scritto da il 8 novembre 2009 alle 13:29

Il ritorno del settantenne (a San Siro)

Lo ammetto: quando la squadra più asteriscata d’italia lo esonerò la scorsa primavera, un po’ mi dispiacque… povero Raniero, in fondo mica era colpa solo sua per le innumerevoli figure da peracottari di quella squadretta nelle ultime due stagioni: come minimo, qualche responsabilità andava pur condivisa col tutor-sport, con la badante e con Cobolli, Gigli, Blanc e Secco, i Quattro Moschettieri del mercato.

Temevo inoltre che non ci sarebbe stata più occasione di vedere all’opera su una squadra importante questo genio della comunicazione… masochistica, ed in effetti ora è tornato ma solo sulla panchina della Roma.
La differenza tra il settantenne dell’anno scorso e quello attuale è evidente, senza nessuno che lo prenda in giro parlandogli di vincere scudetto e/o champions, o che gli facciano credere che un ex giocatore sia imprescindibile solo perchè sa battere le punizioni, anche il comandante Claudio contiene la propria esuberanza verbale.

Nessun “Deco e Carvalho a me Abramovic li avrebbe dati”, per intenderci, nè sopraffini ed eleganti paragoni anatomici come il celebre “noi siamo coglioni, lui [Mourinho] sta in mezzo”.. in compenso ha trovato altri modi di rendersi protagonista, prima polemizzando con Blanc (quello che col calcio non c’entra nulla) sull’affaire Stankovic (non voluto dai tifosi), poi dicendo che è dura condurre una squadra non costruita da lui (e sono già tre anni che gli capita, in effetti, se chiedi Stankovic e ti danno Thiago..): insomma, dopo averci fatto divertire per due anni con balle, ora sortisce lo stesso effetto dicendo la verità, impagabile.

Va detto che rispetto all’ultima volta che Ranieri ha vinto contro di noi a San Siro mancherà il suo miglior uomo assist: Burdisso.
Ieri sulla gazza c’era un’interessante ipotesi di calciomercato in tal senso: lasciare Burdisso-errore-fisso alla corte di Rossella Sensi e riprenderci un giovane cresciuto nel nostro vivaio e che qualche apparizione nella stagione dei record l’aveva fatta: Andreolli.

Oggi ha 23 anni, è maturato al Sassuolo superando i problemi alla schiena che avevano caratterizzato la stagione 2007-2008 tra Roma e Vicenza, continua a “vedere” la porta durante corner e punizioni e – particolare più importante – pare che sia uno di quei giocatori che l’allenatore portoghese non capisce come sia stato possibile cedere, di quelli provenienti dalle giovanili (l’altro è Pandev).
Se son rose, fioriranno, ma non vi nascondo che farei lo scambio seduta stante..

In ogni caso, non è questo il tempo per il mercato, oggi la Roma è solo l’avversario da battere dopo 4 anni che non riusciamo a farlo a San Siro in Campionato, vediamo di stoppare questa fastidiosa tendenza (anche se certe rimonte in extremis tipo quelle con i gol di Zanetti, Balotelli e Crespo occupano un posto speciale nella mia personale galleria delle emozioni forti regalate da questa squadra negli ultimi tempi..)!

scritto da il 9 febbraio 2009 alle 9:30

L’Italia secondo Mou

Un Maicon è di troppo, Che Scandalo, Che regalo: l’Italia si è fermata 2 giorni (cit.). Una J**e da 10, Che grinta, Orgoglio J**e: l’Italia vive tranquilla (cit.). Siamo all’ennesima farsa mediatica: del primo goal nato da una spinta di Iaquinta e del mani nettissimo di Marchionni non sanzionato con il calcio di rigore non v’è traccia. E’ iniziata la solita campagna verso la seconda in classifica, mentre della terza si sono perse le tracce.

Le parole di Ranieri che ammette l’esistenza del rigore vengono usate contro Mourinho. Lo stesso Mourinho che a Siena aveva riconosciuto tranquillamente l’errore. Lo stesso Ranieri che a Reggio Calabria, la scorsa stagione, parlava di “punta dell’iceberg” commentando tre episodi sfavorevoli. Partita che diede il là ad una pittoresca lettera della società inviata a mo’ di protesta alla Figc. Senza contare editoriali dal titolo “Stravince Ranieri” e dal contenuto “prima con le sue scelte in campo, poi con il suo stile fuori”. Forse avrà consigliato lui l’ingresso di Terlizzi a Zenga. Il più obiettivo (sic), nella sua impostazione farsesca, è il quotidiano umoristico, che pur di non dare meriti al “settantenne” pubblica un fondo dal titolo “L’effetto Lippi”. Forse in memoria dei bei tempi furtivi.

A margine, la Snai ha deciso di quotare i giorni di stop di Kakà: i tre paladini dell’informazione riportano tre opzioni differenti: 15, 20, e (rischio) di un mese di stop. Vedremo chi avrà raccontato la verità.

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scritto da il 20 novembre 2008 alle 14:47

Verso Inter-Juventus, con 148 milioni di perdite

soldi freschiL’articolo pubblicato da Repubblica rivela la situazione finanziaria dell’Inter al 30 giugno 2008. Un passivo di 148 milioni, che fa ammontare a 500 milioni il passivo complessivo degli ultimi 4 anni. Un esercizio di bilancio allegro, ma in linea col resto del mondo.

Cosa pesa maggiormente in questa voce? Non ho a disposizione il foglio, ma posso ben immaginare. La voce ingaggi non è coperta dalla voce ricavi. Vincere ci costa: i premi sono aumentati di una ventina di milioni. Tutto qui. In Inghilterra, se vogliamo, la situazione è peggiore, perché come ha ricordato Mourinho, lo spettacolo è di tutt’altra fattura e solo dal merchandising le società inglesi ricavano quasi il triplo delle società italiane. In una realtà macro-economica tutto sommato speculare.

Il problema maggiore dell’Inter è la cattiva gestione. Dall’articolo di Repubblica si deduce che la situazione finanziaria è molto debole, tanto che sarebbero arrivate offerte di acquisto al presidente Moratti. Se fossi in lui io venderei, specie se arrivasse un compratore solido, quale può essere un fondo sovrano o un ricco investitore mediorientale. Non dimentichiamo peraltro l’inchiesta sulla Saras che grava come una spada di Damocle sulle future scelte del presidente. Il problema è che lui è tifoso quanto noi, tanto da non dormire per una settimana prima di una partita come questa.

La soluzione per ripianare le perdite è come al solito devoluta all’immaginazione. In Italia più che altrove. L’idea di fare lo stadio di proprietà, con costi sostenuti dagli sponsor e dalle banche, rientra alla perfezione in questa logica. Lo stadio oltre a fornire introiti dagli eventi e servizi collaterali, costituisce un importante valore patrimoniale, che aumenta il valore complessivo della società.

Per quanto riguarda la partita, per le notizie tecniche, è meglio aspettare domani. Stanotte arriveranno i brasiliani, reduci da una entusiasmante goleada contro il Portogallo. Maicon e Adriano hanno segnato, mentre Julio Cesar non ha colpe sui gol subiti. La buona notizia è che non abbiamo infortunati. L’unico vero dubbio per sabato riguarda la sostituzione di Cordoba e un possibile impiego di Stankovic fin dal primo minuto. E’ sicuro, tuttavia, che Ranieri soffre della sindrome di Prodi: gli scudetti del Chelsea di Mourinho sono merito suo. Esattamente come il piano rifiuti bocciato da Pecoraro A-scanio.

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scritto da il 22 ottobre 2008 alle 11:40

Da Milanell Boulevard alla realtà

david beckhamStavolta non c’è la bufala alla diossina. E’ tutto vero! Il geometra Galliani vuole trasformare Milanello nella Sunset Boulevard della Brianza, acquisendo le prestazioni di David Beckham, centrocampista della nazionale inglese e dei L.A. Galaxy (l’unica squadra di Los Angeles che anziché essere seguita dalle celebrità, le compra per farsi seguire dai comuni mortali. Roba che nemmeno i Los Angeles Clippers!). L’integrità fisica e le capacità tecniche non si discutono, l’operazione di marketing è chiarissima. Ma è l’idea di prendere un 33enne centrocampista offensivo che non mi torna sul piano tattico. Chi starà fuori adesso?

Una cosa è certa. Questo ennesimo acquisto mediatico – annunciato nel giorno di ferie infrasettimanale del Milan – sembra volto a rastrellare il denaro mancante, dopo il quinto posto dello scorso anno e i 25 milioni promessi al Barcelona per i servigi di Ronaldinho. La sensazione più chiara è che a Silvio Berlusconi il Milan non serva più: può arrivare tranquillamente al Quirinale mettendo all’angolo il PD. Una volta che Silvio avrà passato la mano, la società verra gestita da Pier Silvio, Braida, Galliani e Costantino, con Maria De Filippi deputata (in tutti i sensi) a far la voce grossa. Scherziamo… ma non troppo. L’ideale sarebbe stato mettersi nelle mani di Moggi, che Berlusconi lodò pubblicamente per la capacità di vincere senza spendere soldi (al netto delle schede telefoniche, si intende). Ma a meno di una legge salvacul… condotto, dovrà aspettare per altri tre anni.

Intanto l’house organ del moggismo in esilio, quello che riporta gli umori degli juventini in rete e non solo, viene accusato da Ranieri di fare critiche premeditate. Stavolta ha ragione Ranieri. La Juventus di ieri ha giocato un buon primo tempo, il Real ha fatto un buona ripresa. E probabilmente i bianconeri si sono regalati la qualificazione agli ottavi, mettendosi l’animo in pace, vista l’inconsistenza dello Zenit.

Qualificazione che dovrà ottenere l’Inter stasera, se non nei numeri nelle sensazioni. Mourinho ha già anticipato che schiererà Francesco Toldo in porta e, Ibrahimovic a parte, è possibile che si faccia turnover nelle caselle dell’attacco, dove è previsto l’inserimento di Mancini, Cruz o Balotelli. L’imperativo è uno solo: vincere, magari giocando bene, per mettere la qualificazione al sicuro e imprimere la prima vera accelerazione in campionato. Sinceramente penso che Mourinho ci sorprenderà con una formazione più rimaneggiata del previsto.

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scritto da il 21 ottobre 2008 alle 14:40

Scilafi brafa ggente (cit.), giornalisti meno

Commentata l’ottima intervista di Deki nei commenti al post precedente, che altre parole non servono, mi voglio soffermare sulle ultime news che provengono dalla famiglia (allargata) Mancini, quella che gli interisti non ingrati guardano ancora con affetto e riconoscenza ma che pesa tuttora sul bilancio della società fino al 2011.

Dopo aver respinto l’arrivo immaginario di Stankovic quest’estate, mi aspetto nuove raccolte firme “mulini a vento – style” da parte degli orfani di Moggi per prevenire l’altrettanto improbabile affidamento della Giuve al Mancio o al suo braccio destro Mihajilovic.

Un’ipotesi che persino il direttore di Juve Channel, Rossi, ha definito ieri sera “grottesca”, scatenando le ire del cazzaro Giulio Mola a Lunedì di Rigore; l’aspetto più grottesco della vicenda è che, nel presentarla, il cazzaro stesso aveva parlato di voci non confermate, visto che il Mancio è in Inghilterra per migliorare l’inglese (ufficialmente, altri rumors parlano di contatti con Arsenal al posto di un Wenger pronto a sostituire Domenech o il ritorno di fiamma del Manchester City), aggiungendo però che in caso di chiamata dalla giuve, il Mancio accetterebbe di corsa. E pazienza se da 6 Milioni passerebbe a meno di uno, secondo Mola-tov! Per altri fenomeni da circo presenti in studio il Mancio comunque verrebbe pagato prima forfettariamente da Moratti per chiudere il rapporto. Ma per favore!

Poi nuova telefonata di Sinisa, però Ravezzani deve aver fatto male i suoi calcoli se sperava di aizzare il serbo contro l’Inter, anzi, stavolta sono uscite solo parole di riconoscenza “io devo solo ringraziare l’Inter e Mancini se mi hanno preso a 35 anni e per due anni ho giocato e per altri due sono stato vice-allenatore; senza quei due anni oggi non riceverei nessuna proposta”; per la cronaca, ha pure lui smentito qualsiasi contatto con la Giuve (“non ho l’esperienza adeguata, ho fatto solo il vice per due anni”), non di aver ricevuto altre proposte (leggere tra le righe: Bologna, Torino, Samp); il conduttore prova a metterlo contro Mourinho tornando addirittura alle dichiarazioni dopo la prima partita di campionato, ma niente da fare, quindi desiste e tronca il siparietto tra Sinisa e Becca sulle punizioni. Evidentemente la telefonata era a carico della sua rete.

In definitiva, mentre stasera Raniero friggerà sulla panchina dell’Olimpico, mentre Blanc (quello che di calcio non capisce nulla, non il nostro ex) friggerà sulla poltroncina pensando ad un buen retiro nelle campagne della Provenza, possiamo essere certi che nè Cobollo, nè Gigli, nè gli altri del c.d.a. hanno una benchè minima idea di come/quando/se sostituire il settantenne.

Inutile dire che io “tifo” per un bel periodo ponte affidato ad un (ex) membro del cda. Perchè se è vero che “ancora non è arrivato il LORO Tardelli” (cit. da NK), potrebbe bastarci anche il “modello” originale…

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scritto da il 19 ottobre 2008 alle 12:27

Roma-Inter: fuori Adriano, dentro Cruz

Sarà il Jardinero Cruz la novità ghiotta dello scontro dell’Olimpico. Il puntero argentino ha vinto il ballottaggio col transoceanico collega brasiliano che, secondo la Gazzetta, sarebbe stato punito per aver saltato un allenamento. La gestione Mourinho è molto silenziosa, a dispetto di quello che i media riportano. Maicon arrivò in ritardo a una sessione di allenamento e fu messo in panchina, spostando Zanetti nella linea difensiva. Con tutti gli alibi possibili del mondo, dovuti al ritardo e alle lungaggini del viaggio dal Brasile, se fosse vero sarebbe veramente grave, in quanto su Adriano Mourinho si è speso parecchio.

Cruz, comunque, è una garanzia di lusso che si integra alla perfezione con Ibrahimovic. Lo scorso anno a Roma fece danno, subentrando appena prima del fortunoso pareggio dei giallorossi. Quaresma è favorito sull’ex Amantino Mancini, reduce dalla trasferta in Nazionale, mentre in mezzo dovrebbero giocare Muntari, Cambiasso e Stankovic, con Zanetti dirottato a sinistra, per coprire la perdurante assenza di Maxwell. Al centro Chivu e Cordoba dovrebbero spuntarla sugli acciaccati Burdisso e Materazzi.

La Roma di Luciano “Comportamenti” Spalletti dovrebbe schierare Doni, Cicinho, Loria, Juan, Tonetto; De Rossi, Aquilani, Taddei, Perrotta, Vucinic e Totti. Il capitano dovrebbe essere una novità del primo minuto, ma dipende dal riscaldamento prepartita. Se se la sente inizia, altrimenti lo si vedrà nella ripresa. Una formazione che ha un’unica reale assenza, quella di Mexes dietro, a dispetto dei piagnistei capitolini.

Ieri, frattanto, la Juventus ha subito la seconda sconfitta consecutiva a Napoli. Le assenze gravano su una squadra che è comunque priva di identità e ha molte pecche nelle riserve. Secondo gli ultimi rumours Ranieri rischia grosso, un sostituto è facile da trovare, visto il prestigio della panchina. In ogni caso non è tutta colpa sua. Che abbia chiesto Poulsen è un conto, ma la Juventus è piena di giocatori giovani sopravvalutati e vecchi in via d’estinzione che non hanno nulla a che vedere con la gestione del settantenne.

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scritto da il 8 ottobre 2008 alle 10:22

Tuttosport è un giornale sportivo?

RuttosporcLa domanda non è retorica, sono seriamente convinto che per capire cosa scriva qualcuno (e soprattutto quale sia il messaggio che vuole mandare a chi legge) sia importante capire chi c’è “dall’altra parte”. Nel caso di titoli come “cacciatelo” (destinatario Donadoni agli europei), “sono 15″ (riferito agli scudetti dell’inter), o l’ultima campagna anti-settantenne, i “concetti” infatti sono chiarissimi, molto meno semplice è capire se chi scrive sia un giornalista, un tifoso preso a caso dal bar, o un mero messaggero “conto terzi”.

Certo è annosa la questione su cosa sia il giornalismo, e non voglio addentrarmi in campi che non mi competono del tutto, in quanto mero lettore appassionato della materia e non giornalista tout court. Mi limito a pensare che se l’equilibrio tra “notizie” ed “opinioni” presentate sta alla discrezionalità dei singoli individui, almeno dovrebbe essere chiara la distinzione tra queste categorie di articoli, per onestà verso il lettore. E quindi se si scrive “Ranieri: è Crisi”, dovrebbe esserci un qualche riscontro oggettivo.

Altrimenti sarebbe più corretto utilizzare un editoriale.

Intendiamoci, il vizio dei titoli che di “notizia” non hanno nulla affiora di tanto in tanto anche sulla Gazzetta e sul Corriere dello sport, un esempio su tutti quel “Milan, così si fà” che ancora ci fa scompisciare, ed è una nefasta influenza dei “videowall” delle trasmissioni sportive televisive, non tutte ma di sicuro quelle che si basano sul modello della caciara. Ciò che però stupisce nel caso di Tuttosport è la reiterazione continua, e soprattutto la targetizzazione: per due anni si prende come obiettivo l’Inter, per “vendetta” su Calciopoli? Bene, per due anni è vietato parlare in positivo di qualsiasi cosa riguardi l’Inter, titoli su titoli contro l’Inter, cambiano i direttori ma la linea resta immutata.

Da metà dell’anno scorso anche il settantenne è diventato un bersaglio, e se ne vedono i risultati. Certo, ingigantiti dal patetismo di cui si ama circondare Cobolli Gigli, che paragona questo periodo alla retrocessione…

A questo punto, visto che questi Soloni dell’informazione NON rappresentano la maggioranza dei tifosi giuventini (o almeno nessuno di quelli che conosco io), ma al massimo la maggioranza di quei lettori che commentano da semianalfabeti o scrivono le letterine alla redazione, provo ad immaginare quale “voce” rappresentino, e per esclusione direi che sono espressione di una parte importante della società: quella che è sopravvissuta a calciopoli, che ancora si consulta con Moggi sul mercato, quella che non ha proposto Ranieri e lo ha subito.

In questo senso Tuttosport NON è un giornale sportivo, perchè è qualcosa di più simile alla “velina rossa” Dalemiana, per chi segue la politica. Un house-organ in chiave minore, direi un “room-organ”.

Ammetto che in quarta superiore, all’epoca di Euro 2000 se non sbaglio, d’estate saltuariamente ho comprato il suddetto giornale, attratto (ero piccino e internet non era onnipresente come ora) dai titoloni sul mercato che ci abbinavano a chiunque. Constatando ben presto che di “notizie” ce ne erano ben poche, non ho più comprato nè sfogliato quel foglio di carta dagli abbinamenti cromatici se non altro insoliti, riscoprendolo grazie a Calciopoli. Però come giornale satirico preferisco tuttora “EMME”, nonostante i colori.

PS: a livello di giuve tuttavia qualcosa è cambiato, rispetto a quando il caso-Davids veniva gestito con modalità para-mafiose, dall’intimidazione alla terra bruciata intorno sulla squalifica per doping, se guardo oggi come si autosputtanano da soli. E gli sta benissimo.

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scritto da il 27 settembre 2008 alle 15:44

Stampa e TV: Mourinho ha capito tutto

josè mourinhoNella conferenza stampa pre-derby Mourinho torna a parlare coi giornalisti italiani e segna il solco definitivo, circoscrivendo il ruolo dei media nostrani a quella dimensione provinciale che li contraddistingue. Era necessario che qualcheduno parlasse chiaro, perché anche il mite Ancelotti si mettesse sulla scia. Mourinho dà l’affondo decisivo parlando del post-partita di Inter-Lecce e delle polemiche riguardanti la sua assenza:

“Vedo tutti preoccupati di piccole cose, che nello spettacolo calcio non significano niente, e nessuno preoccupato per uno sport che è importante nel mondo. Nessuno si preoccupa per il fatto che il calcio italiano è considerato un prodotto molto piccolo fuori dall’Italia, non paragonabile alla Premier League. Il Lecce mercoledì ha giocato con 3 portieri e 8 difensori eppure a fine gara tutti si sono preoccupati sul perchè a parlare con la stampa è venuto Baresi. Questo è il nostro mondo, che io ho scelto. La decisione di venire in Italia è stata mia, ma pensavo che l’Italia avesse più passione per il calcio e meno per tutto quello che c’è intorno. Non mi sono pentito comunque di essere venuto in Italia, assolutamente”.

L’accusa è diretta alla stampa specializzata che concorre al provincialismo del nostro calcio. Molti chiacchieroni, tanti in cerca di polemiche inutili, nessuno che si proponga con un’idea nuova. Mourinho, dopo aver distrutto Mario Beretta, affonda il coltello nella piaga, rende pan per focaccia a Claudio Ranieri che aveva parlato di mancanza di rispetto e a tutti coloro che hanno assaltato in modo rozzo Beppe Baresi:

“Qui c’è un allenatore che in due mesi ha studiato italiano 4-5 ore al giorno per arrivare in un paese nuovo e parlare con i giornalisti e con i tifosi, un allenatore che ha imparato a parlare in maniera sufficiente con i tifosi, con i giornalisti. E questa è una mancanza di rispetto? Negli ultimi anni mi è capitato di mandare i miei collaboratori 21 volte in conferenza e solo negli ultimi giorni si è parlato di mancanza di rispetto. Per Ranieri è stato difficile imparare dopo 5 anni good afternoon e good morning e poi proprio lui viene a dire certe cose? Solo Moratti mi può dire che Baresi non ha lo status per rappresentare la società, non un altro allenatore o un giornalista in tv. Se Moratti me lo dice allora parlo sempre io. Ma io prima di arrivare all’Inter ho indicato in un documento quali collaboratori volevo, con quali funzioni, e in quel documento c’è scritto che una delle ragioni per cui voglio una persona con un determinato profilo, con una storia nel club, è per avere qualcuno che possa rappresentarmi con dignità, con status, con classe davanti alla stampa e ai tifosi. Il problema è che qui non è stato rispettato Giuseppe Baresi“.

Infine sul derby. Per Mourinho il fatto che venga presto, non ad autunno inoltrato, potrebbe liberare le squadre dalla tensione. “Nel derby non c’è la squadra più forte: generalmente, chi vive il momento più negativo tante volte vince. Meglio che il Milan abbia vinto nelle ultime partite perché così arriviamo alla sfida alla pari psicologicamente”.

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