Bauscia Cafè

Inter Club London

Quando i padri fondatori riunitisi al Ristorante l’Orologio hanno deciso che era giunta l’ora di staccarsi da quegli altri là che pur avevano fatto nascere una squadra di calcio a Milano ma di cui non ne condividevano la visione tradizionale, avevano come obiettivo principale che il club che andavano a fondare si aprisse a tutti senza riconoscere alcun tipo di confine, mentale o fisico, e di espandere un messaggio di fratellanza tramite il loro sport preferito, il calcio, o foot-ball come ancora si chiamava.

A pensarci a posteriori i nostri padri avevano un concetto pioneristico del tipo di messaggio universale che lo sport può portare, nonostante il pensiero di De Coubertin aleggiasse già da almeno un decennio, e dobbiamo rendere loro merito della loro grande lungimiranza.

Chi ha fondato l’Internazionale voleva che tramite il foot-ball si potesse raggiungere chiunque si identificasse con i valori di fratellanza del club, indipendentemente da luogo o nazione. Oggi, questo messaggio è veicolato dagli Inter Club sparsi per il mondo.

I padri fondatori sognavano un messaggio di fratellanza che, in nome dell’Internazionale, da Milano raggiungesse il mondo intero, ma forse non avrebbero immaginato che ci sarebbero riusciti così bene. La loro visione è tramandata e trasmessa da ogni tifoso dell’Inter in ogni città del mondo.

Custodi di questa visione primigenia, sono tutti gli Inter Club nel mondo: al 2019 la nostra squadra conta Inter Club in 75 Paesi. Per i tanti tifosi della Beneamata che vivono all’estero, questi rappresentano un punto di ritrovo, di riferimento, e una valvola di sfogo per la loro passione smisurata da condividere con altri sfegatati che a distanza urlano e sbraitano assieme a tante altre migliaia di persone che sventolano le sciarpe neroazzurre. Io stesso sono uno di questi buzzurri sfegatati che una volta alla settimana si ritrova con altri suoi pari a perdere la voce in uno dei 906 Inter Club sparsi per il globo terracqueo.

È venuto pertanto naturale che mi mettessi a scrivere dell’Inter Club che frequento, nella capitale del Regno Unito: Londra. Condividi il Tweet

Chi conosce questa meravigliosa città sa che non è difficile trovare angoli di Italia in ogni quartiere di Londra. Dalle persone ai negozi e ristoranti, ci sono molti posti dove puoi chiudere gli occhi e sentire un’atmosfera italiana. In uno dei più caratteristici di questi angoli, tra la Chiesa Italiana di San Pietro e un delizioso negozio di alimentari nostrani, nella zona di Farringdon, sorge la Casa Italiana San Vincenzo Pallotti. Ed è qui che ha la sede l’Inter Club London. Tre piani di scale, sale, schermi e proiettori ma soprattutto tanta gente scalmanata che regolarmente va a perdere pezzi di corde vocali per novanta minuti più recupero.

Questa, una volta alla settimana, diventa la mia tana e quella di tanti altri che frequentano l’Inter Club London.

Ho raggiunto alcuni dei fondatori che gestiscono questo club da più di dieci anni, per qualche domanda e curiosità. Ringrazio Claudio Del Bianco e Angelo Occhiuzzo per la loro disponibilità a rispondere alle mie domande e ringrazio molto Chiara per avermi fatto da tramite con loro.

A chi e come è venuta l’idea di aprire un club Inter a Londra?

Un gruppo di tifosi Interisti che vivevano a Londra tra cui Claudio, Angelo ed Alessandro erano obbligati ad andare sempre in pub diversi per vedere le partite dell’Inter. Per evitare di dover sempre trovare un posto nuovo, decisero di chiedere alla Casa Italiana di Clerkenwell la possibilità di vedere lì le partite dell’Inter in esclusiva. Ci concessero un periodo di prova di qualche mese e ormai siamo loro ospiti da 15 anni. I primi anni il club suscitò subito molto entusiasmo perché Mancini organizzava molte amichevoli in Inghilterra e i soci si organizzavano sempre per andare a vedere la squadra.

Una curiosità: la prima riunione ufficiale del club fu organizzata il 7 Luglio 2005, ma fu rimandata a causa dell’attentato alle stazioni della metropolitana.

Quanti soci conta al momento il club? 

Il club al momento conta 180 soci.

Venite a Milano a nome del club? Ci potete raccontare la vostra ultima trasferta a Milano con il club?

Un gruppo di noi si è organizzato per andare a vedere il derby di ritorno dello scorso anno. Inutile dire che dopo quel 2-3 in molti hanno fatto rientro a Londra senza voce. 

Avete soci solo Italiani o ci sono anche nativi British? Quanto è seguita l’Inter a Londra e nel Regno Unito?

La maggioranza dei soci che vengono a vedere le partite al club sono Italiani, alcuni di loro sono a Londra da più di 30 anni. Abbiamo diversi soci nativi British che abitano lontano da Londra, ma vogliono comunque supportare la squadra. Poi ci sono diversi Inglesi figli di Italiani che tifano Inter e un’altra squadra della Premier. Qui il calcio è ovunque quindi è difficile per altre squadre, ma c’è molta più attenzione sull’Inter da quando abbiamo preso Lukaku.

Ci date un vostro ricordo del triplete all’Inter Club London?

La partita più sentita fu quella contro il Chelsea perché molti Interisti erano venuti a Londra ma rimasero senza biglietto. Moltissimi vennero alla Casa Italiana per vedere la partita tutti insieme. Per la finale invece c’era talmente tanta gente che avevamo occupato tre piani!

Cosa vi aspettate dalla nostra squadra del cuore nel futuro?

Abbiamo tutti buone sensazioni sul gruppo di giocatori e ci aspettiamo ottime cose dalla squadra. Non diciamo di più per scaramanzia!

Insomma, il cuore nerazzurro batte anche a Londra più che mai. Siamo tutti ben speranzosi per il futuro della nostra squadra e ogni fine settimana affolleremo gli spazi dell’Inter Club di Londra e di ogni Inter Club sparso per il globo per sostenere da lontano (e con un pizzico di invidia per chi è allo stadio) la nostra squadra del cuore. Da qui, peraltro, con un pizzico di interesse in più, dato che ultimamente il Regno Unito e Londra in particolare sembrano esser diventati terreni strategici per il rafforzamento della rosa (e qui mi taccio).

Inter Club London

Casa Italiana

136 Clerkenwell Road

London EC1R 5DL

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Tzara

Nella vita ha cambiato città, Nazione, lavoro e amori ma l'Inter è sempre rimasta. Non ha molti desideri, ma se riavesse un centrocampo con Veron, Cambiasso Stankovic e Figo non si dispiacerebbe.

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