scritto da il 28 ottobre 2009 alle 18:04

Inter-Palermo & Indovina l’intruso

Che dire, il numero abnorme di commenti al post sottostante testimonia il non-aggiornamento del blog per un paio di giorni.. proviamo a rifarci con un post doppio.

Primo concorso “Indovina l’intruso” aperto a tutti, anche agli ultras, si tratta di individuare il personaggio o la situazione che sembra provenire da un altro pianeta rispetto alle altre:

  • Capello, Fabio (Commissario Tecnico dell’Inghilterra, già allenatore in Italia e Spagna per più di 15 anni) “Purtroppo gli ultrà fanno tutto quello che vogliono. Allo stadio si può insultare tutto e tutti. In Spagna invece c’è grande rispetto e le famiglie vanno allo stadio con i propri bambini: è un altro mondo [...] Mi rammarico molto di quanto sta succedendo in Italia, il declino sarà sempre più evidente, basterebbe solo applicare la legge. Bisogna prendere una decisione da parte delle autorità e dei club affinchè la gente torni negli stadi e questi siano più accoglienti”.
  • Petrucci Gianni (Presidente del Coni) “Comandano gli ultrà? Assolutamente no. Capello ha allenato in Italia, sono un suo amico, e non mi va che quando si è all’estero si danno dei giudizi sul proprio paese. Sono dichiarazioni che non mi intusiasmano e che lasciano il tempo che trovano. È facile parlare dall’alto” e Abete Giancarlo (Presidente FIGCI) “Alcune volte l’immagine che si trasferisce del nostro tifo può essere tale da confondere il comportamento di pochi, col comportamento di tanti. I risultati dimostrano che gli episodi di violenza sono diminuiti. La tessera del tifoso è un’opportunità importante per le stesse società. Se coloro i quali hanno problemi con la giustizia non sono d’accordo non è un problema”.
  • 27/10/2009: allenamento interrotto a Formello per la contestazione a squadra (Lazio), presidente ed allenatore, da parte degli ultras biancocelesti, il tutto con contorno di cori, striscioni e soprattutto petardi; ma siccome non paghiamo le tasse invano, sappiate che polizia e carabinieri in assetto antisommossa supportati da quattro blindati tenevano sotto controllo la situazione…
  • Ranieri Claudio (ex allenatore Juventus F.C.) “Posso dire che l’anno scorso volevamo Stankovic alla Juventus e non l’abbiamo preso perché non stava bene ai tifosi. Poi si è visto che campionato sta facendo…”
  • da Calciomercato.com: Venerdì prossimo i 42 presidenti di A e B diranno no alla tessera del tifoso e lo comunicheranno al ministro Roberto Maroni: come noto, il numero 1 del Viminale voleva renderla obbligatoria per le trasferte dal prossimo gennaio. Ma di fronte al no compatto dei club e alle proteste degli ultrà, è pronto a fare slittare tutto all’inizio della stagione 2010-’011. Sempre che il progetto, nel frattempo, non venga definitivamente accantonato. Intanto il senatore e giurista del Pdl, Domenico Benedetto Valentini, si è fatto firmatario di un disegno di legge presentato alla Commissione Affari costituzionali del Senato: nel nuovo articolo 9 della legge 41/2007 si specifica infatti che il Daspo deve essere “in atto”. Solo in quel caso non si possono acquistare biglietti e avere la tessera del tifoso. Prima era una norma assurda e troppo penalizzante. Chi ha sbagliato e pagato, non deve essere bollato a vita. “Con le regole attuali-sostengono infatti gli ultrà-un daspato sarebbe privato a vita della tessera del tifoso”. Lo stesso Maroni si era accorto che l’articolo 9 (voluto da Amato) era sbagliato, e quindi da cambiare. Detto questo, il progetto tessera del tifoso subirà uno stop, forse definitivo. I tifosi l’hanno capito e difatti non protestano nemmeno più.

Veniamo a noi, ovvero al posticipo della decima giornata, quell’Inter-Palermo che pare inizi all’insegna del tarallucci e vino tra Zenga e Mourinho, dopo le iniziali incomprensioni post Inter-Catania di un anno fa (“questa partita poteva finire 5-1″ e “mi sembra un’esagerazione”).. in effetti, un Mou più tenero di così con un allenatore della serie A mi sembra di ricordarlo solo con Leonardo prima di bastonarlo in campo nel derby d’agosto e pieno di elogi tattici a Gasperini prima dell’ultima goleada, ma addirittura stavolta si è spinto ad auspicarne un’eventuale successione!

In conferenza stampa, l’allenatore portoghese ha sottolineato il dato più curioso e meritevole della carriera da allenatore del più forte portiere della storia nerazzurra: la gavetta; è innegabile infatti che Zenga abbia girato mezzo mondo (con risultati in crescendo) prima di approdare a quella serie A che sembra un posto adeguato ad uno che non si ritiene già “imparato” per essere stato un grande campione sul campo, ma si migliora costantemente osservando chi ha più esperienza di lui.

Se poi questo lo porterà sulla panchina di una grande, magari addirittura a quel sogno chiamato Inter per Walterone, ce lo dirà solo il tempo, per ora resta un avversario ostico di tutto rispetto, capace di sorprendere per esempio la juventus con formazioni stile fine anni ’90 (con il 3-4-1-2)…

Da parte nostra, pare che siano tutti abili e arruolati tranne il solo Sneijder (che ritroveremo solo per Inter-Roma), si va verso un turn-over minimo (infatti i più han riposato durante l’ultimo turno) visto che il Palermo con il Catania ha in comune solo la regione d’appartenenza.
Probabile formazione: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel,Chivu; Zanetti, Cambiasso, Motta; Stankovic; Eto’o, Balotelli.

Note a margine:
1) prosegue il divertente teatrino con Balotelli, dopo i problemi “generassionali” abbiamo visto prima un Mario che esce dagli allenamenti con una “macchinina” (cit.) e lo fa notare (“non è mica una Ferrari” – vero, tra l’altro, risulta che il ragazzo abbia una Bentley…) ed oggi un Mou più accondiscendente “sabato avrà fatto quel che doveva fare dopo la partita, domenica si è riposato, da lunedì ha lavorato bene”… tutto nella norma quindi.
2) nel rispondere al settantenne già citato nel concorso di cui sopra, Mou ha detto che il primo giocatore con cui ha parlato una volta arrivato all’Inter è stato Stankovic, che gli ha detto di voler rimanere, e da quel giorno per lui era un giocatore su cui contare; non solo, l’allenatore indica chiaramente anche la data di questo colloquio, il 16/07, quindi qualsiasi contestazione da parte degli ultras bianconeri successiva, era una colossale perdita di tempo!
3) il nuovo presidente gobbo è Jean Claude Blanc, che risulta già in scia ai predecessori, i mitici Cobolli Gigli, ma su questo torneremo più nello specifico in futuro…

scritto da il 30 aprile 2009 alle 16:14

Una domenica da Deltaplano

Due giorni fa ha compiuto 49 anni, Walter Zenga, milanese di Milano. Domenica dovrà scontare un turno di squalifica per aver insultato ”incaricati di Organismi federali e della Lega” al termine della sconfitta del suo Catania sul campo del Lecce. Sconfitta quasi scontata, per l’abisso delle diverse motivazioni, eppure Zenga non ci sta mai a perdere, e questa squalifica lo dimostra.

Brera lo chiamò “Deltaplano” per la straordinaria apertura alare, e mi pare di ricordare che il soprannome arrivò dopo un’inverosimile parata in nazionale contro la Svizzera.

Considero Zenga il più grande portiere della storia dell’Inter, nonostante abbia vinto solo uno scudetto e un paio di Coppe Uefa, giocando titolare per dieci o undici stagioni e 473 partite ufficiali. Era l’idolo della curva, anche perché veniva dalla curva, ma forse non tutti ricordano che nell’estate 1988 voleva andarsene, dopo aver pronunciato parole poco concilianti: “Qui all’Inter non si vince niente”. L’anno dopo, al terzo tentativo trapattoniano, arrivò lo scudetto dei record.

Con i miei occhi ho assistito alla faticosissima conquista della Coppa Uefa 1994, contro i modesti austriaci del Salisburgo. All’andata, era finita 0-1 grazie a Berti, schierato centravanti, su lancio di Ruben Sosa; ma per ottantacinque minuti il pallone era rimasto nella metà campo nerazzurra, e furono decisivi Zenga e Manicone, Angelo Orlando e Antonio Paganin, nonché Bergkamp, che si sacrificò da terzino.

Al ritorno, proprio sotto la tribuna dove cercavo di stare seduto, ricordo il tuffo al cuore per un tiraccio austriaco che andò a colpire il palo sinistro, poi quello destro, sullo 0-0, prima che Jonk segnasse il gol della sicurezza. Quella sera, Zenga giocò l’ultima partita con la maglia dell’Inter e fu il migliore in campo. Si è sposato due o tre volte, sempre con donne bionde dalle gambe lunghe, e credo che abbia sofferto tantissimo per la caduta dei capelli, lui che ostentava un ciuffo “alla Marco Civoli”.

Sono convinto che farà l’impossibile per fermare il Milan, domenica a Catania. Impresa ai limiti dell’impossibile, schierando i Morimoto e i Silvestri, i Potenza e i Kosicky, i Capuano e i Baiocco. Ma non lascerà niente di intentato – come l’anno scorso contro la Roma all’ultima giornata – perché se Deltaplano insegue ancora un sogno, è quello di arrivare un giorno alla panchina nerazzurra. Io lo aspetto.

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scritto da il 17 novembre 2008 alle 21:40

Panchine d’oro, monete d’argento e facce di bronzo

Con un anno di ritardo, quindi in perfetto orario per gli standard della Federazione Italiana Giuoco Calcio (e suoi prodotti derivati), Roberto Mancini vince la Panchina d’Oro.
Se volessimo essere buoni, potremmo dire che è il risarcimento per aver premiato Prandelli l’anno scorso, anzichè il vincitore dello scudetto dei record.

Però non siamo affatto buoni, preferiamo essere “smaliziati” e allora ci viene naturale pensare alle due ipotesi più verosimili: Mourinho suscita più invidia nei suoi colleghi del Mancio, oppure è un modo per sbeffeggiare la società, ancora una volta; in ogni caso intendiamoci: Roberto Mancini la meritava ANCHE quest’anno, avendo portato allo scudetto una squadra ridotta all’osso da una serie di infortuni che farebbe perdere le lacrime persino a Spalletti… quindi congratulazioni al vincitore, e ancora grazie di tutto.

A lato, rispetto alla premiazione solita fauna da italia pallonara. La cosa più vistosa è stata ovviamente la “rinconciliazione onerosa” tra Walter Zenga e Varriale, con quest’ultimo che da par suo ha voluto comunque dire l’ultima parola… “onerosa”, ovviamente, è un riferimento alla multa che il cementificatore Lo Monaco ha pensato bene di dare al proprio allenatore: è una cosa che può apparire fuori dal mondo a persone con raziocinio, ma è perfettamente coerente al personaggio, non pazzo ma semplicemente figlio di quel sistema che ha (anche) messo Varriale alla conduzione di un programma RAI; o vi eravate dimenticati dell’amicizia tra Lo Monaco e Moggi? Zenga non è stupido, ma capita l’antifona non credo vorrà soffermarsi a Catania più del dovuto; in fondo è un signor allenatore in rampa di lancio, non un uomo-GEA alla De Canio.

Altro tipo di fauna è rappresentato dal padre di Davide Lippi (genere: paraculus fantasiosus), che ha dichiarato “anche Udinese e Napoli in lotta per lo scudetto” ceeeeeerto, come no, e a domanda sui sassolini che il 70enne Ranieri dovrebbe togliersi nei confronti di Mourinho (ricordiamo ancora una volta al giornalista che al massimo sarebbe il contrario…) se ne esce di scena “non conoscendo le scarpe di Ranieri”. Verissimo, lui conosceva benissimo i piedi. Di Moggi.

A Mourinho infine è stata fatta una domanda su come veda il nostro calcio, e lui ha fatto un’analisi assolutamente condivisibile… però come si fa a rinnovare sto calcio se i protagonisti sono sempre gli stessi? Hai voglia a vendere in Asia un calcio che tra Zenga e Varriale, sceglie 99 volte su 100 il secondo. Insomma, meno Varriale e più Barriales!

Ps: e le monete d’argento del titolo che c’entrano? Assolutamente niente, consideratele una plusvalenza :-)

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