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scritto da Fonz77 il 30 ottobre 2009 alle 0:57
Mario Balotelli. Questa vittoria porta la sua firma marchiata a fuoco, con acciaio al calor rosso. Tutte le azioni passano da lui. Riceve palloni nelle situazioni più impossibili e li addomestica con dei tocchi di pura magia. SuperMario oggi era in serata strepitosa, virtualmente immarcabile. Vero protagonista della partita. Regia, Montaggio e Recitazione. Tutta farina del suo sacco.
Si procura il rigore del primo vantaggio facendo l’otto intorno ai difensori del Palermo, neanche fossero i birilli della prova per il patentino dello scooter. Vorrebbe tirare il rigore e si allontana stizzito quando il Capitano lo porta via prendendolo per mano, il primo rigorista è Eto’o (scusaci Mario, avresti anche ragione, ma le regole sono regole e ci ricordiamo ancora cosa succede quando si infrangono… come dici? Tu non tiri come Materazzi? Obiettivamente è un punto a tuo favore!).
Subito pace tra le punte nerazzurre, grazie all’azione diplomatica di Capitan Zanetti e del maestoso Deki, ed ecco così regalato anche il siparietto “volemosse bbene”. Poi dicono che lo Stadio non è più un posto per famiglie! Mario, dillo ad Abete che ti deve una birra.
Di nuovo da solo contro tre nell’occasione del raddoppio. Sovrasta tutti i difensori e insacca sul primo palo, andandosi a prendere l’ovazione di San Siro che non aspettava altro.
Da vero rapinatore il suo secondo goal, va a ribadire in porta un colpo di testa del Cuchu. Probabilmente sarebbe finito in porta lo stesso, Sirigu sembrava troppo in ritardo per poter recuperare, ma va bene così. Per quello che ha fatto in campo è ancora a credito.
Infine ancora protagonista sul goal del 4-0. Lanciato da solo verso l’area si porta sul fondo trascinandosi dietro i due centrali del Palermo. Difende palla si gira e la appoggia per Eto’o, che non deve fare altro che calare il poker sul piatto.
Quando all’inizio del scondo tempo accusa un malore ed è costretto a uscire la differenza si nota subito. Passa un minuto e il Palermo accorcia le distanze. Il nostro ritmo cala, la concentrazione dei nostri pure. Difficile mantenerla quando chiudi il primo tempo con 4 reti di scarto sull’avversario. La manovra rallenta e diventa prevedibile, il Palermo prende coraggio e gli svarioni di Cordoba e del Bambino, in coabitazione con Muntari mettono a dura prova le nostre coronarie.
La temperatura scende, il Severgnini Inter Club inizia a mugugnare alle nostre spalle. La febbre del mio vicino di posto sembra aumentare, cerco di tranquillizzarlo, ma io stesso ho dimenticato la sciarpetta a casa e non ho molto conforto da offrire. Non sento ancora il tragico odore della beffa, ma confesso di aver lanciato un paio di occhiate all’orologio.
Si fa male anche Eto’o, però ritroviamo il Principe Milito e Thiago Motta. Sono al rientro e si vede, manca la velocità e un po’ di lucidità, ma c’è la classe a sopperire. Motta inizia ad amministrare il possesso palla a centrocampo, mandando fuori giri i giocatori del Palermo.
Maicon, fà il Maicon e manda in goal il Principe che battezza nel modo migliore il suo ritorno.
Potremmo dirne tante ancora su questa emozionante partita: potremmo parlare dello strepitoso momento di Deki che anche oggi ha giocato in modo esemplare.
Potremmo compiacerci della potenza di un Maicon che a tratti continua ad essere irritante, talvolta lento a rientrare o svogliato nell’alimentare l’azione certo, ma che quando scala di marcia e affonda sul gas, non ce n’è proprio per nessuno. Semplicemente immenso.
Potremmo, appunto, ma scusate questa sera è tutta per lui. Mario Balotelli.
Segna e fa segnare. Terrorizza gli avversari. Incanta i tifosi con numeri di pura magia.
Per caso vi ricorda qualcuno?
scritto da Fonz77 il 29 ottobre 2009 alle 11:13
Dovrei forse parlare della partita di questa sera, ma ad onor del vero credo che non ci sia molto da dire. Faccio solo qualche banale considerazione che potete tranquillamente archiviare come “parole in libertà”, un modo meno svilente per dire “chiacchiere da bar”.
Riceviamo una buona squadra. Allenata da colui che fu il mio eroe quando, grazie a una famiglia storicamente Interista, seppur solo blandamente tifosa, mi avvicinai ai colori che qui tutti amiamo. Le prestazioni del Palermo sono state abbastanza altalenanti in questo inizio di stagione, specialmente quando i rosa-nero si sono trovati lontani dal caldo pubblico casalingo, ma credo che tutti abbiano ben presente la strepitosa prova contro la Giuve. Vietato abbassare la guardia quindi e occhio ai problemi fisici che fino ad oggi ci hanno sempre impedito di schierare la formazione titolare.
Al momento sono tutti rientrati a parte ovviamente Sneijder, sono da valutare le condizioni di Milito e Motta, che avrebbero senza dubbio bisogno di mettere qualche minuto nelle gambe, ma che probabilmente non è il caso di rischiare subito per i 90 minuti. C’è da aspettarsi un minimo turnover questa sera per lasciare spazio a soluzioni più creative contro il Livorno.
Dal canto suo Zenga non è un avversario semplice, l’Uomo Ragno è l’antitesi di Spalletti e del suo mono-modulo. Walterone adatta spesso la squadra alle situazioni e agli avversari risultando abbastanza imprevedibile, anche se non sempre efficace. Sarà una gara interessante.
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Detto questo vorrei raccontarvi quel che si vede sorvolando l’Italia in una serata limpida e senza nuvole. La discesa verso l’aeroporto di Orio al Serio è stata per molti versi una rivelazione (Nino, sull’articolo da usare ogni regione si divide come da usanza Italiana, ma ne discuteremo in sede di commenti :-)).
Dopo il calar del sole, da qualche migliaio di metri di quota, la Lombardia appare come un’unica, quasi ininterrotta metropoli da Varese fino a Brescia (siamo ancora in trepidante attesa delle BreBeMi). Il buio della notte viene cacciato via da una fitta schiera di cittadine illuminate. Nel mezzo di tutto questo, ogni tanto lo sguardo viene attirato da un rettangolo verde illuminato a giorno.
Al viaggiatore calcisticamente coinvolto viene naturale chiedersi quale sia dei tanti che vengono nominati ogni domenica nelle trasmissioni sportive e subito inizia a scrutare i dintorni nel tentativo di trovare qualche riferimento che gli permetta di capire quale città stiamo sorvolando in quel momento, lungo il corridoio di discesa.
Solo quando finalmente la rotta si stabilizza dopo l’ultima virata al nostro osservatore, si paleserà la verità dei fatti. Quel rettangolo di gioco illuminato a giorno è seguito da un altro a poca distanza e poi da un altro ancora e così via fino a quando il sussulto del carrello sulla pista non lo distrae. Quello che sembrava un campo di una certa importanza da grande altezza altro non è che un campetto di paese illuminato a giorno.
 Tipica contestazione in uno stadio di provincia
Ora sia chiaro, non è mia intenzione lanciarmi in una filippica contro i sindaci dei paeselli, che sprecano fiumi di denaro per avere dei campi regolamentari, illuminati come nemmeno a Marsiglia sanno fare, quando magari il paese limitrofo, a nemmeno due Km di distanza ha già un impianto del tutto identico.
Se ne potrebbe ragionare, come si potrebbe ragionare del dispendio energetico di tenere accese tutte quelle luminarie, ma non è mia intenzione.
Piuttosto mi stupiscono un paio di cosette. Non esagero affatto quando dico che di questi campi ne ho visti almeno una dozzina nel giro di cinque minuti cinque. Di tutti questi solo uno vedeva una partita in corso, tutti gli altri mostravano un perfetto manto erboso, illuminazione degna della Champions League e assolutamente nessuno in campo.
Le domande che lancio nel vuoto cosmico sono due:
Possibile che dei campetti nel Bresciano abbiano un terreno di gioco migliore di quello di San Siro?
E poi, con tutti questi campi sparsi in giro per l’Italia, che permettono a moltissimi di approcciare il gioco del Calcio, come facciamo a ritrovarci una Nazionale tanto pidocchiosa?
Troppa gente che scrive di Calcio invece che giocarlo si direbbe… mmm…
Speriamo almeno che Sarasa guarisca presto dalla Swine Flu, così che torni a raccontarci delle sue mirabolanti prestazioni sul sintetico Milanese! :-)
scritto da Mr Sarasa il 28 ottobre 2009 alle 18:04
Che dire, il numero abnorme di commenti al post sottostante testimonia il non-aggiornamento del blog per un paio di giorni.. proviamo a rifarci con un post doppio.
Primo concorso “Indovina l’intruso” aperto a tutti, anche agli ultras, si tratta di individuare il personaggio o la situazione che sembra provenire da un altro pianeta rispetto alle altre:
- Capello, Fabio (Commissario Tecnico dell’Inghilterra, già allenatore in Italia e Spagna per più di 15 anni) “Purtroppo gli ultrà fanno tutto quello che vogliono. Allo stadio si può insultare tutto e tutti. In Spagna invece c’è grande rispetto e le famiglie vanno allo stadio con i propri bambini: è un altro mondo [...] Mi rammarico molto di quanto sta succedendo in Italia, il declino sarà sempre più evidente, basterebbe solo applicare la legge. Bisogna prendere una decisione da parte delle autorità e dei club affinchè la gente torni negli stadi e questi siano più accoglienti”.
- Petrucci Gianni (Presidente del Coni) “Comandano gli ultrà? Assolutamente no. Capello ha allenato in Italia, sono un suo amico, e non mi va che quando si è all’estero si danno dei giudizi sul proprio paese. Sono dichiarazioni che non mi intusiasmano e che lasciano il tempo che trovano. È facile parlare dall’alto” e Abete Giancarlo (Presidente FIGCI) “Alcune volte l’immagine che si trasferisce del nostro tifo può essere tale da confondere il comportamento di pochi, col comportamento di tanti. I risultati dimostrano che gli episodi di violenza sono diminuiti. La tessera del tifoso è un’opportunità importante per le stesse società. Se coloro i quali hanno problemi con la giustizia non sono d’accordo non è un problema”.
- 27/10/2009: allenamento interrotto a Formello per la contestazione a squadra (Lazio), presidente ed allenatore, da parte degli ultras biancocelesti, il tutto con contorno di cori, striscioni e soprattutto petardi; ma siccome non paghiamo le tasse invano, sappiate che polizia e carabinieri in assetto antisommossa supportati da quattro blindati tenevano sotto controllo la situazione…
- Ranieri Claudio (ex allenatore Juventus F.C.) “Posso dire che l’anno scorso volevamo Stankovic alla Juventus e non l’abbiamo preso perché non stava bene ai tifosi. Poi si è visto che campionato sta facendo…”
- da Calciomercato.com: Venerdì prossimo i 42 presidenti di A e B diranno no alla tessera del tifoso e lo comunicheranno al ministro Roberto Maroni: come noto, il numero 1 del Viminale voleva renderla obbligatoria per le trasferte dal prossimo gennaio. Ma di fronte al no compatto dei club e alle proteste degli ultrà, è pronto a fare slittare tutto all’inizio della stagione 2010-’011. Sempre che il progetto, nel frattempo, non venga definitivamente accantonato. Intanto il senatore e giurista del Pdl, Domenico Benedetto Valentini, si è fatto firmatario di un disegno di legge presentato alla Commissione Affari costituzionali del Senato: nel nuovo articolo 9 della legge 41/2007 si specifica infatti che il Daspo deve essere “in atto”. Solo in quel caso non si possono acquistare biglietti e avere la tessera del tifoso. Prima era una norma assurda e troppo penalizzante. Chi ha sbagliato e pagato, non deve essere bollato a vita. “Con le regole attuali-sostengono infatti gli ultrà-un daspato sarebbe privato a vita della tessera del tifoso”. Lo stesso Maroni si era accorto che l’articolo 9 (voluto da Amato) era sbagliato, e quindi da cambiare. Detto questo, il progetto tessera del tifoso subirà uno stop, forse definitivo. I tifosi l’hanno capito e difatti non protestano nemmeno più.
Veniamo a noi, ovvero al posticipo della decima giornata, quell’Inter-Palermo che pare inizi all’insegna del tarallucci e vino tra Zenga e Mourinho, dopo le iniziali incomprensioni post Inter-Catania di un anno fa (“questa partita poteva finire 5-1″ e “mi sembra un’esagerazione”).. in effetti, un Mou più tenero di così con un allenatore della serie A mi sembra di ricordarlo solo con Leonardo prima di bastonarlo in campo nel derby d’agosto e pieno di elogi tattici a Gasperini prima dell’ultima goleada, ma addirittura stavolta si è spinto ad auspicarne un’eventuale successione!
In conferenza stampa, l’allenatore portoghese ha sottolineato il dato più curioso e meritevole della carriera da allenatore del più forte portiere della storia nerazzurra: la gavetta; è innegabile infatti che Zenga abbia girato mezzo mondo (con risultati in crescendo) prima di approdare a quella serie A che sembra un posto adeguato ad uno che non si ritiene già “imparato” per essere stato un grande campione sul campo, ma si migliora costantemente osservando chi ha più esperienza di lui.
Se poi questo lo porterà sulla panchina di una grande, magari addirittura a quel sogno chiamato Inter per Walterone, ce lo dirà solo il tempo, per ora resta un avversario ostico di tutto rispetto, capace di sorprendere per esempio la juventus con formazioni stile fine anni ’90 (con il 3-4-1-2)…
Da parte nostra, pare che siano tutti abili e arruolati tranne il solo Sneijder (che ritroveremo solo per Inter-Roma), si va verso un turn-over minimo (infatti i più han riposato durante l’ultimo turno) visto che il Palermo con il Catania ha in comune solo la regione d’appartenenza.
Probabile formazione: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel,Chivu; Zanetti, Cambiasso, Motta; Stankovic; Eto’o, Balotelli.
Note a margine:
1) prosegue il divertente teatrino con Balotelli, dopo i problemi “generassionali” abbiamo visto prima un Mario che esce dagli allenamenti con una “macchinina” (cit.) e lo fa notare (“non è mica una Ferrari” – vero, tra l’altro, risulta che il ragazzo abbia una Bentley…) ed oggi un Mou più accondiscendente “sabato avrà fatto quel che doveva fare dopo la partita, domenica si è riposato, da lunedì ha lavorato bene”… tutto nella norma quindi.
2) nel rispondere al settantenne già citato nel concorso di cui sopra, Mou ha detto che il primo giocatore con cui ha parlato una volta arrivato all’Inter è stato Stankovic, che gli ha detto di voler rimanere, e da quel giorno per lui era un giocatore su cui contare; non solo, l’allenatore indica chiaramente anche la data di questo colloquio, il 16/07, quindi qualsiasi contestazione da parte degli ultras bianconeri successiva, era una colossale perdita di tempo!
3) il nuovo presidente gobbo è Jean Claude Blanc, che risulta già in scia ai predecessori, i mitici Cobolli Gigli, ma su questo torneremo più nello specifico in futuro…
scritto da ex-collaboratori il 15 novembre 2008 alle 23:12
L’Inter risponde alla capolista-per-due-giorni savoiarda offrendo una prova convincente, ma dai due volti. La più grossa sorpresa della giornata è il centrocampo a rombo, con Muntari che ha il compito di accompagnare le punte e togliere fiato a Liverani. Dopo il primo tempo è evidente che il ghanese è riuscito a isolare il regista basso dei siciliani, ma è mancato nella fase propositiva, apparendo un po’ spaesato quando si trattava di cucire il gioco. Poco male, perchè i veri problemi per l’Inter, dopo un inizio di possesso palla, vengono soprattutto a destra. Dalla parte di Maicon il Palermo attacca in massa, consentendo a Miccoli, Balzaretti e Simplicio di gravitare nella zona del brasiliano, mettendolo sovente in difficoltà. Mentre Samuel tappa la bocca a Cavani è Cordoba a uscire spesso in raddoppio. Il Palermo punge, potrebbe persino passare in vantaggio con Migliaccio, ma al primo acuto solista di Ibrahimovic (delizioso nel liberarsi in area d rigore) rischiano grosso. Fontana salva. Primo tempo equilibrato e arbitro abbastanza monodimensionale: Carrozzieri ha licenza di far tutto, colpisce Ibrahimovic, anche se per Antonio Di Gennaro (commentatore SKY) non c’è nulla.
Nella ripresa la squadra è la stessa, ma la partita cambia subito. Ibrahimovic si smarca sulla destra, ma anzichè crossare, lancia una violenta sassata sul secondo palo, che lascia di sasso Fontana. L’Inter è padrona del campo e il Palermo appare privo di idee: tolto il contropiede rimane poco. La nostra squadra invece accorcia, c’è Cambiasso che rumina gioco, Vieira che si propone e Maxwell che sembra Maicon. Così arriva il raddoppio. Ibra conquista una punizione al limite dell’area e si capisce dalla rincorsa che il gol è questione di secondi. Si apre la barriera e la squadra esulta. 2-0. Nel frattempo però sprechiamo tanto: Vieira, Ibra e Cruz graziano Fontana. I cambi rivitalizzano ancora di più la squadra: Stankovic ci mette pressing, Amantino Mancini aggiunge qualità e spunti personali, sfiorando due volte il gol. Alla fine, nell’Inter più vecchio stile della stagione, si rivede persino un Burdisso a centrocampo, prima che Ibra sfiori la tripletta personale. Peccato per l’ingenua ammonizione di Cordoba, che dunque salterà la sfida con i gobbi. Probabile che giochi Materazzi, anche se a preoccuparsi, di fronte a questo Ibrahimovic, dovrebbero essere Lefrattaglie e soci.
Una nota tattica: la squadra ha giocato bene, ha saputo tenere palla e soprattutto non si è sfilacciata. Anzi, ha via via accorciato le distanze, a partire da quelle tra le punte (nel primo tempo Ibra e Cruz erano larghissimi e Muntari non si inseriva). Nella ripresa si è visto un calcio semplice, ma efficace, fatto di passaggi stretti, cambi di fronte, continui cross e sovrapposizioni sulle fasce, che hanno prodotto palle gol a grappoli. Ora comunque viene il vero test. Abbiamo imparato a non montarci la testa. Ma se troviamo la quadra là in mezzo siamo sempre noi quelli da battere.
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scritto da Mr Sarasa il 14 novembre 2008 alle 17:18
Nella conferenza stampa pre-Palermo si trovano alcuni spunti interessanti, segno che quando le domande sono fatte switchando il cervello su “on”, ci si possono aspettare risposte sensate ed equilibrate, è un peccato che ciò non possa essere fatto anche sulla tv di stato (è Varriale, bellezza…).
1) Prove tecniche di meritrocrazia: la non convocazione di Quaresma non è una bocciatura, e grazie al cielo perchè mi pare che nelle partite contro Reggina e Anorthosis qualche segnale di crescita ci fosse stato. E’ però un giusto segnale: vista l’abbondanza di scelta in attacco, e facendo i debiti scongiuri anti infortunii, giusto convocare chi è più in forma. Personalmente credo che le potenzialità di Quaresma siano ampie se fa l’esterno di centrocampo, decisamente minori tra i 3 davanti.
2) Ibra non riposerà neppure contro il Palermo: questo lo condivido decisamente meno, un po’ perchè smentisce in parte il punto precedente, un po’ perchè mi fa strano sentire motivata la scelta con un “Non è infortunato: quindi è in grado di giocare. La mia vera ambizione è vincere in casa con il Panathinaikos per essere qualificati al primo posto nel gruppo B della Champions, così a Brema potremo far riposare due o tre giocatori. Ma in campionato se l’Inter affronta il Milan, la Reggina o il Chievo è esattamente lo stesso”…vabbè, sperando ovviamente di essere smentito dai fatti.
3) Mercato di riparazione: “Sono soddisfatto della rosa. Il mercato di gennaio è quasi sempre per chi non lavora bene d’estate. Se Hernan può essere importante per un’altra squadra [il Real Madrid, a cui è stato accostato come sostituto dell'infortunato Van Nistelrooy], può esserlo anche per noi e entrare nella lista della Champions”. Credo non sia più speculazione fantasiosa immaginare un Crespo che subentra all’alcolista nella lista Champions, per il bene dell’Inter che viene senz’altro prima rispetto all’affetto paterno del presidente per Adriano.
4) Stampa: “Impossibile paragonare la stampa italiana con l’inglese, puoi farlo con quella spagnola o portoghese, magari. Ma quella inglese è totalmente diversa. Non ci sono quotidiani sportivi. Ci sono due pagine di calcio in ogni giornale. Abbiamo Sky Sport che dà il calcio tutti i giorni, il weekend con la Bbc. Dopo la partita c’è un’intervista flash di un minuto e una conferenza stampa di cinque minuti. La stampa inglese è fantastica…ma io sono portoghese, lavoro in Italia, rimpiangere il calcio inglese non mi aiuta e quello che succede qui non è un dramma perchè la mia formazione non è molto diversa.“: pienamente d’accordo, infatti vivo benissimo senza cazzette, ruttisporc o robanisti vari, però mi sa che questo scatenerà l’ennesima ridda di polemiche nei suoi confronti….Amen, ci siamo abituati da una vita…
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