
Angelo, Mario e Stefano
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scritto da Nk³ il 21 gennaio 2010 alle 14:39
Si è svolta nel pomeriggio la riunione straordinaria dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, presieduta dal Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Pietro Ieva. Oltre ai componenti ordinari sono intervenuti: il Direttore Generale della Federazione Italiana Gioco Calcio Antonello Valentini, il Direttore Generale della Lega Marco Brunelli, il Procuratore Federale della FIGC Stefano Palazzi, un rappresentante della Questura di Torino, nonché Marco Fassone in rappresentanza della Juventus F.C. La riunione odierna è stata indetta per affermare la volontà, da parte di tutto il sistema di gestione della sicurezza degli eventi sportivi ed in particolare del calcio, di allontanare ogni forma di violenza – anche verbale – dagli stadi, sostenendo le iniziative della società sportiva ed affiancarla in questo impegno per il rispetto della legalità e dei valori dello sport. Nel corso dell’incontro i componenti dell’Osservatorio hanno preso atto con soddisfazione del rinnovato impegno assicurato dalla Juventus FC nell’adottare tutte le misure organizzative di propria competenza, tese a garantire la sicurezza degli spettatori e ad allontanare le espressioni razziste dalle proprie curve. Al fine di evitare, per il futuro, il ripetersi di tali deplorevoli episodi e tutelare inoltre la società sportiva, l’Osservatorio ha varato un pacchetto di misure in sei punti, condivise in una “logica di sistema” da tutti i rappresentanti di vertice delle Amministrazioni direttamente coinvolte:
(estratto dal comunicato ufficiale dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive “Nuovo vigore all’azione di prevenzione condivisa”) Ricapitolando: maggiore coinvolgimento della società nella lotta al razzismo, zero responsabilità individuali -tanto per i responsabili dei cori quanto per quelli del servizio d’ordine-, blandi e genericissimi provvedimenti concreti.
Intendiamoci: qui non è questione di Juventus, di Inter o di chissà chi. Qui è questione di civiltà. Ormai da un campionato intero si sentono cori indecenti -non importa a chi sono rivolti, non importa quanto sono strumentali a danneggiare una società con la quale certi tifosi sono in “lotta”- sempre da un’unica parte di un’unica tifoseria. In casa e in trasferta, in Italia e in Europa. E dopo cinque mesi, cinque, l’Osservatorio del Viminale si riunisce, delibera…e a cosa arriva? Al nulla. Un comunicato lunghissimo e denso di paroloni a effetto e grandi concetti morali: “rafforzamento del servizio di stewarding”, “filtraggio e controllo documentale”, “iniziative antirazzismo”, “compiuta attività cognitiva” (ancora?), “sensibilizzazione dei soggetti competenti”. Provvedimenti concreti? La chiusura di una curva e il divieto di trasferta. Chiudiamo lo stadio a tutti, perchè quattro cani incivili non riescono a fare a meno di ululare alla luna nera. Spendiamo fiumi di inchiostro e riempiamoci di belle parole, mostriamo la volontà di cambiare tutto…e torniamo nelle nostre case senza cambiare niente. Juventus-Roma si giocherà con la Nord chiusa (e a forte rischio incidenti fra Drughi e Viking nella Sud, ma questa è un’altra storia), Inter-Juve sarà probabilmente vietata ai tifosi ospiti (perchè partire da Torino per andare a comprare un biglietto a Milano è impossibile, vero?). Poi? Poi giù di nuovo coi cori. Cambiare tutto per non cambiare niente. Restare schiavi di quattro cani incivili, che con un ululato tengono sotto scacco una società, un campionato, un intero movimento calcistico. E noi lì a guardare. Complimenti a tutti. scritto da Mr Sarasa il 9 gennaio 2010 alle 13:30
Stasera al Meazza si affrontano le uniche due squadre mai retrocesse in serie B, a differenza di quanto avverrà 24 ore dopo… Che Inter vedremo? beh, dire “rimaneggiata” è un eufemismo, rispetto alla sfida di tre giorni fa mancheranno il ceduto Vieira, lo squalificato Balotelli e soprattutto Christian Chivu: dico “soprattutto” perchè nel bailame di questi giorni un po’ è passato in secondo piano quanto accaduto al difensore rumeno dopo lo scontro con Pellissier, un infortunio di quel tipo può avere conseguenze ben più gravi che non uno stop di un paio di mesi… ancora in bocca al lupo ed un sincero grazie ai medici che l’hanno operato, le premesse non erano delle migliori. Questi tre si aggiungono agli infortunati Santon, Materazzi (operato ieri, fuori un mese anche lui), Cambiasso, Muntari e Khrin, oltre al probabile partente Mancini ed Eto’o, che speriamo sia in condizioni di sicurezza migliori, con la sua nazionale, rispetto alla squadra del Togo (ce ne sarebbero troppe da dire per affrontare seriamente questo discorso, e francamente non ne sono in grado oggi)… Di contro, recuperiamo due giocatori squalificati (Deki e Motta), e Pandev ha messo nelle gambe un importante minutaggio contro il Chievo, quindi non bisogna fare drammi ed affrontare senza timori il Siena, con la forza del gruppo, come ha giustamente sottolineato in conferenza Mourinho. Ed allora, con ogni probabilità, la formazione anti-Siena è quasi già pronta: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba (o Samuel), Zanetti; Stankovic, Motta; Quaresma, Sneijder, Pandev; Milito. In panca sono pronti al loro debutto molti giovani della primavera, in caso di bisogno, insieme all’estroso Arnautovic che è l’ennesima testimonianza di come Mourinho sia un allenatore che riconosce l’impegno ed è pronto a dare una seconda possibilità a chiunque, in special modo ai bambini un po’ naif, l’altroieri Mario, ieri Santon, oggi il buon Marko appunto. Di fronte il Siena, ultimo, che ha 30 punti meno di noi ed un allenatore abituato a dare spettacolo… fuori dal campo. Perdere punti in questa occasione, sarebbe un vero delitto, è il momento giusto per allungare ulteriormente su una (o perchè no, entrambe) le inseguitrici. Della conferenza stampa di ieri infine sottolineerei il richiamo deciso ai pecoroni che tifano questi stessi colori ma non hanno evidentemente chiaro che il razzismo è qualcosa di inconciliabile concettualmente con una società che si chiama “Internazionale”. Buona partita a tutti. scritto da SNIS il 6 gennaio 2010 alle 18:19
La partita con il Chievo non sarà sicuramente una di quelle da tramandare ai posteri, ma i tre punti raccolti oggi all’ora di pranzo sono importantissimi per tanti motivi.
Altra nota di merito va a Patrick Vieira, che molto probabilmente ha vestito per l’ultima volta la casacca nerazzurra. La sua prestazione è stata monumentale e ha dato sostanza ad un centrocampo molto sbilanciato, con solo lui e Zanetti preposti a compiti di copertura. Altro giocatore fondamentale è stato Snejider, abilissimo a dettare i tempi di gioco, sacrificandosi in copertura e facendo partire il pressing in fase di non possesso. Da segnalare il suo delizioso assist per Balotelli in occasione del gol partita, in un’azione di contropiede che ha visto protagonista anche l’attesissimo Pandev, pronto a ribadire in rete la respinta di un difensore gialloblù, con la palla che però che aveva già varcato la linea in precedenza. L’esordio del macedone è stato buono fino a quando la condizione atletica gli ha permesso di esprimersi a livelli accettabili. Poi il comprensibile calo fisico ha un po’ annebbiato le idee al numero 27 nerazzurro, sostituito nel finale da Quaresma.
Passiamo poi alle note stonate della giornata. L’infortunio a Chivu è sicuramente la più brutta. Frattura cranica per la quale sarà necessario intervenire chirurgicamente. Mentre sto scrivendo giunge la notizia che l’operazione è in corso e che durerà non meno di due ore. A Christian va un grandissimo in bocca al lupo, perché tutto vada bene e possa tornare in campo il più presto possibile. Altra nota di demerito, certamente meno grave della precedente, va alla prestazione di Milito, mai incisivo e apparso fuori dal gioco. Un passaggio a vuoto che comunque può starci, anche per le difficoltà incontrate dai nostri nel recapitare palloni giocabili al “Principe”, spesso chiamato in causa spalle alla porta e pressato dagli avversari. Unico lampo nel finale, quando Yepes lo ferma in maniera molto dubbia, che impedisce la chiusura di una triangolazione con Sneijder che lo avrebbe messo in porta. Veniamo poi al terreno di gioco del Bentegodi. Un vero e proprio campo di patate, che non ha permesso ai nostri calciatori di qualità di esprimersi al meglio. Giocare palla a terra risultava molto difficile, con la sfera che rimbalzava in maniera irregolare, come se al proprio interno ci fosse un coniglio (cit). Anche l’arbitro non è stato all’altezza, soprattutto nella gestione dei cartellini. Severissimo nel mostrare il giallo ai nostri, non lo è stato con i veronesi in seguito ad episodi molto simili e per i quali non aveva esitato a prendere provvedimenti nei confronti dei vari Chivu, Vieira. Balotelli, Cordoba, Quaresima e Maicon. Infine il pubblico. Al minuto 2 del primo tempo, quando Balotelli ha toccato il suo primo pallone, si sono uditi nitidi, anche dalla tv, i fischi ed i “buuuu” nei confronti di Mario. La cosa è proseguita per tutto il match e in tal senso sono indicative le parole del nostro numero 45, pronunciate a caldo a fine match: “Ogni volta che vengo qui a Verona mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo”. Parole dure e coraggiose che dovrebbero far riflettere. E’ sconcertante che ogni volta si debba assistere a certe dimostrazioni di ignoranza senza che nessuno intervenga. E lo è ancora di più che addirittura ci si dissoci dalle parole di questo ragazzo, anziché dissociarsi da chi, in maniera palese, dimostra la propria inciviltà e intolleranza. scritto da Nk³ il 4 dicembre 2009 alle 15:51
Juventus-Inter è iniziata due settimane fa all’Olimpico di Torino, quando un gruppo di subumani di bianconero vestiti, durante Juventus-Udinese, ha pensato bene di intonare il famosissimo e simpaticissimo coro “se saltelli muore Balotelli”. Juventus-Inter è continuata il mercoledì successivo a Bordeaux quando gli stessi subumani, turbati dal fatto che qualcuno avesse sostenuto che quel coro non era razzista, lo hanno ripetuto e affiancato dagli altrettanto simpatici slogan “non esistono negri italiani” e “un negro non può essere italiano”. Così, a scanso di equivoci. Piacerebbe anche a me che un idiota non potesse essere italiano, ma tant’è: questi lo sono, e mi rassegno. Il punto non è questo, però. Il problema in realtà nasce quando si cerca di inquadrare questi cori come “razzisti” o “non razzisti”. E’ ovvio che se qualcuno mi venisse a dire che “non esistono negri italiani” non è uno slogan razzista gli riderei in faccia io per primo…ma il discorso è più ampio e, se possibile, ancora più deprecabile. Mario Balotelli non viene insultato per il colore della sua pelle. Fosse quello il motivo, sarebbero insultati anche Maicon e Muntari, Eto’o e Vieira.
E allora il problema è più ampio e più grave: il razzismo è uno scudo troppo comodo dietro il quale far nascondere questi insulsi individui. Il razzismo è solo un’aggravante: Mario Balotelli viene insultato per odio, per disprezzo, per rabbia. Mario Balotelli viene insultato come il “figlio di puttana” Materazzi, come il “mangiabanane” Gattuso, come il “frocio di merda” Del Piero, come “l’ignorante” Totti, come il “colluso” De Rossi. Mario Balotelli viene insultato in quello che i decerebrati da curva ritengono essere il suo punto più debole, quello in cui possono colpire, quello in cui possono far male. E questo è inaccettabile. Inaccettabile per Balotelli come lo era per Materazzi, per Gattuso, per Batistuta e per Del Piero. E’ inaccettabile e necessita di una presa di posizione forte, di una risposta decisa, di un segnale inequivocabile. Non possiamo concedere altro spazio a queste persone, non possiamo permettergli di offrire ancora questi spettacoli indegni, non possiamo permettergli di insozzare oltre una immagine del nostro calcio che già non risulta splendente. E nulla più di Juventus-Inter può servire a lanciare un urlo contro questa gente. Nessun gesto estremo, nessuna rottura con le istituzioni, niente ritiri “di forza”: solo il rispetto del regolamento. Questo chiediamo ai 22 in campo, questo ci aspettiamo che facciano: che al primo coro, alla prima alzata di voce, i capitani vadano dall’arbitro e insieme operino in tutti i modi necessari per mettere fine a quello scempio. Richiami dall’altoparlante, messaggi sotto le curve, sospensione temporanea e, se serve, sospensione definitiva. Nessuna paura per quello che potrà succedere, nessuna paura nel voler fare noi, per una volta, la parte di quelli che alzano la voce. E che non hanno paura a urlare tutto il proprio disprezzo in faccia ai subumani di cui sopra. Che non hanno paura a dissociarsene e a mettere bene in chiaro che il calcio è il nostro sport e la partita il nostro spettacolo. E che non abbiamo bisogno di loro. scritto da Mr Sarasa il 22 settembre 2009 alle 7:33
La proposta giunge a ciel sereno da un nostro commentatore, “ricviareggino”, e siccome mi sembra bella, la rilancio qua con un post: amici nerazzurri che sarete allo stadio mercoledì sera, diamo una risposta a questi cialtroni semianalfabeti che in ogni parte d’italia credono che nell’Italia del 2009 il razzismo sia giustificato o non grave, comunque “non sanzionato”: presentiamoci sugli spalti col viso tutto nero. I destinatari del messaggio sono molti, dai beceri che a Torino come a Cagliari come a Verona, come a Roma (e chissà quanti stadi mi dimentico) si sentono in diritto di subissare di ululati chiaramente razzisti i giocatori con la pelle diversa dalla loro, alle istituzioni che continuano a non prendere provvedimenti al riguardo, ai media che minimizzano, come già sottolineato da Luis nel precedente post, per finire ai giocatori stessi. Si, perchè fior di giocatori grandi e vaccinati non trovano di meglio che provocare senza tregua un 18enne con fama di “cattivo”, l’ultimo esempio si è visto domenica con Dessena del Cagliari che ne prova di ogni, pur di scatenare la reazione di Balotelli. Vi è un precedente abbastanza famoso al riguardo, è dei primi di giugno del 2001, a Treviso. La domenica successiva, già nel prepartita tra le mura “amiche” dello stadio Trevigiano si sentono distintamente cori contro il giocatore, li sentono anche i suoi compagni e decidono che quella vergogna non può passare tranquillamente, perchè quando lo si sminuisce, un comportamento sbagliato tende ad ad essere ripetuto. Non so se sia possibile organizzare il tutto per domani sera, ma d’altra parte è una cosa semplice, che può fare chiunque senza troppi sbattimenti, certo dopo l’ingresso a S.Siro e comunque senza violare le norme sulla sicurezza (non so se ci siano restringimenti legati all’identificazione), ma credo ne valga la pena. scritto da Luis il 1 maggio 2009 alle 1:43
Il capitano dei lobotomizzati Il 5 maggio non esiste (solo per noi) La “complessità della questione” scritto da Luis il 20 aprile 2009 alle 11:46
“Esistono gli uomini, non i colori. A quanti l’altra sera hanno insultato Balotelli vanno rammentati due punti, che, sbagliando, pensavamo fossero ormai acquisiti: siamo tutti uguali e Balotelli, perdipiù, è un italiano che ha già indossato la maglia della Nazionale. Chi lo fischia non è un teppista, non è un delinquente: è uno stupido […]. Balotelli è poco più di un bambino, cresciuto forse troppo in fretta. Commette errori, come tanti altri ragazzi della sua età. Certe volte esagera. Certe volte è strafottente. Ma il suo carattere, che deve ancora essere limato, non giustifica il razzismo. Il primo uomo, in fin dei conti, aveva la pelle scura per via del sole africano”. Roberto Renga, 20 aprile 2009. “Domenica sera il ragazzo ha scippato un rigore, invitato migliaia di romanisti a stare zitti appoggiando l’indice alle labbra, fatto per due volte la linguaccia a Panucci, ringhiato a Riise. Non si può usare la prova televisiva per la simulazione: l’arbitro ha visto e valutato male. Ma il resto del suo show deve finire nelle mani del giudice: violenza e istigazione alla violenza. Si parla tanto di prevenzione, le tifoserie restano a casa, gli stadi sono pieni di steward e poi si lascia che la provocazione si verifichi impunemente in campo? La linguaccia va messa sullo stesso piano dello sputo. Venne condannato Totti agli Europei portoghesi e senza valutare le attenuanti. Va condannato Balotelli, con l’aggravante della provocazione nei confronti della tifoseria romanista. Un Daspo anche per lui. La porta della Nazionale chiusa sino a quando non avrà capito e chiesto scusa. Una lunga squalifica adesso. Mourinho e Moratti non gli diano spago: la prossima volta la linguaccia sarà per loro”. Sempre Roberto Renga, 3 marzo 2009. Esistono gli uomini, non i colori? Esistono anche i colori, considerato come Roberto Renga smentisca sé stesso a distanza di un mese. Perché il giallorosso è diverso dal bianconero e il principio del tengo famiglia è sempre valido, soprattutto se qualche ultrà decida che la difesa del giornalista-avvocato sia stata troppo blanda. Che il difensore si trasformi in pm mediatico, poi, è un qualcosa di marziano. Prendiamo atto che il giornalista del Messaggero si sia dato dello stupido, noi lo avevamo considerato tale con netto anticipo (qui, qui e qui). Finalmente gli insulti a Balotelli sono diventati un caso. Ci sono volute le parole di Moratti che se fosse stato a Torino avrebbe deciso di ritirare la squadra dopo che quasi tutto il vecchio Comunale era unito nell’offendere un giocatore di colore forse (un forse falso e retorico) temendone le doti tecniche. Finalmente dicevo, perché le multe a Fiorentina e Udinese per gli stessi cori (gridati da un numero inferiore di persone, ammesso che abbia una qualche valenza) sono passate quasi sottotraccia. In attesa di leggere Zazzaphon ed il suo articolo sul fatto che “negro di m***a”, “mangia le banane”, “non esistono negri ita**ni” e “se saltelli muore Balotelli” non siano espressioni razziste, sulla base che il razzismo sia ben altro (la pessima categoria dei benaltristi è più viva che mai) si può solo constatare come il meritevole del Daspo, abbia risposto sul campo agli insulti con una prestazione da veterano. Nettamente il migliore in campo con le sue giocate, il suo goal (che Ibra non avrebbe segnato) e la sua esultanza con indicazione dello scudetto sul petto, quello che dovevano vincere i vari esperti di battaglie navali, i Buffon(i) o gli atleti di Dio. Quelli che leggendo qualche riga del Vangelo o della Bibbia cercano di evangelizzare le pecorelle smarrite con libri e successive comparsate in tv o che cercano di spiegare il perché dei bombardamenti sulla striscia di Gaza affidandosi alle sacre scritture. Gli stessi che mettono in luce l’essere provocatorio (in campo) del bulletto interista, perché fare una finta a Tiago è da provocatori (cit.), e poi non dicono una parola una sugli insulti di ogni tipo piovuti ininterrottamente dagli spalti. Il lato positivo è l’aver evitato una lezione di fratello Nicola su Pio XII e le leggi razziali. Vedremo come si comporterà il giudice sportivo, anche se non è certo questo il punto. Lo sconforto nasce dalla consapevolezza che le parole di Moratti non serviranno a nulla, anzi, semmai saranno utilizzate come pretesto per nuovi e fantasiosi cori contro Balotelli. Perché in It**ia funziona così. Non è un problema di tifo, ma di cultura. E quella non si compra certo al supermarket di Zamparini e non basta nemmeno la bacchetta magica di Silvan, già opzionata da Berlusconi nonostante l’imbarazzante ex amica di fede di Legrottaglie. Caro Massimo, la proposta è sempre lì sulla scrivania: non ritirare l’Inter da una partita, ritira l’Inter dalla Serie A e portaci in Premier. Non vinceremmo nell’immediato contro Manchester, Liverpool e Chelsea, ma non sarebbe un problema. E se c’è chi è pronto a (ri)prendersi Cannavaro, stavolta senza Brindelloni ad impedirlo, tu compra Campbell. Ps: L’articolo sul Daspo a Balotelli non è più visibile sul sito del Messaggero. Quasi sicuramente sarà un problema tecnico, sarebbe troppo ipotizzare un po’ di sana vergogna. scritto da ex-collaboratori il 8 marzo 2009 alle 11:02
Per fare questo servirà la difesa alta. La linea difensiva però è un rebus, out Burdisso, ideale sulle palle alte, in stand-by Rivas, difficile dire come si presenteranno i due titolari, se saranno arruolabili e in che condizioni saranno: Samuel e Chivu danno una sicurezza sul piano tattico, ma mi accontenterei del solo The Wall in campo, essendo a corto di miracoli. Cambiasso dietro? Se ci fosse comunque emergenza dovremmo adattare Cambiasso, con grande perdita per il centrocampo. Si può sperare in Vieira, nel recupero di forma di Muntari, in qualche apertura magica di Zanetti… ma la verità è che ancora una volta dovremmo affidarci ai nostri uomini migliori, se avranno la forza e la voglia di sputare sangue. Ibrahimovic ieri ha giocato bene, ma quando è lasciato solo in attacco si stanca prima e perde in lucidità. Il Balotelli visto ieri, del quale giustifico totalmente l’aspetto mentale, perchè certo lui ha passato una settimana assurda, non De Rossi, che immagino l’abbia spesa nelle sue note letture edificanti, vale il triplo di Adriano e deve giocare. Ma ogni calcolo rischia di diventare aleatorio con le incertezze che gravano sul reparto difensivo. Preferisco pensare che andremo all’Old Trafford a lottare e vada come vada. Capitolo Campionato. Inter-Fiorentina Juve-Bologna, Roma-Juve, Juve-Chievo, Genoa-Juve, Juve-Inter, Reggina-Juve, Juve-Lecce, Milan-Juve, Juve-Atalanta, Siena-Juve, Juve-Lazio. Posto che la Juventus ha un finale agevole abbastanza simile al nostro, con squadre già sistemate (a meno di un crollo del Siena: Torino, Lecce, Chievo e Bologna sembrano più deboli), il campionato si deciderà proprio in questo mese che ci separa dallo scontro diretto. Fare bottino pieno nelle prossime 4 giornate, questo è l’obbiettivo realistico che dobbiamo prefissarci, sapendo che così andremo a Torino per mettere la parola fine al discorso scudetto. Balotelli e i telecronisti di Sky. I migliori e i peggiori. Molto bene Stankovic, Zanetti e Ibrahimovic. Ibra alla fine è stanco, ma al primo minuto è straordinariamente lucido (7.5). Fornisce anche l’assiste per il gol di SuperMario Balotelli. Zanetti nel secondo tempo sale in cattedra, erigendo una muraglia davanti a Cambiasso. Voto: 7. Stankovic fatica parecchio, perchè deve spremersi in un ruolo di raccordo, con un doppio lavoro assicurato dalla presenza di Figo e Mancini, che appaiono spaesati. Suo il lancio del gol iniziale. Tanta quantità e qualità, quando serve. Bene anche Burdisso, finchè è rimasto in campo. Conosce Milito e sa come prendergli le misure, il suo è un infortunio grave. Da rivedere il solito Muntari, abbastanza contenuto Santon, che pure ha fatto una sgroppata delle sue, prendendosi una punizione dal limite dell’area, sprecata da Balotelli. Caso a parte proprio SuperMario: tatticamente disciplinato, ha la lucidità di infilarsi nel mezzo della difesa genoana e perforare Rubinho. I dubbi se la palla sia entrata o meno rimangono intatti. Certo non è scandaloso dare un gol del genere, dato che forse rimane sulla linea la proiezione della sfera. Questione di ombre insomma, che non tolgono nulla a una vittoria meritata, ottenuta su un campo fino a ieri inviolabile. Voto 10 alla bentornata maglia del Centenario della Beneamata. Marciapiedi e dintorni: Mettiamo chiarezza. Dal dizionario De Mauro – Watergate: Prostituzione: attività di chi offre prestazioni di natura sessuale dietro il corrispettivo di un pagamento in denaro. Prostituzione Intellettuale: attività di chi offre prestazioni di natura intellettuale (sc.: scribacchini, giornalisti, redattori, inviati) dietro il corrispettivo di un pagamento in denaro, chiamato comunemente stipendio ed elargito da editori che perseguono uno scopo ben preciso nei confronti dell’Inter. La prostituzione intellettuale consiste nel coprire tutte le notizie che potrebbero mettere in cattiva luce le avversarie dell’Inter e dar risalto a tutti gli eventi negativi, inventati o reali, che accadono all’Inter. Perchè ci si prostituisce: per fame, per mancanza di dignità, perchè si è vedove del Moggismo. Il più chiaro esempio di prostituzione intellettuale è quella rivolta ai danni dell’Inter dal 2006 a questa parte. Lo scorso anno, per esempio, la Roma è la squadra che ha avuto più espulsi contro e se si guarda alla cifre nude e crude, si può notare che è stato un campionato equilibrato dal punto di vista arbitrale. I giornali hanno però insistito con la storiella degli “aiutini”. All’epoca della Triade le cifre della Juventus (e del Milan) erano assai differenti. Il mitico anno del 5 maggio: La Juventus negli anni di Moggi ha avuto un cartellino giallo ogni 12.9 falli. L’Inter di questo triennio uno ogni 7.5, senza contare le giornate di squalifica comminate via prova tv. All’inizio del 2005 si ebbe il clamoroso record: 46 falli commessi dalla Juve di Capello. Una sola ammonizione comminata. Casarin disse: “A livello mondiale la media è di un’ammonizione ogni 7/9 falli, la Juventus viaggia in Italia a una media di 13/15″. Quando alle avversarie dell’Inter, peraltro, capiteranno simili partite forse se ne potrà riparlare o sperare in inchieste future. Intanto sembra che ci sia vita su Marte. scritto da Luis il 4 marzo 2009 alle 20:11
Deferimento Mourinho. Deferimento Balotelli. Abbiamo appreso proprio ieri della proposta di Campbell: punti di penalizzazione in caso di insulti razziali. In Inghilterra è previsto l’arresto ed il processo per gli pseudo-tifosi, ma evidentemente non sono deterrenti sufficienti. In Italia, invece, si chiede il Daspo per Balotelli e accade che un procuratore federale provveda ad un deferimento dinanzi alla giustizia sportiva. Forse l’unico modo per tenerlo lontano dagli insulti sarebbe proprio la squalifica. Ma cosa dovremmo aspettarci da un paese in cui Totti parla di educazione, rispetto e codici di comportamento** o Moggi esprime giudizi sulla regolarità di un campionato? * Smentito il giudice di Ballando con le Stelle, Ivan Zazzaroni. |
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