scritto da il 22 aprile 2012 alle 18:47

Fiorentina 0 Inter 0

Fiorentina: 1 Boruc; 31 Camporese, 14 Natali, 15 Nastasic; 16 Cassani, 13 Kharja, 85 Behrami (22′ st Salifu), 21 Lazzari, 23 Pasqual; 7 Cerci; 22 Ljajic (27′ st Acosty).

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 26 Chivu (37′ st Ranocchia), 4 Zanetti (1′ st Nagatomo); 18 Poli, 19 Cambiasso; 11 Alvarez, 9 Forlan (9′ st Sneijder), 28 Zarate; 22 Milito

Alla quarta partita Andrea Stramaccioni lascia il 433 e prova il 4231 probabilmente per facilitare il ritorno in squadra di Sneijder con un modulo che preveda un trequartista, idea giusta perchè quelli tecnicamente più bravi vanno fatti giocare nella loro posizione preferita.

Idea giusta che però all’atto pratico non funziona e ci fa assistere a una gara povera di occasioni e di emozioni, con giocatori che seguono spesso al piccolo trotto l’azione dei compagni o che rientrano passeggiando come se la fase difensiva non fosse assolutamente di loro competenza.

Il punto dolente è stato il centrocampo con i soli Cambiasso e Poli davanti alla difesa, i due sono sempre stati lasciati soli dai 3 trequartisti in fase di non possesso e sono andati in difficoltà contro i 5 centrocampisti viola soprattutto nel primo tempo, le cose sono andate meglio nel secondo quando con l’ingresso di Sneijder al posto di Forlan è comunque migliorato il possesso palla ma non la pericolosità delle azioni da gol.

Sulle fasce meglio Alvarez/Maicon sulla destra che hanno saputo creare qualche pericolo: l’argentino ha spesso tagliato verso il centro mentre il brasiliano ha potuto sfruttare lo spazio creato andando al cross (impreciso); dall’altra parte invece prima Zanetti ha lasciato Zarate sempre solo poi Nagatomo ha sempre provato la sovrapposizione ma non è quasi mai stato servito da Maurito, tuttavia è stato creato troppo poco e con poca precisione per poter provare a vincere la partita.

Anche la partita di Sneijder al rientro non ha lasciato il segno ed è grande il sospetto che non si sia giocato con la grinta necessaria per una squadra che a parole dice di puntare ancora al terzo posto.

Alla fine il migliore in campo è Julio Cesar che al 68° para il rigore tirato da Ljajic e lascia le speranze alla matematica che grazie al gol di Bojinov ancora non ci condanna.

L'acchiappasogni

scritto da il 1 aprile 2009 alle 12:00

Le spalle coperte

“Non ho problemi con l’allenatore del Milan. Ancelotti nel calcio italiano ricopre una posizione che io non ho. E’ tutelato da un club storico che ha grande potere a livello mediatico. Tutti conoscono Silvio Berlusconi. Il presidente del Milan è molto potente in Italia. Ancelotti ha le spalle coperte. L’Inter è un club indipendente, il mio presidente ha il suo core business nel settore del petrolio, non in quello dei media”. José Mourinho.

Mou al night.

Stasera Mourinho sarà ospite da Chiambretti nel suo night (pesce d’aprile escluso), proprio nella tv del biscione. Chissà se le parole pronunciate nell’intervista concessa all’Espn nel suo viaggio a Los Angeles le ripeterà davanti alle telecamere Mediaset? Di sicuro Chiambretti è il padrone di casa ideale per un personaggio come Special One, che potrà spiegare tra sexy ballerine, prostitute meno intellettuali e pseudo comici milanisti la sua teoria sulla grandissima manipolazione messa in atto dalle tv ed i giornali contro l’Inter. I dati elevati di share sono una certezza, come le risposte non medievali del Mou.

Sfida mondiale.

A proposito di manipolazione, le parole di kakà hanno destato più di qualche imbarazzo nel clan rossonero. Galliani ha negato l’evidenza, come suo solito, aspettando con fiducia la smentita del fratello di “fratello Nicola”. La Gazzetta invece, una volta tanto, batte la concorrenza con una notizia clamorosa. Il ritorno all’attività agonistica di Shevchenko: “Beckham-Sheva, sfida mondiale”, con lo stesso spazio concesso ai dubbi di Kakà su Milan Lab. Avete capito bene, sfida mondiale.

Ignorare il trend.

L’imbarazzante Brasile visto contro un Ecuador formato speciale, ha consegnato ai posteri il sondaggio rosa: “in questo momento è più forte Buffon o Julio Cesar?”. Lo stesso Zoff, interrogato da La Stampa sull’argomento, ha risposto.In assoluto, mi tengo sempre Buffon. Oggi, però, il migliore è Julio Cesar. L’ho visto domenica notte in tv, Ecuador-Brasile. Roba da matti. Per fargli un gol, uno solo, l’Ecuador avrà speso almeno cento tiri e non meno di dieci occasioni”. Parole importanti, ma con la stessa logica, in assoluto, potremmo tenerci Zoff o Preud’Homme, Sarti, Zenga o Yashin. C’è quasi una sorta di timore reverenziale ad ammettere che non si tratti di una situazione momentanea, ma frutto di un trend riscontrabile da alcuni mesi a questa parte. Sono due stagioni ormai che l’Acchiappasogni fornisce una continuità strepitosa nelle prestazioni, parate e partite eccezionali non solo con l’Inter, freddezza nell’affrontare i tiri dal dischetto (chiedere a Fini, Frick, Saudati, Zalayeta  e Juan per ulteriori informazioni) ed una sicurezza sull’ordinaria amministrazione che infonde a tutto il reparto difensivo. Al contrario, Gianluigi Buffon(e), si è fatto notare soprattutto per le sue uscite spericolate sui giornali volte a difendere la J**e di Moggi e Giraudo o a promuovere la sua biografia con l’outing depressivo. Sul campo ha commesso più di qualche errore, non solo dettato da una scarsa condizione fisica. Un dato interessante riguarda però il numero elevato di notizie inerente fantomatiche offerte di sceicchi arabi, africani o malesi pronti a tutto pur di portarlo nelle proprie squadre. Per fortuna che Julio Cesar, in assoluto, non sia il migliore. Altrimenti ce lo ritroveremmo a batter cassa in via Durini come alcuni dei suoi compagni.

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scritto da il 10 novembre 2008 alle 11:39

Lo sapevate perfettamente che Cruz…

Tempi di recupero: siamo ancora fiduciosi!
Quella fiducia che non ci ha abbandonato per tutti i novanta minuti. Sapevamo che avremmo segnato: un’invenzione di Ibra, un inserimento di Cambiasso, una discese delle sue di Maicon, o Cruz!
E Cruz è stato.

Ora possiamo discutere fino a domenica prossima se abbiamo giocato bene o male, meglio delle precedenti o se ci stiamo involvendo. Se il 433 è meglio del 424 o del 4231 anomalo. Era da vincere e abbiamo vinto.

Non è stata una bella partita, ma credo che ci dobbiamo abituare a non vedere molte belle partite con questa Inter e con questo allenatore.
Ed evitiamo per favore squallidi paragoni con l’Inter del Mancio.
L’unico paragone che io accetto è come i due trattano i giornalisti. E mi pare che entrambi sappiano il fatto loro.

Note positive io ne ho viste (ma io sono ottimista per natura; scrivo infatti queste due righe sperando che tutti capiscano):

Samuel! Ve lo aspettavate così? Lui in campo non solo è una garanzia ma succedono altre due cose estremamente positive: la prima è che non gioca Burdisso; la seconda che Cordoba ha un punto maggiore di riferimento e i suoi interventi ne guadagnano in efficacia e precisione.

Julio Cesar! Non serve quasi mai, ma quando serve è là. Puntuale.

Cambiasso e Zanetti da par loro, inutile ripetere le stesse cose ad ogni partita.

Fine delle note positive.

Ibra è stanco, Maicon pure, Maxwell sa e può fare molto di più. Vieira che si perde in un bicchiere d’acqua. Balotelli senza infamia e senza lode. Quaresma… Quaresma chi…?

Eppure, se ci fate caso, ognuno di questi ultimi, con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto segnare, e allora i commenti, le pagelle e il primato in classifica (ve lo ricordo sennò ce lo scordiamo) avrebbero avuto un altro sapore.

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scritto da il 4 novembre 2008 alle 17:29

Viaggio nell’imponderabile del calcio

BurdissoE’ difficile commentare compiutamente una partita così. Non si sa da dove cominciare, da dove passare, dove finire. Non si sa bene neanche quale aspetto mettere in evidenza: tattica, episodi, singoli giocatori, casualità. E’ tutto molto difficile e troppo assurdo per essere analizzato, in realtà.

Succede che ci ritroviamo in una calda giornata novembrina su una altrettanto calda isola del Mediterraneo, mezza occupata e mezza no. Arriviamo lì, allenamento, pranzo, riposino, riscaldamento e si va in campo per la partita. Tutto abbastanza normale fin qui, al di là dei 26 gradi al 4 di Novembre e al di là del fatto di giocare contro una squadra di Famagosta che di solito gioca a Larnaca ma che stavolta si trova a Nicosia. Vabbè, ci si può passare sopra. Scendiamo in campo, 4-4-2, tutti al posto giusto. Difesa abbottonata, Maicon più davanti che dietro, centrocampo che blocca e riparte, ali discretamente in serata, Ibra che vuole spaccare il mondo e Balotelli che la mette dentro e fa vedere anche alcuni calci da fermo battuti per bene. Si fanno una decina di tiri in porta e non se ne subisce nessuno…ordinaria amministrazione contro una squadra decisamente inferiore. Dopo tutto questo, doppio fischio dell’arbitro e si va al riposo sul risultato di 2-2. No, scusate….volevo dire 2-2. Ma che succede? Sto cercando di scrivere in cifre due a zero ma viene fuori 2-2. Bah…sarà la tastiera rotta.

Si rientra dagli spogliatoi e, pronti via, una disattenzione della difesa e una cappellata di Burdisso lasciano la palla sui piedi di un attaccante dell’Anorthosis che non si fa pregare e la spinge dentro. 3-2. Uffa, ancora la tastiera…come dite? Siamo davvero 3-2? Guardo l’angolino in alto a sinistra dello schermo per la conferma e resto a bocca aperta: siamo davvero 3-2. Un tiro concesso, tre gol subiti. Roba che neanche all’Amiga. A quel punto la squadra va in confusione e, nonostante il tentativo di scossa dato da Mourinho con 3 cambi in contemporanea -mossa che mette in crisi persino la grafica dell’UEFA- ci vuole mezz’ora buona per rimettersi in piedi. Mezz’ora passata fra una assoluta sterilità offensiva e un paio di miracoli di Julio Cesar. Poi Cruz la rimette dentro e si ricomincia a giocare creando un paio di incredibili palle gol in 5 minuti..ma ormai è troppo tardi.

Cosa è successo? E’ successo che, banalmente, la palla è rotonda. Un Burdisso mai così inadeguato, un Ibrahimovic mai così sciupone e un gol, il secondo, mai così assurdo hanno stampato il risultato su un incredibile 3-3. Il problema non è il risultato in sè, nè come è maturato. Il problema è il contesto nel quale si colloca. Perchè uno svarione difensivo ci sta…ma 5 gol ridicoli presi in due partite iniziano a starci un po’ meno. Data la non-analizzabilità della partita, comunque, quello che resta è l’impressione delle prime 15 partite dell’anno nuovo. E’ l’impressione è quella di una squadra in continuo mutamento e alla continua ricerca di sè stessa, che sceglie di affrontare -e risolvere- i problemi uno alla volta, così come si pongono. Ripensando a tutte le parole spese in questi mesi, salta all’occhio come non sono più un problema determinati ruoli in campo, non è più un problema il fatto che si crea poco, non è più un problema il fossilizzarsi su un modulo, non è più un problema Balotelli, non è più un problema (almeno non lo è stato ieri sera, finchè s’è giocato) la “rottura” della squadra…ora c’è il problema dell’attenzione difensiva. Problema che, fra l’altro, è spesso tipico di squadre alla ricerca di nuovi automatismi. Si risolverà anche questo e, dopo, si risolveranno tutti quelli nuovi che si presenteranno: perchè il tempo inizia ad essere tiranno, ma i problemi non sono infiniti.

Certo, visto così è un bicchiere mezzo pieno…

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scritto da il 4 novembre 2008 alle 11:45

Prima dell’Anorthosis, un piccolo viaggio nella sottocultura d’avanspettacolo

josè mourinhoArchiviata la vittoria di Reggio con un bel “vaffanculo gufi di merda” (lanciato sabato, a due gobbi arrivati in anticipo sulla loro partita…), si pensa alla Champions. Prima però un passo indietro, proprio a sabato: Mourinho ha riferito di un episodio davvero sgradevole, capitato allo stadio: avendo donato un crocifisso preso a Fatima ad un ragazzo disabile (per chi crede a questo tipo di cose, senz’altro un gesto di carità cristiana, per un agnostico come me comunque un bel gesto di compassione) si è sentito accusare di avergli lanciato delle monete, persino dal Sindaco!

Chi scrive appartiene al gruppo dei più critici dell’allenatore, ma solo per cose legate al campo: penso che questo tipo di attacchi, al pari di quelli di cialtroni come l’a.d. del Catania, siano semplicemente vergognosi. Mi spiace che ancora una volta, nel ruolo degli “offesoni” si registrino personaggi meridionali (dopo Lotito e Lo Monaco, sto giro è toccato a “lo sindaco”) quasi a voler coltivare i soliti luoghi comuni che questo paese non riesce a scrollarsi di dosso.

Luoghi comuni tra i quali annovero anche il lungo collegamento di Dribbling, sabato scorso, da un “Napoli Club”: tifosi baffuti in occhiali da sole (al chiuso), l’immancabile striscione con errore grammaticale, i cori “olè olè olè, Po-cho, Po-cho”, un personaggio improbabile che regge per tutto il collegamento la prima pagina del Mattino di 20 anni fa, i soliti discorsi sul “grande cuore” dei napoletani, e l’immancabile aneddoto riguardante Maradona (che mi fa ritenere che se è ingrassato così tanto, la colpa sia dei tanti che almeno una volta gli avrebbero offerto una cena, visto che sembra che chiunque lo conoscesse benissimo…).

Vabbè, tiriamo una riga (in senso non-Maradoniano…) e veniamo a stasera. Si può conquistare la matematica qualificazione con due turni d’anticipo, contro un avversario non proibitivo che all’andata ci ha fatto scoprire un nuovo capitolo alla voce “catenaccio”. In attacco spero ovviamente che affianco ad Ibrahimovic ci sia Balotelli, che sabato ha mostrato di saper fare quanto richiesto e anche qualcosina in più. Spero soprattutto che gli venga concesso di fare più l’attaccante, anzichè l’ala, perchè se questi criprioti difendono di nuovo in 6, puoi “allargare” il gioco quanto vuoi, ma i cross poi finiscono in una selva di cactus…

Chiusura dedicata ad Adriano, Dunga e la società Inter. Ancora una volta gli si fa vedere la carota, mentre per me non ha ricevuto abbastanza dosi di “bastone”. Dunga lo convoca persino in Nazionale, per un’inutile amichevole col Portogallo a Brasilia appena prima di Inter-Juve. Qual è il problema? Che ha convocato pure Julio Cesar e Maicon. Mi chiedo: la società non potrebbe intervenire, in questi casi? Insomma, già proviamo a recuperargli l’alcolizzato, aspettiamo l’ut des a questo punto.

PS: Ieri nuova apparizione di Moggi, solito disco rotto, ma registro due piacevoli cambiamenti.
- l’ex d.g. della Juventus non ha quasi più voce, è visibilmente invecchiato, appare anni luce distante dal “re del mercato & non solo”.
- aumentano i giornalai che gli rispondono senza remore, un po’ perchè ha ripreso a cannoneggiare anche contro il Milan (quindi si becca l’intero plotone contro…), un po’ perchè fiutano che non conta più niente.

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