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scritto da Nk³ il 28 maggio 2010 alle 12:27
Pubblichiamo senza commento. Non ce n’è bisogno.
Sospensione assegnazione Champions League 2009-2010
Si chiede l’apertura di un’inchiesta ufficiale da parte della UEFA per indagare sul comportamento tenuto dalla società calcistica Internazionale F.C. nel corso della champions league 2009/2010, in particolare si chiede
1) Di indagare se siano stati corrotti gli arbitri degli incontri Inter-Chelsea del 24 Feb 2010 e di Chelsea-Inter del 16 Mar 2010 dal momento che nei suddetti incontri sono stati negati alla squadra inglese ben 4 rigori netti e il calciatore Walter Samuel non è stato espulso
2) Di verificare la correttezza delle modalità del sorteggio dei quarti di finale di champions league che ha abbinato l’Internazionale FC alla squadra russa del CSKA Mosca, squadra nettamente più debole delle 8 qualificate ai quarti di finale.
3) Di indagare se siano stati corrotti gli arbitri degli incontri Inter-Barcellona del 20 Apr 2010 e di Barcellona-Inter del 28 Apr 2010 dal momento che nei suddetti incontri sono stati negati alla squadra spagnola ben 3 rigori netti e il calciatore Diego Alberto Milito ha segnato una marcatura in evidentissima posizione di fuorigioco
4) Di indagare se sia stato corrotto l’arbitro della finale di champions league del 22 mag 2010 che non ha assegnato un evidente calcio di rigore ai tedeschi per il fallo di mano volontario del calciatore dell’Internazionle FC Maicon Sissenando.
5) Di indagare sul comportamento offensivo tenuto dal calciatore Marco Materazzi durante i festeggiamenti per la vittoria della champions league, il quale indossava una maglietta gravemente lesiva della dignità della società sportiva Juventus FC.
6) Di indagare, a seguito dei fatti emersi dal processo di Napoli su Calciopoli, sui comportamenti tenuti negli scorsi anni dai tesserati dell’Internazionale FC, comportamenti che porterebbero all’automatca esclusione della società suddetta dalla partecipazione alle coppe europee.
Detto ciò si richiede l’immediata sospensione dell’assegnazione del titolo di campione d’Europa alla società Internazionale FC in attesa dell’esito dell’inchiesta suddetta.
scritto da Nk³ il 18 maggio 2010 alle 10:59
Non è mai facile fare i complimenti agli avversari. Non è facile dopo una lotta dura come quella appena terminata, non è facile nel clima in cui viviamo. Non è facile fare i complimenti agli avversari, soprattutto quando sono rozzi, scorretti e antisportivi come questa Roma.
Eppure…

Eppure i complimenti stavolta vanno fatti. Bisogna applaudire, togliersi il cappello e rendere tutti gli onori del caso. Alla Roma, ai suoi giocatori, soprattutto al suo allenatore.
Perché il lavoro fatto quest’anno da Claudio Ranieri ha qualcosa di strepitoso. Il campionato della Roma è stato oggettivamente fantastico. Lasciamo perdere la retorica da “erano all’ultimo posto dopo due giornate” (vero, ma il quarto posto era distante 4 punti): così non si fa altro che sminuirne l’impresa.
Una squadra che ottiene 24 risultati utili consecutivi non merita di venire banalizzata in questo modo. Una squadra che, con tutte le eccezioni del caso, arriva a giocarsi un campionato punto a punto contro questa Inter non merita di vivere su frasi fatte.
Claudio Ranieri ha riportato la voglia di giocare a calcio fra gli eccessi dell’ambiente giallorosso. Ha spiegato e insegnato calcio, ha dato a questa squadra un impianto tattico (uno qualsiasi) che non si vedeva dai tempi di Capello.
Forse non vincerà mai uno scudetto Ranieri, forse la sua dimensione è davvero questa dell’eterno secondo, del perdente di successo, di quello che ha bisogno di un calo degli avversari e resta comunque incapace di approfittarne fino in fondo: non importa. Quello che importa è rendere onore a lui, al suo lavoro e alla sua squadra.
Avversari non sempre leali ma sicuramente valorosi, con il grande merito di aver giocato oltre i propri limiti e di averci creduto fino alla fine.
Complimenti a voi, dunque. Ma, per piacere, risparmiateci i vostri applausi. Della vostra falsa rassegnazione e del vostro ipocrita low profile non abbiamo che farcene. Ci avete creduto, ci avete provato, vi è andata male: non è una vergogna ammetterlo.
scritto da Mr Sarasa il 10 maggio 2010 alle 8:48
Presidente Sensi, si vergogna Lei questa settimana?
In fondo, non c’è molta differenza tra l’atteggiamento in campo della Lazio di domenica scorsa e quello del Cagliari su cui avete in pratica passeggiato… ho visto solo la sintesi, sia chiaro, che prima ero al Meazza con tanti altri vergognatissimi tifosi della beneamata, a tifare e soffrire contro un Chievo che su 4-1 non ha esitato a metterla dentro 2 volte, mica dei Jeda qualsiasi…
Ma lo so, pretendo troppo, Lei non si è vergognata dopo Bari-Roma, perchè dovrebbe farlo oggi?
Forse, ma neanche su questo punterei un euro, si sarà vergognata per l’ennesima mistificazione retorica di cui avete (come ambiente-Roma, società + tifosi) dato ampia dimostrazione ieri, con gli striscioni che giustificavano l’ingiustificabile gesto di violenza pura compiuto dal troglodita a cui da anni concedete tutto?
Si è vergognata nel vedere coinvolti in questa buffonata pure i figli di detto troglodita, in un’esposizione pubblica non dissimile come escamotage psicologico dai mafiosi che vanno alle processioni sacre? Se non si è vergognata lei di questo, spero che almeno l’abbia fatto la signora Ilary Blasi in Totti, brillante e simpatica showgirl che ciclicamente deve vedersi ridotta, nell’immaginario collettivo del Vostro ambiente, alla donna del maschio-alpha…
Si vergogna, signora (?) presidente, per le BUGIE di cui da sempre riempite i giornali con dichiarazioni tipo quelle del vostro allenatore su Mourinho (come se fosse il portoghese a guastare il clima in questo campionato di M####) o dei vostri giocatori (Juan: “Il problema Totti è stato creato all’esterno della Roma”; Pizarro: “basta con i moralismi, in questo ambiente non è il caso di farli, perché certe cose possono capitare a tutti…”)?
Mi indigno, altro che vergogna, in quanto contribuente RAI, nel sentire Galeazzi dire “è un peccato che un giocatore come Totti non vada al mondiale, però dopo l’episodio con Balotelli è inevitabile”: ma come, stiamo parlando di un giocatore FI-NI-TO, che cammina in campo (gli unici scatti recenti li ha fatti a palla distante mercoledì, prima su Milito e poi su Mario), che è umanamente parlando molto prossimo ad un escremento, e si sarebbe meritato di andare dove??? Ma mi faccia il piacere mi faccia…
Sempre a 90° minuto il cronista di Roma-Cagliari, il milanista Bizzotto, tutto raggiante, chiude il servizio snocciolando i numeri di Totti, a quanti gol dai 200 è arrivato, e sentenzia qualcosa del tipo “sono queste le uniche cose di cui parlare di Totti oggi”. Bravo, aggiungici pure il numero di cartellini rossi in carriera (14), caro numerologo.
Chi altro si potrebbe essere vergognato dopo le partite di ieri?
Così, a occhio, direi che dovrebbero vergognarsi i dirigenti della Pisella, per la quattordicesima sconfitta condita dal solito codazzo di petardi e disordini scatenati dai suoi beceri tifosi, quelli che inneggiano a Moggi, sugli incolpevoli sostenitori del Parma… magari a non dargli corda, “educandoli” diversamente, non si sarebbe arrivati a questo? chissà…
Mi vergogno io, come italiano amante del calcio, per il fatto che a quasi 20 anni di distanza, ancora ci sono tifoserie pronte a scannarsi per l’omicidio di un genoano, quindi spero che lo facciano anche tutti i responsabili di questa situazione: ma in tutto questo tempo, organizzare un amichevole, far chiarire le due tifoserie… sono cose così difficili?2
Chiudo con un uomo, ma che dico uomo, di più, un pagliaccio, che in questo clima così sereno la settimana scorsa ha espresso le seguenti parole misurate “auguro alla Lazio di marcire in serie B” da una platea modesta, con scarso seguito televisivo senza dubbio, un signore passato senza vergogna da Lotta Continua a Craxi, per poi approdare alla corte berlusconiana in qualità di buffone moggiano.
Caro pirla, ai gol della Lazio ho esultato anche (soprattutto) pensando alla tua faccia di c####, gli anatemi mettili nel c###.
P.S.: l’Atalanta è matematicamente terzultima, il Siena infatti non è andato oltre il pareggio con la Fiorentina. A meno di sconvolgimenti non certo preventivabili oggi, al pari della scoperta di marziani vivi nella prossima settimana, non è pronosticabile alcun ripescaggio multiplo. Il premio salvezza, promesso in caso di arrivo al terzultimo posto, dovrebbe essere ufficialmente svanito. Attendiamo trepidanti il nuovo escamotage per far transitare soldi (e motivazioni) dalla società Siena (e chi vi è dietro) ai suoi giocatori, in vista di domenica prossima.
scritto da Nk³ il 8 maggio 2010 alle 14:58
A due giornate dalla fine del torneo, ecco sui nostri schermi l’ultima (speriamo) porcheria della stagione. Josè Mourinho deferito per aver messo in dubbio la regolarità del campionato.
La frase incriminata? “Chissà se ora che la Roma ha risparmiato il premio per la coppa è disponibile a dare qualche soldo in più al Siena…“
Quella che persino il Presidente del Siena ha preso per quello che era, ovvero una semplice battuta, vale a Josè Mourinho il terzo deferimento stagionale. Del resto, nel candido e innocente mondo del calcio italiano, chi mette in dubbio la regolarità del campionato non può che essere additato al pubblico ludibrio.
Ma andiamo con ordine.
Senza partire da troppo lontano e senza coinvolgere troppe squadre -che lo spazio a disposizione sul web è limitato- citiamo velocemente quello che era successo prima di Fiorentina-Inter. Una partita nientepopodimenochè messa sotto osservazione dalle Iene (!). Si urlava al biscotto. Lì nessuno ha messo in dubbio la regolarità del campionato?
Sorvoliamo sul pre Lazio-Inter, che tutti conosciamo fin troppo bene, e concentriamoci solo sul dopo. Ad esempio Daniele Pradè che definisce una partita di Serie A “un’esibizione” non sta mettendo in dubbio la regolarità del campionato? E a cosa si riferisce Rosella Sensi quando dice “io mi vergognerei a vincere così“? E se Giampaolo Montali dice che la Lazio non ha giocato a calcio, non sta forse mettendo in dubbio la regolarità del campionato anche lui?
Facciamo un altro passettino avanti? Inter-Roma, finale di Coppa Italia? Cosa vuole dire Luca Toni con “Quando giochiamo contro l’Inter c’è sempre qualche episodio strano“? E Taddei e Pizarro? “L’arbitraggio fa sempre discutere”, “E’ sempre così con l’Inter”…nessuno sta mettendo in dubbio alcunchè? Sicuri sicuri?
O forse ci troviamo davanti all’ennesima buffonata del campionato più ridicolo che storia ricordi? Non citiamo altri episodi per pura pietà. Scegliamo di passare sopra ai Rocchi e ai Tagliavento, ai Cambiasso e ai Guberti, ai calendari e agli illeciti alla luce del sole, ai tentati omicidi valutati meno di 10 minuti di ritardo. Magari un giorno ne parleremo, magari no e sarà meglio così per tutti.
Ma questo, davvero, non può essere il mio calcio. E lo sento sempre più lontano da me.
Il mio calcio è l’ironia di Grappa e Vinci, l’orgoglio smisurato di MissGreen, la determinazione di Fonz, la direzione ostinata e contraria di MrSarasa, la lealtà e la moralità di Luis, la scaramanzia di Taribo, i sacrifici di SNIS. Il mio calcio è la passione e la sofferenza di mio padre.
Il mio calcio non è lo schifo che ci avete presentato in questa stagione, dove le partite di Champions arrivavano come boccate di ossigeno prima di una lunga apnea.
E il mio sogno è Josè Mourinho che dichiara, fra dieci minuti, fra mezz’ora, fra un’ora, che l’anno prossimo non allenerà più in Italia.
Immaginatevi il caos, i servizi sui giornali, le battute, i possibili scenari. Real, Manchester, Liverpool, persino Barcellona.
Ma io già me lo vedo l’anno prossimo, negli stadi di tutta l’Inghilterra.
A guidare l’FC Internazionale.
In Premier League, in Championship o in League 1, non importa.
Lo scrivo con le lacrime agli occhi,
Presidente, portaci via da questa merda.
Ti prego.
scritto da Grappa e Vinci il 6 maggio 2010 alle 10:30
All’Olimpico, teatro delle ingiustizie per eccellenza, va in scena la più grande vergogna della stagione: l’Inter si aggiudica la Coppa Italia scippandola alla Roma, vera vincitrice morale della competizione. Questo trofeo, infatti, per la sua connotazione patriottica, deve essere sollevato da chi rappresenta davvero il paese, e non da chi ne è distante anni luce come i nerazzurri, prossimi retrocessi in Lega Pro per le gravi ingiustizie non commesse.
Futili indignazioni; pianti; esplosioni di fegati; interrogazioni parlamentari; gombloddi; coltellate; risse; cazzotti in mischia; gambe tese; pestoni; calci di una violenza inaudita con facce deformate dalla rabbia a testimoniare chissà quale tipo di frustrazione; esempi per bambini prossimi accoltellatori lievi; voglia di buttarla in caciara perché non si è capaci di fare mezzo passaggio di fila: QUESTI sono i requisiti per essere degni della Coppa del Belpaese.
Voglio dire, cosa deve fare di più il catechizzatore di infanti per meritarsi la medaglia d’oro? Parte dalla panchina perché ha l’autonomia di Dinho alla diciannovesima caipirinha, entra e non riesce nemmeno a fissare il pallone per qualche secondo, dispensa spinte e calcioni e poi, culmine della serata (e di una carriera da guru della pedagogia) sferra un destro di collo pieno sul cazzuto negro. Poteva forse fare di meglio? Non solo si è esibito in un gesto da perdente frustrato bamboccio, ma ha anche castigato un nemico dell’umanità come quel mostro che, l’anno scorso, aveva osato zittire i più che legittimi ululati di quei Signori venuti da Roma apposta per dirgliene quattro, dopo averlo preso a bananate qualche giorno prima. Cosa deve fare di più un povero cristo per guadagnarsi il trofeo del vero italiano? Forse dare anche un calcio a quella testa negra, e poi magari dire che è stato provocato, che quello stronzetto “ha insultato una città ed un intero popolo”?
Come dite? Già fatto? Eh, ma allora!!
E poi, pensate al suo pubblico, al pubblico di Roma che, secondo mister secondacaricadellostato – presentatosi munito di sorrisetto d’ordinanza a recitare il consueto copioncino dell’amore – “sta onorando il calcio e tutto lo sport italiano”. Onore, onore! Diciamo grazie, quindi, al patriota che ha invaso il campo per cercare di aggredire l’usurpatore Cambiasso, l’intruso che è salpato dall’Argentina col chiaro intento di distruggere la nostra razza mischiando il suo putrido sangue forestiero al nostro! Grazie, allo stadio che salutava con uno scroscio d’applausi l’espulsione dell’idolo degli imberbi, per poi intonare a gran voce “Balotelli figlio di puttana”, esprimendo il giusto disgusto di fronte ad uno scimpanzé che si crede degno di indossare il sacro tricolore! Grazie a chi ogni domenica si reca allo stadio armato di asce e scimitarre! Grazie, perché è per merito vostro che, come dice sua eminenza, l’onore del nostro sport è alto.
Un capitano così, un pubblico così, una squadra così (che squadra! Unita, compatta, decisa! Tutti concentrati per giocare di merda, spezzare gambe ed aizzare tifosi a cui basta una trattenuta per impugnare i fucili! Tutti pronti, dopo il fischio finale, a dare la colpa ad un arbitro che gli ha fatto la grazia di non fargli terminare la partita in tre!), non possono non vincere la Coppa Italia. La meritano, è roba loro. Dovrebbero assegnargliela di diritto. Se la sono sudata: mica è facile, costruire un simile impianto di antisportività! Voglio dire, c’è del lavoro dietro! Dell’applicazione!
L’Inter, sollevando questo trofeo, ha scritto l’ennesima pagina buia del calcio italiano. Tutti gli sportivi dotati di raffinati intelletti, in queste ore, sperano in un intervento della FIGC, del TAR, del governo,di Emergency, di Greenpeace, di chicchessia, per salvare il salvabile.
Già lo scudetto è a rischio: il campionato italiano deve, deve essere vinto da chi rappresenta meglio il paese! Solo chi dimostra la più spiccata antisportività, la più palese incapacità, la più profonda cialtronaggine può cucirsi il tricolore sul petto!
E invece, che succede?
Succede che rischia di vincerlo l’Inter pure quest’anno. Mah. Mai uno sputazzo, un bel cazzottone, un’entrata spaccaossa; uno stadio che non intona all’unisono cori da caccia al negro, nessuno che si accoltella, un presidente che non si copre di ridicolo ad ogni sua parola, nessun premio milionario per qualche vittoria inutile, un capitano straniero (ih!!!), niente calendari cambiati, 4-5 rigori in tutto l’anno, e poi, accidenti, vittorie ovunque, in Italia, in Europa..oh! Ma dove pensano di essere?! In un paese civile?! Credono forse di rappresentare l’Italia, comportandosi così?
Ha ragione il Ct, il dotto Ct: l’Inter non rappresenta il calcio italiano.

Cazzo, meno male.
scritto da Miss Green⁵ il 5 maggio 2010 alle 23:22
ESIGIAMO RISPETTO
per questa Squadra, per questi Giocatori, per questo Allenatore, per questo Presidente, per il mai dimenticato Giacinto, per il bauscissimo Peppino, per questi meravigliosi Tifosi…
… perchè siamo l’INTERNAZIONALE F.C., la squadra che VOI dovete affrontare!

Addendum:
devo finalmente fare i complimenti al sito bulgaro che in tempo record prepara una coreografia celebrativa

e aggiunge il simbolo della coppa in homepage

Certo, possiamo discuterne, ma mai si era visto il nostro sito bulgaro tanto attento nel piazzare subito un riferimento ad una vittoria. Questo significa forse che la società ha sentito questa partita come noi? Lo spero. In your face!
scritto da Mr Sarasa il 26 aprile 2010 alle 14:46
 Grazia...
Ce l’abbiamo fatta, tutto è di nuovo nelle nostre mani: da qui alla fine, con nove punti si è campioni, con sette o meno non dipende solo da noi.
Era prevedibile che la marcia fin qua trionfale della Roma prima o poi si fermasse, almeno per un turno? Fisiologicamente, si, dopo il primo tempo di ieri, non so quanti ci sperassero.
Ora ce ne andiamo “in vacanza” per un paio di giorni in Catalogna, c’abbiamo degli amici che ci aspettano in massa tutti in costume da carnevale, quando torneremo, giovedì mattina, inizieremo a tempestare di messaggi e richieste i vari Bojinov, Crespo, Biabiany, Jimenez… Mariga qualcun altro da contattare ce l’avrà… insomma, cari De Rossi e Rosella, vorrete mica che solo le nostre avversarie debbano impegnarsi allo spasmo, anche quelle che magari sono state irrise da “capitan modello” settimana scorsa?
 ...Graziella...
Per il momento però non ne parliamo… sappiate solo che vi teniamo d’occhio.
Noi, o chi per noi:
 ...e grazie al... Pazzo!
scritto da Grappa e Vinci il 19 aprile 2010 alle 2:12
Nell’antichità, una coppia di trogloditi soleva accoppiarsi esclusivamente sfruttando il condotto anale, a discapito di quello tradizionale. Capitò che la compenente femminile della coppia avesse un pesante ritardo nel ciclo mensile: i due primati erano dunque molto preoccupati, perché un figlio in quel periodo delle loro vite avrebbe costretto lei a rinunciare alla sua vita da donna in carriera e lui a cercare un posto dove fuggire.
I giorni passavano, e la donna, in preda all’ansia, decise di fare un test di gravidanza molto in voga all’epoca. Recatasi dal suo compagno, gli chiese di prendere un masso di apprezzabili dimensioni e di scagliarglielo ripetutamente, con violenza, nella zona dell’utero, per poi sedersi sul vaso ed attendere le eventuali conseguenze. Molte ore dopo, la tanto temuta gravidanza era ormai scongiurata: la donna non aveva espulso alcunché, ma in compenso era deceduta per le ferite riportate. Per l’uomo, un grande sospiro di sollievo: la fecondazione per via anale non era quindi possibile. Di lì, il detto “avere culo”.
Boh, vabbè.
Qualche mese dopo, il cavernicolo non aveva ancora capito bene come funzionasse la procreazione, ed era ormai portato a pensare che la storia dei bambini sotto ai cavoli non fosse poi questa gran fesseria. Conobbe una nuova fiamma, ma quando egli le propose di farsi conoscere analiticamente lei negò l’accesso al suo prezioso didietro, costringendo il primitivo ad accontentarsi del sopravvalutato orifizio vaginale. Qualche settimana dopo, la donna cominciò ad accusare nausea e dolori al seno, ed alla proposta, da parte di lui, di un test di gravidanza scappò urlando in un villaggio lontanissimo dove, nove mesi più tardi, diede alla luce tredici gemelli. Nati i pargoli, la madre, insieme a loro, si recò dal padre (che, nel frattempo, aveva incontrato altre ventitré femmine che non gli avevano posto le terga, e le cui pance avevano curiosamente preso a levitare) e pretese assegni di mantenimento, cambi di pannolino e levatacce per placare i pianti. Di lì il detto “prima o poi il culo finisce”.
 Nella foto: il padre, con il numero 7, impegnato nel calcetto con gli amici
scritto da SNIS il 28 marzo 2010 alle 23:45
Partiamo dalla fine: minuto 94 di Roma Inter, Milito si avventa su un pallone vagante dentro l’area di rigore giallorossa e di sinistro scaglia un bolide che si stampa sul palo, rischiando di abbatterlo. La partita finisce, la Roma vince 2-1 e accorcia il distacco ad una sola lunghezza, portando a suo appannaggio la classifica negli scontri diretti. E non finisce qua, dato che il Milan, impegnato nel posticipo della domenica contro la Lazio, in caso di vittoria aggancerebbe i giallorossi a quota 62 punti.
Adesso proviamo a fare un gioco. Come nel film “Sliding Doors”, proviamo ad ipotizzare cosa sarebbe successo nel caso in cui, invece di vederci sbattere la porta in faccia, quel pallone di Milito si fosse infilato nella rete di Julio Sergio, portando il punteggio sul 2-2. Inter a +4 dalla Roma, con vantaggio anche nella classifica degli scontri diretti in virtù dei 2 gol realizzati all’Olimpico. Nella serata, la Lazio ferma il Milan sul pareggio e anche i cugini restano a –4 dalla vetta.
Leggendo quanto scritto sopra, sicuramente la prima cosa che vi sarà balenata in testa sarà il vecchio adagio “se mia nonna avesse le ruote sarebbe un carretto” o eventuali varianti relative ad un sempreverde coin-op da bar.
Verissimo, con i se e con i ma non si va da nessuna parte. E questo mi trova perfettamente in sintonia dato che in fondo non ho mai amato troppo le classifiche virtuali.
Spostiamo però l’attenzione sull’impatto che quel gol avrebbe avuto sui nostri stati d’animo, sui commenti e le considerazioni lette e sentite sul blog, in rete, in tv, sui giornali e anche nella vita reale.
In primis, Mourinho sarebbe già stato eletto guru di tutti i guru, vista la geniale mossa della cosiddetta “fajolada” finale. Genio del calcio assoluto, in grado di gestire al meglio sia l’aspetto tattico della sua squadra, sia quello di tenere in pugno un gruppo coeso di giocatori, affrontando egregiamente anche alcuni casi spinosi come l’affaire Balotelli.
E invece no. Oggi Mourinho è un pirla, capace solo di affidarsi a mosse della disperazione ereditate dal vecchio, bellissimo, “sensible soccer”, nonché incapace di mettere da parte il proprio orgoglio, ostinandosi a lasciar fuori squadra Mario Balotelli, considerato (a ragione o torto) la panacea di tutti i mali.
Secondo punto, la prestazione. Sento di una partita giocata male, dove la Roma avrebbe strameritato di vincere, pur facendo due gol con due tiri e mezzo verso la porta di Julio Cesar, per l’occasione travestitosi da Babbo Natale in occasione della rete di Gabidan Futuro (cit.).
Se Milito avesse segnato al minuto 94, molto probabilmente in tanti si sarebbero ricordati di citare anche i due pali precedentemente colpiti dai nostri, nonchè un altro paio di occasioni clamorose create. E non sarebbero mancati i sostenitori della tesi che, dopo una simile sfortuna, senza quel gol la sconfitta sarebbe stata una beffa, dato che anche il pari ottenuto sarebbe stato risultato stretto. Di contro i giallorossi avrebbero (giustamente) consumato quintali di fazzoletti usa e getta, piangendo per ore sul fuorigioco di 20 cm di Pandev in occasione del gol dell’1-1.
Terzo, gli scenari futuri. Al momento a sentire alcuni sembrano nerissimi. Come sarebbero stati nel caso in cui quel tiro al minuto 94 ci avesse regalato il pari? Molto probabilmente, con 4 punti di vantaggio a 7 giornate dalla fine, avremmo già iniziato il count-down.
Insomma, pensate quale peso possa aver avuto quel palo. E qui vi chiedo: un singolo episodio può essere in grado di condizionare tutti i giudizi? Può essere l’ago della bilancia per valutare il lavoro fatto dal ritiro statunitense di luglio ad oggi?
Personalmente credo di no. Sia in un senso che nell’altro. Al momento non nego che ci siano alcuni problemi, ma forse un pizzico di equilibrio in più nei giudizi non guasterebbe.
Stesso discorso nella valutazione dell’importanza delle competizioni. Ho sentito molti interisti che sino a qualche tempo fa “il campionato non vale niente e infatti in Europa ci massacrano”, affermare adesso che “non si può perdere il campionato per essere competitivi in Europa”. Insomma, di due l’una.
Chiudo, infine, con un dato statistico: le nostre 4 sconfitte sono arrivate tutte alla vigilia di partite di Champions. Sarà un caso?
scritto da Mr Sarasa il 28 marzo 2010 alle 17:47
Nel postpartita di Inter-Chelsea, Mou disse “sappiamo come si è arrivati a questa situazione”, riferendosi a come il Milan si era riavvicinato alla vetta.
Molti interisti, me compreso, erano d’accordo con il sottinteso: il Milan era ampiamente più vicino a noi di quanto non avesse meritato sul campo, qualche svista a loro favore e qualche svista a nostro sfavore, uniti a qualche fisiologico punticino perso.
Sono passate alcune settimane, in attesa della partita di stasera che potrebbe vedere anche i rossoneri ad un punto, di oggettivo c’è che intanto ad un punto c’è la Roma, dopo il confronto di ieri.
La domanda che mi sentirei di fare a Mourinho oggi, è semplice: “sappiamo come si è arrivati a questa situazione?”
Perchè non mi è chiarissimo… tenderei ad escludere aiuti dall’alto per chi ci ha (quasi) raggiunti, ma ovviamente potrei sbagliarmi. Tenderei anche ad escludere la semplice “fisiologicità”, perchè la serie è lì, un po’ impietosa.
L’importante non è che lo sappia per filo e per segno io, per carità. L’importante è che lo sappia lui, ed incidentalmente trovi una soluzione.
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