Bauscia Cafè

Il Borussia, il sogno e il grande incubo

Fa male. Una sconfitta del genere fa male. Per 45 minuti abbiamo cullato il sogno di aggiungere al nostro mosaico un altro tassello. Quello della vittoria  in una trasferta europea contro una grande squadra. E come successo al Camp Nou contro il Barcellona, ce ne torniamo a casa con una sconfitta e con 0 punti.

Sulla falsariga di Barcellona la squadra scende in campo convinta dei propri mezzi e sfodera una prestazione eroica nei primi 45 minuti. Anzi riesce a fare pure di più: trova il doppio vantaggio, cosa che al Camp Nou era mancato, e sembra pronta a difenderlo per portare a casa il risultato.

I primi tempi di Barcellona e Dortmund tra le cose più belle viste all’Inter negli ultimi 9 anni.

Ma non è oro tutto ciò che luccica. E infatti dopo lo 0-2, nei minuti finali della prima frazione, la squadra stacca la spina e permette al Borussia di avere due opportunità di accorciare il risultato. In entrambi i casi è bravo Handanovic a neutralizzare le chances di Sancho e Hazard: staccare così la spina non è una grande idea, segno che quando ci addormentiamo un po’ non ci siamo con la testa e produciamo minuti brutti da vedere.

Nel secondo tempo succede tutto quello che speravamo non succedesse mai: i nostri rientrano in campo molli, forse con l’idea di averla già portata a casa, si lasciano schiacciare nella propria metà campo (e alcune volte anche nella propria area) dai tedeschi e subiscono passivamente le loro fiammate, sopratutto dalla loro fascia destra con l’accoppiata Hakimi-Sancho. Il marocchino dopo 6 minuti trova un gol fortunoso che permette al Borussia sia di accorciare le distanze sia di trovare ulteriore entusiasmo. Da questo momento in poi sarà soltanto un monologo dei gialloneri, che nel giro di 20 minuti concludono la rimonta con le reti di Brandt e nuovamente di Hakimi.

Dal sogno del primo tempo si è passati al grande incubo del secondo, nel quale non abbiamo tenuto nessun loro uno-due, siamo morti di testa e siamo rimasti in balia degli eventi. Abbiamo giocato solo in difesa senza provare minimamente ad impensierire la loro fase difensiva e abbiamo concesso numerose ripartenze con continui errori in uscita, che ci hanno portato a corse disperate per recuperare e stanchezza extra. A differenza di Barcellona, dove i gol se li sono inventati dei fuoriclasse, ieri sera abbiamo concesso occasioni già a fine primo tempo, siamo usciti di testa e abbiamo regalato 3 gol su 3.

Emblematico è il secondo gol del Borussia, una cosa che non saprei nemmeno commentare. Mi limito a dire che un gol come questo non si può concedere.

Quindi cosa resta di questa serata tedesca? Oltre all’ennesimo amaro in bocca e gli 0 punti, restano i primi 45 minuti e la consapevolezza di potersela giocare con tutti. Restano i movimenti degli attaccanti e come si dividono gli spazi tra di loro. Nel primo gol troviamo Lukaku solo a porta libera mentre nel secondo, bellissimo, gol il belga porta via il centrale liberando spazio a Vecino e Lautaro apre il gioco uscendo sulla trequarti. L’argentino inoltre arriva al terzo gol consecutivo in Champions, confermando i progressi fatti in questa stagione.

Serate così lasciano l'amaro in bocca, ma il nostro percorso prosegue. twittalo

La Champions, volenti o nolenti, ci mette davanti ai nostri limiti. La squadra non è scarsa, sa giocare su un campo pesante come nel primo tempo e come a Barcellona, ma quando c’è da remare e stare stretta indietro si perde.

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El Giuanín

Sono il Chief Games Officer di Bauscia Café. La prima partita vista dal vivo è stata un Perugia-Inter 2-1 del 1999 e da quel giorno ho capito che l’Inter andava piano, ma lontano. Walter Samuel e Maicon mi hanno lasciato un vuoto incolmabile.

MVP INTER – HELLAS VERONA

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