivere a Roma, cittá che adoro, ammiro e invidio per cotanta bellezza, in mano a degli amministratori filibustieri e senza vergogna, comunque, rispettando il tuo punto di vista, sono sicuro che con la volontá giusta si potrebbe tenerlo,perché insieme all´Arena rappresenta la nostra storia le nostre origini e fino ad oggi le nostre gioie e amarezze, insomma é casa nostra, ai cuginastri dico sempre che dovrebbero trovare casa altrove, ma da Interista li capisco siamo sempre stati li tutti .
        Farne uno nuovo e valorizzare il vecchio, come? ci pensa archiluca! 👍 magari!

        • eh, magari davvero… potrei lanciare la proposta che sarà Bausciacafè a gestire il nuovo progetto stadio…. qui dentro sareste in molti (con le rispettive competenze) a poter dare un contributo decisivo per un progetto cooperativo nerazzurro che passerebbe alla storia…

    • Ciao semperfi. Sono assolutamente d’accordo con te. Il punto è riuscire a liberarci dal “nostro” affetto per il “nostro” stadio. Al netto di questo, lo stadio san siro rappresenta davvero un patrimonio monumentale da salvaguardare? Io penso che nell’immaginario collettivo degli stranieri sia molto forte anche e soprattutto l’appeal dei due brand inter+milan. E lo sia anche per la città. È questo che in giunta non viene considerato a dovere

      • Sono sicuro, da come ti esprimi e commenti, che le tue capacitá professionali, sono all´altezza di un progetto tale da mettere d´accordo giovani e vecchi, ma come ben dici, in giunta invece di valorizzare si pensa a….. boh, a me, l´idea di non vederlo piú mi mette una tristezza…, possibile che non si possa tenerlo e fare tutti gli stadi nuovi che vogliono?
        speriamo bene va.

  • Ho lo spiacevole presentimento che la questione stadio verrà portata avanti per moooooolto tempo.
    Spero di sbagliare…….

    • Mah…sai che più passa il tempo più ho la sensazione che le squadre abbiano una certa fretta? Non so perché, ma credo faranno di tutto per capire se gli conviene entrare nei paletti messi dal comune

      • Dal quel che leggo qui sopra mi pare una partita a scacchi, prima o poi alla fine si arriva, ma quel “poi” potrebbe essere troppo in là.

        I cinoamericani non sono di certo i primi pirla che passano.
        Con i soldi saran stati attenti: Avran chiesto 150 per ottenere almeno 100. Qualche revisione in corso d’opera sarà stata preventivata.

        Ma con i tempi è un altro discorso.
        A Venezia stanno aspettando il MOSE con i piedi nell’acqua, per dire……

  • @archiluca:disqus posso chiederti un chiarimento sulla questione della superficie calpestabile? Non so neanche se riesco a chiarire bene la domanda…cioè, come può esserci una disparità tale (4 volte tanto) in due strutture che mi aspetto siano tendenzialmente “simili”. Voglio dire: c’è il campo, gli spalti, spogliatoi sottopancia e tutto…da dove viene questa differenza enorme? Cosa sono i “non calpestabili” oggi a San Siro?

    • Il campo è ovviamente sempre lo stesso, le tribune più o meno. Tutto il resto sono servizi, zone miste, spogliatoi, musei negozi, percorsi, bar ristoranti, uffici dei club all’interno dello stadio, palchi premium, etc etc

      • Sì sì questo immaginavo…ma cosa signifca che a San Siro oggi non sono calpestabili?

        Cioè nella mia (totale) ignoranza “calpestabile” è qualsiasi cosa su cui puoi mettere i piedi, brutalmente: significa davvero questo -e quindi mi immagino un San Siro con una serie di strutture “ingombranti” che lasciano poco spazio alla parte “calpestabile”- o sono semplicemente spazi vuoti non adatti a nessun tipo di utilizzo?

        • È semplicemente un problema di dimensioni. Gli stadi nuovi sono nettamente più “grandi” di san siro

          • Ma anche le “cose” che si possono realizzare nello spazio dello stadio.
            Oggi dal tornello al campo c’è il baracchino con le maglie e un bar. Fine.
            Costruendo con criterio puoi mettere il mondo in quel tratto.

            L’anno scorso era in vacanza in America.
            Passo un paio di giorni al MGM di Las Vegas.
            Nel tratto dal parcheggio alla reception han messo:
            – un centro commerciale
            – teatro per gli spettacoli
            – arena da 15.000 posti
            – Punti di ristoro

            20 minuti per arrivare a prendere le chiavi della stanza 😀

            Spero non si arrivi a questi eccessi ma l’idea di aumentare il calpestabile credo sia questo

            • Hai centrato esattamente il punto: si tratta delle superfici adibite a tutte le attività collaterali all’evento sportivo in se’

  • E grazie mille ad archiluca per il prezioso e chiarificatore contributo…che sia il primo della serie! 😀

  • Ciao Luca. Grazie per l’articolo. Molto interessante.

    Una domanda.

    Dici che la resa al mq delle volumetrie accessorie a Sesto San Giovanni è un terzo. Ma con l’approvazione della pubblica utilità non si potrebbe aumentare tali volumetrie?

    • Ciao melito. Grazie. Si “sarebbe” potuto. Ma consiglio comunale prima e giunta poi hanno deliberato l’obbligo in ogni caso del mantenimento degli stadard urbanistici di piano (che sono la metà dei volumi dei due progetti)

      • Scusami, forse non sono stato chiaro.

        Intendevo a Sesto. Se si chiedesse il pubblico interesse a Sesto non si potrebbe aumentare tali standard.

        Non si tratta di due giunte differenti?

        • il comune di Sesto ha già risposto, hanno dato piena disponibilità ma sempre rispettando il pubblico interesse e le famose metrature consone, ripeto consone alle leggi dello stato.

            • più che metrature si tratta di cubature, di volumi. ed ogni ente locale può dotarsi di un piano del territorio customizzato alle esigenze del proprio territorio: si tratta di strumenti urbanistici locali e non statali. a sesto si potrebbero anche ottenere volumetrie superiori ma poi il loro valore di mercato passerebbe da 10k/mq per la zona san siro a massimo 3-4k/mq, i costi per bonificare quest’area (ex Falck) sarebbero spaventosi. infine nella zona dedicata ci sono già 4 centri commerciali e non sarebbe così facile “piazzarne” un altro ed avere la fila per vendere le funzioni ricettive (hotel etc)

              • meno business insomma, cubi o non cubi, ci, gli dice male pure in periferia, mannaggia

MVP INTER – ROMA

Twitter

Archivio