scritto da il 26 marzo 2012 alle 9:27

Juventus 2 – Inter 0

Juve – Inter è stata una partita combattuta fino al 12′ del secondo tempo quando Caceres totalmente libero ha potuto colpire di testa un cross da calcio d’angolo e segnare il gol dell’1-0, da quel momento si è vista una sola squadra in campo che ha realizzato il 2-0 con Del Piero e che è andata vicino anche al terzo gol.

E’ oramai inutile ripetere alla fine di tutte le partite gli stessi concetti su questa squadra che stasera è riuscita a tirar fuori l’orgoglio per circa 60 minuti ma che alla fine è capitolata contro un avversario comunque superiore.

Restano 9 partite alla fine della stagione: non ci sono obiettivi di classifica e non c’è un presente da inseguire e agganciare, 9 partite da poter giocare pensando al futuro e alla prossima stagione con la sola eccezione del derby di ritorno.

Ranieri: io lo cambierei domani ma solo a condizione di poter assumere subito l’allenatore della prossima stagione che avrebbe in questo modo 2 mesi di tempo per capire chi tenere e chi lasciar andare e per iniziare subito a impostare tattiche e schemi di gioco.

Un traghettatore per 9 partite non avrebbe senso, i giocatori non troverebbero nuovi stimoli o motivi per giocare alla morte queste ultime gare;  se non fosse possibile cambiare subito Ranieri gli darei però  chiare indicazioni di schierare i giocatori che meno si sono visti in campo.

Portiere: Julio Cesar non ha una riserva futuribile, sempre in campo fino a fine stagione.

Difesa: Samuel dovrebbe già aver rinnovato, in attesa di capire il futuro di Maicon, Lucio e Chivu si diano spazio e rassicurazioni per il futuro a Ranocchia e si provi qualche volta Faraoni come laterale destro. Nagatomo non è Brehme ma dovrebbe rimanere anche perchè è difficile trovare di meglio a basso costo.

Centrocampo: Poli e Obi meritano una conferma, l’italiano per me è un elemento valido su cui puntare, il nigeriano è meno pronto ma sempre in considerazione dei pochi soldi da investire dovrà essere tenuto in considerazione nelle rotazioni.
Cambiasso, Zanetti, Stankovic e Palombo: non potranno restare tutti e 4 e soprattutto nessuno deve più essere considerato titolare.
Guarin e Alvarez sono quelli da mettere alla prova in questo finale di stagione, per il colombiano c’è da decidere se pagare il riscatto  o meno, per l’argentino si deve verificare se ha ulteriori margini di miglioramento e se sarà meglio puntare su di lui o sul più giovane Coutinho, il tutto naturalmente in funzione del futuro di Sneijder.

Attacco: Castaignos merita delle possibilità, 9 partite per vedere se qualche colpo ce l’ha o se è solo una meteora, Forlan dopo il gran rifiuto per me non dovrebbe più giocare, Pazzini e Milito potrebbero alternarsi con l’olandesino, riuscissimo ad avere subito il nuovo allenatore si potrebbe capire cosa pretendere da loro per la prossima stagione.

Nove partite per il futuro e per iniziare la risalita, non sprechiamo altro tempo.

...e torneremo a vedere la luce

scritto da il 27 febbraio 2012 alle 9:36

Napoli 1 Inter 0

1 De Sanctis(77); 14 Campagnaro(80), 28 Cannavaro(81), 6 Aronica(78); 11 Maggio(82), 23 Gargano(84), 88 Inler(84), 18 Zuniga(85); 20 Dzemaili(86) (44′ st Dossena(81)); 22 Lavezzi(85) (37′ st Britos(85)); 7 Cavani(87)

1 Julio Cesar(79); 37 Faraoni(91), 6 Lucio(78), 25 Samuel(78), 55 Nagatomo(86); 4 Zanetti(73), 5 Stankovic(78) (21′ st Poli(89)), 19 Cambiasso(80); 10 Sneijder(84) (1′ st Pazzini(84)); 9 Forlan(79) (1 st Cordoba(76)), 22 Milito(79)

L’Inter perde a Napoli la quarta partita consecutiva in campionato e probabilmente domattina ringrazierà Mr. Ranieri per il lavoro svolto e annuncerà il terzo allenatore di questa stagione; Gasperini e Ranieri assumono sempre più le sembianze delle vittime di questa caotica fase di transizione.

La partita del San Paolo è identica a quella di mercoledì a Marsiglia e non offre nessun nuovo spunto alle discussioni di questi giorni, la solita difesa che lotta ma soffre per il mancato filtro del centrocampo e il solito attacco lento e asfittico che per l’ennesima volta non riesce a segnare.

Gol: un evento dimenticato

In mezzo lo stesso centrocampo visto in Champions: lento, senza intensità, con poco coraggio, travolto dal vigore e dalla forza di Maggio, Inler, Gargano e Zuniga.

Un dato chiarisce le difficoltà della nostra linea mediana, qualora ce ne fosse bisogno: i 4 del Napoli hanno intercettato e recuperato 10 palloni, i nostri solo 2; i difensori vengono così lasciati soli contro gli attaccanti avversari e al primo errore arriva il gol che diventa impossibile da recuperare; mercoledì Ayew e stasera Lavezzi.

Parlare di 4312 o del nuovo 352 provato nel secondo tempo diventa una inutile perdita di tempo, questo Napoli ci avrebbe battuti anche se avessimo schierato un 550.

Portiere a parte Mazzarri ha schierato un solo giocatore nato negli anni ’70 contro i 7 schierati dall’Inter, non voglio ridurre l’ennesima sconfitta in campionato a una mera questione anagrafica, ma è chiaro che stiamo tentando di risalire un fiume controcorrente.

Tifosi e giocatori sono oramai accumunati dal senso di impotenza di chi si è arreso perchè sa che non ce la fa più e ogni partita è diventata una agonia in attesa del gol avversario che diventa irrecuperabile perchè nessuno ha la possibilità di cambiare passo.
Probabilmente non è solo una questione anagrafica (l’undici di partenza ha una età media di 31,5 anni) ma ci sono anche problemi fisici e di testa, non c’è più nessun entusiasmo e sarà difficile farlo ritrovare a dei giocatori che 2 anni fa giocavano per vincere tutto e adesso si trovano costretti a sputare l’anima per arrivare a metà classifica.

Per questo motivo mettere in campo giocatori che ancora devono imporsi diventa importante per questa squadra, giovani che potrebbero aiutare anche i più esperti a ritrovare un minimo di entusiasmo e motivazioni per terminare la stagione in modo dignitoso.

Sangue fresco

 

scritto da il 13 febbraio 2012 alle 9:36

Inter 0 Novara 1

Inter: 1 Julio Cesar; 4 Zanetti, 2 Cordoba, 6 Lucio, 26 Chivu (25′ st Nagatomo); 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 18 Poli (17′ st Forlan); 11 Alvarez (1′ st Pazzini), 10 Sneijder; 22 Milito.

Novara: 1 Ujkani; 4 Lisuzzo, 30 Centurioni, 28 Garcia; 15 Dellafiore (14′ Morganella), 17 Porcari (1′ st Pesce), 23 Radovanovic, 10 Rigoni, 3 Gemiti (20′ st Paci); 27 Jeda; 29 Caracciolo.

Novara e Bologna da affrontare in casa pensavo fossero l’occasione perfetta per uscire dall’infausto trittico fatto da Lecce-Palermo-Roma e riprendere un cammino più degno della storia recente di questa squadra, pensavamo di aver toccato il fondo all’Olimpico e invece abbiamo iniziato a scavare.

La squadra di Mondonico ha giocato per quelle che sono le sue possibilità, bus davanti alla porta e ripartenze con la bestia nera Caracciolo, Jeda e Rigoni; Ranieri ha provato a iniziare con Stankovic davanti alla difesa nel posto che fu di Thiago Motta e con Sneijder e Alvarez dietro Milito a formare un inedito albero di natale.

Nel primo tempo l’Inter non riesce a sfruttare il campo in tutta la sua larghezza, le discese di Chivu e Zanetti sono poche e mal costruite, Milito è da solo in area contro i difensori del Novara e viene poco supportato dai centrocampisti, di conseguenza si prova a trovare il gol solo con qualche tiro dalla lunga distanza che non impegnano Ujkani.

30 tiri in porta, quasi tutti da fuori area

Nella ripresa Ranieri inizia con Pazzini al posto di Alvarez e con il 4312, manca ancora la spinta necessaria sulle fasce (soprattutto sulla destra), gli attacchi centrali facilitano il gioco del Novara che continua a coprirsi con ordine. Caracciolo segna in contropiede al 56° e Ranieri prova a riprendere la partita mettendo Forlan al posto di Poli; a questo punto giochiamo con una sorta di 424 con il nuovo entrato sulla destra, Milito e Pazzini in mezzo e Sneijder sulla sinistra, sembrerebbe il modo giusto per aprire la difesa avversaria e mettere in mezzo dal fondo dei palloni pericolosi, ma a destra c’è un sinistro e a sinistra c’è un destro e tutti e due sono più portati ad accentrarsi per giocare con il piede più forte.

L’Inter continua ad attaccare in modo molto prevedibile mentre il Novara in un paio di occasioni rischia di segnare in contropiede il gol del k.o., l’ingresso di Nagatomo al posto di Chivu non sposta l’inerzia della gara che termina con una traversa di Sneijder e un tiro ravvicinato di Pazzini allo scadere su un cross da fondo campo di Forlan. Troppo poco contro un avversario così modesto.

Bestia nera: sullo sfondo irriconoscibile perchè vestita di bianco

Di sicuro siamo mancati sulle fasce, Chivu e Zanetti hanno fatto rimpiangere Nagatomo e Maicon, soprattutto l’assenza dall’undici iniziale del giapponese è parsa inspiegabile: vista la squalifica del brasiliano sarebbe servito almeno un giocatore che fosse in grado di fare il solco sulla fascia e invece Ranieri ne ha schierati due poco propensi ad attaccare gli spazi. In mezzo il solo Poli (sostituito) è parso in grado di fare tutte e due le fasi, mentre Sneijder e Alvarez hanno combinato diverse volte bene tra di loro ma hanno giocato troppo vicini, facilitando la chiusura degli spazi da parte degli avversari.

Motta non può essere sostituito dai giocatori in rosa e Ranieri sta cercando un nuovo equilibrio, ha provato con i giocatori più tecnici e con meno intensità e non ha funzionato, provi adesso nella direzione opposta.

scritto da il 23 gennaio 2012 alle 8:15

Inter – Lazio 2-1

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu (1′ st Obi); 11 Alvarez (1′ st Sneijder), 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 55 Nagatomo; 7 Pazzini, 22 Milito (25′ st Faraoni).

Lazio: 22 Marchetti; 78 Zauri (27′ Cisse), 20 Biava, 3 Dias, 26 Radu; 19 Lulic, 24 Ledesma, 15 Gonzalez (20′ st Konko); 8 Hernanes (1′ st Matuzalem); 9 Rocchi, 25 Klose.

Dopo il derby e dopo la coppa italia Ranieri rinuncia ancora a Sneijder e conferma il 4-4-2 con Zanetti al centro al posto di Motta e Chivu sulla linea dei difensori con l’avanzamento di Nagatomo sulla fascia di Maicon.

La Lazio pressa tantissimo sin dall’inizio e mette in difficoltà il centrocampo interista, Alvarez litiga con il pallone mentre il Cuchu e Zanetti faticano a proporsi per iniziare l’azione che in questo modo viene impostata da uno dei 4 difensori con scarsi risultati.

I biancoazzurri sono più pericolosi e prima colpiscono un palo in contropiede con Rocchi, favorito anche dal mancato controllo di Lucio e poi segnano con l’attaccante italiano che taglia l’area da sinistra a destra e sull’imbeccata di Ledesma realizza con un tiro a incrociare, anche in questo caso Lucio si fa sorprendere dal movimento dell’attaccante.

Ranieri sposta Alvarez dietro le punte e l’argentino in mezzo a mille palle perse trova due assist: il primo per l’inserimento di Nagatomo anticipato all’ultimo da Marchetti, il secondo è un 1-2 con Milito in area che permette al Principe di colpire dalla sua zolla preferita e di realizzare l’1-1.

5 gol nelle ultime 4 partite

I due assist non bastano per salvare Ricky dalla sostituzione all’inizio del secondo tempo, Ranieri toglie anche Chivu e inserisce Sneijder e Obi; in campo entra anche un Lucio molto più concentrato rispetto al primo tempo; si passa così a un 4312 con Nagatomo e Maicon laterali, Cambiasso davanti alla difesa, Zanetti e Obi interni di centrocampo, Sneijder nel suo ruolo naturale di trequartista e Milito e Pazzini davanti.

Il pressing della Lazio si fa sempre meno intenso e Wesley ha lo spazio per organizzare la manovra e dimostrare che al momento la differenza con Alvarez è ancora molta; il raddoppio di Pazzini arriva comunqu in maniera casuale, su un rilancio della difesa laziale Lucio colpisce di testa in avanti e trova il bomber italiano (partito in fuorigioco di circa 5 centimetri) solo al limite dell’area, il pallonetto a Marchetti a quel punto è un gioco da ragazzi.

V

Fuori Milito per Faraoni si torna al 4-4-1-1 per difendere il risultato, Samuel e Lucio giganteggiano ma davanti a loro soprattutto Cambiasso non è in partita (la terza in una settimana, sarà un caso?) e la Lazio riesce a creare un paio di occasioni pericolose con Klose (parato da Julio Cesar) e Cissè che manca clamorosamente il pallone.

A fine partita Ranieri giustamente fa notare che è stata una partita giocata male, decisa da un paio di giocate estemporanee, l’assenza di Thiago Motta si è fatta sentire tantissimo in mezzo al campo e l’averlo sostituito con Zanetti è una scelta che non mi è piaciuta, detto di un Alvarez pasticcione il compito di Ranieri adesso sarà quello di trovare un nuovo equilibrio per una squadra in cui Sneijder dovrà essere l’imprescindibile punto di riferimento dietro a due punte.

Dajè nonnè,  continua a stupirci.

 

scritto da il 20 gennaio 2012 alle 8:01

Inter – Genoa 2-1

Inter: 12 Castellazzi; 13 Maicon, 2 Cordoba, 23 Ranocchia, 4 Zanetti; 37 Faraoni, 19 Cambiasso, 18 Poli (30′ st Nagatomo), 20 Obi; 10 Sneijder (36′ st Alvarez), 30 Castaignos (18′ st Zarate);

Genoa: 22 Lupatelli; 31 Sampirisi, 5 Granqvist, 24 Moretti, 7 Rossi (25′ Constant, 9′ st Marchiori); 33 Kucka, 14 Seymour, 10 Brisa; 19 Jorquera; 2 Pratto, 9 Ze Eduardo (24′ st Sculli);

1 - 0

L’Inter non perde in coppa italia dal lontano marzo del 2009 e continua la serie positiva in questa stagione, giocare contro le riserve del Genoa ha facilitato di molto il compito di Ranieri e dei ragazzi ma anche in questa occasione si sono viste la giusta concentrazione e la necessaria determinazione per accedere ai quarti.

Il tiro all’incrocio di Maicon al 9 minuto ha messo subito l’incontro sui binari giusti, a quel punto è bastato stare corti e attenti in difesa, la situazione preferita dalla squadra, per portare a casa la qualificazione. Il gol della sicurezza di Poli al 4 minuto del secondo tempo, dopo uno scambio al volo con Obi, è stato il sigillo di una buona prestazione dell’italiano e la fine di qualsiasi preoccupazione di Ranieri sul risultato finale, nonostante il gol della bandiera di Birsa al 91esimo.

Con la qualificazione mai in bilico, la nostra attenzione è stata attratta soprattutto dal rientro di Sneijder e da quei giocatori che hanno giocato poco negli ultimi tempi, in particolar modo Poli e Castaignos.

Wesley ha  giocato da trequartista dietro un’unica punta, si è mosso e ha fatto bene più nel secondo tempo che nel primo quando sul risultato di 2-0 ha potuto fare da riferimento per le ripartenze in contropiede. Il modulo con una sola punta e con la squadra molto bloccata indietro lo penalizza, ha pochi compagni da servire e quei pochi spesso sono marcati, è stato comunque importante fargli mettere dei minuti nelle gambe in vista dei prossimi impegni visto che è un giocatore fondamentale per le possibilità di successo dell’Inter, mi chiedo se Ranieri proverà a schierarlo dietro 2 punte o se insisterà su questo 4-4-1-1.

Poli gol a parte ha fatto una buonissima partita: tanta corsa, grinta, capacità di inserirsi negli spazi, è sicuramente una valida alternativa (infortuni permettendo) alla coppia Cambiasso-Thiago Motta, ideale per farli rifiatare quando saranno più stanchi. Andrea è un giocatore già fatto e finito e non ha bisogno di tempo per crescere come il suo collega Obi, inoltre nello scontro di stasera contro Kucka, quello che dovrebbe essere presto un nuovo compagno di reparto, è sembrato un gigante.

Castaignos ha giocato finalmente da prima punta ma preso nella morsa tra Granqvist e Moretti ha fatto una enorme fatica a trovare gli spazi giusti; il gol di Maicon e l’impostazione della partita non l’hanno certamente aiutato, si è trovato sempre da solo contro i difensori rossoblù. Mi aspettavo comunque qualcosa di più perchè il ragazzo ha sicuramente  mezzi fisici e tecnici importanti.

Mercoledì 25 al San Paolo toccherà al Napoli di Mazzarri, Ranieri in questi primi mesi di lavoro ha ridato fiducia al gruppo e non sarà facile per nessuno fermarci.

I commenti sono momentaneamente offline a causa di un sovraccarico dei server (che per la cronaca è anche colpa vostra!). I nostri schiavi stanno lavorando alacremente per risolvere il problema, solo che tra colazione, sigaretta, pausa pranzo, sigaretta, merenda, sigaretta, cena, sigaretta, birra e calcetto, ci hanno fatto sapere che sono stressati e che in queste condizioni non possono lavorare.

Nel frattempo continueremo a scrivere i nostri post (eh già, brutto colpo eh?).

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scritto da il 8 gennaio 2012 alle 11:16

Inter – Parma 5-0

Inter 442: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 8 Thiago Motta, 19 Cambiasso (13′ st Poli), 11 Alvarez (27′ st Coutinho); 7 Pazzini, 22 Milito (31′ st Faraoni).

Parma 442: 83 Mirante; 5 Zaccardo, 29 Paletta, 13 Brandao,18 Gobbi; 7 Biabiany, 4 Morrone (15′ st Pereira), 8 Galloppa (23′ st Musacci), 23 Modesto (10′ st Pellè); 10 Giovinco, 11 Floccari.

Il Parma di Colomba arriva a San Siro per provare a giocare la partita che tutti si aspettano, un pullman parcheggiato davanti all’area e veloci ripartenze per i veloci Biabiany e Giovinco, piani rovinati da un’Inter aggressiva e attenta in difesa, fluida e precisa in attacco.
Il primo gol al 13′ è tutto argentino: Zanetti arriva al limite dell’area palla al piede, vince un contrasto con Morrone e appoggia la palla sulla sinistra per Alvarez, Ricky alza la testa e serve Milito che nel frattempo ha tagliato sul primo palo, deviazione al volo e rete che si gonfia.

Il 2-0 lo realizza Thiago Motta con un preciso sinistro al volo dal limite dell’area su una corta respinta della difesa gialloblù tutta rinchiusa nella propria area nel tentativo di resistere alla pressione dei continui attacchi neroazzurri.

Il Parma prova a questo punto a farsi vedere dalle parti di Julio Cesar, Biabiany sorprende un paio di volte la retroguardia neroazzurra e crossa come non lo avevamo mai visto fare per Giovinco e Modesto che da favorevole posizione mettono a lato.

Milito e Maicon confezionano sul finire del tempo il gol del 3-0, il Principe sulla trequarti appoggia per il Colosso e si butta dentro l’area, il cross è al bacio e il colpo di testa è di quelli del 2010.

Il secondo tempo è più tranquillo ma rimangono due obiettivi: far segnare Pazzini ed evitare l’ammonizione a Maicon e Motta in diffida.

 

Al Pazzo ci pensa Milito al 56′: in contropiede il Principe prima mette a sedere Brandao e poi serve il compagno di reparto che solo davanti a Mirante realizza il 4-0 con un preciso pallonetto.

I ritmi si abbassano ancora e c’è la sensazione che non si voglia infierire ulteriormente sui gialloblu, il primo gol in serie A di Faraoni è abbastanza casuale: Motta crossa in area, Brandao respinge di testa proprio verso il giovane italiano che non ci pensa due volte e tira al volo dai 25 metri, Mirante è sorpreso e il pallone si insacca proprio sotto la traversa.

Difficile dire dove finiscono i meriti dell’Inter e iniziano i demeriti del Parma: Samuel, Motta e Milito sono sembrati in grande spolvero e hanno formato con Julio Cesar la colonna vertebrale della squadra, il Principe in particolare si è mosso benissimo tra le linee sprecando pochissimi palloni, i 2 gol sono stati poi la ciliegina sulla torta di una prestazione eccellente. A questi si è aggiunto Ricky Alvarez in continua crescita fisica e tattica, da oggetto misterioso l’argentino è salito in poche settimane al rango di giovane promessa.

Fiorentina, Genoa, Cesena, Lecce e Parma ci hanno detto che questa squadra è tornata in salute e che può facilmente vincere con tutta la colonna destra della classifica, Milan e Lazio saranno l’esame di ammissione per uno dei primi 3 posti in classifica.

scritto da il 8 dicembre 2011 alle 13:20

Inter – CSKA 1-2

In una partita che ha poco da dire con la qualificazione e il primo posto nel girone già assicurati, Ranieri ha l’opportunità di sperimentare nuovi giocatori e nuovi moduli alla ricerca della quadratura del cerchio che tarda ad arrivare.

1) Modulo 442: per la seconda partita consecutiva si prova il più semplice e utilizzato sistema tattico, rispetto alla partita con l’Udinese proviamo Coutinho al posto di Pazzini, Obi al posto di Alvarez, Nagatomo laterale destro e Zanetti in mezzo al campo con Cambiasso.  Inutile ribadire che la coperta resta corta, al di là dei 2 errori individuali sui due gol subiti, questo 442 tiene in difesa ma resta molto sterile in attacco. Coutinho non riesce a legare centrocampo e attacco, Faraoni e Obi sono bravi a contenere e a proporsi ma faticano a saltare l’uomo per andare al cross dal fondo o a trovare il taglio di Milito dietro la difesa. Nel secondo tempo con Zarate in campo al posto di Philippe la situazione non migliora, l’argentino si perde spesso in inutili ghirigori, prova a fare qualcosa Alvarez sulla sinistra al posto di Obi ma non arriva la giocata decisiva.

2) Coutinho: il suo non è un problema fisico, è alto come Sneijder e pesa pure di più, al momento ha un problema di personalità, gli manca la fiducia per cui gioca con la paura di sbagliare: si vede dalla poca forza che ci mette a volte nei passaggi e si legge dall’atteggiamento in campo dopo aver sbagliato 2-3 palloni. Ranieri avrebbe dovuto provare a incoraggiarlo e tenerlo in campo anche all’inizio del secondo tempo chiedendogli di fare il regista avanzato.

3) Faraoni: al contrario di Coutinho mi ha impressionato la sua personalità, la voglia di fare e di mettersi in mostra. Alla seconda opportunità da titolare ce la mette tutta, si propone, recupera, copre. L’ala destra non mi sembra il suo ruolo proprio perchè non ha il dribbling sullo stretto, però il suo vigore è stata una gioia per gli occhi nel grigiume della partita.

4) Cambiasso+Zanetti: è vero che il capitano è squalificato e quindi riposerà sabato, ma che senso ha farli giocare sempre? In una partita in cui non conta il risultato perchè non provare Crisetig?

5) Milito: aveva ragione Vujen a dire che in questo momento è meglio provare il principe al posto di Pazzini. Diego è molto più bravo a muoversi lì davanti e a creare spazio per i compagni o a suggerire il passaggio, resta il limite del gol che non arriva. Quale sarebbe oggi il nostro umore se all’86 avesse segnato invece di colpire la traversa da 2 metri? Anche per l’attacco serve qualche soluzione.

6) Sneijder, Maicon, Forlan: la loro presenza sarà decisiva per trovare gli equilibri giusti, con la loro qualità sarà più facile restare coperti e trovare le ripartenze giuste.

7) Forma fisica: questo novembre mi ha ricordato quello dell’anno scorso con Benitez, giocatori con poca benzina, poco fiato e poca qualità per i numerosi infortuni. Allora c’erano le scuse del Mondiale per club, del preparatore atletico sbagliato, del mercato sbagliato. E quest’anno? Abbiamo cambiato molte cose rispetto all’anno scorso, abbiamo rinunciato a partecipare al Mondiale per Club, abbiamo cambiato preparatore atletico e allenatore, i problemi però sembrano gli stessi, che ci sia da cambiare qualcosa d’altro?

 

scritto da il 4 dicembre 2011 alle 0:49

Inter – Udinese 0 – 1

Formazioni:

Inter: 1 Julio Cesar; 4 Zanetti, 23 Ranocchia, 25 Samuel, 26 Chivu (35′ st Stankovic); 37 Faraoni (17′ st Zarate), 8 Thiago Motta, 19 Cambiasso, 11 Alvarez (1′ st Nagatomo); 7 Pazzini, 22 Milito

Udinese: 1 Handanovic; 17 Benatia, 5 Danilo, 32 Ferronetti; 8 Basta, 3 Isla, 66 Pinzi, 20 Asamoah, 27 Armero; 25 Torje (17′ st Floro Flores); 10 Di Natale (46′ st Ekstrand)

Ranieri dopo essere riuscito a collezionare 2 vittorie consecutive, decide di cambiare lo schema con due ali larghe e una sola punta per proporre un classico 442 con Milito e Pazzini davanti e Alvarez e Faraoni sulle fasce.

Il primo tempo trascorre lento, l’Inter controlla il possesso palla ma fatica a rendersi pericolosa con dei cross dal fondo, succede qualcosa a destra dove Faraoni è molto diligente e disciplinato nel suo ruolo, Alvarez invece non riesce a rimanere largo sulla sinistra e si accentra sempre, finisce così per occupare le zone che dovrebbero essere di Cambiasso o di una delle due punte rendendosi poco utile alla causa.

L’Udinese è come sempre molto attenta in copertura e pronta a colpire tutte le volte che i nostri perdono palla, le occasioni capitano sui piedi di Torje, Di Natale e Armero soprattutto nella prima metà del primo tempo, poi le palle perse dimuiscono e di conseguenza anche le occasioni Friulane.

L’Inter crea qualche pericolo con Milito che in una occasione tira alto dai 16 metri, in un’altra mette Motta solo davanti ad Handanovic che blocca il debole tiro e con Zanetti, sempre dal limite dell’area, troppo poco però per una squadra che deve assolutamente vincere questa partita. La manovra è sempre molto lenta per cui non troviamo mai i difensori dell’udinese fuori posizione, inoltre i due esterni non hanno la capacità di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica per cui il muro bianconero regge senza troppi problemi.

L’idea di gioco, nonostante il cambio di formazione rimane quello delle ultime partite: tenere il ritmo basso con il possesso palla senza scoprirsi troppo viste le difficoltà a recuperare le posizioni difensive, davanti poi qualcosa si spera che succeda.

All’inizio del secondo tempo Ranieri mette Nagatomo al posto del deludente Alvarez, è difficile pensare che il giapponese possa fare peggio ma anche che la partita possa essere risolta da una sua giocata, Guidolin non cambia nessun giocatore ma chiede ai suoi di stare un po’ più alti e di pressare di più.

Il tecnico tifoso dell’Inter indovina la mossa e i bianconeri diventano padroni del campo, annullano i rifornimenti a Pazzini e Milito e ripartono sempre più velocemente, dal canto suo l’Inter non riuscendo a controllare il possesso del pallone è sempre più lunga e sfilacciata.

Ranieri inserisce Zarate al posto di Faroni e passa al 4312 chiedendo al nuovo entrato di farsi dar palla tra le linee per poi servire i due attaccanti, il risultato è che la pressione dell’Udinese cresce ancora di più e le occasioni aumentano sia in quantità che in qualità: prima Isla in contropiede solo davanti a Julio Cesar ci grazia passando il pallone a Di Natale in fuorigioco, 5 minuti più tardi ancora in contropiede il cileno servito da Floro Flores fa tutto da solo e realizza il gol dello 0 a 1.

Siamo al ’73 e Handanovic non si è ancora sporcato i guanti.

Entra Stankovic per Chivu per provare a mettere un po’ di pressione e alzare un po’ il baricentro della squadra: nuovo contropiede, Zanetti si fa sorprendere dal più veloce Asamoah e lo atterra in area, il capitano già ammonito viene espulso e salterà così la sua prima partita di campionato sabato prossimo. Di Natale va sul dischetto e Julio Cesar para regalandoci ancora 5 minuti di speranza. Samuel si porta in attacco e nella confusione generale Milito trova il rigore per un fallo di Ferronetti che viene ammonito per proteste.

Pazzini si incarica dell’esecuzione del tiro dagli undici metri ma al momento di calciare scivola e tira alto.

Siamo così a 14 punti in 12 partite: le assenze si fanno sicuramente sentire, i problemi del centrocampo sono noti e la soluzione non sembra a portata di mano. Che fare?

scritto da il 18 maggio 2010 alle 10:59

Onore ai vinti

Non è mai facile fare i complimenti agli avversari. Non è facile dopo una lotta dura come quella appena terminata, non è facile nel clima in cui viviamo. Non è facile fare i complimenti agli avversari, soprattutto quando sono rozzi, scorretti e antisportivi come questa Roma.

Eppure…

Ranieri

Eppure i complimenti stavolta vanno fatti. Bisogna applaudire, togliersi il cappello e rendere tutti gli onori del caso. Alla Roma, ai suoi giocatori, soprattutto al suo allenatore.

Perché il lavoro fatto quest’anno da Claudio Ranieri ha qualcosa di strepitoso. Il campionato della Roma è stato oggettivamente fantastico. Lasciamo perdere la retorica da “erano all’ultimo posto dopo due giornate” (vero, ma il quarto posto era distante 4 punti): così non si fa altro che sminuirne l’impresa.

Una squadra che ottiene 24 risultati utili consecutivi non merita di venire banalizzata in questo modo. Una squadra che, con tutte le eccezioni del caso, arriva a giocarsi un campionato punto a punto contro questa Inter non merita di vivere su frasi fatte.

Claudio Ranieri ha riportato la voglia di giocare a calcio fra gli eccessi dell’ambiente giallorosso. Ha spiegato e insegnato calcio, ha dato a questa squadra un impianto tattico (uno qualsiasi) che non si vedeva dai tempi di Capello.

Forse non vincerà mai uno scudetto Ranieri, forse la sua dimensione è davvero questa dell’eterno secondo, del perdente di successo, di quello che ha bisogno di un calo degli avversari e resta comunque incapace di approfittarne fino in fondo: non importa. Quello che importa è rendere onore a lui, al suo lavoro e alla sua squadra.

Avversari non sempre leali ma sicuramente valorosi, con il grande merito di aver giocato oltre i propri limiti e di averci creduto fino alla fine.

Complimenti a voi, dunque. Ma, per piacere, risparmiateci i vostri applausi. Della vostra falsa rassegnazione e del vostro ipocrita low profile non abbiamo che farcene.  Ci avete creduto, ci avete provato, vi è andata male: non è una vergogna ammetterlo.

scritto da il 11 maggio 2010 alle 9:20

E se la nave affondasse?

Notizie Veleni del giorno:

1) il Ministro dell’Interno sta pensando di anticipare a sabato Milan-Juventus, partita senza alcuna implicazione di classifica, per motivi di ordine pubblico. Il tutto a causa di gruppi di facinorosi tifosi juventini che, al grido di “festeggiamo o devastiamo”, pare si stiano organizzando per contrastare l’eventuale festa-scudetto dei “rivali” interisti.

2) La società Juventus, senza alcuna implicazione diretta nè alcun vantaggio diretto o indiretto da conseguire, chiede la revoca del titolo 2005-2006 assegnato all’Inter.

3) Mentre Carlo Ancelotti, fresco Campione d’Inghilterra con il suo Chelsea, non passa intervista senza ripetere quanto sia differente il calcio nella terra d’Albione rispetto alle ignobili gazzarre italiche (vedi punti 1 e 2), la UEFA comunica la classifica europea del fair play che vede l’Italia al ventiduesimo posto, davanti solo a campionatini tranquilli come quelli portoghese, greco, austriaco, belga e simili

Dove vogliamo arrivare? Da nessuna parte. Solo a dire che così non va bene, non va bene per niente. E non va bene a tutti i livelli: a cominciare da noi tifosi per finire ai vertici del mondo del calcio, passando per società, dirigenti, giocatori e, non ultimi, giornalisti. Ne parleremo a lungo probabilmente nel futuro prossimo, ma le cronache degli ultimi giorni ci danno il la per dire due paroline proprio su quest’ultima categoria: i giornalisti.

No, non sarebbe in difficoltà Cambiasso: sareste in difficoltà voi. Sareste in difficoltà voi.
Perché dovete sempre gettare benzina sul fuoco?
Mourinho ha detto una cosa e -io ho sentito SKY24 sul fatto di Siena- voi ne avete riportata un’altra in base al Siena, ai soldi e a tutte queste cose qui. Già gli avete cambiato le parole di bocca.
Questo non si fa, ragazzi. Non si fa.
Mourinho ha detto una cosa, ha fatto una battuta…Sky Sport 24 ne ha detta un’altra.
E questo non va bene.
Io lo so e lo dico: tante volte dobbiamo smorzare i termini. Che poi se qualcuno si becca voi ci dovete sguazzare questo è pacifico, però tutti quanti cerchiamo di mandare la nave avanti. Perché se la nave affonda…
E’ stato deferito? Benissimo, però non sono state riportate correttamente le sue parole!
Adesso non mi fate fare a me il difensore di Mourinho perché proprio non mi ci sento…

Parole e musica nientepopodimenoche di…Claudio Ranieri. Evidentemente stanco anche lui dell’ennesima polemica creata ad arte dal mondo della disinformazione italiana, il settantenne risponde così ai microfoni di Sky Calcio Show, davanti a un Caressa sorpreso, uno Sconcerti farfugliante e, soprattutto, davanti a un Mangiante inviperito (qui il video, da 2:35 in poi).

Anche Ranieri si è stufato, dunque. Quanti ne dovremo contare, ancora?

Quanto ancora dovremo aspettare prima di urlare in faccia a questi signori che anche loro sono fra i diretti responsabili del crollo verticale di immagine e sportività visto nel calcio italiano?

Che anche loro sono fra i diretti responsabili della stagione calcistica più ridicola che storia recente ricordi?

Il calcio urlato, il calcio delle polemiche, il calcio degli eccessi…non ci piace più. Andiamo, poteva essere una buona idea 20 anni fa! L’ha avuta Biscardi, l’ha sfruttata, ci ha mangiato…adesso basta. Non ne possiamo più dei Totti-day organizzati da chissà quale esperto di marketing. Non ne possiamo più dei Mughini in piena crisi epatica che lanciano i loro strali da una comodissima e strapagata poltrona. Non ne possiamo più di chi difende l’indifendibile, di chi si esalta oltre ogni misura, di chi aspetta l’errore arbitrale per condirci tre ore di trasmissione, di chi fa il finto scoop, di chi lavora sottotraccia per la società amica.

Non ne possiamo più di nessuno di voi, signori miei.

Siete uno dei lati peggiori di questo calcio. Non l’unico, forse nemmeno il peggiore in assoluto: ma dovete sparire. Voi e tanti altri che con voi dividono il piatto speculando su quello che una volta -lo sappiamo, ce lo hanno raccontato- era un bellissimo gioco.

Avete tradito la vostra professione, avete tradito la vostra morale, avete tradito il vostro amor proprio. Non abbiamo che farcene di voi.

Mettetevi via in un angoletto. Andate a giocare con i vostri pc lì, vicino a quel tombino aperto. E lasciateci in pace.

Cercate di capire che cosa sta succedendo e regolatevi di conseguenza. I segnali in questa stagione ci sono stati tutti: chiari, eloquenti, lampanti. Ci stiamo stancando. Tutti. Il processo di disamoramento è ormai iniziato. C’è chi dice che un calcio così corrotto non ha speranza di guarigione, ormai. Qualcun altro dice che no, che ancora qualcosa è possibile: ma sicuramente questo qualcosa passa dalla purificazione dell’ambiente. Ambiente di cui fate parte anche voi, ambiente nel quale contribuite enormemente ad aumentare il tanfo.

E allora, prima che sia troppo tardi, leggete tra le righe ciò che dice Ranieri.
Fate un passo indietro.
Fatevi da parte.

Perchè se la nave affonda…