scritto da il 3 marzo 2009 alle 10:51

Cronaca di un lunedì di ordinaria follia

E’ difficile dire cosa si provi dopo una giornata di ordinaria follia e demenza tricolore come quella vissuta ieri. So solamente che mi sono vergognato di essere italiano. Il caso Balotelli è la summa di tutta la vigliaccheria, la codardia, l’ipocrisia, la maleducazione, l’ignoranza, il becerume, la scompostezza, la miseria, l’asservimento etico e morale dell’intera classe giornalistica italiana. Con le dovute eccezioni. Che sono pochissime e sfortunatamente si possono citare in un pezzo, evitando di riempirlo di collegamenti ipertestuali.

Ieri abbiamo assistito alla sfascio morale di una intera categoria, che ha fatto di tutto per squalificare se stessa e non raccontare la realtà dei fatti. A partire dal rigore calciato da Balotelli, per finire alle sensazionali (per quantità di stupidaggini dette) dichiarazioni di Spalletti e Ranieri, due fini pensatori del pensiero occidentale.

Molto della maleducazione e dell’asservimento potrebbe essere risolto regalando cassette di libri a questi protagonisti della nostra domenica pallonara. Ma hai voglia a far notare le cose. La sensazione che il mondo che circonda certi calciatori sia peggio dei calciatori stessi – soprattutto a Trigoria e dintorni – aumenta di giorno in giorno ed è confermata dai fatti.

La vicenda Balotelli è così netta che non vale nemmeno la pena tornarci. Riceve una provocazione da Panucci, nella cornice di una partita nella quale ha ricevuto una serie di insulti pesanti da parte della curva romanista, tutti a sfondo razzista, che primi i commentatori della partita, poi i pennivendoli delle seconde serate domenicali, hanno volutamente, volontariamente, scientificamente ignorato.

E a questi livelli chi ignora volontariamente, per asservimento morale, ha la stessa immoralità di quei borghesi cittadini tedeschi che in silenzio, dalle loro case, osservavano i vagoni pieni di Ebrei e non facevano nulla, perché non volevano fastidi. Codardia, ignoranza, viltà… questo è quello che si dimostra quando si condanna un diciottenne che reagisce con una linguaccia anziché chi insulta con toni razzisti e pesanti, confermati dal fenomeno internet nel giorno seguente.

Peggiori gli editoriali di ieri, coi soliti giornali della Capitale a dare addosso a Balotelli. Nemmeno 24 ore di riflessione sono bastate ai vari direttori per rendersi conto di ciò che stavano facendo: avallando per l’ennesima volta una curva che sa come tenere in pugno giornalisti e calciatori. In un ambiente melmoso nel quale i maitre-à-penser sono nientemeno che Spalletti e Conti, che dall’alto della loro esperienza dovrebbero capire che di fronte al razzismo e agli insulti, alle minacce e alla violenza il colore di una maglia di calcio conta meno di zero. Ma si sa, il cuor di leone non lo si compra nemmeno con un contratto milionario.

Ancora più visionarie e assurde le parole del giorno dopo dette da Ranieri, sulle quali giornalisti di Repubblica, che per metà di questo paese passa per essere un giornale serio, hanno ricamato l’ennesimo, ridicolo, totalmente inesatto e inopportuno articolo di attacco a Josè Mourinho. Accusato da Ranieri di lamentarsi troppo e di non saper riconoscere gli errori a proprio favore. Dico Ranieri, il perbenista che imitò Mourinho quando a Bergamo la Juventus rubò il risultato, esattamente un giorno dopo le dichiarazioni oneste dell’allenatore nerazzurro che aveva riconosciuto il netto fuorigioco di Maicon a Siena.

In questa bailamme di cose ridicole, che sarebbero dovute costare licenziamenti a nastro, non c’è stato un solo giornalista che si sia alzato per ricordare le cose come veramente stanno. Nessuno che abbia provato a mettere in dubbio la competenza in materia di fair-play di personaggi come Totti e De Rossi, che farebbero meglio a circoscrivere la loro filosofia esistenziale e la loro pedagogia al pallone di cuoio, piuttosto che lanciarsi in pamphlet orali sulla scienza del comportamento.

Di certo non poteva mancare chi come Mediaset ama gettarsi a pesce su queste polemiche, che vanno sempre bene quando si devono mascherare le innumerevoli figuracce della squadra dell’astronave madre. Vergogna, vergogna, vergogna.

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scritto da il 2 marzo 2009 alle 15:44

Se Zoro è più nero di Balotelli…

… e De Rossi è meno futuro è più gabidano.
Si poteva scommettere ad occhi chiusi sulla reazione che tv e carta stampata avrebbero avuto all’episodio favorevole successivo all’ultimo goal di Adriano, ritenuto, tra l’altro, regolare dal designatore. L’attacco mediatico è stato acuito dal fatto che la controparte fosse una società che ha la lacrima nel DNA. Nella sua storia e nei suoi giocatori simbolo. Le parole del gabidano, rivolte al suo successore (“Fai casino, non possono negare l’evidenza”) sanno di consapevolezza che la protesta avrebbe avuto tutto il risalto sperato.

gabidan futuro, durante un travaso di bile di proporzioni gigantesche, rincara la dose mettendo in dubbio la regolarità del Campionato e delle ultime quattro trasferte a San Siro. Il tutto finalizzato al paragone imprensentabile di Moratti come nuovo Moggi. E dell’Inter come la nuova (vecchia) J**e. Fa sorridere De Rossi, fanno sorridere Spalletti e Bruno Conti i quali sono già stati costretti a fare retromarcia dopo la rete di Mexes in netto fuorigioco appena quattro giorni dopo il goal di Ibra con off-side di Samuel nei quarti di Coppa Italia.

Gli arbitri, rispetto al passato, hanno dimostrato di sbagliare in tutte le direzioni. Muntari espulso in quel di Catania, un rigore solare di Ibrahimovic a Lecce spacciato per simulazione, il rigore di Ambrosini su Stankovic con tanto di rosso e il mancato secondo giallo per il centrocampista pesarese sono glli ultimi episodi che si possono citare. Il problema è che quasi nessuno li ha sottolineati (se non Mourinho). Come sono passati sottotraccia i regali dal dischetto forniti al Milan ad inizio stagione. Il rigore di Balotelli, se avesse vestito la casacca rossonera, sarebbe passato quasi inosservato sotto uno dei titoli rosei della Gazzetta. Senza dimenticare le decisioni favorevoli contro AtalantaFiorentina e Catania della J**e catalogati come prova di forza e d’orgoglio della banda Ranieri.

A Mediaset non è parso vero di avere a disposizione la decisione di Rizzoli per oscurare la figura (l’ennesima) barbina di un Milan letteralmente imbarazzante che ad inizio stagione aveva l’obbigo di vincere lo scudetto e che passerà la prossima settimana col dubbio “Beckham resta, Bechkam non resta”. Con la certezza di essere fuori da tutti gli obiettivi stagionali, terzo posto a parte. Addirittura uno scribacchino celebra con un articolo i 365 giorni dalla concessione dell’ultimo rigore fischiato contro l’Inter. A Napoli, proprio da Rizzoli. Dimenticando come fosse un rigore inesistente, visto che JC tocca prima il pallone, e che in questa stagione abbiamo ricevuto solo due rigori a favore. Per una analisi della gara questo è il post di Taribo.

Il caso-Balotelli.
Rigore a parte, le polemiche sorte dopo la realizzazione del rigore per aver “zittito” i tifosi romanisti e per aver aver fatto una linguaccia a Panucci che era andato a redarguirlo per quel gesto, sono di una faziosità ai limite del credibile. Il problema non è la reazione di Balotelli, ma i soliti insulti razzisti dei tifosi (in questo caso romanisti). Come scrivono i ragazzi di Interisti.org, “ieri abbiamo scoperto che Zoro è più nero di Balotelli”. Tre stagioni fa si iniziavano trasmissioni sportive con le immagini della reazione del difensore del Messina e con le accuse di razzismo alla tifoseria interista. Lo stesso polverone sollevato per gli striscioni apparsi in curva contro il Napoli lo scorso Campionato. Un po’ di coerenza sarebbe gradita. Aspettiamo sul tema l’opinione di Graziano Cesari, arbitro di un Cremonese-Inter 2-4 che ammonì Paul Ince reo di aver applaudito ai cori razzisti della curva avversaria (leggi).

Qualche riga la merita il signor Parodi. Caressa è ormai la parodia di un giornalista-telecronista a cui andrebbe almeno evitato il commento per la squadra di cui è tifoso sfegatato. Anche lui ha stigmatizzato il gesto di Balotelli, preferendo tacere suibbuuuu razzisti. Braveheart.

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