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scritto da Luis il 23 marzo 2009 alle 11:15
Non ci resta che piangere
Dopo aver assistito dal vivo ad una delle prodezze più spettacolari di Ibrahimovic in maglia nerazzurra, in una partita con meno storia di Javi Moreno al Milan, nella serata di ieri abbiamo appreso che Ibra si appresta a vincere “il suo settimo titolo nazionale sul campo”, che il rigore di Mancini in realtà era “un contatto voluto dal brasiliano che cambia direzione di corsa alla ricerca della gamba di Valdez” e che esistevano ben due rigori a favore della Reggina. A scanso di equivoci, non era la Brandi’s Band, ma il gruppo concorrente(?). Il tutto mentre a Napoli veniva in soccorso del Milan un errore arbitrale, l’ennesimo a vantaggio delle inseguitrici. La rete di Hamsik era regolare, non mancano le proteste dei partenopei, mentre attendiamo Godot, il polverone mediatico. La speranza è affidata a Totti e De Rossi, gli unici in grado di “fare casino” (cit.) per un terzo o quarto posto negato da “Rizzoli e la banda Collina” (altra cit.).
Aggiornamenti
Nel momento in cui Galliani torna il presidente (meno) occulto della Lega, compaiono le care vecchie abitudini di beoti che al San Paolo lo insultano con sputi a seguito, arrivando a bucargli le ruote della vettura. Per umiliarlo davvero, basta meno: due filmati. Il primo con le sue parole: “Ancelotti deve vincere lo scudetto” ed il secondo con un Mourinho d’annata: “Milan bene, Pato bene, Beckham bene, Kakà bene. Squadra con qualità… 14 (quattordici) punti di meno”, secondo l’ultimo aggiornamento Istat. Per la classifica alla moviola, invece, il primato è ancora saldo.
Ibrahimovic
Tornando all’Inter, inutile girarci intorno, sono le parole di Ibrahimovic a tenere banco. Non è il “vediamo” della scorsa settimana, ma un “vedremo” ribadito, ad esplicita domanda sul suo futuro, a Sky, Mediaset, Raiset e tv private. Resterà all’Inter tenendo fede al contratto fino al 2013? Se ne andrà verso altri lidi dorati? Non è questo il problema, se davvero ci fosse qualcuno disposto ad offrire i 100 milioni di cui parla Raiola (ma anche 70) e ad accollarsi i 22 milioni del suo ingaggio lordo annuo (a salire, ndl) si faccia avanti. Moratti non ha mai lesinato sui campioni da farci tifare, non sarebbe né primo, né l’ultimo. Siamo vaccinati. Viene solo da chiedersi il perché di una esternazione che aggiunge legna al fuoco sul marciapiede delle prostitute intellettuali che stavolta non devono pescare più di tanto nell’immaginazione per parlar (male) dell’Inter. Risentimento per le critiche di Moratti post-Manchester (“se hai 5 occasioni da goal devi buttarla dentro”)? Voglia di un ritocco all’ingaggio faraonico (“Sono abituato al fatto che il suo procuratore si faccia sentire con noi ogni anno”, sempre Moratti)? Desiderio di capire (ed indirizzare) le strategie societarie sulla prossima campagna acquisti (“per la Champions bisogna giocare in maniera diversa”, Ibra)? Il terzo motivo avrebbe più senso degli altri, ma fornire assist del genere ai mediaservi non è ammissibile.
Vari(al)e ed eventuali
Altre perle della giornata. Massimiliano Nebuloni che intervista Ibra sul “mal di pancia” risponde “Grazie” dopo che lo svedese gli dice: “Mi viene quando vedo te”. Sodomita. Mourinho dice a Varriale che in Italia ha capito che “Essere un po’ ipocrita in un mondo ipocrita non fa male”. Varriale risponde: “A noi piace il Mourinho non ipocrita”. A Varriale piace quando gli si dà della prostituta intellettuale… sulla strada di Nebuloni. Nel frattempo, con 7 punti di vantaggio sulla seconda, decide di inchinarsi (leggi). No comment. Nell’intervista a “L’era glaciale” (parte uno, due, tre, quattro) Mancini risponde con una battuta alla domanda “Meglio Moratti presidente del consiglio o Berlusconi allenatore del Milan”? (Berlusconi è già l’allenatore del Milan). Mourinho invece precisa uno dei modi per perdere la dignità professionale: “Squadra in campo faccio io, tanti non la fanno”. La differenza (mediatica) tra i due è tutta qui.
Pagelle
L’intervista polemica di Moratti appena rientrato da Miami tirava in ballo in maniera evidente le pagelle di Alberto Cerruti (video). “Ieri su un giornale sportivo ho letto un’analisi su tutte e 20 le squadre di A. Quella del Bologna che è al 16esimo, 17esimo posto, è migliore di quella dell’Inter” ha detto un Moratti visibilmente irritato a microfoni e taccuini. Oggi Cerruti, condizionato dalle parole del presidente, modifica il tiro. Alla J**e dà 9, all’Inter 7, ma castiga il Bologna con un 4 che non lascia spazio alle interpretazioni (leggi). Così, per ripristinare le distanze.
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scritto da Luis il 8 febbraio 2009 alle 12:43
Julio Cesar 7 | Dopo l’autocritica per il goal di Bianchi ed il buon lavoro fatto in settimana (Mou dixit), sfodera una parata eccezionale sul colpo di testa di Stendardo. Attento in uscita bassa su Papa Waigo e Papadopoulos. Da brevettare l’esultanza dopo le reti siglate dai suoi compagni. Maicon 6,5 | Partita senza le sue accelerazioni a renderlo protagonista. Sbaglia un goal facile facile, ma batte la punizione dal quale nasce il terzo goal di Stankovic. Battagliero fino all’ultimo minuto. Burdisso 6+ | Terza partita consecutiva giocata con attenzione e determinazione. L’unico neo è l’essersi perso Stendardo nell’occasione più pericolosa degli uomini di Beretta. Materazzi 6,5 | Il campo bagnato gli permette di scivolare con le sue lunghe leve alla ricerca del pallone con dolo eventuale. Importante sui palloni alti. Un rientro positivo. Santon 7 | Si pensava che Mou gli avrebbe preferito Maxwell, ma parte ancora dall’inizio. Il “bambino”, protetto da un centrocampo più folto e dall’opera di interdizione continua di Muntari, sfoggia la solita calma olimpica e si permette il lusso di far segnare Figo di testa. Il suo assist è entrato comunque nella storia.
Zanetti 6,5 | E’ in partite come queste che vorresti toglierlo dalla squadra per vedere l’effetto che fa (cit.). Cambiasso 7 | Finta e passaggio per Ibra. Per essere più precisi: finta, passaggio per Ibra ed inserimento a ricevere il triangolo. Ma Ibra il triangolo non l’aveva considerato (cit.). Partita maiuscola che va ad aggiungersi alle prestazioni eccezionali di Roma (2), Catania, Torino Napoli, J**e e Palermo. Nelle vittorie più belle non manca mai. Muntari 6,5 | Il solito motorino riposato dopo una giornata ai box. Taglio di capelli a parte fa sentire la sua presenza con contrasti senza esclusione di colpi ed un dinamismo posizionale che lo ha reso importante per i meccanismi di questa squadra. Vedremo col rientro di Vieira come Mou ridisegnerà il centrocampo. Stankovic 7 | Due colpi di testa. Il primo sullo 0-0 più facile da segnare che da sbagliare. Il secondo, quello del goal, con una traiettoria fantastica e coefficiente di difficoltà elevatissimo. Questo sistema di gioco con Ibra prima punta e 5 centrocampisti esalta il suo tempismo negli inserimenti. E’ tornato quello dei tempi della Lazio, come chiedeva Mou? Raggiunto e superato, diciamo noi. Figo 6,5 |Senza il goal sarebbe stato il 6 politico della partita. Stava per uscire, ma prima voleva ribadire che Via Del Mare è uno stadio che gli porta bene. Segnò allo stesso Benussi nella sua prima stagione in nerazzurro su assist di Burdisso. Questa volta colpo di testa (un inedito), palla all’angolino destro e nulla da fare per il portiere. Viene applaudito dalla panchina con facce al limite dell’incredulo.
Ibrahimovic 7 | Assist a Deki, goal del vantaggio, calcio di rigore procurato, ammonizione rimediata, assist a Maicon che si conclude con tiro di Stankovic su Benussi in uscita e, soprattutto, tanta volontà al servizio dela squadra. Maxwell e Chivu sv | Ingiudicabili. Balotelli ? | 4 minuti per beccare un’ammonizione e saltare il derby, o meglio, la possibilità di essere convocato. Mourinho 7,5 (il migliore) | Come al solito è stato più bravo davanti ai microfoni che sul campo da gioco. Ma stavolta ha dovuto superarsi, non era semplice fare meglio del suo 4-3-1-Figo-1. La squadra si è mossa in maniera compatta e da manuale sono stati gli inserimenti dei centrocampisti in più di una circostanza. La frase: “Devo difendere la mia squadra. Se nessuno lo fa lo devo fare io” lascia spazio all’interpretazione. Chi dovrebbe farlo e non lo fa? Si riferisce ai media o alla società? Parla di “stranezze“, per evitare il deferimento. Non siamo d’accordo nell’inserire la Samp nel novero degli episodi “strani”, ma gli ultimi 3 (Muntari a Catania, mancato rigore col Torino e col Catania) sono evidentissimi. L’avversario dell’Inter? “Tutta l’Italia, non una squadra in particolare ma tutti contro di noi”. Benvenuto a bordo, José. Tagliavento 5 | Il fallo di Stendardo su Ibra era rigore. A parziale scusante la sua posizione. Dal replay fronte a Benussi, Ibra dà la sensazione di alzare il piede con rapidità sospetta. Rimane il dubbio sul suo nomen omen.
Abbiati 7 | Da quando è tornato titolare ha tolto ai milanisti uno degli alibi alle sconfitte: il “didastro”. Zambrotta 5 | Da quando ha iniziato a giocare con Ronaldinho è cominciata la sua fase calante. Chi va con lo zoppo, prima o poi lo supera (cit.). Bonera 5,5 | Peccato per l’ammonizione che gli farà saltare il derby.Mal Dini 6 | Vedendo il goal di Figo ha confessato agli amici che giocherà anche la prossima stagione. Ian Culovsky 8 | Fonte inesauribile di palloni persi in fase d’impostazione. Anche questa è colpa di Cufré. Flamini 8 | Al suo posto avremmo fatto lo stesso. Rifiutare la J**e per un contratto migliore (di 2 milioni di €) e per giocare meno partite. Il nuovo Nando De Napoli. L’unica cosa che non ci torna è l’inca**atura di Wenger. Beckham 7 | Sempre detto: se avesse avuto la faccia di Mirko Conte non avrebbe neanche il 20% di quello che possiede ora. I cross sono impeccabili e le traiettorie infidamente pericolose, ma la domanda è: per chi? Attende con ansia il ritorno di Borriello. Ambrosini 3 | Chiede un rigore per un tuffo rovesciato scuola Inzaghi. L’arbitro gli dice che se lo può… scordare.
Ronaldinho 6 | Le telecamere, impassibili, riprendono il suo volto mentre esce sconsolato dal campo per raggiungere il luogo che gli ha fatto compagnia nelle precedenti 4 partite. Evidentemente “No Joga Bonito”. Kakà sv | Deve sapere solo una cosa: Dio perdona tutto, tranne le sceneggiate e qualche altro reato minore. Quindi se gioca il derby è a rischio scomunica. Pato 5 | Se non ci fosse stato l’arbitro, Lanzaro l’avrebbe spennato prima della fine dei 100′ regolamentari. Per gli amanti di cornaca vera , questa è la causa del suo nervosismo. Seedorf 7 | Viste le proteste per il goal annullato, hanno trasportato in clinica anche lui per valutare la perdita di sensibilità alle mani. Inzaghi 6 | Chi non ha pensato che tornando in 11, Superpippo l’avrebbe messa al 91esimo? Per fortuna ci siamo evitati i 2′ di esultanza. Antonini 4 | Ricordate un Inter-Siena dello scudetto dei 97 punti in cui Maicon appoggia in maniera leggiadra indice, medio e anulare sulla spalla di un giocatore avversario il quale si lascia cadere ed ottiene un calcio di rigore? Era un certo Antonini. Ieri Sestu poteva vendicarci. Di Gennaro 8 (il migliore) | Ceduto al Genoa in comproprietà per riportare Borriello a Milano. Le strategie di Bronzetti e Galliani. Caressa 2 | In certi frangenti sembrava Pellegatti, in altri l’avvocato del Diavolo. Probabilmente la moglie lo aveva minacciato con un: “a letto senza cena”.
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scritto da Mr Sarasa il 4 novembre 2008 alle 11:45
Archiviata la vittoria di Reggio con un bel “vaffanculo gufi di merda” (lanciato sabato, a due gobbi arrivati in anticipo sulla loro partita…), si pensa alla Champions. Prima però un passo indietro, proprio a sabato: Mourinho ha riferito di un episodio davvero sgradevole, capitato allo stadio: avendo donato un crocifisso preso a Fatima ad un ragazzo disabile (per chi crede a questo tipo di cose, senz’altro un gesto di carità cristiana, per un agnostico come me comunque un bel gesto di compassione) si è sentito accusare di avergli lanciato delle monete, persino dal Sindaco!
Chi scrive appartiene al gruppo dei più critici dell’allenatore, ma solo per cose legate al campo: penso che questo tipo di attacchi, al pari di quelli di cialtroni come l’a.d. del Catania, siano semplicemente vergognosi. Mi spiace che ancora una volta, nel ruolo degli “offesoni” si registrino personaggi meridionali (dopo Lotito e Lo Monaco, sto giro è toccato a “lo sindaco”) quasi a voler coltivare i soliti luoghi comuni che questo paese non riesce a scrollarsi di dosso.
Luoghi comuni tra i quali annovero anche il lungo collegamento di Dribbling, sabato scorso, da un “Napoli Club”: tifosi baffuti in occhiali da sole (al chiuso), l’immancabile striscione con errore grammaticale, i cori “olè olè olè, Po-cho, Po-cho”, un personaggio improbabile che regge per tutto il collegamento la prima pagina del Mattino di 20 anni fa, i soliti discorsi sul “grande cuore” dei napoletani, e l’immancabile aneddoto riguardante Maradona (che mi fa ritenere che se è ingrassato così tanto, la colpa sia dei tanti che almeno una volta gli avrebbero offerto una cena, visto che sembra che chiunque lo conoscesse benissimo…).
Vabbè, tiriamo una riga (in senso non-Maradoniano…) e veniamo a stasera. Si può conquistare la matematica qualificazione con due turni d’anticipo, contro un avversario non proibitivo che all’andata ci ha fatto scoprire un nuovo capitolo alla voce “catenaccio”. In attacco spero ovviamente che affianco ad Ibrahimovic ci sia Balotelli, che sabato ha mostrato di saper fare quanto richiesto e anche qualcosina in più. Spero soprattutto che gli venga concesso di fare più l’attaccante, anzichè l’ala, perchè se questi criprioti difendono di nuovo in 6, puoi “allargare” il gioco quanto vuoi, ma i cross poi finiscono in una selva di cactus…
Chiusura dedicata ad Adriano, Dunga e la società Inter. Ancora una volta gli si fa vedere la carota, mentre per me non ha ricevuto abbastanza dosi di “bastone”. Dunga lo convoca persino in Nazionale, per un’inutile amichevole col Portogallo a Brasilia appena prima di Inter-Juve. Qual è il problema? Che ha convocato pure Julio Cesar e Maicon. Mi chiedo: la società non potrebbe intervenire, in questi casi? Insomma, già proviamo a recuperargli l’alcolizzato, aspettiamo l’ut des a questo punto.
PS: Ieri nuova apparizione di Moggi, solito disco rotto, ma registro due piacevoli cambiamenti.
- l’ex d.g. della Juventus non ha quasi più voce, è visibilmente invecchiato, appare anni luce distante dal “re del mercato & non solo”.
- aumentano i giornalai che gli rispondono senza remore, un po’ perchè ha ripreso a cannoneggiare anche contro il Milan (quindi si becca l’intero plotone contro…), un po’ perchè fiutano che non conta più niente.
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scritto da Fonz77 il 2 novembre 2008 alle 0:45
E’ andata, non proprio come doveva andare, ma è andata. Non fosse perché martedì c’è una trasferta a Cipro, José dovrebbe prenotare un bel pellegrinaggio a Cordoba e accendere un cero di un Kg alla Madonna (quella vergine). Intendiamoci l’Inter ha corso e creato tanto, ma la fatica fatta in casa dell’ultima in campionato è difficilmente spiegabile alle mie oronarie.
Come sempre cominciamo dalle cose positive. Mario Balotelli, il migliore in campo, ha tenuto la fascia saltando l’uomo con un’autorità e una facilità quasi imbarazzante per un ragazzo della sua età. Si è accentrato quando poteva, ahimè mai abbastanza, ed è tornato a coprire a centrocampo. Manca solo il goal a suggellare una prestazione fantastica, meriterebbe di poter vedere più spesso lo spazio della porta.
Quaresma è finalmente riuscito a far vedere una discreta prestazione, sfortunato nell’occasione del palo, mette sui piedi di Vieira il pallone del raddoppio completamente alla cieca e una trivela finalmente azzeccata per poco non permette a Crespo di chiudere il conto. Fa tutti i movimenti giusti, ma manca ancora di velocità e ancora non riesce a saltare l’uomo, che in fondo è un po’ quello che si chiede a uno che gioca nel suo ruolo. Comunque in netto miglioramento, spero davvero che continui così perché mi seccherebbe dire che porto sulla maglia il numero di Coco invece che il suo.
Gli aspetti negativi ci sono e non da trascurare. Per quanto riguarda i giocatori stanno in un ManSini fuori dal gioco tanto quanto lo era stato Quaresma nelle gare passate e in un Ibra un po’ sottotono, che forse meriterebbe un po’ di riposo, insieme al Capitano.
Però è l’aspetto tattico quello che fatico a ingoiare del match di stasera. Per tutta la partita la squadra è rimasta divisa in due parti, difesa e attacco, senza riuscire a presidiare la zona mediana del campo, concedendo più del dovuto a una Reggina che, per quanto ci abbia messo il cuore e l’anima, di certo non rappresenta un avversario degno di questa Inter. I nostri avversari superavano il centrocampo in modo relativamente semplice, costringendo la difesa a un superlavoro che, di quando in quando può anche portare alle disattenzioni che sono state la causa del momentaneo pareggio.
Il 4-2-4 andava bene giusto quando si giocava a Kick Off sull’Amiga, ma il campionato Italiano si vince a centrocampo e sullo 0-2 forse dare alla squadra un maggiore equilibrio non sarebbe guastato. Ora capita che si sia vinto, nel recupero, con un goal su calcio piazzato di un centrale difensivo, un tiraccio di punta alla disperata (ma che stop da attaccante di razza ndL*******z).
Quando si vince va tutto bene, ma nulla mi toglie dalla testa che i problemi sono sempre gli stessi e che con un altro avversario non andremmo a dormire con il sorriso. Vedo almeno tre elementi che sui quali mi auguro che il Mou abbia da pensare:
1. Balotelli deve giocare di più
2. Ibra punta centrale con Crespo (o chi per lui) all’esterno non si può vedere
3. Last but not least, il chiaro scollamento tra il reparto offensivo e quello difensivo, il centrocampo deve avere un peso maggiore, l’assenza di Cambiasso e Muntari non può essere un’alibi
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scritto da ex-collaboratori il 1 novembre 2008 alle 10:31
La trasferta di Reggio Calabria dello scorso anno mise la parola fine all’esperienza di Adriano all’Inter, almeno sotto l’egida di Roberto Mancini. Un pallone appena sfiorato su punizione di Figo, con la successiva sostituzione e la sfuriata a fare da contorno a una partita maschia e complicata.
Proprio quella Inter di Mancini stava già attuando un robusto turnover, limitato solo dagli infortuni, che nel tempo sarebbero aumentati, costringendo la squadra a una lunga resistenza in primavera. Escluso Adriano, le cose oggi sono diverse: Mourinho ha una rosa lunga, tanti infortunati, ma fa poche scelte. Che questo sia un tratto distintivo dello Special One lo sapevano tutti, presumibilmente anche Branca e Moratti, che come prima richiesta non hanno avuto quella di comprare Lampard, ma di sfoltire la rosa (concetto espresso più volte, anche a riguardo della disciplina). Tuttavia, gli incontri ravvicinati nel tempo non consentono altre dilazioni: dobbiamo fare turnover, perché la poca brillantezza di Ibrahimovic, Zanetti e Maicon è apparsa evidente a chi ha l’occhio clinico, per queste cose.
Che Mourinho sia del nostro avviso non è scontato, anche se qualcosa ha fatto trapelare nel corso della conferenza stampa di ieri. Vieira è al rientro dal primo minuto, mentre Cambiasso verrà impiegato martedì, se tutto va bene. Diversa è la situazione dell’attacco, dove gli esclusi Cruz e Adriano, soprattutto il secondo, faticheranno parecchio a trovare spazio. In compenso tra oggi e martedì è quasi scontato che vengano impiegati tutti: Ibrahimovic, Quaresma, Mancini, Crespo e Balotelli. Obinna può essere la carta per stasera, ma non ne sarei tanto sicuro. Per la difesa Mourinho ha ribadito che guarda alla qualità e che si sente rassicurato dai recuperi di Materazzi e Samuel, ancora parcheggiati. Cordoba e Burdisso partiranno centrali, Chivu a sinistra, con Maxwell impiegato in Champions (una soluzione che non mi soddisfa per niente!). A centrocampo le scelte sono obbligate: Dacourt non è stato convocato, perciò saranno Zanetti, Stankovic e Vieira a spartirsi i compiti. Con i primi due apparsi davvero sfasati nelle ultime uscite.
C’è comunque una sola esigenza, che ci riporta alla ruvida vittoria di un anno fa: conta vincere e portar via tre punti, sperando che il tempo faccia assorbire le incomprensioni con Cruz (che per un anno è utile alla causa) e il modulo dell’allenatore. Il suo credo l’ha ribadito ieri: i giocatori devono applicarsi. Per Mourinho conta questo e dobbiamo provare a seguirlo.
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