Italiani veri

Angelo, Mario e Stefano

Angelo, Mario e Stefano
Si è svolta nel pomeriggio la riunione straordinaria dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, presieduta dal Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Pietro Ieva.
Oltre ai componenti ordinari sono intervenuti: il Direttore Generale della Federazione Italiana Gioco Calcio Antonello Valentini, il Direttore Generale della Lega Marco Brunelli, il Procuratore Federale della FIGC Stefano Palazzi, un rappresentante della Questura di Torino, nonché Marco Fassone in rappresentanza della Juventus F.C.
La riunione odierna è stata indetta per affermare la volontà, da parte di tutto il sistema di gestione della sicurezza degli eventi sportivi ed in particolare del calcio, di allontanare ogni forma di violenza – anche verbale – dagli stadi, sostenendo le iniziative della società sportiva ed affiancarla in questo impegno per il rispetto della legalità e dei valori dello sport.
Nel corso dell’incontro i componenti dell’Osservatorio hanno preso atto con soddisfazione del rinnovato impegno assicurato dalla Juventus FC nell’adottare tutte le misure organizzative di propria competenza, tese a garantire la sicurezza degli spettatori e ad allontanare le espressioni razziste dalle proprie curve.
Al fine di evitare, per il futuro, il ripetersi di tali deplorevoli episodi e tutelare inoltre la società sportiva, l’Osservatorio ha varato un pacchetto di misure in sei punti, condivise in una “logica di sistema” da tutti i rappresentanti di vertice delle Amministrazioni direttamente coinvolte:
(estratto dal comunicato ufficiale dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive “Nuovo vigore all’azione di prevenzione condivisa”)
Ricapitolando: maggiore coinvolgimento della società nella lotta al razzismo, zero responsabilità individuali -tanto per i responsabili dei cori quanto per quelli del servizio d’ordine-, blandi e genericissimi provvedimenti concreti.

Intendiamoci: qui non è questione di Juventus, di Inter o di chissà chi. Qui è questione di civiltà. Ormai da un campionato intero si sentono cori indecenti -non importa a chi sono rivolti, non importa quanto sono strumentali a danneggiare una società con la quale certi tifosi sono in “lotta”- sempre da un’unica parte di un’unica tifoseria. In casa e in trasferta, in Italia e in Europa. E dopo cinque mesi, cinque, l’Osservatorio del Viminale si riunisce, delibera…e a cosa arriva?
Al nulla.
Un comunicato lunghissimo e denso di paroloni a effetto e grandi concetti morali: “rafforzamento del servizio di stewarding”, “filtraggio e controllo documentale”, “iniziative antirazzismo”, “compiuta attività cognitiva” (ancora?), “sensibilizzazione dei soggetti competenti”. Provvedimenti concreti? La chiusura di una curva e il divieto di trasferta. Chiudiamo lo stadio a tutti, perchè quattro cani incivili non riescono a fare a meno di ululare alla luna nera.
Spendiamo fiumi di inchiostro e riempiamoci di belle parole, mostriamo la volontà di cambiare tutto…e torniamo nelle nostre case senza cambiare niente.
Juventus-Roma si giocherà con la Nord chiusa (e a forte rischio incidenti fra Drughi e Viking nella Sud, ma questa è un’altra storia), Inter-Juve sarà probabilmente vietata ai tifosi ospiti (perchè partire da Torino per andare a comprare un biglietto a Milano è impossibile, vero?). Poi? Poi giù di nuovo coi cori.
Cambiare tutto per non cambiare niente.
Restare schiavi di quattro cani incivili, che con un ululato tengono sotto scacco una società, un campionato, un intero movimento calcistico.
E noi lì a guardare.
Complimenti a tutti.
Tags: Juventus, RazzismoStasera al Meazza si affrontano le uniche due squadre mai retrocesse in serie B, a differenza di quanto avverrà 24 ore dopo…
Che Inter vedremo? beh, dire “rimaneggiata” è un eufemismo, rispetto alla sfida di tre giorni fa mancheranno il ceduto Vieira, lo squalificato Balotelli e soprattutto Christian Chivu: dico “soprattutto” perchè nel bailame di questi giorni un po’ è passato in secondo piano quanto accaduto al difensore rumeno dopo lo scontro con Pellissier, un infortunio di quel tipo può avere conseguenze ben più gravi che non uno stop di un paio di mesi… ancora in bocca al lupo ed un sincero grazie ai medici che l’hanno operato, le premesse non erano delle migliori.
Questi tre si aggiungono agli infortunati Santon, Materazzi (operato ieri, fuori un mese anche lui), Cambiasso, Muntari e Khrin, oltre al probabile partente Mancini ed Eto’o, che speriamo sia in condizioni di sicurezza migliori, con la sua nazionale, rispetto alla squadra del Togo (ce ne sarebbero troppe da dire per affrontare seriamente questo discorso, e francamente non ne sono in grado oggi)…
Di contro, recuperiamo due giocatori squalificati (Deki e Motta), e Pandev ha messo nelle gambe un importante minutaggio contro il Chievo, quindi non bisogna fare drammi ed affrontare senza timori il Siena, con la forza del gruppo, come ha giustamente sottolineato in conferenza Mourinho.
Una forza che si esprime quasi ogni domenica, con giocatori che costantemente giocano fuori-ruolo, direbbero i miopi, io dico “dove servono”: certo, la nostra è una rosa importante (“siamo l’Inter, non è mica l’oratorio eh…”, per usare le parole di Mario), ma senza il giusto spirito di sacrificio e la voglia di vincere propria dei veri campioni non si andrebbe da nessuna parte.
Ed allora, con ogni probabilità, la formazione anti-Siena è quasi già pronta: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba (o Samuel), Zanetti; Stankovic, Motta; Quaresma, Sneijder, Pandev; Milito. In panca sono pronti al loro debutto molti giovani della primavera, in caso di bisogno, insieme all’estroso Arnautovic che è l’ennesima testimonianza di come Mourinho sia un allenatore che riconosce l’impegno ed è pronto a dare una seconda possibilità a chiunque, in special modo ai bambini un po’ naif, l’altroieri Mario, ieri Santon, oggi il buon Marko appunto.
Di fronte il Siena, ultimo, che ha 30 punti meno di noi ed un allenatore abituato a dare spettacolo… fuori dal campo. Perdere punti in questa occasione, sarebbe un vero delitto, è il momento giusto per allungare ulteriormente su una (o perchè no, entrambe) le inseguitrici.
Della conferenza stampa di ieri infine sottolineerei il richiamo deciso ai pecoroni che tifano questi stessi colori ma non hanno evidentemente chiaro che il razzismo è qualcosa di inconciliabile concettualmente con una società che si chiama “Internazionale”.
Il nostro allenatore (e la società) è in grado di fare questo discorso chiaramente, e gli altri?
Campedelli, Ferrara, Blanc, Di Carlo, ci dite qualcosa su chi apostrofa Mario Balotelli in quel modo?
Buona partita a tutti.
Tags: Chivu, Mourinho, Razzismo, SienaLa partita con il Chievo non sarà sicuramente una di quelle da tramandare ai posteri, ma i tre punti raccolti oggi all’ora di pranzo sono importantissimi per tanti motivi.
In primis la vittoria ci permette, comunque vadano gli altri matches, di mantenere un vantaggio rassicurante sulle dirette inseguitrici, in vista proprio del loro scontro diretto che andrà in scena a Torino domenica prossima. Altro motivo di soddisfazione è che il successo è arrivato nonostante lo stato di emergenza con il quale abbiamo approcciato questa partita. Oltre alle assenze di Eto’o, Santon, Samuel, gli infortuni e squalifiche dei vari Motta, Stankovic, Cambiasso, Muntari, hanno di fatto messo fuori gioco quello che in alcune partite è stato addirittura il nostro centrocampo titolare. Questo dovrebbe far riflettere sulla bontà della prestazione odierna che, seppur non brillantissima, ha visto un’Inter condurre le danze per l’intera durata dell’incontro, concedendo al Chievo l’unico schema possibile per cercare di metterci in difficoltà e cioè il lancio lungo per l’unica punta Pellissier, chiamato all’eroica impresa duellare con l’intero pacchetto arretrato nerazzurro. Sono invece stati bravissimi i nostri difensori, guidati da un suntuoso Lucio, a far puntualmente scattare la trappola del fuorigioco, facendo terminare una decina di volte in off-side gli avversari.
Altra nota di merito va a Patrick Vieira, che molto probabilmente ha vestito per l’ultima volta la casacca nerazzurra. La sua prestazione è stata monumentale e ha dato sostanza ad un centrocampo molto sbilanciato, con solo lui e Zanetti preposti a compiti di copertura. Altro giocatore fondamentale è stato Snejider, abilissimo a dettare i tempi di gioco, sacrificandosi in copertura e facendo partire il pressing in fase di non possesso. Da segnalare il suo delizioso assist per Balotelli in occasione del gol partita, in un’azione di contropiede che ha visto protagonista anche l’attesissimo Pandev, pronto a ribadire in rete la respinta di un difensore gialloblù, con la palla che però che aveva già varcato la linea in precedenza. L’esordio del macedone è stato buono fino a quando la condizione atletica gli ha permesso di esprimersi a livelli accettabili. Poi il comprensibile calo fisico ha un po’ annebbiato le idee al numero 27 nerazzurro, sostituito nel finale da Quaresma.
Veniamo poi a Balotelli. Discreta la sua prestazione, condita da un gol e tantissime iniziative interessanti. Non si contano i falli subiti da Mario, che anche oggi ha costretto spesso gli avversari a ricorrere alle cattive pur di fermarlo e, come accade sovente, senza che l’arbitro prendesse provvedimenti nei confronti dei clivensi. Provvedimento che invece è arrivato puntuale quando Supermario, ingenuamente, ha allontanato il pallone in seguito ad una segnalazione di fuorigioco. Diffidato, salterà il Siena.
Passiamo poi alle note stonate della giornata. L’infortunio a Chivu è sicuramente la più brutta. Frattura cranica per la quale sarà necessario intervenire chirurgicamente. Mentre sto scrivendo giunge la notizia che l’operazione è in corso e che durerà non meno di due ore. A Christian va un grandissimo in bocca al lupo, perché tutto vada bene e possa tornare in campo il più presto possibile. Altra nota di demerito, certamente meno grave della precedente, va alla prestazione di Milito, mai incisivo e apparso fuori dal gioco. Un passaggio a vuoto che comunque può starci, anche per le difficoltà incontrate dai nostri nel recapitare palloni giocabili al “Principe”, spesso chiamato in causa spalle alla porta e pressato dagli avversari. Unico lampo nel finale, quando Yepes lo ferma in maniera molto dubbia, che impedisce la chiusura di una triangolazione con Sneijder che lo avrebbe messo in porta.
Veniamo poi al terreno di gioco del Bentegodi. Un vero e proprio campo di patate, che non ha permesso ai nostri calciatori di qualità di esprimersi al meglio. Giocare palla a terra risultava molto difficile, con la sfera che rimbalzava in maniera irregolare, come se al proprio interno ci fosse un coniglio (cit). Anche l’arbitro non è stato all’altezza, soprattutto nella gestione dei cartellini. Severissimo nel mostrare il giallo ai nostri, non lo è stato con i veronesi in seguito ad episodi molto simili e per i quali non aveva esitato a prendere provvedimenti nei confronti dei vari Chivu, Vieira. Balotelli, Cordoba, Quaresima e Maicon.
Infine il pubblico. Al minuto 2 del primo tempo, quando Balotelli ha toccato il suo primo pallone, si sono uditi nitidi, anche dalla tv, i fischi ed i “buuuu” nei confronti di Mario. La cosa è proseguita per tutto il match e in tal senso sono indicative le parole del nostro numero 45, pronunciate a caldo a fine match: “Ogni volta che vengo qui a Verona mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo”. Parole dure e coraggiose che dovrebbero far riflettere. E’ sconcertante che ogni volta si debba assistere a certe dimostrazioni di ignoranza senza che nessuno intervenga. E lo è ancora di più che addirittura ci si dissoci dalle parole di questo ragazzo, anziché dissociarsi da chi, in maniera palese, dimostra la propria inciviltà e intolleranza.
Tags: Balotelli, Chievo Verona, Razzismo, VieiraJuventus-Inter è iniziata due settimane fa all’Olimpico di Torino, quando un gruppo di subumani di bianconero vestiti, durante Juventus-Udinese, ha pensato bene di intonare il famosissimo e simpaticissimo coro “se saltelli muore Balotelli”. Juventus-Inter è continuata il mercoledì successivo a Bordeaux quando gli stessi subumani, turbati dal fatto che qualcuno avesse sostenuto che quel coro non era razzista, lo hanno ripetuto e affiancato dagli altrettanto simpatici slogan “non esistono negri italiani” e “un negro non può essere italiano”. Così, a scanso di equivoci. Piacerebbe anche a me che un idiota non potesse essere italiano, ma tant’è: questi lo sono, e mi rassegno.
Il punto non è questo, però. Il problema in realtà nasce quando si cerca di inquadrare questi cori come “razzisti” o “non razzisti”. E’ ovvio che se qualcuno mi venisse a dire che “non esistono negri italiani” non è uno slogan razzista gli riderei in faccia io per primo…ma il discorso è più ampio e, se possibile, ancora più deprecabile.
Mario Balotelli non viene insultato per il colore della sua pelle. Fosse quello il motivo, sarebbero insultati anche Maicon e Muntari, Eto’o e Vieira.
Mario Balotelli non viene insultato neanche perchè è un gran giocatore. Fosse quello il motivo, Julio Cesar e el Principe non potrebbero azzardarsi a mettere piede in campo.
Mario Balotelli viene insultato per tutta una serie di altri motivi. Perchè va di moda, per esempio. Perchè ormai è prassi consolidata in tutti gli stadi italiani, per esempio. Perchè ha un carattere un po’ particolare e si punta a innervosirlo e a fargli perdere la testa in campo, per esempio. Perchè per quel suo carattere particolare non può attirarsi troppe simpatie, per esempio. Perchè uno che dopo che ti ha segnato un gol viene sotto la tua curva a mostrarti lo scudetto, non può starti simpatico. Perchè uno che dopo che ti ha segnato un gol si rivolge al tuo capitano e gli fa una linguaccia non puoi sopportarlo. Perchè uno che dopo che ti ha segnato due gol ti guarda e ti fa segno di tacere e di tenere per te gli insulti che gli hai vomitato addosso tutta la partita…beh, non puoi proprio non odiarlo.

E allora il problema è più ampio e più grave: il razzismo è uno scudo troppo comodo dietro il quale far nascondere questi insulsi individui. Il razzismo è solo un’aggravante: Mario Balotelli viene insultato per odio, per disprezzo, per rabbia. Mario Balotelli viene insultato come il “figlio di puttana” Materazzi, come il “mangiabanane” Gattuso, come il “frocio di merda” Del Piero, come “l’ignorante” Totti, come il “colluso” De Rossi. Mario Balotelli viene insultato in quello che i decerebrati da curva ritengono essere il suo punto più debole, quello in cui possono colpire, quello in cui possono far male.
E questo è inaccettabile.
Inaccettabile per Balotelli come lo era per Materazzi, per Gattuso, per Batistuta e per Del Piero. E’ inaccettabile e necessita di una presa di posizione forte, di una risposta decisa, di un segnale inequivocabile. Non possiamo concedere altro spazio a queste persone, non possiamo permettergli di offrire ancora questi spettacoli indegni, non possiamo permettergli di insozzare oltre una immagine del nostro calcio che già non risulta splendente. E nulla più di Juventus-Inter può servire a lanciare un urlo contro questa gente. Nessun gesto estremo, nessuna rottura con le istituzioni, niente ritiri “di forza”: solo il rispetto del regolamento. Questo chiediamo ai 22 in campo, questo ci aspettiamo che facciano: che al primo coro, alla prima alzata di voce, i capitani vadano dall’arbitro e insieme operino in tutti i modi necessari per mettere fine a quello scempio. Richiami dall’altoparlante, messaggi sotto le curve, sospensione temporanea e, se serve, sospensione definitiva. Nessuna paura per quello che potrà succedere, nessuna paura nel voler fare noi, per una volta, la parte di quelli che alzano la voce. E che non hanno paura a urlare tutto il proprio disprezzo in faccia ai subumani di cui sopra. Che non hanno paura a dissociarsene e a mettere bene in chiaro che il calcio è il nostro sport e la partita il nostro spettacolo. E che non abbiamo bisogno di loro.
Tags: Balotelli, Juventus, RazzismoLa proposta giunge a ciel sereno da un nostro commentatore, “ricviareggino”, e siccome mi sembra bella, la rilancio qua con un post: amici nerazzurri che sarete allo stadio mercoledì sera, diamo una risposta a questi cialtroni semianalfabeti che in ogni parte d’italia credono che nell’Italia del 2009 il razzismo sia giustificato o non grave, comunque “non sanzionato”: presentiamoci sugli spalti col viso tutto nero.
I destinatari del messaggio sono molti, dai beceri che a Torino come a Cagliari come a Verona, come a Roma (e chissà quanti stadi mi dimentico) si sentono in diritto di subissare di ululati chiaramente razzisti i giocatori con la pelle diversa dalla loro, alle istituzioni che continuano a non prendere provvedimenti al riguardo, ai media che minimizzano, come già sottolineato da Luis nel precedente post, per finire ai giocatori stessi.
Si, perchè fior di giocatori grandi e vaccinati non trovano di meglio che provocare senza tregua un 18enne con fama di “cattivo”, l’ultimo esempio si è visto domenica con Dessena del Cagliari che ne prova di ogni, pur di scatenare la reazione di Balotelli.
Chissà che frustrazione avrà provato, nel vedere Mario allontanarsi senza colpo ferire.
Vi è un precedente abbastanza famoso al riguardo, è dei primi di giugno del 2001, a Treviso.
Nella squadra veneta in lotta per non retrocedere in serie C ha esordito la domenica prima a Terni un giovane ragazzo Nigeriano, Akeem Omolade, ed i presunti supporters della sua squadra, non accettando che un giocatore di colore vestisse la “loro” maglia, sulla base di convinzioni che nessuna scuola dell’obbligo ha nemmeno scalfito, iniziano a contestarlo ed arrotolata la bandiera se ne vanno.
La domenica successiva, già nel prepartita tra le mura “amiche” dello stadio Trevigiano si sentono distintamente cori contro il giocatore, li sentono anche i suoi compagni e decidono che quella vergogna non può passare tranquillamente, perchè quando lo si sminuisce, un comportamento sbagliato tende ad ad essere ripetuto.
Accade così che al momento di fare il loro ingresso in campo, tutti i giocatori in maglia celeste hanno il viso colorato, in segno di solidarietà, il pubblico sano di Treviso capisce e sono i pochi cialtroni ad essere fischiati.
Non so se sia possibile organizzare il tutto per domani sera, ma d’altra parte è una cosa semplice, che può fare chiunque senza troppi sbattimenti, certo dopo l’ingresso a S.Siro e comunque senza violare le norme sulla sicurezza (non so se ci siano restringimenti legati all’identificazione), ma credo ne valga la pena.
Tags: Balotelli, Razzismo
Mou Crudele
Giornata di conferenza ad Appiano dove Mou ha sempre dato il meglio di sé. Il nano presidente ha utilizzato il vice Adriano “cravatta gialla” Galliani per annunciare urbi et orbi (da intendersi non solo in latino) che “senza il goal di mano di Adriano saremmo stati a -1″. Evidentemente il “papi” non ha visto la puntata di Chiambretti Night con ospite Special One, nonostante la presenza della ballerina del Moulin Rouge Dana Matthews (forse perché non candidabile alle europee) e si è comportato come un Crudeli qualsiasi. Mou infatti ha rispolverato con altre parole il concetto della discesa percentuale della verità: “La tua verità, 2 minuti fa valeva il 50%, ora vale 33% e ti spiego perchè: goal di Ronaldinho con fuorigioco di Kakà è il 33%, mancata espulsione di Ambrosini altro 33% e goal di Adriano il restante 33%”. Ma a Cologno Monzese sanno come funzionano certe cose. Prima la versione ufficiale per giustificare il distacco dall’Inter erano gli infortuni (tesi rilanciata, in ritardo, dal fido Bronzetti), ora è un episodio giudicato regolare dallo stesso Collina. Sarebbe inopportuno ricordare ai dirigenti dei lobotomizzati il goal ingiustamente annulato ad Hamsik in quel di Napoli o il rigore per l’abbattimento di Luciano da parte di Dida non più tardi di 3 giornate fa o il double fischiato da Rizzoli contro il Palermo. La percentuale della verità scenderebbe ancora.
Il capitano dei lobotomizzati
Ieri abbiamo assistito all’ennesima prova che i calciatori, tranne qualche eccezione, non siano proprio intelligentissimi. Si prenda il caso-Ambrosini. Il testimonial del buon gusto avrebbe potuto limitarsi a citare la rimonta effettuata dal Milan di Zac, con lui in campo, ai danni della Lazio. Invece no. Ha voluto colpire (a salve) il bersaglio grosso: Mou ed i suoi “zeru tituli”. Neanche lui ha assistito allo show del Mou da Chiambretti, al quale ha ricordato addirittura un suo fallimento cinematografico, cosa che lo stesso presentatore aveva dimenticato. A Special One è bastato digitare Ambrosini su Google e trovare lo scheletro dello striscione nell’armadio. E a nulla serve il fatto che Ambrosini si sia scusato per quell’invito rivolto ai tifosi nerazzurri. Da oggi lui è quello che “non ha mai chiesto scusa” ed è “senza grande autorità morale per parlare in questo modo”. Insomma, il bazooka di Mou ha colpito ancora.
Il 5 maggio non esiste (solo per noi)
Più sofisticata la replica ai desiderosi di un altro 5 maggio. Quelli che “i nostalgici del wrestling”. Mou come fece con Barnetta, storpia quella data in 15 maggio e 25 maggio. Tra l’altro molte squadre hanno il loro 5 maggio, chi a Perugia, chi a Istanbul. Ma come è possibile occultare i caroselli fasulli di gobbi conniventi con l’ancient regime capitanato dal designatore Luciano Moggi, oppure quella che è passata alla storia del calcio come la “co-vittoria”?
La “complessità della questione”
A proposito di gobbi-subumani, una sottospecie in via di incremento del tifoso j**entino, è arrivata la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia che sospende la già irrisoria sanzione della Corte Federale in quanto decisione pubblicata nel solo dispositivo e non nelle motivazioni. “Considerato la complessità della questione proposta consiglia che l’esecuzione avvenga solo dopo che questa Alta Corte possa emettere una pronuncia dopo l’acquisizione della motivazione anzidetta”. Eh, sì, la questione è complessa, quasi come il processo di Garlasco, la cui sentenza è stata rinviata in attesa di una superperizia. E’ francamente difficile catalogare “negro di m***a” come insulto razzista ripetuto in coro in 10 (dieci) occasioni, occorrono le motivazioni pindariche della Corte Federale. Ma sì, facciamogliela vedere J**e-Lecce ai subumani (cit.), facciamogli insultare la nuova dirigenza invocando GrazieMarcello o Antonio Conte e prendersela col settantenne. Per spettacoli così avremmo pagato noi il biglietto, nel frattempo andiamo alla Snai a giocarci i cori di insulti a Balotelli durante il match. Come dite? Non li quotano?
“Esistono gli uomini, non i colori. A quanti l’altra sera hanno insultato Balotelli vanno rammentati due punti, che, sbagliando, pensavamo fossero ormai acquisiti: siamo tutti uguali e Balotelli, perdipiù, è un italiano che ha già indossato la maglia della Nazionale. Chi lo fischia non è un teppista, non è un delinquente: è uno stupido […]. Balotelli è poco più di un bambino, cresciuto forse troppo in fretta. Commette errori, come tanti altri ragazzi della sua età. Certe volte esagera. Certe volte è strafottente. Ma il suo carattere, che deve ancora essere limato, non giustifica il razzismo. Il primo uomo, in fin dei conti, aveva la pelle scura per via del sole africano”. Roberto Renga, 20 aprile 2009.
“Domenica sera il ragazzo ha scippato un rigore, invitato migliaia di romanisti a stare zitti appoggiando l’indice alle labbra, fatto per due volte la linguaccia a Panucci, ringhiato a Riise. Non si può usare la prova televisiva per la simulazione: l’arbitro ha visto e valutato male. Ma il resto del suo show deve finire nelle mani del giudice: violenza e istigazione alla violenza. Si parla tanto di prevenzione, le tifoserie restano a casa, gli stadi sono pieni di steward e poi si lascia che la provocazione si verifichi impunemente in campo? La linguaccia va messa sullo stesso piano dello sputo. Venne condannato Totti agli Europei portoghesi e senza valutare le attenuanti. Va condannato Balotelli, con l’aggravante della provocazione nei confronti della tifoseria romanista. Un Daspo anche per lui. La porta della Nazionale chiusa sino a quando non avrà capito e chiesto scusa. Una lunga squalifica adesso. Mourinho e Moratti non gli diano spago: la prossima volta la linguaccia sarà per loro”. Sempre Roberto Renga, 3 marzo 2009.
Esistono gli uomini, non i colori? Esistono anche i colori, considerato come Roberto Renga smentisca sé stesso a distanza di un mese. Perché il giallorosso è diverso dal bianconero e il principio del tengo famiglia è sempre valido, soprattutto se qualche ultrà decida che la difesa del giornalista-avvocato sia stata troppo blanda. Che il difensore si trasformi in pm mediatico, poi, è un qualcosa di marziano. Prendiamo atto che il giornalista del Messaggero si sia dato dello stupido, noi lo avevamo considerato tale con netto anticipo (qui, qui e qui).
Finalmente gli insulti a Balotelli sono diventati un caso. Ci sono volute le parole di Moratti che se fosse stato a Torino avrebbe deciso di ritirare la squadra dopo che quasi tutto il vecchio Comunale era unito nell’offendere un giocatore di colore forse (un forse falso e retorico) temendone le doti tecniche. Finalmente dicevo, perché le multe a Fiorentina e Udinese per gli stessi cori (gridati da un numero inferiore di persone, ammesso che abbia una qualche valenza) sono passate quasi sottotraccia.
In attesa di leggere Zazzaphon ed il suo articolo sul fatto che “negro di m***a”, “mangia le banane”, “non esistono negri ita**ni” e “se saltelli muore Balotelli” non siano espressioni razziste, sulla base che il razzismo sia ben altro (la pessima categoria dei benaltristi è più viva che mai) si può solo constatare come il meritevole del Daspo, abbia risposto sul campo agli insulti con una prestazione da veterano. Nettamente il migliore in campo con le sue giocate, il suo goal (che Ibra non avrebbe segnato) e la sua esultanza con indicazione dello scudetto sul petto, quello che dovevano vincere i vari esperti di battaglie navali, i Buffon(i) o gli atleti di Dio. Quelli che leggendo qualche riga del Vangelo o della Bibbia cercano di evangelizzare le pecorelle smarrite con libri e successive comparsate in tv o che cercano di spiegare il perché dei bombardamenti sulla striscia di Gaza affidandosi alle sacre scritture.
Gli stessi che mettono in luce l’essere provocatorio (in campo) del bulletto interista, perché fare una finta a Tiago è da provocatori (cit.), e poi non dicono una parola una sugli insulti di ogni tipo piovuti ininterrottamente dagli spalti. Il lato positivo è l’aver evitato una lezione di fratello Nicola su Pio XII e le leggi razziali.
Vedremo come si comporterà il giudice sportivo, anche se non è certo questo il punto. Lo sconforto nasce dalla consapevolezza che le parole di Moratti non serviranno a nulla, anzi, semmai saranno utilizzate come pretesto per nuovi e fantasiosi cori contro Balotelli. Perché in It**ia funziona così. Non è un problema di tifo, ma di cultura. E quella non si compra certo al supermarket di Zamparini e non basta nemmeno la bacchetta magica di Silvan, già opzionata da Berlusconi nonostante l’imbarazzante ex amica di fede di Legrottaglie.
Caro Massimo, la proposta è sempre lì sulla scrivania: non ritirare l’Inter da una partita, ritira l’Inter dalla Serie A e portaci in Premier. Non vinceremmo nell’immediato contro Manchester, Liverpool e Chelsea, ma non sarebbe un problema. E se c’è chi è pronto a (ri)prendersi Cannavaro, stavolta senza Brindelloni ad impedirlo, tu compra Campbell.
Ps: L’articolo sul Daspo a Balotelli non è più visibile sul sito del Messaggero. Quasi sicuramente sarà un problema tecnico, sarebbe troppo ipotizzare un po’ di sana vergogna.
Tags: Balotelli, Razzismo
La potenza è nulla senza Concentrazione.
Dopo la partita di andata col Manchester Josè Mourinho disse a proposito del ritorno, ormai incombente, “dovremmo essere bravi a sfruttare la prima occasione”. Sir Alex Ferguson, intervistato giustamente dalla Gazzetta, noto giornale della contea di Manchester, pensa che Mourinho punti ai rigori. Possibile? No, dato che con lo zero a zero interno la possibilità di andare ai rigori è assai minima. Forse pensa che ci affideremo in toto a Julio Cesar, ma io penso che Mourinho intenda riproporre a Manchester una Inter molto speculare a quella vista ieri. Stretta, corta, compatta e in grado di ripartire, magari tenendo lo United abbastanza lontano dall’area di rigore.
Per fare questo servirà la difesa alta. La linea difensiva però è un rebus, out Burdisso, ideale sulle palle alte, in stand-by Rivas, difficile dire come si presenteranno i due titolari, se saranno arruolabili e in che condizioni saranno: Samuel e Chivu danno una sicurezza sul piano tattico, ma mi accontenterei del solo The Wall in campo, essendo a corto di miracoli.
Cambiasso dietro? Se ci fosse comunque emergenza dovremmo adattare Cambiasso, con grande perdita per il centrocampo. Si può sperare in Vieira, nel recupero di forma di Muntari, in qualche apertura magica di Zanetti… ma la verità è che ancora una volta dovremmo affidarci ai nostri uomini migliori, se avranno la forza e la voglia di sputare sangue. Ibrahimovic ieri ha giocato bene, ma quando è lasciato solo in attacco si stanca prima e perde in lucidità. Il Balotelli visto ieri, del quale giustifico totalmente l’aspetto mentale, perchè certo lui ha passato una settimana assurda, non De Rossi, che immagino l’abbia spesa nelle sue note letture edificanti, vale il triplo di Adriano e deve giocare. Ma ogni calcolo rischia di diventare aleatorio con le incertezze che gravano sul reparto difensivo. Preferisco pensare che andremo all’Old Trafford a lottare e vada come vada.
Capitolo Campionato.
Mancano 11 partite alla fine del campionato e abbiamo 7 punti di vantaggio sulla Juventus.
Inter-Fiorentina
Inter-Reggina
Udinese-Inter
Inter-Palermo
Juventus-Inter
Napoli-Inter
Inter-Lazio
Chievo-Inter
Inter-Siena
Cagliari-Inter
Inter-Atalanta
Juve-Bologna, Roma-Juve, Juve-Chievo, Genoa-Juve, Juve-Inter, Reggina-Juve, Juve-Lecce, Milan-Juve, Juve-Atalanta, Siena-Juve, Juve-Lazio.
Posto che la Juventus ha un finale agevole abbastanza simile al nostro, con squadre già sistemate (a meno di un crollo del Siena: Torino, Lecce, Chievo e Bologna sembrano più deboli), il campionato si deciderà proprio in questo mese che ci separa dallo scontro diretto. Fare bottino pieno nelle prossime 4 giornate, questo è l’obbiettivo realistico che dobbiamo prefissarci, sapendo che così andremo a Torino per mettere la parola fine al discorso scudetto.
Balotelli e i telecronisti di Sky.
Ne abbiamo sentito di peggiori. Ma il telecronista di ieri, ogni volta che ci ricordava di essere uno sportivo, giudicando male qualsiasi fallo di Balotelli (spesso avvenuti per irruenza), merita di guardarsi 10 dvd di Rino Gattuso. Se ogni fallo meritasse l’ammonizione, Gattuso giocherebbe al massimo 15 partite l’anno.
I migliori e i peggiori.
L’Inter nel complesso ha giocato una buona partita. Il Genoa è stato pericoloso soprattutto nel primo tempo, nella ripresa l’Inter ha giocato più alta. L’occasione maggiore di Thiago Motta arriva per un classico errore di posizionamento di Cordoba. Il colombiano esce sulla destra per aiutare e coprire Maicon (6) su Milito e Jankovic, l’azione si ribalta dall’altro lato, Motta si butta nello spazio vuoto lasciato da Milito e colpisce a botta sicura. Cordoba (6) rincula in ritardissimo e ha pure la tentazione di allungare il braccio e affossare il brasiliano, che lo precede. Julio Cesar (7) salva. Nella ripresa è Biava ad andare vicino al gol, Cambiasso (7.5) è bravissimo, ma in difesa si comporta pur sempre da centrocampista. L’azione sul Cuchu è probabilmente viziata da fallo, ma non fa niente. Biava tira di poco fuori.
Molto bene Stankovic, Zanetti e Ibrahimovic. Ibra alla fine è stanco, ma al primo minuto è straordinariamente lucido (7.5). Fornisce anche l’assiste per il gol di SuperMario Balotelli. Zanetti nel secondo tempo sale in cattedra, erigendo una muraglia davanti a Cambiasso. Voto: 7. Stankovic fatica parecchio, perchè deve spremersi in un ruolo di raccordo, con un doppio lavoro assicurato dalla presenza di Figo e Mancini, che appaiono spaesati. Suo il lancio del gol iniziale. Tanta quantità e qualità, quando serve. Bene anche Burdisso, finchè è rimasto in campo. Conosce Milito e sa come prendergli le misure, il suo è un infortunio grave. Da rivedere il solito Muntari, abbastanza contenuto Santon, che pure ha fatto una sgroppata delle sue, prendendosi una punizione dal limite dell’area, sprecata da Balotelli. Caso a parte proprio SuperMario: tatticamente disciplinato, ha la lucidità di infilarsi nel mezzo della difesa genoana e perforare Rubinho.
I dubbi se la palla sia entrata o meno rimangono intatti. Certo non è scandaloso dare un gol del genere, dato che forse rimane sulla linea la proiezione della sfera. Questione di ombre insomma, che non tolgono nulla a una vittoria meritata, ottenuta su un campo fino a ieri inviolabile.
Voto 10 alla bentornata maglia del Centenario della Beneamata.
Marciapiedi e dintorni:
Il Giornale di Milano è tra quegli organi di stampa, praticamente il novanta per cento, che hanno volutamente equivocato il significato della storica conferenza stampa di Mourinho relativa alle prostitute intellettuali. Il Giornale e altri mass media hanno diretto le accuse del nostro tecnico a Milan, Juventus e Roma, invece di guardarsi dentro e riflettere. Pazienza.
Mettiamo chiarezza. Dal dizionario De Mauro – Watergate:
Prostituzione: attività di chi offre prestazioni di natura sessuale dietro il corrispettivo di un pagamento in denaro. Prostituzione Intellettuale: attività di chi offre prestazioni di natura intellettuale (sc.: scribacchini, giornalisti, redattori, inviati) dietro il corrispettivo di un pagamento in denaro, chiamato comunemente stipendio ed elargito da editori che perseguono uno scopo ben preciso nei confronti dell’Inter. La prostituzione intellettuale consiste nel coprire tutte le notizie che potrebbero mettere in cattiva luce le avversarie dell’Inter e dar risalto a tutti gli eventi negativi, inventati o reali, che accadono all’Inter.
Perchè ci si prostituisce: per fame, per mancanza di dignità, perchè si è vedove del Moggismo.
Il più chiaro esempio di prostituzione intellettuale è quella rivolta ai danni dell’Inter dal 2006 a questa parte. Lo scorso anno, per esempio, la Roma è la squadra che ha avuto più espulsi contro e se si guarda alla cifre nude e crude, si può notare che è stato un campionato equilibrato dal punto di vista arbitrale. I giornali hanno però insistito con la storiella degli “aiutini”. All’epoca della Triade le cifre della Juventus (e del Milan) erano assai differenti.
Il mitico anno del 5 maggio:
Juventus – 49 ammonizioni, 3 espulsioni, 7 rigori a favore e 2 contro
Roma – 63 ammonizioni, 6 espulsioni, 5 rigori a favore e 2 contro
Inter – 76 ammonizioni, 4 espulsioni, 6 rigori a favore e 5 contro
La Juventus negli anni di Moggi ha avuto un cartellino giallo ogni 12.9 falli. L’Inter di questo triennio uno ogni 7.5, senza contare le giornate di squalifica comminate via prova tv.
All’inizio del 2005 si ebbe il clamoroso record: 46 falli commessi dalla Juve di Capello. Una sola ammonizione comminata. Casarin disse: “A livello mondiale la media è di un’ammonizione ogni 7/9 falli, la Juventus viaggia in Italia a una media di 13/15″.
Quando alle avversarie dell’Inter, peraltro, capiteranno simili partite forse se ne potrà riparlare o sperare in inchieste future.
Intanto sembra che ci sia vita su Marte.
Rosella Sensi accusa Mourinho di istigare alla violenza, proprio nel giorno in cui la Uefa minaccia di levare a Roma la finale della Champions se proseguiranno i cori razzisti. Ribadiamo: la Roma è la squadra coi peggiori tifosi e coi giocatori più ignoranti in circolazione.
Deferimento Mourinho.
La notizia era nell’aria: Mourinho sarà deferito per la conferenza (contro la) stampa (e la tv). Il vero obiettivo del tecnico nerazzurro (da ieri honoris causa) erano i media ed, a latere, la coppia formata da Ranieri e Spalletti. Il voyeur e l’amico di Ilaria. Il settantenne ed il primetime. La Figc si aggrapperà alla provocazione della Primavera del Torino e dell’Udinese per sanzionare Mourinho il sovversivo. Leprostitute intellettuali otterranno giustizia.
Deferimento Balotelli.
La notizia di una gravità assoluta, se confermata, è il deferimento a Mario Balotelli, reo di aver zittito i razzisti presenti in curva sud. Razzisti che gli hanno riservato i classici bbuuu fin dall’inizio della partita, come testimoniato da Stefano Olivari presente a San Siro. Il giudice sportivo ha già sanzionato la Roma per responsabilità oggettiva per i cori citati con 8000 euro di ammenda*. Pochi? In realtà l’As Roma ha ricevuto una sorta di sconto per aver aderito ad un programma di collaborazione in materia con la stessa Federazione. Difficile sanzionare anche Balotelli per una reazione più che umana a fatti già certificati. Anche solo una multa, a livello di principio, sarebbe scandalosa.
Abbiamo appreso proprio ieri della proposta di Campbell: punti di penalizzazione in caso di insulti razziali. In Inghilterra è previsto l’arresto ed il processo per gli pseudo-tifosi, ma evidentemente non sono deterrenti sufficienti. In Italia, invece, si chiede il Daspo per Balotelli e accade che un procuratore federale provveda ad un deferimento dinanzi alla giustizia sportiva. Forse l’unico modo per tenerlo lontano dagli insulti sarebbe proprio la squalifica. Ma cosa dovremmo aspettarci da un paese in cui Totti parla di educazione, rispetto e codici di comportamento** o Moggi esprime giudizi sulla regolarità di un campionato?
* Smentito il giudice di Ballando con le Stelle, Ivan Zazzaroni.
** Rizzoli, Poulsen, Colonnese e Manninger applaudono, commossi, il gabidano educato(re).