scritto da il 30 aprile 2010 alle 10:11

El Kann ed altri animali

C’era una volta il 2003, sette anni fa, ma sembra una vita.

Di questi tempi, il mio prof di Finanza Aziendale subiva la beffa degli studenti milanisti, dopo l’Euroderby di ritorno in semifinale (da noi giocata dopo più di vent’anni dalla precedente), ed a Manchester andavano Milan e Juventus.

In quell’esportazione di trofeo Berlusconi, andava in scena in realtà molto di più, cioè la certificazione su scala europea della forza e del potere di due club che in Italia avevano dominato il decennio appena conclusosi.

Nell’altra semifinale tra l’altro i bianconeri avevano eliminato il Real Madrid, campione d’Europa ed Intercontinentale in carica, in una delle sue ultime interpretazioni da protagonista su scala europea prima di perdersi tra ali, punte, punticine e trequartisti.

Il confronto con oggi, è qualcosa di assolutamente godurioso, inimmaginabile per chiunque: il Real a parte i quarti di finale col Monaco dell’anno seguente (purgata dall’ex Morientes) ha collezionato una serie di SEI eliminazioni consecutive agli ottavi, ha cambiato radicalmente la sua intelaiatura almeno altre due-tre volte, a cifre folli, ma sono Milan e Juve le squadre su cui intendo maggiormente soffermarmi, nel day after della partita storica del Camp Mou.

Si, perchè laddove una volta il calcio italiano era controllato (direttamente, indirettamente, o comunque da protagoniste) da due società che magari usavano metodi discutibili (con i distinguo del caso, che non ho voglia nè tempo di fare) ma di sicuro erano il paradigma dell’efficenza e dell’organizzazione (a delinquere – magari – ma comunque organizzazione), ora siamo di fronte a due “bande dell’Ortica” composte però da soli “pali” sul modello della famosa canzone di Jannacci, vista la serie di mosse susseguitesi nel giro di 24 ore che definire “fuori tempo” è un eufemismo…

Da prima, nel giorno della radiazione del signor Moggi Luciano (che non gonverma e non sbendisce), il nuovo presidente Fiat John Elkann non trova di meglio che piazzare il cug-inetto Andrea Agnelli (universalmente considerato l’esponente familiare più vicino alla pluricondannata triade) alla presidenza della mefitica squadra di famiglia.

E’, l’Agnelli Andrea, una figura che pare uscita da uno sketch di Rowan Atkinson, mixato con l’imitazione di Gasparri fatta da Neri Marcorè. Insomma, il prototipo di uno sfigato, che non ha ben chiaro cosa stia lì a fare (ma evidentemente non è piazzabile in altri ruoli nel gruppo). Infatti si è già prodotto in mirabili supercazzole del tipo che rafforzeranno sia la struttura societaria in Corso Galileo Ferraris, sia la struttura sportiva di Vinovo…

ECHEVVORDI’? Mettono quattro tiranti?

Mah… il cugino più famoso intanto mostrava segni di insofferenza. Eh si, perchè dopo aver in 4 anni cambiato 4 allenatori con la promessa di un quinto a breve, aver avallato l’acquisto di una serie di brocchi strapagati quali Thiago, Felipe, Melo, Salami Izzic, (G)Righeira, Amauri, Andrade… dopo aver scolpito incancellabili nella storia bianconera figure quali Blanc, Secco, Cobolli e Gigli, la prospettiva di farsi rubare la scena dal MrBean di famiglia deve essergli sembrata terribile.

E così, ecco la nuova sparata ad effetto: «Nei prossimi giorni sarà definito un esposto alla Federcalcio per chiedere la revoca dello scudetto 2005-2006. In coerenza con quanto abbiamo sempre sostenuto: le regole valgono per tutti».

Poco importa che finora non sia emerso proprio nulla che non dico parifichi, ma nemmeno avvicini, a ciò che faceva la Juventus, l’Inter.
Stupisce soprattutto il tempismo: l’ex D.G. viene radiato, per quanto faceva? bene, lo stesso giorno chiedo la revoca dello scudetto assegnato a chi l’aveva ricevuto dopo le prime condanne.

C’è un altro passaggio buffo, delle dichiarazioni di El Kann:“Chiederemo giustizia ma non la riapertura del Processo sportivo nonostante il coinvolgimento in Calciopoli di altre squadre”

Certo che non chiederete la riapertura del processo sportivo, non potete ottenere nulla! Anzi, peggio ancora, a riaprire il processo sportivo, potrebbero finire sotto la lente di Palazzi pure le SIM svizzere, non note nel 2006…

Mentre tutto ciò andava in scena a Torino, l’astuto premier tra un brindisi per la defenestrazione di Bocchino ed un altro per la finale raggiunta dall’Inter non si lasciava sfuggire l’occasione di silurare pubblicamente Leonardo, a tre giornate dalla fine con il terzo posto non ancora matematicamente certo.

Il quale tamblè, passa da giovane scoperta e brillante mossa societaria, pompata in estate come la svolta Guardiolista di Milanello, ad un Ferrara qualsiasi.

Mah!

Di sicuro, Leonardo, testardo o meno che sia, per quanti errori possa aver fatto quest’anno, si trova in buona compagnia: da Zaccheroni a Zoff, passando per Ancelotti senza dimenticare ovviamente Capello, l’elenco dei sacrificati all’altare della competenza tecnico-tattica dell’ex allenatore dell’Edilnord è degno di un monumento ai caduti in guerra.

Il tutto ad un giorno di distanza dall’outing di Marina Berlusconi, che nel nome dell’amore comunica urbi et orbi che han chiuso i rubinetti, e che di calcio non ne capisce molto, ma non se ne occupa in fondo.

Sette anni in Tibet, ed il mondo appare diverso.

P.S.: non ce ne siamo dimenticati. Siamo andati a Barcellona per una scampagnata a base di uova e schiamazzi notturni, ma vi pensiamo sempre cari De Rossi e Rosella.

BOJINOV, HERNAN, BIABIANY, JIMENEZ… SIAMO CON VOI, SABATO POMERIGGIO.

NON PER ALTRO, SOLO PER LA REGOLARITA’ DEL CAMPIONATO, L’IMPEGNO DEI PROFESSIONISTI, LA DIGNITA’ E TUTTE LE ALTRE SEGHE MENTALI CHE QUOTIDIANAMENTE CI VENGONO RIPETUTE…

scritto da il 22 ottobre 2009 alle 11:24

Senza nessun commento!

INCHIESTA CALCIOPOLI: LA STORIA DEL “DOSSIER” CHE NON PIACEVA A SKY E LA BUFERA IN ARRIVO SULLA UEFA!
22.10.2009 10:01 di Sabine Bertagna.

Fonte: fcinter1908.it
“Juve: il grande inganno” Kaos edizioni

Sono passati tre anni, ma Calciopoli ancora incombe sul panorama calcistico italiano. La recente smentita di De Santis, Moggi opinionista e presto anche presente al Cda della Juventus sono segnali di un equilibrio di trasparenza precaria, dal quale emergono alleanze mai spezzate. Il 6 febbraio 2006, dopo un Juventus-Udinese che fece gridare alla vergogna, Alessandro Arrighi (giornalista e autore di “Juve: il grande inganno” e “Scudetti col verme”, entrambi editi dalla Kaos) decide di inviare a Inter Channel una lettera di due pagine con il riepilogo dei favori arbitrali concessi alla Juventus e di quelli messi in atto per sfavorire l’Inter. La lettera viene letta in diretta da Roberto Scarpini al Processo di Biscardi e immediatamente citata dai media come un Dossier dell’Inter. Come spiegherà successivamente anche Giacinto Facchetti, non è altro che una richiesta di spiegazioni, dati alla mano, di uno spettacolo calcistico ormai increscioso, e che da lì a tre mesi sfocerà nello scandalo del pallone, che tutti conosciamo come Calciopoli. O che crediamo di conoscere. Alessandro Arrighi ha commentato in una lunga intervista in esclusiva per fcinter1908.it il panorama del calcio di oggi, la sudditanza giornalistica e l’imminente scandalo legato alla Uefa, del quale sentiremo presto parlare (preparatevi: sta per scoppiare un altro bubbone!). Con una dedica speciale a chi nell’onestà e nella trasparenza aveva trovato il suo unico modo di essere: l’indimenticabile Giacinto Facchetti.

Partiamo dalla lettera che lei aveva inviato a Inter Channel dopo un tristemente famoso Juventus-Udinese, quando i favori arbitrali avevano oltrepassato il limite della decenza. Ci può raccontare come è andata e in che modo quella denuncia è diventata un libro?

Dopo quella giornata di campionato ero esasperato dai furti ininterrotti ai danni dell’Inter. In quel campionato tutti i match della Juventus erano stati falsati e non a caso il 60% degli arbitri di allora è stato poi coinvolto nell’inchiesta di Napoli con accuse di associazione a delinquere e frode sportiva. Feci quindi semplicemente un riepilogo degli eventi, giornata per giornata, fino a quel momento e chiesi perché l’Inter non segnalasse le scorrettezze alla magistratura. Questo io lo scrissi quattro mesi prima che poi tutta l’Italia venisse a sapere la verità. Roberto Scarpini lesse un estratto di quelle due pagine al Processo di Biscardi e poi ho saputo che quelle pagine erano state date anche a Giacinto Facchetti. La stampa equivocò il tutto perché non era un dossier dell’Inter, ma un riepilogo documentato molto compatibile con la realtà dei fatti. Il Corriere della Sera parlò di un dossier dell’Inter e Bargiggia a Studio Sport mostrò l’originale del mio fax in diretta. Tra l’altro, sempre nel febbraio 2006, io questa vicenda l’avevo segnalata alla redazione sportiva di Sky (la quale è evidentemente condizionata dal patto di marketing Milan-Juventus stipulato tra Giraudo e Galliani nel 2005) e mi fu detto che la cosa non era di loro interesse. Hanno preso un buco pazzesco: avrebbero potuto anticipare di mesi quello che poi è venuto fuori e invece hanno ignorato completamente la vicenda. A maggio decisi di scrivere un libro, mi rispose la Kaos, che si offrì di pubblicarlo e “Juve: il grande inganno” vendette circa 3.500 copie.

Pochi mesi dopo sarebbe scoppiato lo scandalo Calciopoli. Improvvisamente la stampa ci raccontava di un sistema minuziosamente costruito da Moggi, nel quale si accordava con arbitri e designatori sull’esito delle partite. Ma dove era la stampa durante Calciopoli?

La grande stampa (televisioni, quotidiani sportivi e nazionali) ha occultato il 90% delle notizie fondamentali. Nessuno mai ha pubblicato quello che ha pubblicato l’Espresso, e cioè il rapporto dei carabinieri del nucleo provinciale di Roma, che aveva svolto le indagini su input dei pm di Napoli dal quale si evincono 20 anni di calcio italiano malato e nel quale si parla delle dirigenze e delle proprietà di Milan e di Juventus in termini piuttosto gravi. L’Espresso le ha pubblicate queste cose, ma nessuno le ha lette. Il pubblico non sa niente di tutto ciò. Nel rapporto si parla per esempio dello sconto delle auto Fiat riservato ad arbitri e guardalinee, di Moggi che chiama Lapo Elkann per sbloccare le auto per i fabbisogni della Juventus. Cose confermate anche da Capobianco, ex-dirigente bianconero. E poi ancora dell’accordo di potere Galliani-Carraro-Giraudo-Moggi per controllare il calcio italiano. E di Platini, che chiede la raccomandazione ai fondatori della Gea per essere eletto alla presidenza dell’Uefa. E’ notizia di questi giorni che l’Interpol ha scoperto che la Champions League è più taroccata del campionato italiano di Moggiopoli, con 40 partite sotto indagine. Quindi anche l’arbitraggio di ieri e in generale delle ultime partite dei nerazzurri in Europa potrebbe essere conseguenza di un sistema manovrato. A novembre verrà pubblicato il rapporto di questa indagine, che dura da tre anni, e della quale ha parlato solo il Mattino. Questo per dare un’idea del livello d’informazione. Non è venuto fuori neanche il 4% di quello che i carabinieri avevano scoperto. I giornalisti prendevano il premio scudetto dalla Juve. Se la Juventus vinceva lo scudetto pagava anche i giornalisti amici a fine campionato. E poi smentiamo una volta per tutte la grandissima balla delle presunte intercettazioni della Telecom e del presunto coinvolgimento dell’Inter. I pm di Napoli hanno risposto che le intercettazioni le hanno condotte i carabinieri e i pm Beatrice e Narducci. C’è stata poi un’indagine di due anni su Telecom che ha escluso in via preliminare qualsiasi coinvolgimento di Tronchetti Provera e di Carlo Buora per quanto riguarda le famose intercettazioni illegittime della Telecom. L’Inter ha querelato recentemente Bergamo, ma nessun giornale ha aggiunto la considerazione che questa storia era già stata vagliata e risolta dai magistrati. L’Inter in questa vicenda non ha avuto nessun tipo di coinvolgimento.

Mourinho, appena arrivato in Italia, ha inquadrato immediatamente due problematiche del calcio italiano: la prostituzione intellettuale e il conflitto d’interessi. Nel suo libro si parla molto dell’asse Juventus-Milan. Ora dopo Calciopoli come si è ridisegnato?

Che cosa è successo dopo Calciopoli? Nulla. La dimostrazione classica è il trofeo Berlusconi, l’unico trofeo al mondo giocato da soltanto due squadre, che è nato nel segno di Telepiù in seguito diventato Sky, con gli stessi dipendenti e con la stessa dirigenza. Il patto di marketing tra Juventus e Milan è tuttora esistente, anche la santa alleanza stipulata da Galliani e Giraudo non è stata infranta. Sempre per rimanere in tema di conflitto d’interessi, Galliani è stato già eletto presidente della neonata Lega di A, ora separata da quella di B.

Come è nata la dedica speciale a Giacinto Facchetti?

La cosa più significativo è che il mio libro è andato in stampa drammaticamente il giorno in cui Giacinto Facchetti è morto. Ho appreso la mattina in cui dovevano stampare il libro, che era venuto a mancare, ho telefonato alla Kaos e siamo riusciti a inserire la dedica in prima pagina a Giacinto. In seguito sono stato contattato dal figlio Gianfelice, che mi ha detto di aver letto il libro e di considerarlo come il proseguimento del lavoro di mio padre. Mi è stato vicino anche nella presentazione del libro.

Che cosa ne pensa dell’uscita di De Santis? Ritiene che la stampa gli abbia dato il giusto peso?

Penso che De Santis l’abbia fatto perché la vicenda gli sarebbe costata qualche milione di euro di danno e sarebbe stato sul lastrico. Se c’era una figura corretta quella era sicuramente Facchetti. Avendo mentito e non potendo provare nessuna delle sue accuse per non rovinarsi ulteriormente la vita De Santis è stato costretto a farlo. Come sarà costretto a fare presto Bergamo. Come ha fatto anche Moggi: i disperati cercano di dire quello che facevamo noi, lo facevano tutti.

Che cosa ne pensa della prossima partecipazione di Moggi al Consiglio d’Amministrazione della Juve?

Una cosa tragicomica. Più tragica che comica. Moggi è attualmente imputato in cinque, dico cinque, processi penali a suo carico. Uno a Roma, dove è già stato condannato a 18 mesi di reclusione per illecita concorrenza tramite minaccia e violenza, uno per falso in bilancio, falsa fatturazione, illecita iscrizione ai campionati di serie A, plusvalenze a Torino per la gestione della Juventus (processo sul quale la Figc chiude entrambi gli occhi altrimenti la Juve dovrebbe essere nuovamente processata e retrocessa), un processo a Roma per diffamazione aggravata ai danni dell’Inter e di Facchetti, un processo di Napoli associazione a delinquere e frode sportiva. 5 processi, e una persona già condannata, processata e radiata a livello sportivo diventa opinionista, viene ospitata in trasmissioni; Italia 7 Gold gli ha fatto ora un lauto contratto come ospite fisso della trasmissione sportiva. E presto si presenterà come grande dispensatore di verità al Cda della Juventus. Ricordiamoci che l’avvocato della Juventus Zacconi aveva detto nel 2006 che carte alla mano erano da serie C. Questo in sede di Cda.

Gli errori arbitrali commessi negli ultimi anni sono imputabili a qualche sistema?

Non sono imputabili ad un sistema. Resta il fatto che Juventus e Milan hanno sistematici favori arbitrali in tutte le partite, occultati in maniera vergognosa dai giornali e dalle trasmissioni sportive. Come i torti, che subisce l’Inter e che vengono sistematicamente fatti sparire dalle moviole domenicali. Parlerei del conflitto di interessi e del fatto che Juventus e Milan controllano il 95% della stampa sportiva italiana. Questo induce gli arbitri a non sbagliare per non essere massacrati il giorno dopo. E induce gli stessi a sbagliare molto piacevolmente contro l’Inter perché sanno che i loro errori non verranno mai fatti vedere. In questo modo gli arbitri fanno anche carriera internazionale. Pensiamo ad Orsato per esempio. In Cagliari-Inter: espulsione di Mourinho, rigore non dato a Stankovic, rigore dato contro, con Maicon che non sfiora il cagliaritano. Non a caso Orsato quando ha arbitrato l’Inter ha sempre fatto di tutto per non farlo vincere. Lui è uno dei papabili per l’arbitraggio internazionale. Questo mi sembra un segnale molto significativo per capire chi comanda ancora oggi.

RINGRAZIAMO LA GRANDE DISPONIBILITA’ DI ALESSANDRO ARRIGHI!

scritto da il 19 ottobre 2009 alle 0:15

5 luci nel porto di Genova

24 ore dopo, a mente fredda, possiamo dirlo: è stata una grande serata, quella del Marassi.

Non per il primo posto in solitaria, con Sampdoria staccata di 2 punti e Fiorentina e Juventus di 4, ma per alcune impressioni che si sono viste confermate in questi due giorni:

  1. la possibilità di applicare differenti assetti tattici, a seconda degli uomini a disposizione, il classico”di necessità virtù”; ieri è toccato al 4-5-1 o 4-3-2-1 come piace ai più sofisticati, un modulo che già in passato ci aveva dato qualche soddisfazione ma che raramente aveva visto come interpreti contemporaneamente in campo gente che si intendesse così velocemente come ieri sera.
  2. Sneijder: il gioiello della campagna acquisti, più di Milito ed Eto’o, perchè è uno che mette in condizione di segnare, facile facile, persino un Vieirà d’annata, perchè ha praticamente le chiavi del centrocampo, nessun pallone dato a lui è perso, detta i tempi di ogni manovra… e, scusate se è poco, di ciò beneficia pure chi non è esattamente un fulmine di guerra, cioè Zanetti e Muntari, che vengono sgravati da qualsiasi compito di “costruzione” potendosi esprimere al meglio sul loro campo, quello della fisicità (da cui tra l’altro nascono due gol)!
  3. La mentalità: fatto il primo gol, si cerca con ordine il secondo, poi il terzo… e quando c’è un pallone vagante, qualcuno prova a trasformarlo in un’azione pericolosa comunque; e l’attaccante torna, copre, riparte, che si chiami Balotelli o Eto’o è così che vuole Mou, e così rendono al meglio… mai più “palla a tizio e ci pensa lui”, e se non proprio “mai”, almeno per un bel po’;  è giusto citare, perchè sennò poi sembra tutto scontato, il carattere di giocatori come Stankovic, che non si tira mai indietro dal provare qualche “tiro ignorante” di galandiana memoria… cito lui per l’intera “vecchia guardia”, quella che ha vinto anche il primo scudetto, il più bello, perchè da un contributo in termini di carica che fa la differenza tra un gruppo di spocchiosi senza prospettive ed un gruppo vincente.
  4. Lo stato di salute delle altre squadre di vertice: la Sampdoria oggi scontava la Cassanite all’Olimpico (intesa come sindrome non scientificamente spiegata che impedisce all’attaccante barese di rendere al meglio in quello stadio da circa 4 anni) contro una buona Lazio ma soprattutto dovrà fare a meno a Pazzini per un mesetto, i gobbi continuano a perdersi in troppe dichiarazioni che puntualmente disattendono per vari motivi, dagli acciacchi muscolari all’inesperienza di Ferrara, la Fiorentina è un buon progetto con delle ottime individualità… da circa 5 anni; altre squadre credibili non ne ho viste, nella parte alta della classifica, e nemmeno nel posticipo di stasera… Preghierina della sera: Libera nos a Burdisso, definitivamente…
  5. Le prospettive future: a questa squadra, che ha dato 5 gol al Genoa a Marassi (segnare, please, che voglio vedere quanti sapranno fare altrettanto o semplicemente vincere), presto andranno riaggiunti in rigoroso ordine temporale Eto’o (a cui vanno i complimenti per essere in lizza per le primissime posizioni del Pallone d’Oro, anche se lo vincerà Messi), Motta e Milito; non so voi, ma a me non pare la stessa cosa che dire “eh, ma abbiamo recuperato Sissoko (quello coi denti a posto)o “aspettiamo Del Piero” .. soprattutto se, mentre li aspetti entrare, dalla porta girevole dell’infermeria ti accorgi che stanno per darsi il cambio con un certo portiere…

Ma questa è un’altra storia, come pure le grottesche prime pagine di Tuttosport ed i bizzarri propositi dell’espero di governance Luciano Moggi: “Parteciperò alla prossima assemblea degli azionisti della juve, voglio capire perchè non si sono difesi da calciopoli; posso farlo perchè anch’io possiedo delle azioni della società”.

Certo, la maggior parte di quelle azioni le possiede come parziale compenso per esserne stato un alto dirigente, protagonista di calciopoli… era un po’ difficile che l’assemblea che lo confermava anno dopo anno difendesse la società o almeno il suo buon nome (vabbè…si fa per dire) dalle sue malefatte.

Se la cosa non mi facesse profondamente schifo, comprerei anch’io qualche azione della vecchia megera, per andare all’assemblea, intervenire e domandare alla nuova dirigenza come mai non fosse partita una bella azione di responsabilità per danni alla cosidetta “triade”.. magari l’han già spiegato, magari la risposta la intuiamo tutti, ma se vale tutto uno si adegua…

P.S.: non ho seguito la Formula 1 quest’anno, ne sono strafelice perchè di campionati con le regole che valevano un tot al kilo ne ho già seguiti troppi nel calcio, però complimenti a Jenson Button, neo campione del mondo.
Intendiamoci, è probabilmente il più scarso dai tempi di… boh, non seguivo ancora quello sport, però per il solo fatto che abbia vinto nell’anno in cui Briatore lo aveva definito “un paracarro”, per poi essere mollato lui sul ciglio della strada dalla compagnia di mattacchioni che governa la Formula 1, mi è molto simpatttico.

scritto da il 12 novembre 2008 alle 12:25

La parola alla difesa. Se c’è.

CarcereIndifendibili (1) – Una associazione per delinquere che mirava al controllo del mondo del calcio. Queste le parole del pm Luca Palamara che, nel processo di Roma alla GEA World, arriva a formulare le richieste dell’accusa: 6 anni per Luciano Moggi, 5 per Alessandro Moggi, 3 anni e 6 mesi per Franco Zavaglia e 2 anni e 4 mesi per Francesco Ceravolo con le accuse di associazione per delinquere e illecita concorrenza tramite violenza e minaccia. Non sono accusati di associazione per delinquere, invece, Davide Lippi (1 anno e 4 mesi) e Pasquale Gallo (8 mesi) sui quali pende solo l’accusa di illecita concorrenza. All’ex dg della Juventus, inoltre, non sono neanche state concesse le attenuanti generiche “per il pessimo comportamento tenuto in aula”. L’arroganza non paga, evidentemente.

Decade l’accusa per le presunte irregolarità subordinate alle procure di Chiellini, Nigmatullin, Zetulayev e Boudianski e, soprattutto, decade l’accusa di stampo mafioso dell’associazione. Quest’ultima, in particolare, sembra una mossa di Palamara per togliere appigli scontati alla difesa e per rendere più facilmente accettabili le sue richieste. Queste infatti le sue parole: “In questi quattro anni c’è stato un gruppo di agenti del calcio e dirigenti sportivi che ha tratto profitto ingiusto con l’altrui danno, e questo utilizzando vari tipi di intimidazione. In questa struttura sportiva, per la quale non si può parlare certo di mafia, si scorgono parallelismi di comportamento con quelli mafiosi. Quello di Moggi non è un sistema mafioso, a nessun calciatore è stata puntata la pistola alla tempia, ma un meccanismo di intimidazioni e di avvertimenti che aveva il fine di rafforzare il controllo delle procure sportive da parte della Gea.”

La parola passa alla difesa che, rimasta spiazzata dalle richieste di Palamara, ha chiesto più tempo per preparare le proprie contromosse. La sentenza di primo grado di questo processo (che, ricordiamolo, è diverso da quello che si tiene a Napoli e ha ad oggetto i rapporti con il mondo arbitrale) è prevista tra l’8 e il 13 gennaio.

Indifendibile (2) - Doveva tornare tra i convocati per la trasferta di Palermo e invece, probabilmente, Adriano non ci sarà di nuovo. La causa questa volta è la febbre che ha colpito l’attaccante. Niente di male, se non fosse che la sua comunicazione è arrivata con la squadra già in campo e dopo che la società aveva fatto vari tentativi per mettersi in contatto con lui. Qualcuno, probabilmente esagerando, parla di un Mourinho infuriato. Forse questo è troppo, ma di certo la strada che l’(ex) Imperatore deve percorrere per tornare in prima squadra si allunga notevolmente. Forse troppo, stavolta.

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scritto da il 4 novembre 2008 alle 11:45

Prima dell’Anorthosis, un piccolo viaggio nella sottocultura d’avanspettacolo

josè mourinhoArchiviata la vittoria di Reggio con un bel “vaffanculo gufi di merda” (lanciato sabato, a due gobbi arrivati in anticipo sulla loro partita…), si pensa alla Champions. Prima però un passo indietro, proprio a sabato: Mourinho ha riferito di un episodio davvero sgradevole, capitato allo stadio: avendo donato un crocifisso preso a Fatima ad un ragazzo disabile (per chi crede a questo tipo di cose, senz’altro un gesto di carità cristiana, per un agnostico come me comunque un bel gesto di compassione) si è sentito accusare di avergli lanciato delle monete, persino dal Sindaco!

Chi scrive appartiene al gruppo dei più critici dell’allenatore, ma solo per cose legate al campo: penso che questo tipo di attacchi, al pari di quelli di cialtroni come l’a.d. del Catania, siano semplicemente vergognosi. Mi spiace che ancora una volta, nel ruolo degli “offesoni” si registrino personaggi meridionali (dopo Lotito e Lo Monaco, sto giro è toccato a “lo sindaco”) quasi a voler coltivare i soliti luoghi comuni che questo paese non riesce a scrollarsi di dosso.

Luoghi comuni tra i quali annovero anche il lungo collegamento di Dribbling, sabato scorso, da un “Napoli Club”: tifosi baffuti in occhiali da sole (al chiuso), l’immancabile striscione con errore grammaticale, i cori “olè olè olè, Po-cho, Po-cho”, un personaggio improbabile che regge per tutto il collegamento la prima pagina del Mattino di 20 anni fa, i soliti discorsi sul “grande cuore” dei napoletani, e l’immancabile aneddoto riguardante Maradona (che mi fa ritenere che se è ingrassato così tanto, la colpa sia dei tanti che almeno una volta gli avrebbero offerto una cena, visto che sembra che chiunque lo conoscesse benissimo…).

Vabbè, tiriamo una riga (in senso non-Maradoniano…) e veniamo a stasera. Si può conquistare la matematica qualificazione con due turni d’anticipo, contro un avversario non proibitivo che all’andata ci ha fatto scoprire un nuovo capitolo alla voce “catenaccio”. In attacco spero ovviamente che affianco ad Ibrahimovic ci sia Balotelli, che sabato ha mostrato di saper fare quanto richiesto e anche qualcosina in più. Spero soprattutto che gli venga concesso di fare più l’attaccante, anzichè l’ala, perchè se questi criprioti difendono di nuovo in 6, puoi “allargare” il gioco quanto vuoi, ma i cross poi finiscono in una selva di cactus…

Chiusura dedicata ad Adriano, Dunga e la società Inter. Ancora una volta gli si fa vedere la carota, mentre per me non ha ricevuto abbastanza dosi di “bastone”. Dunga lo convoca persino in Nazionale, per un’inutile amichevole col Portogallo a Brasilia appena prima di Inter-Juve. Qual è il problema? Che ha convocato pure Julio Cesar e Maicon. Mi chiedo: la società non potrebbe intervenire, in questi casi? Insomma, già proviamo a recuperargli l’alcolizzato, aspettiamo l’ut des a questo punto.

PS: Ieri nuova apparizione di Moggi, solito disco rotto, ma registro due piacevoli cambiamenti.
- l’ex d.g. della Juventus non ha quasi più voce, è visibilmente invecchiato, appare anni luce distante dal “re del mercato & non solo”.
- aumentano i giornalai che gli rispondono senza remore, un po’ perchè ha ripreso a cannoneggiare anche contro il Milan (quindi si becca l’intero plotone contro…), un po’ perchè fiutano che non conta più niente.

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scritto da il 29 ottobre 2008 alle 0:04

Il Quinto dice “Non devi rubare”

MoggiMentre la giustizia sportiva continua lentamente ma costantemente il suo processo di riabilitazione, noi ci sforziamo, pesando le parole, di chiamare le cose con il loro vero nome: associazione per delinquere.

Si è conclusa a Napoli la prima di (almeno) tre parti della requisitoria del pm Giuseppe Narducci nel processo penale relativo ai fatti di Calciopoli, e le parole del magistrato, affiancato dal pm Filippo Beatrice, pesano come macigni. Senza mezzi termini, si parla di una competizione “fra due sole squadre: la Juventus e il Milan” guidata dalla semplice logica di “vincere a tutti i costi”. Vincere cosa? Non un semplice campionato, non un semplice torneo. Bensì “due campionati: uno giocato sul campo, l’altro parallelo che si giocava prima, durante e dopo le partite ed era rimesso nelle mani di Moggi, Giraudo e dei loro interlocutori”. E, come se non bastasse, il campionato giocato sul campo è solo un accessorio, “diretta conseguenza di quello che si gioca nelle stanze del potere”.

Una associazione per delinquere cosciente e consapevole della propria esistenza, poichè è evidente che “i protagonisti parlano di sè stessi come di una organizzazione, una congrega di Luciano Moggi”. Una associazione per delinquere che gestiva tutto il mondo del calcio: dagli assetti dirigenziali della FIGC, attorno ai quali si era svolta “una lunga campagna elettorale destinata ad avere ripercussioni anche sugli assetti illegali dell’organizzazione”, ai risultati sul campo, decisi a tavolino da più persone che “cercano o riescono ad alterare più incontri di serie A nell’interesse della Juve”. Dalla lotta per la retrocessione, dove Carraro si proccupa del fatto che “si devono salvare Lazio e Fiorentina”, al potere dei designatori arbitrali Pairetto e Bergamo, che si scopre agente assicurativo di polizze vita milionarie a favore della Juventus.

E Narducci risponde anche a chi, ancora, ripete stancamente la solfa della mancanza di prove di una corruzione “in senso proprio” dicendo che sì, è vero, non ci sono prove in tal senso. “Ma vi è la prova granitica di come far parte di questo gruppo di potere fa grande differenza in termini di carriera e di retribuzione. Se si era graditi si arbitravano più partite e più partite di cartello, c’era la possibilità di arbitrare incontri internazionali. Si guadagna in prestigio, considerazione, potere e anche denaro”.

Non si salva nessuno dalla requisitoria del pm. Anzi sì, qualcuno si salva. Perchè Narducci non si fa mancare il vezzo di rispondere al tentativo di autodifesa più banale, più scontato e più…falso. E ci tiene a precisare che “Nelle migliaia di intercettazioni ci sono solo quelle persone perchè solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano interecettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti ci dicono che non è  vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzini o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle. Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli. Queste sono solo balle messe in giro e smentite dai fatti”. E anche dal punto di vista delle schede occulte e delle utenze nascoste non c’è discussione: “schede del signor Moratti e del signor Sensi non ce ne sono, ci sono invece quelle schede di cui abbiamo parlato”.

E allora mettetevi seduti comodi, cari amici lurker, fate un bel respiro e ripetete insieme a noi:
Sono solo balle smentite dai fatti.
Balle smentite dai fatti.
Balle smentite dai fatti.

Continua.

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scritto da il 22 ottobre 2008 alle 11:40

Da Milanell Boulevard alla realtà

david beckhamStavolta non c’è la bufala alla diossina. E’ tutto vero! Il geometra Galliani vuole trasformare Milanello nella Sunset Boulevard della Brianza, acquisendo le prestazioni di David Beckham, centrocampista della nazionale inglese e dei L.A. Galaxy (l’unica squadra di Los Angeles che anziché essere seguita dalle celebrità, le compra per farsi seguire dai comuni mortali. Roba che nemmeno i Los Angeles Clippers!). L’integrità fisica e le capacità tecniche non si discutono, l’operazione di marketing è chiarissima. Ma è l’idea di prendere un 33enne centrocampista offensivo che non mi torna sul piano tattico. Chi starà fuori adesso?

Una cosa è certa. Questo ennesimo acquisto mediatico – annunciato nel giorno di ferie infrasettimanale del Milan – sembra volto a rastrellare il denaro mancante, dopo il quinto posto dello scorso anno e i 25 milioni promessi al Barcelona per i servigi di Ronaldinho. La sensazione più chiara è che a Silvio Berlusconi il Milan non serva più: può arrivare tranquillamente al Quirinale mettendo all’angolo il PD. Una volta che Silvio avrà passato la mano, la società verra gestita da Pier Silvio, Braida, Galliani e Costantino, con Maria De Filippi deputata (in tutti i sensi) a far la voce grossa. Scherziamo… ma non troppo. L’ideale sarebbe stato mettersi nelle mani di Moggi, che Berlusconi lodò pubblicamente per la capacità di vincere senza spendere soldi (al netto delle schede telefoniche, si intende). Ma a meno di una legge salvacul… condotto, dovrà aspettare per altri tre anni.

Intanto l’house organ del moggismo in esilio, quello che riporta gli umori degli juventini in rete e non solo, viene accusato da Ranieri di fare critiche premeditate. Stavolta ha ragione Ranieri. La Juventus di ieri ha giocato un buon primo tempo, il Real ha fatto un buona ripresa. E probabilmente i bianconeri si sono regalati la qualificazione agli ottavi, mettendosi l’animo in pace, vista l’inconsistenza dello Zenit.

Qualificazione che dovrà ottenere l’Inter stasera, se non nei numeri nelle sensazioni. Mourinho ha già anticipato che schiererà Francesco Toldo in porta e, Ibrahimovic a parte, è possibile che si faccia turnover nelle caselle dell’attacco, dove è previsto l’inserimento di Mancini, Cruz o Balotelli. L’imperativo è uno solo: vincere, magari giocando bene, per mettere la qualificazione al sicuro e imprimere la prima vera accelerazione in campionato. Sinceramente penso che Mourinho ci sorprenderà con una formazione più rimaneggiata del previsto.

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scritto da il 23 settembre 2008 alle 11:01

Meno male che c’è Mourinho

corriere inter juveUna recentissima moda dei media italiani è la seguente: far esprimere i giocatori dell’Inter o possibilmente il presidente Moratti sulle altre squadre. E’ una versione remix del far parlare gli altri allenatori o i giocatori di Mourinho. In entrambi i casi si ottiene il risultato di scatenare una polemica e di mettere in buona luce Milan e Juventus. Oggi i giornali sono pieni di “Temo la Juve” e “Temo il Milan”, partorite dalla bocca del troppo loquace presidente nerazzurro.

Quelli che guadagnano solleticando gli juventini puntano sul fatto che, al momento, la gobba e l’Inter sono in testa appaiate. La cosa divertente è che sono gli stessi che l’anno scorso dicevano che la Juventus avrebbe vinto lo scudetto (dopo 3 partite e con l’Inter sconfitta a Istanbul). Gli stessi che persino Moggi ammoniva dal ripetere simili boiate, che tanto la Juventus avrebbe preso 15 punti di distacco. Che parlino di vendetta è poi totalmente patologico e non saremo noi a prestare i soccorsi. Idem quelli di RCS, mentre a Mediaset “preferiscono” puntare sul Milan, dopo la prima vera partita positiva della stagione!

gazzetta milan juveIn realtà Moratti ha detto una cosa talmente banale che mi chiedo come faccia ancora a sopportare certe insipide domande: chi teme di più delle avversarie? Posto che non dirà mai che non teme nessuno (anche se lo pensa, come noi), essendo la classifica quella che è risponderà in modo canonico: Milan, Juve, Roma e perché no? La Fiorentina. Perchè ha un allenatore bravo, una politica giovane e mille altri luoghi comuni.

Insomma, meno male che c’è Mourinho, che almeno è un tipo fuori dagli schemi, che usa l’intelligenza e lo spirito per comunicare, in questo mondo dominato da una superficialità sprezzante del minimo buon senso. Nel frattempo incombe la partita col Lecce e le principali incognite riguardano il centrocampo. Mourinho non cambierà formazione finché un giocatore si rende disponibile e dice di star bene.

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