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scritto da Nk³ il 17 febbraio 2010 alle 14:13
1. Napoli-Inter 0-0. Niente drammi, niente tragedie, niente allarmi: il Napoli ha giocato la partita della vita, noi siamo stati un po’ sottotono, non si può vincerle tutte e via discorrendo. Con questo, però, arriviamo a 7 punti nelle ultime 6 trasferte con una vittoria, quattro pareggi e una sconfitta. Ruolino che inizia a creare qualche punto interrogativo sull’Inter lontano da San Siro. Punto interrogativo da risolvere in fretta: la prossima trasferta è a Udine, poi si vola a Londra. Quali sono i motivi di questa differenza di rendimento? Solo casualità dovute al calendario?
2. Le condizioni della rosa. Si avvicina la doppia sfida Sampdoria-Chelsea, e qualche domanda su formazione e turnover è d’obbligo. La difesa sembra ormai bloccata sulla linea Maicon-Lucio-Samuel-Santon, che dovrebbe presentarsi così in entrambi gli incontri con l’unica variabile del terzino sinistro (con la Samp potremmo vedere in quella posizione Cordoba o Zanetti, con Santon titolare designato per la Champions). A centrocampo, visti i precedenti soprattutto in Europa, gli unici sicuri della maglia sono Zanetti e Sneijder, con Stankovic che dovrebbe fare almeno un tempo sabato e poi partire titolare mercoledì. Il resto è un po’ un rebus: Cambiasso, Muntari, Mariga e Thiago Motta si giocano il posto. Cambiasso sicuramente titolare sabato ma non altrettanto con il Chelsea, e nella sua scia Mariga che, anche per la sua inesperienza a certi livelli, sembra proiettato più sul campionato. Alla fine la differenza la farà l’atteggiamento che il Mou vuole dare alla squadra contro i londinesi: Cambiasso per un rombo più ordinato, Thiago Motta a sinistra (con Zanetti vertice basso) per un maggiore controllo della palla, Muntari per la distruzione del gioco avversario. In attacco, invece, i dubbi sono amletici. C’è la media-gol di Milito, il momento d’oro di Pandev, l’Eto’o da grandi palcoscenici e il Mario fenomeno designato: qui Mourinho dovrà metterci tanto del suo. Balotelli sembra non riuscire a recuperare per sabato, e questo probabilmente pregiudicherà le sue chance di avere una maglia da titolare contro il Chelsea. Eto’o, al contrario, ha bisogno di minuti nelle gambe per ritrovare fiato e condizione. Probabile il ritorno della coppia Milito-Eto’o in entrambe le partite, con Pandev e Mario pronti a entrare e sparigliare le carte…magari al posto di Eto’o con la Samp e al posto di Milito con Chelsea
3. La mentalità europea. 2-3 e arrivederci a Manchester: questo dice la mentalità europea dopo la partita di ieri sera. In giro è tutto un fiorire di “cuore Milan”, di “ha provato a giocarsela” e di “lo United era più forte”, va da sè, ma dalla partita di ieri potremmo trarre qualche buon insegnamento anche noi. Il Chelsea non è imbattibile e non è impenetrabile: sicuramente è più forte dell’Inter ma altrettanto sicuramente non è quella corazzata che, nel recente passato, erano Barcellona, Manchester United e Liverpool. Scendiamo in campo guardandoli negli occhi, scendiamo in campo per giocarcela e coscienti di potergli mettere paura. Un 2-3 non è un risultato da invidiare e, ovviamente, qualsiasi risultato ottenuto in qualsiasi modo sarebbe preferibile a quello. Ma per la nostra situazione e per scacciare via un po’ di streghe, un pizzico di sfrontatezza in più potrebbe non guastare.
4. La Sampdoria. Prima del Chelsea, però, c’è la sfida di sabato sera, assolutamente prioritaria per mille motivi. Il successo in campionato manca da troppo tempo, la Roma -che pure è vicina all’interruzione della sua striscia positiva- ha guadagnato troppi punti nelle ultime partite ed è ora di rimettere in chiaro le cose. Non possiamo farci distrarre dagli impegni successivi: prima i 3 punti contro i blucerchiati, poi tutto il resto.
scritto da Fonz77 il 14 febbraio 2010 alle 19:07
Tra un paio d’ore va in scena Napoli – Inter, in un clima che non è precisamente dei più rilassati, almeno a sentire le dichiarazioni che si sono susseguite nelle ultime due settimane.
A proposito, solo due settimane or sono, mentre noi stavamo a goderci i nostri orgasmi multipli, il rosikante resto del mondo non trovava di meglio da fare che attaccare il nostro allenatore e la società Inter in genere a causa delle dichiarazioni sull’arbitraggio post derby. A seguire un bel filotto di multe rifilato al Mou e alla Beneamata per tutte le possibili accuse. Credo che manchi solo l’abigeato, ma visto come abbiamo strapazzato il Cagliari non escludo che arrivi anche quello. Tre giornate a Samuel, ovviamente.
Ora visto che siamo qui a scannarci da mesi sui due pesi e le due misure che il Mou usa nel gestire lo spogliatoio (vedi alla voce Mario Balotelli), ho pensato che fosse il caso di rinfrescarci la memoria un attimo su un altro difforme metro di giudizio che possiamo tranquillamente osservare; oggi come in passato.
Intendiamoci, le lamentazioni nei confronti dei torti arbitrali, veri o presunti che fossero, non sono certo cosa nuova. Anzi a dire il vero da molte parti ci accusano di essere i portabandiera di questo costume, ma poiché i fatti ci hanno dato ragione mi limito a scrollare le spalle.
Quello che mi interessa, non è la contestazione dell’arbitro in sé, quanto le sue conseguenze. Visto che le sanzioni affibiate al Mou e all’Inter hanno ormai abbondantemente superato il mio stipendio lordo annuo eviterò di riassumerle, che poi mi duole l’estrattoconto.
Piuttosto facciamo caso a una pratica inaugurata dal Dott. Galliani un paio di stagioni or sono (si proprio quello che degli arbitri non parla e non si lamenta mai).
Sto parlando del “Dossier dei torti arbitrali”. Trattasi di un esercizio di fantasia e matematica ipotetica che, al netto di alcune sviste, errori o palesi castronerie dei direttori di gara, porta inevitabilmente la squadra che colui rappresenta in testa alla classifica con un paio di campionati di distacco sulla seconda. A differenza delle dichiarazioni post partita si tratta però di un documento scritto del quale dovrebbero essere conservate delle copie, certo a meno che i soggetti che presentano il detto documento non siano dei completi cazzari, che poi alle dichiarazioni non danno seguito con i fatti.
Di recente questo strumento è stato utilizzato dal funambolico presidente del Palermo. La notizia è passata sotto silenzio o quasi.
Visto il personaggio comunque la teoria dei cazzari risulta essere quella più accreditata.
Restando nel campo delle parole in libertà dobbiamo segnalare lo sfogo dell’allenatore del Napoli, Mazzarri, a seguito della partita persa contro l’Udinese. Vi risparmierò a questo punto le insinuazioni sentite oggi sia nella trasmissione pseudocalcistica condotta dalla Ventura che successivamente dalla Banda Varriale.
Il succo era: Certo la Juve ha vinto contro il Genoa in seguito a un rigore inesistente, ma chi sa poi cosa potrebbe succedere questa sera a Napoli…
Ora possiamo attenderci che per tutti questi signori ci sia quantomeno un richiamo pubblico verbale, visto e considerato che sono gli stessi che gridano allo scandalo quando parla Mourinho?
Ognuno la veda un po’ come preferisce. Chi ama la dietrologia ci sguazzi pure, chi preferisce attenersi ai fatti ci si tenga ben stretto.
La verità è una sola. Conta vincere, conta essere più forti di tutti e di tutto, solo in questo modo anche coloro che dovessero subire nuovamente la tentazione della via facile, capirebbero che non c’è trippa per gatti.
Che gli pareremo i rigori e che se anche non li pareremo faremo sempre una rete in più di quelle necessarie.
La musica è cambiata.
Questa è l’Inter.
scritto da Fonz77 il 24 settembre 2009 alle 0:28
Battere il Milan certamente non è una Medaglia e probabilmente non lo è neanche battere il Napoli, ma almeno questa sera possiamo coricarci sereni. Magari domani ci racconteranno che la gara è stata falsata dal micidiale 1-2 iniziale, che segherebbe le gambe a chiunque non sia il Liverpool. Ci diranno anche che il raddoppio di Milito era in netto fuorigioco millimetrico, ma per fortuna Trefoloni ha applicato il regolamento ad personam (cit.), studiato per Inzaghi.
Ci diranno le solite fregnacce insomma, ma il fatto è che l’Inter vista questa sera nel primo tempo, con 10/11 di squadra titolare più il Capitano (Vitarob, questa è dedicata a te) ha giocato a calcio e lo ha fatto bene. Maicon ha ricominciato a farci vedere un po’ del Colosso che abbiamo imparato ad apprezzare, solo un po’, ma ci sono ragioni di ben sperare. Grande lavoro di Eto’o che ha rincorso palloni per tutto il campo, giocando anche in appoggio per gli altri fin dalla linea mediana del campo e ritornando anche in difesa. Aspettiamo l’opinione dell’ultimo Giapponese che lo ha chiamato scarto per tutta l’estate.
Non ci sono parole per descrivere Milito, assolutamente immenso, sempre pericoloso e pronto a scattare sul filo del fuorigioco. Grande nel difendere la palla, spalle alla porta, per permettere ai compagni di salire. Il senso del goal del miglior Crespo con l’intelligenza tattica di Cruz.
Un buon lavoro di tutto il resto della squadra, con il solito grande Julio prontissimo negli unici due tiri in porta del Napoli e assolutamente incolpevole sul goal di Lavezzi, lasciato libero da Zanetti e Milito, ma una distrazione sul 3-0 ci può anche stare e comunque è stato un caso isolato. Unica nota stonata uno Snejider ancora molto spaesato, che non ha mai nemmeno provato a saltare l’uomo e molto spesso veniva spinto sull’esterno e poi raddoppiato dai difensori. Evidentemente al derby respirava ancora l’aria di Madrid oppure… oppure andatevi a guardare il titolo del mio post precedente. Aspettiamo fiduciosi, deve ancora abituarsi agli ape Meneghini contro le tapas a base di jamon serrano, ma la qualità c’è e arriverà.
Se la partita fosse finita al 46′ starei qui a stappare lo champagne. Non è andata così.
Vedere Muntari che si scaldava nell’intervallo mi ha fatto andare di traverso la birra. Vedere che entrava al posto di Snejider mi ha fatto tossire pezzi di cheeseburger addosso a Sarasa… (li ha schivati, tranquilli). Che l’olandese fosse fuori fase è un fatto, ma sostituirlo con Muntari è una cosa da girone Dantesco. I dubbi miei e di Sarasa si sono rivelati immediatamente fondati. Il secondo tempo è stato giocato in 10 con il ghanese sempre lento e fuori posizione; i suoi lanci poi, fanno sembrare Zanetti un cecchino al livello di Baggio. L’unico guizzo che si ricordi è un tunnel ai danni di uno sventurato giocatore partenopeo al quale spero che Moratti paghi il supporto psicologico necessario per superare l’onta subita. La differenza nel gioco si vede eccome e prosegue per tutto il secondo tempo. A quel punto la gestione dei cambi sarebbe l’unico modo per ridare un po’ di vita a una partita che si sta spegnendo, vista anche l’incapacità del Napoli di far salire la squadra con continutà. Anche giocando a mezzo servizio corriamo rischi limitati, ma non è un bel vedere. Maicon non ha più voglia e inizia a sbagliare un cross dopo l’altro, fino al momento in cui si sgarbella un ginocchio contro i tacchetti di un avversario e abbozza una scena madre che pare la morte di Macbeth. Eto’o è visibilmente stanco, dopo che ha corso per tutto il secondo tempo andandosi a recuperare palloni anche a ridosso della nostra area.
I cambi però non arrivano, se non nei minuti finali, giusto il necessario per far prendere applausi a Lucio ed Eto’o. Entrano Cordoba e ManSini, restituito dalla nave aliena solo nell’intervallo. Non si anno notizie di Santon e Balotelli, pare che siano rimasti nel recinto del McDonald’s di piazzale Lotto a giocare con le palline colorate. Peccato.
Mi direte che non sono mai contento e in un certo senso avete ragione, ma credo che se noi aspiriamo a entrare nel club delle grandi d’Europa abbiamo il dovere di PROVARE a dar sempre spettacolo dall’inizio alla fine, anche con un comodo 3-1 in saccoccia e la difficile partita contro la Samp di sabato. Le energie fresche ci sono ed è un peccato non sfruttarle, anche perché nè Mario nè il Bambino coprono meno di Muntari.
Portiamo a casa 3 punti meritati e ben giocati ed è un grosso passo avanti rispetto a domenica. Possiamo ritenerci soddisfatti, ma dalla torta manca qualcosa di più della ciliegina.
scritto da Luis il 27 aprile 2009 alle 0:13
Julio Cesar sv | Nell’intervista trasmessa in settimana da Sportitalia ha dichiarato di essere cresciuto molto imparando dai suoi errori. Oggi ha preferito rifugiarsi in fallo laterale (un inedito) pur di non rischiare dribbling o rilancio frettoloso. Inoperoso fino a quando non raccoglie il pallone in fondo al sacco. Incolpevole. Zanetti 6 | Non è Maicon, d’accordo, soprattutto in fase offensiva. Presidia la fascia senza grossi problemi. Cordoba 6,5 | Con la difesa alta, gioca agli sprint con Lavezzi. Non concede quasi nulla anche sui palloni alti. Samuel 6,5 | Avrebbe meritato miglior fortuna la sua girata di testa nei primi minuti di gioco. Denis scompare dal campo. Peccato che entri Zalayeta al suo posto e s’inventi una magia. Chivu 6 | Non viene certo impensierito da Montevino (il calcio è uno sport troppo democratico), anche se commette qualche fallo di troppo su Blasi e Lavezzi. Poco incisivo in fase di spinta.
Cambiasso 6 | Primo tempo più che sufficiente, poi cala alla distanza. Vieira 4 | Rèquiem aetèrnam dona eis, Domine, et lux perpètua lùceat eis. Requiéscant in pace. Amen. Stankovic 6 | Corre per tre: per lui, per Vieira e per Figo finendo per azzerare la lucidità. Si lascia scappare Lavezzi che a sua volta aveva saltato di netto l’ectoplasma francese. Figo 4,5 | Vedi Vieira. Balotelli 6,5 (il migliore) | Quasi da solo riesce a mettere in apprensione la retroguardia avversaria. Il fallo di Santacroce appare più che sospetto: sarebbe stato rigore ed esplusione. La sua ammonizione è il capolavoro di Rosetti. Ibrahimovic 5,5 | Oggi non è riuscito a stoppare un pallone come Dio comanda. Più indolente del solito , cerca il colpo ad effetto quando basterebbe puntare Contini e Aronica (ebbene sì, anche Aronica gioca in Serie A, vedi Montervino). Mancini 4- | Chiedo scusa a Mou per aver imprecato contro di lui per la scelta di Figo. Riesce a fare persino peggio del Pallone d’Oro 2000. Da non credere. Cruz e Maxwell sv | Ingiudicabili.
Mourinho 6 | Primo tempo buono. Avremmo meritato il vantaggio anche per l’intensità mostrata. Secondo tempo viziato dalla rete subita. Fino ad allora Julio Cesar era stato inoperoso. Poi la squadra ha accusato il golazo di Zalayeta e non ha reagito. In vantaggio 2-0 col Palermo, raggiunti. In vantaggio con la J**e, raggiunti al primo minuto di recupero. Szero rischi contro il Napoli, terza sconfitta in 33 partite. Insomma, questo trend sa più di casualità che altro. Dice di non temere il Milan. Fa bene, non siamo l’Inter dello scorso anno piena di cerotti ed in crisi atletica. 7 punti di vantaggio sono molti, gli episodi ci hanno condizionato, ma deve evitare di metterci del suo: in 9 contro 11 è difficile anche per l’Inter portare a casa un risultato positivo. Rosetti sv | E’ stato giudicato il miglior arbitro del mondo. Basterebbe questo per licenziare per giusta causa tutti coloro che lavorano all’IFFHS, l’istituto di storia e statistica del calcio. Sorvola sul contatto dubbio Balotelli-Santacroce, inverte falli (vedi Aronica che passeggia su Zanetti), inventa falli (vedi Cruz spinto in area al minuto 93), ma soprattutto lascia impunito Blasi ed ammonisce SuperMario all’atto della sostituzione di Lavezzi. Blasi, uno che nega l’evidenza dinanzi ai giudici del processo Gea per difendere Moggi si permette di dare lezioni di sportività ad un calciatore che invitava un altro ad abbandonare il campo senza la solita, patetica, perdita infinita di tempo. Michelle Hunziker 3 | “Tifo Milan e Napoli“, ha detto qualche tempo fa. Due su tre sono malattie infettive.
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scritto da Nk³ il 30 novembre 2008 alle 18:37
Arriva il Napoli a San Siro e la squadra scende in campo con il piglio giusto, quello visto sabato scorso, e tutt’altra concentrazione rispetto a mercoledì. Si parte immediatamente con un pressing forsennato e altissimo che mette in difficoltà i portatori di palla azzurri e ci consente di creare molte occasioni, soprattutto sui calci da fermo battuti bene da Maicon e benissimo da Cambiasso. Proprio da un calcio d’angolo nasce l’1-0 di Cordoba, con una girata al volo di sinistro da vero attaccante d’area sulla quale Iezzo non può arrivare. Dopo neanche 10 minuti un grande triangolo Maicon-Cruz si chiude con una conclusione sbilenca del brasiliano sulla quale, però, si avventa Muntari in maniera simile a quanto fatto vedere sabato scorso, ma stavolta la mette dentro coscientemente e di tacco. 2-0 e partita che sembrerebbe chiusa quando, invece, perdiamo palla in attacco. Lavezzi salta secco Samuel e scambia con Zalayeta che, di tacco, mette l’argentino solo davanti a Julio Cesar. Chucchiaio, palla sul palo lontano e 2-1. Poi l’Inter non dà l’impressione di essere in controllo totale della partita, ma comunque il Napoli non riesce mai ad arrivare pericolosamente dalle parti di Julio Cesar e, semmai, sono Ibrahimovic e Zanetti ad avere sui piedi la palla buona per chiudere il discorso. Invece, con un Rosetti disastroso (da una parte e dall’altra) sin dal primo minuto, si arriva al 90′ senza altri gol. 3 punti importantissimi che ci permettono di metterci comodi sul divano ad aspettare il risultato del Milan stasera.
Su SKYSport, subito dopo, un Massimo Mauro in versione per niente polemica ottiene un paio di spunti interessanti da Josè Mourinho sull’ambiente Inter. Il primo: delusione per il comportamento dei tifosi. Il tecnico, che alla fine della partita si è precipitato ad abbracciare Maicon, si lamenta del fatto che “la curva c’è sempre e si fa sentire, ma lo stadio non è fatto solo dalla curva e non mi sembra giusto sentire dei fischi alla prima palla sbagliata da un giocatore. Per quello che hanno fatto questi ragazzi in questi anni e per quello che continuano a fare ad ogni partita meriterebbero sicuramente un trattamento migliore, non lo capisco proprio. Anche perchè molti magari non sanno cosa ha fatto Maicon. Che era infortunato, che non doveva giocare, che è sceso in campo contro la volontà dello staff medico e contro la mia volontà. Non è giusto.”
Il secondo, diretta conseguenza del primo: “Non sarebbe stata un grosso problema l’assenza di Maicon, Santon ha fatto la preparazione con la squadra. Santon è un ragazzo sfortunato perchè ha davanti il miglior terzino del mondo che dà un grande distacco a tutti gli altri, ma lui è assolutamente pronto per giocare e giocherà presto. Quando manca Maicon io non devo cambiare niente e non devo inventarmi niente: non ci sarà Zanetti a destra o chissà chi, ci sarà Santon. E la squadra lo sa ed è tranquillissima per questo.”
Chiusura dedicata alla situazione di Mario Balotelli: “Lui è un grande patrimonio per il calcio italiano, per il mio club e per me, e io sono molto preoccupato per fargli capire cosa voglio da lui e per fargli capire che lo voglio solo per il suo bene. Ieri abbiamo parlato per l’ennesima volta faccia a faccia e gliel’ho spiegato. Ma non posso accettare che un ragazzo di 18 anni che ancora non è “niente” se non una grande promessa e un grande patrimonio e che ha in squadra esempi di grandissimi professionisti anche a 33, 34 e 35 anni come Zanetti, Cruz, Cordoba, Samuel non si impegni almeno come fanno loro. Deve capire che sono degli esempi da seguire e deve allenarsi almeno quanto loro.”
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scritto da Nk³ il 29 novembre 2008 alle 17:15
Dopo la sorprendente sconfitta con il Panathinaikos, è necessariamente un Mourinho a tutto tondo quello che si presenta davanti ai giornalisti per dare il via al cammino che porterà, domani pomeriggio, a Inter-Napoli. Champions League, Campionato, avversari, convocazioni e mercato. Non manca niente. Il tecnico è ancora visibilmente stizzito per la sconfitta di mercoledì e ripete che secondo lui l’Inter non avrebbe meritato di essere già qualificata. Non cerca scontate scuse nascondendosi banalmente dietro “il valore degli avversari” e, anzi, non perde occasione per sminuire Panathinaikos e Anorthosis per far capire ancora meglio la sua frustrazione per il risultato ottenuto. Si mette per primo fra i colpevoli della sconfitta e fa capire che i 3 giorni di vacanza per Ibrahimovic in occasione della partita con il Werder sono saltati, perchè a lui chiudere il girone con 8 punti non sta bene per niente.
Quando si parla di Napoli, comunque, il tecnico esclude qualsiasi possibilità di affrontare la partita con la scarsa concentrazione vista contro i greci, perchè “il Napoli è una squadra con qualità e ambizione, che ha possibilità di crearci difficoltà. Per questo motivo siamo certamente concentrati e carichi per una gara importante che può aiutare la squadra ad arrivare dove vuole” e ancora “La gara contro il Napoli preoccupa perchè affrontiamo un avversario di qualità, molto migliore della squadra greca e non ho nessun dubbio. Ci aspetta una partita difficile, contro il Panathinaikos abbiamo fatto noi la partita difficile per noi stessi. Il Napoli verrà a Milano per fare la sua partita e non sarà semplice. Dico una cosa della quale sono sicurissimo: con la nostra concentrazione e l’atteggiamento completamente diverso rispetto a mercoledì, anche se giochiamo la terza gara in una settimana e veniamo da una partita di Champions League, ho fiducia che torneremo ai risultati che vogliamo“. La ricreazione è finita, insomma.
Non manca la frecciatina ai giornalisti che gli chiedono un commento alle parole di Ranieri secondo le quali la Juve non può lottare per lo scudetto (“È difficile dire qualcosa per me. Una dichiarazione così merita che la prossima settimana, quando Ranieri farà un’altra conferenza stampa, che voi cerchiate di capire se la pensa veramente così o qual è la sua intenzione“) e non manca qualche frase sul “caso-Drogba” che Mourinho, dopo aver reso tutti gli onori possibili all’attaccante ivoriano e al suo rapporto con lui, provvede a spegnere: Drogba è un giocatore del Chelsea e noi in attacco siamo coperti. Magari se qualcuno dovesse partire non saremmo più così coperti, certo…
La sorpresa del giorno, però, è l’esclusione dalla lista dei convocati di Materazzi, Quaresma e Balotelli. Per il difensore sembra essere una scelta tecnica: con Samuel e Cordoba e contro gli attaccanti napoletani (Lavezzi e Hamsik, ma anche lo stesso Zalayeta) Burdisso potrebbe sicuramente tornare più utile di Matrix. Diverso il discorso per Quaresma e Balotelli che, secondo il tecnico, non si sono impegnati a sufficienza in settimana nè negli allenamenti nè in partita. Sorprende questa lettura per quanto riguarda Quaresma -secondo molti uno dei migliori in campo mercoledì-, decisamente meno per Balotelli che, ancora, non sembra aver capito cosa il tecnico si aspetta da lui. La corda per la gestione di questo ragazzo sembra essere molto sottile, ma se si riesce a manovrarla per bene i risultati saranno ottimi. Anzi, Speciali.
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scritto da Mr Sarasa il 4 novembre 2008 alle 11:45
Archiviata la vittoria di Reggio con un bel “vaffanculo gufi di merda” (lanciato sabato, a due gobbi arrivati in anticipo sulla loro partita…), si pensa alla Champions. Prima però un passo indietro, proprio a sabato: Mourinho ha riferito di un episodio davvero sgradevole, capitato allo stadio: avendo donato un crocifisso preso a Fatima ad un ragazzo disabile (per chi crede a questo tipo di cose, senz’altro un gesto di carità cristiana, per un agnostico come me comunque un bel gesto di compassione) si è sentito accusare di avergli lanciato delle monete, persino dal Sindaco!
Chi scrive appartiene al gruppo dei più critici dell’allenatore, ma solo per cose legate al campo: penso che questo tipo di attacchi, al pari di quelli di cialtroni come l’a.d. del Catania, siano semplicemente vergognosi. Mi spiace che ancora una volta, nel ruolo degli “offesoni” si registrino personaggi meridionali (dopo Lotito e Lo Monaco, sto giro è toccato a “lo sindaco”) quasi a voler coltivare i soliti luoghi comuni che questo paese non riesce a scrollarsi di dosso.
Luoghi comuni tra i quali annovero anche il lungo collegamento di Dribbling, sabato scorso, da un “Napoli Club”: tifosi baffuti in occhiali da sole (al chiuso), l’immancabile striscione con errore grammaticale, i cori “olè olè olè, Po-cho, Po-cho”, un personaggio improbabile che regge per tutto il collegamento la prima pagina del Mattino di 20 anni fa, i soliti discorsi sul “grande cuore” dei napoletani, e l’immancabile aneddoto riguardante Maradona (che mi fa ritenere che se è ingrassato così tanto, la colpa sia dei tanti che almeno una volta gli avrebbero offerto una cena, visto che sembra che chiunque lo conoscesse benissimo…).
Vabbè, tiriamo una riga (in senso non-Maradoniano…) e veniamo a stasera. Si può conquistare la matematica qualificazione con due turni d’anticipo, contro un avversario non proibitivo che all’andata ci ha fatto scoprire un nuovo capitolo alla voce “catenaccio”. In attacco spero ovviamente che affianco ad Ibrahimovic ci sia Balotelli, che sabato ha mostrato di saper fare quanto richiesto e anche qualcosina in più. Spero soprattutto che gli venga concesso di fare più l’attaccante, anzichè l’ala, perchè se questi criprioti difendono di nuovo in 6, puoi “allargare” il gioco quanto vuoi, ma i cross poi finiscono in una selva di cactus…
Chiusura dedicata ad Adriano, Dunga e la società Inter. Ancora una volta gli si fa vedere la carota, mentre per me non ha ricevuto abbastanza dosi di “bastone”. Dunga lo convoca persino in Nazionale, per un’inutile amichevole col Portogallo a Brasilia appena prima di Inter-Juve. Qual è il problema? Che ha convocato pure Julio Cesar e Maicon. Mi chiedo: la società non potrebbe intervenire, in questi casi? Insomma, già proviamo a recuperargli l’alcolizzato, aspettiamo l’ut des a questo punto.
PS: Ieri nuova apparizione di Moggi, solito disco rotto, ma registro due piacevoli cambiamenti.
- l’ex d.g. della Juventus non ha quasi più voce, è visibilmente invecchiato, appare anni luce distante dal “re del mercato & non solo”.
- aumentano i giornalai che gli rispondono senza remore, un po’ perchè ha ripreso a cannoneggiare anche contro il Milan (quindi si becca l’intero plotone contro…), un po’ perchè fiutano che non conta più niente.
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