scritto da il 22 aprile 2012 alle 18:47

Fiorentina 0 Inter 0

Fiorentina: 1 Boruc; 31 Camporese, 14 Natali, 15 Nastasic; 16 Cassani, 13 Kharja, 85 Behrami (22′ st Salifu), 21 Lazzari, 23 Pasqual; 7 Cerci; 22 Ljajic (27′ st Acosty).

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 26 Chivu (37′ st Ranocchia), 4 Zanetti (1′ st Nagatomo); 18 Poli, 19 Cambiasso; 11 Alvarez, 9 Forlan (9′ st Sneijder), 28 Zarate; 22 Milito

Alla quarta partita Andrea Stramaccioni lascia il 433 e prova il 4231 probabilmente per facilitare il ritorno in squadra di Sneijder con un modulo che preveda un trequartista, idea giusta perchè quelli tecnicamente più bravi vanno fatti giocare nella loro posizione preferita.

Idea giusta che però all’atto pratico non funziona e ci fa assistere a una gara povera di occasioni e di emozioni, con giocatori che seguono spesso al piccolo trotto l’azione dei compagni o che rientrano passeggiando come se la fase difensiva non fosse assolutamente di loro competenza.

Il punto dolente è stato il centrocampo con i soli Cambiasso e Poli davanti alla difesa, i due sono sempre stati lasciati soli dai 3 trequartisti in fase di non possesso e sono andati in difficoltà contro i 5 centrocampisti viola soprattutto nel primo tempo, le cose sono andate meglio nel secondo quando con l’ingresso di Sneijder al posto di Forlan è comunque migliorato il possesso palla ma non la pericolosità delle azioni da gol.

Sulle fasce meglio Alvarez/Maicon sulla destra che hanno saputo creare qualche pericolo: l’argentino ha spesso tagliato verso il centro mentre il brasiliano ha potuto sfruttare lo spazio creato andando al cross (impreciso); dall’altra parte invece prima Zanetti ha lasciato Zarate sempre solo poi Nagatomo ha sempre provato la sovrapposizione ma non è quasi mai stato servito da Maurito, tuttavia è stato creato troppo poco e con poca precisione per poter provare a vincere la partita.

Anche la partita di Sneijder al rientro non ha lasciato il segno ed è grande il sospetto che non si sia giocato con la grinta necessaria per una squadra che a parole dice di puntare ancora al terzo posto.

Alla fine il migliore in campo è Julio Cesar che al 68° para il rigore tirato da Ljajic e lascia le speranze alla matematica che grazie al gol di Bojinov ancora non ci condanna.

L'acchiappasogni

scritto da il 13 febbraio 2012 alle 9:36

Inter 0 Novara 1

Inter: 1 Julio Cesar; 4 Zanetti, 2 Cordoba, 6 Lucio, 26 Chivu (25′ st Nagatomo); 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 18 Poli (17′ st Forlan); 11 Alvarez (1′ st Pazzini), 10 Sneijder; 22 Milito.

Novara: 1 Ujkani; 4 Lisuzzo, 30 Centurioni, 28 Garcia; 15 Dellafiore (14′ Morganella), 17 Porcari (1′ st Pesce), 23 Radovanovic, 10 Rigoni, 3 Gemiti (20′ st Paci); 27 Jeda; 29 Caracciolo.

Novara e Bologna da affrontare in casa pensavo fossero l’occasione perfetta per uscire dall’infausto trittico fatto da Lecce-Palermo-Roma e riprendere un cammino più degno della storia recente di questa squadra, pensavamo di aver toccato il fondo all’Olimpico e invece abbiamo iniziato a scavare.

La squadra di Mondonico ha giocato per quelle che sono le sue possibilità, bus davanti alla porta e ripartenze con la bestia nera Caracciolo, Jeda e Rigoni; Ranieri ha provato a iniziare con Stankovic davanti alla difesa nel posto che fu di Thiago Motta e con Sneijder e Alvarez dietro Milito a formare un inedito albero di natale.

Nel primo tempo l’Inter non riesce a sfruttare il campo in tutta la sua larghezza, le discese di Chivu e Zanetti sono poche e mal costruite, Milito è da solo in area contro i difensori del Novara e viene poco supportato dai centrocampisti, di conseguenza si prova a trovare il gol solo con qualche tiro dalla lunga distanza che non impegnano Ujkani.

30 tiri in porta, quasi tutti da fuori area

Nella ripresa Ranieri inizia con Pazzini al posto di Alvarez e con il 4312, manca ancora la spinta necessaria sulle fasce (soprattutto sulla destra), gli attacchi centrali facilitano il gioco del Novara che continua a coprirsi con ordine. Caracciolo segna in contropiede al 56° e Ranieri prova a riprendere la partita mettendo Forlan al posto di Poli; a questo punto giochiamo con una sorta di 424 con il nuovo entrato sulla destra, Milito e Pazzini in mezzo e Sneijder sulla sinistra, sembrerebbe il modo giusto per aprire la difesa avversaria e mettere in mezzo dal fondo dei palloni pericolosi, ma a destra c’è un sinistro e a sinistra c’è un destro e tutti e due sono più portati ad accentrarsi per giocare con il piede più forte.

L’Inter continua ad attaccare in modo molto prevedibile mentre il Novara in un paio di occasioni rischia di segnare in contropiede il gol del k.o., l’ingresso di Nagatomo al posto di Chivu non sposta l’inerzia della gara che termina con una traversa di Sneijder e un tiro ravvicinato di Pazzini allo scadere su un cross da fondo campo di Forlan. Troppo poco contro un avversario così modesto.

Bestia nera: sullo sfondo irriconoscibile perchè vestita di bianco

Di sicuro siamo mancati sulle fasce, Chivu e Zanetti hanno fatto rimpiangere Nagatomo e Maicon, soprattutto l’assenza dall’undici iniziale del giapponese è parsa inspiegabile: vista la squalifica del brasiliano sarebbe servito almeno un giocatore che fosse in grado di fare il solco sulla fascia e invece Ranieri ne ha schierati due poco propensi ad attaccare gli spazi. In mezzo il solo Poli (sostituito) è parso in grado di fare tutte e due le fasi, mentre Sneijder e Alvarez hanno combinato diverse volte bene tra di loro ma hanno giocato troppo vicini, facilitando la chiusura degli spazi da parte degli avversari.

Motta non può essere sostituito dai giocatori in rosa e Ranieri sta cercando un nuovo equilibrio, ha provato con i giocatori più tecnici e con meno intensità e non ha funzionato, provi adesso nella direzione opposta.

scritto da il 23 gennaio 2012 alle 8:15

Inter – Lazio 2-1

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu (1′ st Obi); 11 Alvarez (1′ st Sneijder), 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 55 Nagatomo; 7 Pazzini, 22 Milito (25′ st Faraoni).

Lazio: 22 Marchetti; 78 Zauri (27′ Cisse), 20 Biava, 3 Dias, 26 Radu; 19 Lulic, 24 Ledesma, 15 Gonzalez (20′ st Konko); 8 Hernanes (1′ st Matuzalem); 9 Rocchi, 25 Klose.

Dopo il derby e dopo la coppa italia Ranieri rinuncia ancora a Sneijder e conferma il 4-4-2 con Zanetti al centro al posto di Motta e Chivu sulla linea dei difensori con l’avanzamento di Nagatomo sulla fascia di Maicon.

La Lazio pressa tantissimo sin dall’inizio e mette in difficoltà il centrocampo interista, Alvarez litiga con il pallone mentre il Cuchu e Zanetti faticano a proporsi per iniziare l’azione che in questo modo viene impostata da uno dei 4 difensori con scarsi risultati.

I biancoazzurri sono più pericolosi e prima colpiscono un palo in contropiede con Rocchi, favorito anche dal mancato controllo di Lucio e poi segnano con l’attaccante italiano che taglia l’area da sinistra a destra e sull’imbeccata di Ledesma realizza con un tiro a incrociare, anche in questo caso Lucio si fa sorprendere dal movimento dell’attaccante.

Ranieri sposta Alvarez dietro le punte e l’argentino in mezzo a mille palle perse trova due assist: il primo per l’inserimento di Nagatomo anticipato all’ultimo da Marchetti, il secondo è un 1-2 con Milito in area che permette al Principe di colpire dalla sua zolla preferita e di realizzare l’1-1.

5 gol nelle ultime 4 partite

I due assist non bastano per salvare Ricky dalla sostituzione all’inizio del secondo tempo, Ranieri toglie anche Chivu e inserisce Sneijder e Obi; in campo entra anche un Lucio molto più concentrato rispetto al primo tempo; si passa così a un 4312 con Nagatomo e Maicon laterali, Cambiasso davanti alla difesa, Zanetti e Obi interni di centrocampo, Sneijder nel suo ruolo naturale di trequartista e Milito e Pazzini davanti.

Il pressing della Lazio si fa sempre meno intenso e Wesley ha lo spazio per organizzare la manovra e dimostrare che al momento la differenza con Alvarez è ancora molta; il raddoppio di Pazzini arriva comunqu in maniera casuale, su un rilancio della difesa laziale Lucio colpisce di testa in avanti e trova il bomber italiano (partito in fuorigioco di circa 5 centimetri) solo al limite dell’area, il pallonetto a Marchetti a quel punto è un gioco da ragazzi.

V

Fuori Milito per Faraoni si torna al 4-4-1-1 per difendere il risultato, Samuel e Lucio giganteggiano ma davanti a loro soprattutto Cambiasso non è in partita (la terza in una settimana, sarà un caso?) e la Lazio riesce a creare un paio di occasioni pericolose con Klose (parato da Julio Cesar) e Cissè che manca clamorosamente il pallone.

A fine partita Ranieri giustamente fa notare che è stata una partita giocata male, decisa da un paio di giocate estemporanee, l’assenza di Thiago Motta si è fatta sentire tantissimo in mezzo al campo e l’averlo sostituito con Zanetti è una scelta che non mi è piaciuta, detto di un Alvarez pasticcione il compito di Ranieri adesso sarà quello di trovare un nuovo equilibrio per una squadra in cui Sneijder dovrà essere l’imprescindibile punto di riferimento dietro a due punte.

Dajè nonnè,  continua a stupirci.

 

scritto da il 20 gennaio 2012 alle 8:01

Inter – Genoa 2-1

Inter: 12 Castellazzi; 13 Maicon, 2 Cordoba, 23 Ranocchia, 4 Zanetti; 37 Faraoni, 19 Cambiasso, 18 Poli (30′ st Nagatomo), 20 Obi; 10 Sneijder (36′ st Alvarez), 30 Castaignos (18′ st Zarate);

Genoa: 22 Lupatelli; 31 Sampirisi, 5 Granqvist, 24 Moretti, 7 Rossi (25′ Constant, 9′ st Marchiori); 33 Kucka, 14 Seymour, 10 Brisa; 19 Jorquera; 2 Pratto, 9 Ze Eduardo (24′ st Sculli);

1 - 0

L’Inter non perde in coppa italia dal lontano marzo del 2009 e continua la serie positiva in questa stagione, giocare contro le riserve del Genoa ha facilitato di molto il compito di Ranieri e dei ragazzi ma anche in questa occasione si sono viste la giusta concentrazione e la necessaria determinazione per accedere ai quarti.

Il tiro all’incrocio di Maicon al 9 minuto ha messo subito l’incontro sui binari giusti, a quel punto è bastato stare corti e attenti in difesa, la situazione preferita dalla squadra, per portare a casa la qualificazione. Il gol della sicurezza di Poli al 4 minuto del secondo tempo, dopo uno scambio al volo con Obi, è stato il sigillo di una buona prestazione dell’italiano e la fine di qualsiasi preoccupazione di Ranieri sul risultato finale, nonostante il gol della bandiera di Birsa al 91esimo.

Con la qualificazione mai in bilico, la nostra attenzione è stata attratta soprattutto dal rientro di Sneijder e da quei giocatori che hanno giocato poco negli ultimi tempi, in particolar modo Poli e Castaignos.

Wesley ha  giocato da trequartista dietro un’unica punta, si è mosso e ha fatto bene più nel secondo tempo che nel primo quando sul risultato di 2-0 ha potuto fare da riferimento per le ripartenze in contropiede. Il modulo con una sola punta e con la squadra molto bloccata indietro lo penalizza, ha pochi compagni da servire e quei pochi spesso sono marcati, è stato comunque importante fargli mettere dei minuti nelle gambe in vista dei prossimi impegni visto che è un giocatore fondamentale per le possibilità di successo dell’Inter, mi chiedo se Ranieri proverà a schierarlo dietro 2 punte o se insisterà su questo 4-4-1-1.

Poli gol a parte ha fatto una buonissima partita: tanta corsa, grinta, capacità di inserirsi negli spazi, è sicuramente una valida alternativa (infortuni permettendo) alla coppia Cambiasso-Thiago Motta, ideale per farli rifiatare quando saranno più stanchi. Andrea è un giocatore già fatto e finito e non ha bisogno di tempo per crescere come il suo collega Obi, inoltre nello scontro di stasera contro Kucka, quello che dovrebbe essere presto un nuovo compagno di reparto, è sembrato un gigante.

Castaignos ha giocato finalmente da prima punta ma preso nella morsa tra Granqvist e Moretti ha fatto una enorme fatica a trovare gli spazi giusti; il gol di Maicon e l’impostazione della partita non l’hanno certamente aiutato, si è trovato sempre da solo contro i difensori rossoblù. Mi aspettavo comunque qualcosa di più perchè il ragazzo ha sicuramente  mezzi fisici e tecnici importanti.

Mercoledì 25 al San Paolo toccherà al Napoli di Mazzarri, Ranieri in questi primi mesi di lavoro ha ridato fiducia al gruppo e non sarà facile per nessuno fermarci.

I commenti sono momentaneamente offline a causa di un sovraccarico dei server (che per la cronaca è anche colpa vostra!). I nostri schiavi stanno lavorando alacremente per risolvere il problema, solo che tra colazione, sigaretta, pausa pranzo, sigaretta, merenda, sigaretta, cena, sigaretta, birra e calcetto, ci hanno fatto sapere che sono stressati e che in queste condizioni non possono lavorare.

Nel frattempo continueremo a scrivere i nostri post (eh già, brutto colpo eh?).

Per commentare potete trovarci come al solito sufacebook.com/BausciaCafe e su twitter.com/BausciaCafe.

scritto da il 14 giugno 2010 alle 11:06

Venti motivi mondiali…

Ecco a voi i miei personalissimi et insindacabili (facciona) 10 motivi per tifare Olanda:

1) Wesley Sneijder, che mi piacerebbe veder sollevare altri trofei quast’anno anche quando non indossa i sacri colori.

Wesley con qualche capello in più e 3 tituli in meno...

Wesley con qualche capello in più e tre tituli in meno...

2) Robin Van Persie e Gregory Van Der Wiel, che magari un giorno, nei miei sogni calcistici…

3) Non è (più) allenata da ex giocatori del milan, quindi zero rischio di traslazione mediatica della vittoria da parte dell’astronave madre.

4) La traslazione di cui sopra non dovrebbe essere possibile nemmeno per Seedorf (a casa) ed Huntelaar (panchina). Ma se anche Huntelaar giocasse e segnasse, visto quante gliene han dette quest’anno, dovrebbero averci la faccia come il culo ad esultare con (per) lui.

5) Sylvie Meis e Yolanthe Cabau Van Kasbergen, rispettivamente moglie di Rafael Van Der Vaart e futura moglie del nostro Wesley.

La coppia di fantasiste dell'Olanda.

La coppia di fantasiste dell'Olanda.

6) Ellen Hidding (che poi è il motivo “5″ declinato al passato prossimo)

La migliore commentatrice tecnica Oranje

La migliore commentatrice tecnica Oranje

7) in porta non c’è più Van Der Saar.

8) perchè hanno un gioco fantastico.

9) Per i quadri di Van Gogh.

10) …in Olanda xè legal… (cit.)

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…ed i 10 per cui tifare contro l’Italia (o almeno astenersi dal sostenerla):

1) Maaar-ceeel-looo-lippivaccagar…

2) il blocco juve (ampliato pure a PEPE, che non è un suono di brasilera memoria)

3) Capitan Caccavaro, le sue siringhe ed i suoi “consigli” di inizio stagione a Santon. E soprattutto per tutto il resto, telefonate incluse…

4) le esclusioni eccellenti, decise più per antipatia (o eccesso di riconoscenza verso altri) che non per meriti

5) Abete e le sue figure

6) perchè nella FIFA a rappresentare l’Italia sta ancora Carraro, ed è aggregato anche se informalmente alla spedizione azzurra.

7) perchè così Calderoli tace, anzichè sproloquiare pure dei premi Fifa, di cui verosimilmente non sa nulla.

8) perchè dopo aver esultato per una vittoria 4 anni fa, ho voglia di esultare pure per una sconfitta.

9) per quegli ani-mali che “non esistono negri italiani”

10) perchè “pooo-popopo-po-pooo-po” quattro anni fa mi ha rotto quasi quanto le vuvuzuelas ora. Quasi.

scritto da il 10 gennaio 2010 alle 12:20

Inter-Siena: svangarla così…

…ha un sapore stupendo. Certo, ti diventano bianchi i capelli troppo presto, a lungo andare, ma è un sacrificio ampiamente giustificato.

Inter-Siena, SamuelSoprattutto perchè mentre Samuel esulta togliendosi la maglietta per il suo primo gol da centravanti aggiunto, e non da difensore su corner o punizioni, tra un delirio e l’altro uno guarda il cronometro, vede che è comunque finita, e nei trenta secondi successivi può già immaginare le rosicate di molti, che riverseranno la loro bile nelle mail e nei commenti da semianalfabeti a trasmissioni locali e siti sportivi.

Sarebbe bello, per una volta, non vedere nemmeno UNO tra i tifosi interisti, rompere le palle su questa partita… ma oltre alle prostitute intellettuali, è da tempo che conosciamo pure i loro clienti, ovvero chi se ne beve le balle ed i ragionamenti della minchia. E quindi li lasciamo nel loro brodo a prendersela con Mourinho, con la Società, coi giocatori… pur ammettendo che il secondo tempo non è stato, per 43 minuti, un grande spettacolo (eufemismo), per come la vedo io anche solo il finale ne valeva la pena, senza dimenticare le azioni del primo tempo che con un po’ di maggiore cinismo avrebbero instradato meglio la gara.

La gara appunto… quando hai solo 12 giocatori “con esperienza” a disposizione, più il secondo portiere, più Arnautovic che ha esordito giocando pochi minuti a Verona mercoledì, e 4 primavera, la formazione diventa pressochè obbligata, ed infatti si è vista quella anticipata nel precedente post… è forse una colpa di Mourinho? spero bene che nessuno sia così malato di mente da pensarlo.

Non ha funzionato al meglio però la disposizione in campo, soprattutto a centrocampo in quanto nè Quaresma nè Pandev, a causa della lunga inattività, non si inserivano nè ripiegavano con le giuste tempistiche, facendoci soffrire spesso la superiorità numerica dei Senesi. Al primo, bellissimo, gol di Maccarone però la sensazione era più di sorpresa che altro, ancora non immaginavo la sofferenza che ci aspettava…

Lancio di Sneij perfetto, il Principe aggancia con eleganza, ne fa secco uno e poi scarica alla sinistra di Curci, poi la seconda perla di Sneij, la prima su punizione: dedica sentita a Chivu, una di quelle cose “da squadra”, e pensavo che tutto si fosse sistemato (anche perchè prima della punizione c’erano state comunque altre due occasioni abbastanza limpide, una sui piedi di Pandev, un’altra prima ancora sui piedi di Motta, che inspiegabilmente anzichè tirare la passa a Milito in evidente fuorigioco).

Macchè, palla al centro-via, e con una serie di buchi della nostra difesa, questi trovano il pareggio con tale Lapo Ekdal, non a caso gobbo, per la gioia di tre suoi connazionali (forse parenti?) elegantissimi che iniziano a fare foto con una specie di cannone dalla balaustra. Iniziano le perdite di tempo sistematiche, in particolar modo da parte di Rosi e Curci, la scuola Roma che non tradisce mai, da questo punto di vista, e mestamente finisce il primo tempo.

Alla ripresa, il cambio che ti aspetti, cioè Samuel per Quaresma, per dare più sostanza al centrocampo spostando Zanetti, e quello che NON si aspettava nessuno, cioè fuori Deki per un infortunio nel tunnel (alla faccia di chi dice che abbiamo solo culo, verrebbe da dire) e dentro Arnautovic.

I cambi hanno un senso, la scelta di mettere Samuel terzino lasciando Cordoba in mezzo, a sollecitare le mie coronarie insieme a Lucio, molto meno: ogni volta che su quella fascia partiva Reginaldo, c’era da soffrire, non a caso il gol del 2-3 nasce in questo modo.

Fuori Motta, dentro Stevanovic, e lì ho riposto le mie ultime speranze in qualche giocata da Campione di Wesley o di Milito, perchè sinceramente non si vedeva più alcuno schema in campo, però qualcosa l’hanno tentata, soprattutto il trio Arnautovic-Pandev-Stevanovic, con scarso esito e purtroppo una scarsa propensione anche a rientrare… due su tre devono crescere, e l’altro deve solo riprendere la forma migliore, quindi nessuna bocciatura comunque.

Ma sto divagando: si arriva al minuto 43′, checchè ne dica l’abbacchiato Malesani, il fallo c’è, poi noi a batterle abbiamo uno dei migliori europei in materia, e San Siro esplode. Luis affianco a me inizia ad urlare “e andiamo a vincerla”, io guardo quelli che se ne stavano già andando ritornare sui loro passi, e penso che forse un “Inter-Sampdoria” o “Inter-Roma” dal vivo finalmente è toccato pure a me… altra punizione, quelli del Siena sono evidentemente nervosi, spostano di continuo la palla a Wesley, ma 3 su 3 sarebbe stato troppo anche per lui.

4 minuti di recupero sembrano davvero pochini, viste le continue sceneggiate a cui già ho accennato, ma ci bastano. Faccio appena in tempo a rendermi conto che Stevanovic, centrocampista offensivo, è il nostro terzo terzino sinistro di giornata, che Samuel è stato spostato alla Materazzi, ed inizia l’azione più bella della partita.
No, non ho fatto colazione a base di grappa o cannoni, per me l’azione che completa la nostra rimonta è davvero la più bella di tutto il match, Lucio-Arnautovic-Milito-Pandev-Samuel. Tutto di prima. Tutto perfetto.

DELIRIO.

Gli ultimi secondi sono seguiti dalla balaustra, con la panchina del Siena a cui rode tutto, per aver perso così tre punti pesantissimi, per la loro classifica, e qui c’è un episodio da segnalare: il signor Reginaldo (a proposito, grazie Malesani per averlo tolto, visti i pericoli che partivano dalle sue parti…) è tra i più nervosetti, diciamo che mal sopporta le nostre esultanze lì dietro (condite da diversi riferimenti alla Canalis, va detto)… non trova di meglio da fare che girarsi e farci un gesto poco carino, avete presente quello con le due braccia a scendere, a fare una specie di “V” verso e parti basse? ecco, quello.
Sarebbe equo che venisse segnalato pure questo, al signor Tosel, che se Mario deve pagare certe cifre per tre secondi di applausi, lo show dell’ex mister Canalis vale un po’ di più direi. Anche perchè in mano, avevo l’ombrello di Luis, e se io sono una personcina a modo, magari qualcun altro al posto mio poteva perdere il lume della ragione e tirarglielo…

Un altro spettacolare da vedere è Rosi, che da solo ha fatto entrare i barellieri 3 volte. Sulle ginocchia, totalmente sconfortato. Come si merita.

Partite come questa, comunque, danno una carica che va ben oltre il gioco espresso, o i tre punti. Sono vittorie del gruppo, prima ancora che dei singoli campioni autori delle giocate, della voglia di sacrificarsi, della capacità di adattarsi in posizioni diverse dalle abituali. Come nel 2007-2008 (ma speriamo che si arrivi un po’ più sereni alla meta, con meno infortunati soprattutto).

E sono vittorie, infine, da Pazza Inter.

scritto da il 5 novembre 2009 alle 21:06

L’Inter si toglie la maschera

Ukraine Italy Champions League

I guerrieri della notte... di Kiev

In una partita di quelle da ricordare, finalmente la beneamata ha mostrato il suo vero volto anche in Europa, ieri sera.

Quando la partita inizia, anche lo spettatore comodo sul divano con riscaldamento acceso può ben rendersi conto che a Kiev fa un freddo boia, quando mai avevate visto tutti i nostri giocatori bardati di sciarpe, guanti e calzamaglie stile guerrieri ninja? Inoltre fin dal primo minuto c’è un piccoletto che corre come un ossesso, col 10, da centrocampo ad attacco, e sfiora subito un gol: è chiaro che ha freddo e corre per non congelarsi.

Poi, dal nulla di un primo tempo comunque dominato come possesso e circolazione del pallone, l’improvvisa botta di Culoshenko, un tiro con deviazione che nemmeno a provarlo per un anno in allenamento gli riesce.. insomma, dire che in quel momento si vedevano le streghe per una volta non centrava niente con l’Inter di Veron.

Eppure, nel primo tempo di ieri sera (che lo ribadisco, era molto più “nerazzurro” che “bianco”) mancava qualcosa, un dettaglio indispensabile in Champions: la pericolosità offensiva.
Si perchè non serve a nulla in Europa controllare il pallone se non riesci a proporre un’azione da gol veramente pericolosa, e del nostro primo tempo oltre al già citato tiro di Snejder ad inizio gara si ricorda giusto un tiro del Principe a due all’ora verso il portierone Ucraino. Inoltre, Cambiasso è parso abbastanza spaesato, con molti passaggi prevedibili, qualche errore e poca luce dispensata..

Proprio per questo, nel vedere i due cambi operati subito nell’intervallo da Mourinho non mi ha preso alcun timore per gli equilibri tattici, Balotelli ha raddoppiato il dinamismo in attacco che prima si basava soprattutto sull’olandese volante e Motta è rapidamente entrato in partita in mezzo al campo, le occasioni sono fioccate ben prima del pareggio (creando non pochi scompensi in chi vi scrive…).

Alla fine della fiera, pareggiamo (e poi vinciamo) con due gol che definire rocamboleschi non è eresia, dopo averne mancati 4-5 di limpidissimi, in pieno stile “pazza Inter”, ma il risultato è strameritato, nel secondo tempo più che la Dynamo Kyev avevamo di fronte la Dinamo Chievo, da quanto abbiamo creato.
L’importante è mantenere i piedi per terra, perchè come in campionato 7 punti non autorizzano già i caroselli allo stesso modo anche se siamo in testa in Champions ci sono 4 squadre in due punti e dobbiamo ancora giocare una gara tutt’altro che facile al Camp Nou, prima di Inter-Rubin Kazan a Dicembre.

Di sicuro, anche ieri una bella mazzata sui denti non solo dei gufi (ci stanno in fondo), ma soprattutto di quelli che fanno tanto gli sboroni che si intendono di calcio internazionale e poi sghignazzavano ai nomi nuovi dell’urna: se i campioni di Russia tolgono 4 punti su 6 al Barcelona, forse qualche riflessione in più sul nostro girone andrebbe fatta…

P.S.: abbiamo terminato il match con una disposizione tattica degna del Calcio Balilla, in quella che riprendendo un vecchio post definirei “Feijoada Cosacca”..

scritto da il 19 ottobre 2009 alle 0:15

5 luci nel porto di Genova

24 ore dopo, a mente fredda, possiamo dirlo: è stata una grande serata, quella del Marassi.

Non per il primo posto in solitaria, con Sampdoria staccata di 2 punti e Fiorentina e Juventus di 4, ma per alcune impressioni che si sono viste confermate in questi due giorni:

  1. la possibilità di applicare differenti assetti tattici, a seconda degli uomini a disposizione, il classico”di necessità virtù”; ieri è toccato al 4-5-1 o 4-3-2-1 come piace ai più sofisticati, un modulo che già in passato ci aveva dato qualche soddisfazione ma che raramente aveva visto come interpreti contemporaneamente in campo gente che si intendesse così velocemente come ieri sera.
  2. Sneijder: il gioiello della campagna acquisti, più di Milito ed Eto’o, perchè è uno che mette in condizione di segnare, facile facile, persino un Vieirà d’annata, perchè ha praticamente le chiavi del centrocampo, nessun pallone dato a lui è perso, detta i tempi di ogni manovra… e, scusate se è poco, di ciò beneficia pure chi non è esattamente un fulmine di guerra, cioè Zanetti e Muntari, che vengono sgravati da qualsiasi compito di “costruzione” potendosi esprimere al meglio sul loro campo, quello della fisicità (da cui tra l’altro nascono due gol)!
  3. La mentalità: fatto il primo gol, si cerca con ordine il secondo, poi il terzo… e quando c’è un pallone vagante, qualcuno prova a trasformarlo in un’azione pericolosa comunque; e l’attaccante torna, copre, riparte, che si chiami Balotelli o Eto’o è così che vuole Mou, e così rendono al meglio… mai più “palla a tizio e ci pensa lui”, e se non proprio “mai”, almeno per un bel po’;  è giusto citare, perchè sennò poi sembra tutto scontato, il carattere di giocatori come Stankovic, che non si tira mai indietro dal provare qualche “tiro ignorante” di galandiana memoria… cito lui per l’intera “vecchia guardia”, quella che ha vinto anche il primo scudetto, il più bello, perchè da un contributo in termini di carica che fa la differenza tra un gruppo di spocchiosi senza prospettive ed un gruppo vincente.
  4. Lo stato di salute delle altre squadre di vertice: la Sampdoria oggi scontava la Cassanite all’Olimpico (intesa come sindrome non scientificamente spiegata che impedisce all’attaccante barese di rendere al meglio in quello stadio da circa 4 anni) contro una buona Lazio ma soprattutto dovrà fare a meno a Pazzini per un mesetto, i gobbi continuano a perdersi in troppe dichiarazioni che puntualmente disattendono per vari motivi, dagli acciacchi muscolari all’inesperienza di Ferrara, la Fiorentina è un buon progetto con delle ottime individualità… da circa 5 anni; altre squadre credibili non ne ho viste, nella parte alta della classifica, e nemmeno nel posticipo di stasera… Preghierina della sera: Libera nos a Burdisso, definitivamente…
  5. Le prospettive future: a questa squadra, che ha dato 5 gol al Genoa a Marassi (segnare, please, che voglio vedere quanti sapranno fare altrettanto o semplicemente vincere), presto andranno riaggiunti in rigoroso ordine temporale Eto’o (a cui vanno i complimenti per essere in lizza per le primissime posizioni del Pallone d’Oro, anche se lo vincerà Messi), Motta e Milito; non so voi, ma a me non pare la stessa cosa che dire “eh, ma abbiamo recuperato Sissoko (quello coi denti a posto)o “aspettiamo Del Piero” .. soprattutto se, mentre li aspetti entrare, dalla porta girevole dell’infermeria ti accorgi che stanno per darsi il cambio con un certo portiere…

Ma questa è un’altra storia, come pure le grottesche prime pagine di Tuttosport ed i bizzarri propositi dell’espero di governance Luciano Moggi: “Parteciperò alla prossima assemblea degli azionisti della juve, voglio capire perchè non si sono difesi da calciopoli; posso farlo perchè anch’io possiedo delle azioni della società”.

Certo, la maggior parte di quelle azioni le possiede come parziale compenso per esserne stato un alto dirigente, protagonista di calciopoli… era un po’ difficile che l’assemblea che lo confermava anno dopo anno difendesse la società o almeno il suo buon nome (vabbè…si fa per dire) dalle sue malefatte.

Se la cosa non mi facesse profondamente schifo, comprerei anch’io qualche azione della vecchia megera, per andare all’assemblea, intervenire e domandare alla nuova dirigenza come mai non fosse partita una bella azione di responsabilità per danni alla cosidetta “triade”.. magari l’han già spiegato, magari la risposta la intuiamo tutti, ma se vale tutto uno si adegua…

P.S.: non ho seguito la Formula 1 quest’anno, ne sono strafelice perchè di campionati con le regole che valevano un tot al kilo ne ho già seguiti troppi nel calcio, però complimenti a Jenson Button, neo campione del mondo.
Intendiamoci, è probabilmente il più scarso dai tempi di… boh, non seguivo ancora quello sport, però per il solo fatto che abbia vinto nell’anno in cui Briatore lo aveva definito “un paracarro”, per poi essere mollato lui sul ciglio della strada dalla compagnia di mattacchioni che governa la Formula 1, mi è molto simpatttico.

scritto da il 10 settembre 2009 alle 9:30

Laggiù nella valle dei Marchionnes

Amore bianconero

Amore bianconero

Ieri l’Italia ha vinto. Come dice la Gazzetta ha vinto col rombo, con Pirlo davanti e De Rossi a protezione della difesa. Schieramento più logico che ha visto l’accantonamento del poco convincente 4-4-2 con Marchionni sulla fascia.

Su, non vedeteci del marcio nel Marchionni convocato e messo subito titolare dopo 3 anni (e senza un reale motivo per far parte dell’undici italiano migliore d’Italia) impiegato in una partita tutto sommato semplice, in un modulo quasi mai provato in precedenza. Io non ci scommetterei su nuove convocazioni, a meno che non si trasformi in Garrincha. Dubito che rivedremo anche  un 4-4-2 cucito sulla sua improvvisa convocazione. Per la Gazzetta Lippi che fa marcia indietro sul Modulo Marchionni dimostra umiltà… certo, e la marmotta sta incartando chili di cioccolata.

I nostri eroi hanno giocato tra ieri e stanotte. Nel video a destra potete ammirare il gol di Samuel Eto’o che porta in vetta il Camerun nel suo girone, ciò significa che Samuel farà quasi certamente la Coppa delle Nazioni Africane, in questo caso scommetterei sull’arrivo del macedone Pandev.

A proposito di Lazio: la Juventus giocherà sabato all’Olimpico contro i biancocelesti che quasi certamente non potranno schierare Rocchi e Zarate. Sperare nel Jardinero Cruz? Hanno fortuna, non c’è che dire.

Wesley Sneijder in campo per 77 minuti nell’inutile partita contro la Scozia, diciamo che è abile e arruolato per la partita con il Parma. Più o meno recuperiamo tutti, anche se sarà da verificare la condizione dei sudamericani, che arriveranno alla spicciolata tra oggi e domani. In ombra Zanetti e Milito, con le scelte scellerate di Maradona, che si dimostra un timoniere di una nave alla deriva. Samuel e Burdisso, Cambiasso e Riquelme. Sono giocatori imprescindibili in una nazionale senza difesa e che si affida a Veron per cercare di mettere in moto il genio di Leo Messi. Motta rientra in gruppo e sarà presente, potrebbe esserci spazio per Santon e Balotelli se le condizioni di Maicon e Milito non saranno perfette.

Il Parma di Ghirardi ha fatto collezione di giocatori ex Juve. Strano ma vero. Lanzafame, Bojinov, più l’orbitante Zack Hardow, che tra non molto troverà modo di sedersi nella panca della nazionale di Lippi. Mesi fa si sussurrò di una cena, smentita, ma confermata da chi aveva visto Guidolin alla tavola di Moggi e Ghirardi. Non aspettiamoci una squadra molle, noi vestiamo nerazzurro. Il d.s. è Pietro Leonardi.

PARMA, 21 MARZO  2009– Una cena indigesta, per qualcuno. Eppure in quel locale nelle vicinanze di Medesano, dove mercoledì sera hanno cenato in gran segreto “Lucianone” (al secolo Luciano Moggi) e i vertici del Parma calcio (il presidente Ghirardi, il ds Berta e mister Guidolin), è davvero raro alzarsi insoddisfatti (consigliamo vivamente pesce e champagne…).

Evidentemente, però, dalle parti del Parma Calcio, più che il menù, è rimasto sullo stomaco il fatto che quella cena sia finita sul sito di Parmaok. Apriti cielo! Dalla sede di Collecchio sono arrivate telefonate imbufalite, hanno fatto capolino schiere di avvocati o sedicenti tali, il tutto condito da toni decisamente sopra le righe.

“Non c’è stata alcuna cena” è stata la smentita (subito riportata dal nostro sito) del Parma Calcio. Convinti loro, prendiamo atto. Da parte nostra, e sulla base di fonti certe (ripetiamo: certe), non possiamo che ribadire che la cena invece c’è stata. E se a qualcuno del Parma Calcio mai interessasse, ci riserviamo la facoltà di aggiungere altri dettagli sul locale e il menù. Ma va bene così, per ora. Non è un reato cenare con Moggi. Buona digestione a tutti.

Il link dal quale è preso questo articolo lo trovate in un forum juventino. E’ abbastanza imbarazzante notare che il sito della fonte ha fatto sparire quella notizia su Moggi, ma non le altre presenti in archivio.