Bauscia Cafè

Il calcio e lo stronzio (prima parte)

In una stagione nella quale gli interisti stanno lentamente ritrovando la fiducia nei propri giocatori e, soprattutto, riscoprendo cosa significhi avere un leader in squadra – e penso ovviamente a Lukaku, ma anche a Skriniar e De Vrji, o Candr..no, non esageriamo – ritengo fondamentale ricordare ai nostri affettuosi lettori come la Serie A sia in realtà popolata da autentici stronzi, giocatori che sull’odio, l’antisportività e la faccia da culo, oppure sull’essere calcisticamente impresentabili, hanno costruito un’intera carriera e che diventano di fatto oggetto dei nostri insulti settimanali, accompagnati da più o meno velati riferimenti a legamenti, mamme, divinità ed animali vari.
Ne ho scelti tre per ogni squadra del campionato attuale, e non saranno sempre e soltanto giocatori: sentitevi liberi di dire la vostra e di aggiungere nomi a piacimento o difendere l’indifendibile di turno (tanto sappiamo i vostri IP e vi troveremo).
Cominciamo? (cit. Iginio Massari)

Atalanta

Gian Piero Gasperini
Impossibile non iniziare dall’allenatore: gobbo conclamato – anche se lui nega – , lamentoso contro i deboli e contro l’Inter, servizievole contro i soliti noti, onnipresente con le sue dichiarazioni moleste perennemente rivolte ai mesi trascorsi in nerazzurro e caratterizzate da scuse non richieste, giustificazioni imbarazzanti e una spocchia insopportabile. La voce non lo aiuta.

Luis Muriel
Sì, io Muriel non lo posso vedere. Mi sa di appiccicaticcio, ha la faccia di uno che è sempre pronto a fregarti i soldi. Certo, raramente l’ho visto comportarsi male in campo, ma è una questione di pelle, come diceva Lino Banfi.

Andrea Masiello
È uno che si è venduto e neanche una volta sola, e nonostante questo ha potuto continuare a fare il professionista in Serie A. Credo sia più che sufficiente per reputarlo un giocatore “poco simpatico nell’insieme”.

Bologna

Andrea Poli
Un ex con una faccia da schiaffi che lo rende una calamita per un eventuale sfogo fisico.
Mi ricorda il falso amico che ti sorride e poi ti frega la ragazza nel peggiore dei modi. Ora poi è anche in versione selvaggia, peggio mi sento.

Riccardo Orsolini
Bravo eh, per carità, talentuoso quanto volete, ma anche lui con quell’espressione da discotecaro viscido e la tendenza a cercare il numero sempre e comunque, motivo per il quale un tackle a mezza altezza da parte del difensore di turno è sempre gradito.

Nicola Sansone
Un’altra antipatia istintiva, vuoi perché somiglia tremendamente a un ex amico che ho rimosso dalla mia vita a calci nel culo, o perché quando lo sento parlare ho la sensazione che si senta tra i migliori al mondo, nonostante il campo abbia dimostrato come la sua dimensione sia quella provinciale, non saprei.

Brescia

Romulo
Ex Juve, mena spesso e volentieri e vuol passare per l’innocente che viene sempre colpevolizzato.
Ha il volto di un serial killer con manie compulsive.
Può bastare.

Mario Balotelli
Sì, lo so che per molti di voi resta una sorta di idolo, ma io sono tra quelli che non gli ha mai perdonato l’aver oltraggiato la nostra maglia e aver buttato nel cesso una carriera potenzialmente fantastica a colpi di cazzate clamorose, nonostante le infinite opportunità di riscatto.

Alessandro Matri
È un ex juventino, ha deciso un derby d’Italia e sta con Federica Nargi. Fate vobis.

Cagliari

Radja Nainggolan
Anche in questo caso molti di voi si scandalizzeranno, lo so, anche perché resta un nostro giocatore e lo bramavo dai tempi della prima esperienza a Cagliari. Tuttavia non ho mai sopportato la sua incapacità di tenere un comportamento da professionista e di sentirsi giustificato fin quando non scoppia in campo.

Alberto Cerri
Sopravvalutato a dir poco, pedina di plusvalenza made in Juve, ex della figlia di Gautieri, tutte certezze che ne giustificano una sana, costante avversione.

Luca Cigarini
Non l’ho mai sopportato.
Con quell’aria da professorino (appellativo che gli affibbiò perlatro Prandelli, altro mister Simpatia..), considerato dalla stampa come un incompreso mago del pallone, idolatrato da Gasperini, giocatore da ballo della mattonella che non stimo.

Fiorentina

Federico Chiesa
Impossibile non iniziare da lui.
Simulatore compulsivo, eternamente polemico e con tendenze da vittima, è riuscito persino a spaccare uno spogliatoio con comportamenti da divo e l’insofferenza di chi vuole solo la Juve perché ne è già un degno rappresentante.
Molti continuano persino a giustificarlo.

Henrique Dalbert
Spiace dover parlare male di quello che resta ancora un nostro giocatore, ma il molleggiato del regno dei terzini resta una roba inguardabile anche a Firenze, nonostante stia facendo meno danni del previsto, e ha sempre quella faccia di chi non sa bene cosa stia facendo e dove sia esattamente.

Kevin-Prince Boateng
Altro giocatore del quale, forse colpevolmente, non ho mai compreso le qualità, protagonista di  una carriera random che gli ha permesso di passare dal Sassuolo al Barcellona (?!) per poi accasarsi alla viola, dove recita la parte di quello che alza il pollice per ringraziare il compagno di un passaggio sbagliato. E poi c’è la Satta.

Genoa

Stefano Sturaro
Un altro ex gobbo considerato a mezzo stampa con appellativi tipo Guerriero, Combattente, Lottatore, una roba degna di un affiliato a Forza Nuova che in realtà serve a nascondere il fatto che sia una pippa invereconda utile per obbligare il Genoa a pagare fior di quattrini per uno che non gioca e si sfascia pure. Ha anche una discreta faccia da culo, il che non aiuta a digerirlo.

Mattia Perin
Al di là dell’essere a tutti gli effetti un giocatore degli innominabili, mi danno estremo fastidio i suoi capelli. Non concepisco come un portiere possa sopportare di avere quella zazzerona inguardabile che ti impedirebbe di vedere un pallone partito da 2 km di distanza. Oltre al fatto che sia anche lui annoverabile tra i grandi sopravvalutati del mondo calcistico italiano, quando in realtà era da poco finito dietro Pinsoglio tra gli estremi difensori gobbi. Un motivo ci sarà stato.

Mattia Destro
Un ex che non ho mai digerito, vuoi perché ritenuto estremamente spocchioso e permaloso, vuoi perché fondamentalmente credo sia un giocatore scarso travestito da eterna promessa, incapace di confermarsi ad alti livelli, ma capacissimo di lamentarsi e di ridimensionarsi fino al nulla attuale, al netto dei troppi infortuni patiti. 

Juventus

(Qui c’è il rischio di dover sintetizzare con “tuta la rosa, magazzinieri e giardinieri compresi”, ma non lo farò e procederò con l’ardua selezione.)

Leonardo Bonucci
L’incarnazione totale dello juventinismo, un mezz’uomo che esulta col gesto dello sciacquarsi la bocca, protesta a prescindere, anche fosse sotto casa a far pisciare il cane sui piedi di un non vedente, mena senza ritegno, è subdolo nelle scorrettezze  e nella falsa sportività. Ed è pure un simulatore.
Un’icona di stronzaggine che resterà nella storia di questo sport.

Miralem Pjanic
Anche il bosniaco è uno che, da anni, si impegna per risultare un perfetto mix di tutto ciò che durante una partita ti costringa a nutrire nei suoi confronti un profondo odio sportivo.
Eterno impunito, protagonista di entrate brutali e imbarazzanti spesso concluse anche con un vaffanculo all’avversario e nessuna ammonizione, capace sì di giocate memorabili, ma anche di insopportabili simulazioni e quella costante sensazione di essere uno che vuole fregarti e ci riuscirà.

Juan Cuadrado
Se noi interisti ricordiamo ancora con piacere Ivan Perisic, è perché ha fatto quello che tutti noi abbiamo sognato almeno una volta nella vita: prendere per il collo il colombiano.
Giocatore in grado di spendere almeno metà partita rantolando a terra senza motivo nel tentativo di ingannare l’arbitro o di volare in aria con un triplo carpiato per simulare un tackle subìto e inesistente, con conseguente infortunio gravissimo, salvo rialzarsi 30 secondi dopo e segnare magari il gol partita zompettando allegramente. È tra quelli cui augureresti sempre la cura Walter Samuel sistematica. I 3 mesi di infortunio di Sanchez li dobbiamo anche a questo stronzo, probabilmente.

Lazio

Ciro Immobile
Il nuovo eroe italiano, il leggendario, l’intrepido, è in realtà uno che ha trovato la consacrazione e la sua dimensione a Roma in biancoceleste dopo aver clamorosamente fallito due esperienze estere consecutive. Alla stampa e a molti sfugge però che sia anche un incallito simulatore (c’è voluto Gasperini perché qualcuno lo sottolineasse..) e che abbia anche una forte tendenza a non saper parlare in italiano, cosa che però lo accomuna a moltissimi suoi colleghi. La faccia da coatto non lo aiuta in simpatia, questo è certo.

Simone Inzaghi
L’artefice del miracolo Lazio è una persona insopportabile, diciamocelo.
Molesto da calciatore, apostrofato dai più come prosecuzione ideale del percorso da simulatore iniziato dal fratello Pippo, vive di proteste gratuite, di contestazioni, dell’incapacità di saper perdere o ammettere un errore.
Il fatto che ad ogni intervista sembra dover ruttare da un momento all’altro non lo ha aiutato.

Senad Lulic
Che sia tra gli idoli indiscussi della tifoseria laziale dovrebbe essere sufficiente a renderlo inviso ai più, ma non è abbastanza.
Lo ricordiamo per aver apostrofato Rudiger come “venditore di calzini” in un post-derby di qualche anno fa (“ma non sono razzista”, affermò subito dopo, mentre dipingeva di bianco la faccia di un senegalese ) e per l’espressione di chi da un momento all’altro avrebbe voglia di spaccarti un tavolo in legno massiccio sulla testa per poi fingere di esserci rimasto male.


Per la seconda parte dovrete attendere qualche giorno. Immagino non stiate nella pelle…
Stronzi.

 

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NicolinoBerti

Coglione per vocazione, interista per osmosi inversa dal 1988 grazie a un incontro con Andy Brehme. Vorrei reincarnarmi in Walter Samuel, ma ho scelto Nicola Berti per la fig...ura da vero Bauscia.

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