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Lo sapevate perfettamente che Cruz…

novembre 10th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato | di errek

Tempi di recupero: siamo ancora fiduciosi!
Quella fiducia che non ci ha abbandonato per tutti i novanta minuti. Sapevamo che avremmo segnato: un’invenzione di Ibra, un inserimento di Cambiasso, una discese delle sue di Maicon, o Cruz!
E Cruz è stato.

Ora possiamo discutere fino a domenica prossima se abbiamo giocato bene o male, meglio delle precedenti o se ci stiamo involvendo. Se il 433 è meglio del 424 o del 4231 anomalo. Era da vincere e abbiamo vinto.

Non è stata una bella partita, ma credo che ci dobbiamo abituare a non vedere molte belle partite con questa Inter e con questo allenatore.
Ed evitiamo per favore squallidi paragoni con l’Inter del Mancio.
L’unico paragone che io accetto è come i due trattano i giornalisti. E mi pare che entrambi sappiano il fatto loro.

Note positive io ne ho viste (ma io sono ottimista per natura; scrivo infatti queste due righe sperando che tutti capiscano):

Samuel! Ve lo aspettavate così? Lui in campo non solo è una garanzia ma succedono altre due cose estremamente positive: la prima è che non gioca Burdisso; la seconda che Cordoba ha un punto maggiore di riferimento e i suoi interventi ne guadagnano in efficacia e precisione.

Julio Cesar! Non serve quasi mai, ma quando serve è là. Puntuale.

Cambiasso e Zanetti da par loro, inutile ripetere le stesse cose ad ogni partita.

Fine delle note positive.

Ibra è stanco, Maicon pure, Maxwell sa e può fare molto di più. Vieira che si perde in un bicchiere d’acqua. Balotelli senza infamia e senza lode. Quaresma… Quaresma chi…?

Eppure, se ci fate caso, ognuno di questi ultimi, con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto segnare, e allora i commenti, le pagelle e il primato in classifica (ve lo ricordo sennò ce lo scordiamo) avrebbero avuto un altro sapore.

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Viaggio nell’imponderabile del calcio

novembre 4th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Champions League, Tattica | di Nk³

BurdissoE’ difficile commentare compiutamente una partita così. Non si sa da dove cominciare, da dove passare, dove finire. Non si sa bene neanche quale aspetto mettere in evidenza: tattica, episodi, singoli giocatori, casualità. E’ tutto molto difficile e troppo assurdo per essere analizzato, in realtà.

Succede che ci ritroviamo in una calda giornata novembrina su una altrettanto calda isola del Mediterraneo, mezza occupata e mezza no. Arriviamo lì, allenamento, pranzo, riposino, riscaldamento e si va in campo per la partita. Tutto abbastanza normale fin qui, al di là dei 26 gradi al 4 di Novembre e al di là del fatto di giocare contro una squadra di Famagosta che di solito gioca a Larnaca ma che stavolta si trova a Nicosia. Vabbè, ci si può passare sopra. Scendiamo in campo, 4-4-2, tutti al posto giusto. Difesa abbottonata, Maicon più davanti che dietro, centrocampo che blocca e riparte, ali discretamente in serata, Ibra che vuole spaccare il mondo e Balotelli che la mette dentro e fa vedere anche alcuni calci da fermo battuti per bene. Si fanno una decina di tiri in porta e non se ne subisce nessuno…ordinaria amministrazione contro una squadra decisamente inferiore. Dopo tutto questo, doppio fischio dell’arbitro e si va al riposo sul risultato di 2-2. No, scusate….volevo dire 2-2. Ma che succede? Sto cercando di scrivere in cifre due a zero ma viene fuori 2-2. Bah…sarà la tastiera rotta.

Si rientra dagli spogliatoi e, pronti via, una disattenzione della difesa e una cappellata di Burdisso lasciano la palla sui piedi di un attaccante dell’Anorthosis che non si fa pregare e la spinge dentro. 3-2. Uffa, ancora la tastiera…come dite? Siamo davvero 3-2? Guardo l’angolino in alto a sinistra dello schermo per la conferma e resto a bocca aperta: siamo davvero 3-2. Un tiro concesso, tre gol subiti. Roba che neanche all’Amiga. A quel punto la squadra va in confusione e, nonostante il tentativo di scossa dato da Mourinho con 3 cambi in contemporanea -mossa che mette in crisi persino la grafica dell’UEFA- ci vuole mezz’ora buona per rimettersi in piedi. Mezz’ora passata fra una assoluta sterilità offensiva e un paio di miracoli di Julio Cesar. Poi Cruz la rimette dentro e si ricomincia a giocare creando un paio di incredibili palle gol in 5 minuti..ma ormai è troppo tardi.

Cosa è successo? E’ successo che, banalmente, la palla è rotonda. Un Burdisso mai così inadeguato, un Ibrahimovic mai così sciupone e un gol, il secondo, mai così assurdo hanno stampato il risultato su un incredibile 3-3. Il problema non è il risultato in sè, nè come è maturato. Il problema è il contesto nel quale si colloca. Perchè uno svarione difensivo ci sta…ma 5 gol ridicoli presi in due partite iniziano a starci un po’ meno. Data la non-analizzabilità della partita, comunque, quello che resta è l’impressione delle prime 15 partite dell’anno nuovo. E’ l’impressione è quella di una squadra in continuo mutamento e alla continua ricerca di sè stessa, che sceglie di affrontare -e risolvere- i problemi uno alla volta, così come si pongono. Ripensando a tutte le parole spese in questi mesi, salta all’occhio come non sono più un problema determinati ruoli in campo, non è più un problema il fatto che si crea poco, non è più un problema il fossilizzarsi su un modulo, non è più un problema Balotelli, non è più un problema (almeno non lo è stato ieri sera, finchè s’è giocato) la “rottura” della squadra…ora c’è il problema dell’attenzione difensiva. Problema che, fra l’altro, è spesso tipico di squadre alla ricerca di nuovi automatismi. Si risolverà anche questo e, dopo, si risolveranno tutti quelli nuovi che si presenteranno: perchè il tempo inizia ad essere tiranno, ma i problemi non sono infiniti.

Certo, visto così è un bicchiere mezzo pieno…

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Reggina-Inter: scatta l’ora del turnover?

novembre 1st, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Tattica, Video | di ex-collaboratori

nicolas burdissoLa trasferta di Reggio Calabria dello scorso anno mise la parola fine all’esperienza di Adriano all’Inter, almeno sotto l’egida di Roberto Mancini. Un pallone appena sfiorato su punizione di Figo, con la successiva sostituzione e la sfuriata a fare da contorno a una partita maschia e complicata.

Proprio quella Inter di Mancini stava già attuando un robusto turnover, limitato solo dagli infortuni, che nel tempo sarebbero aumentati, costringendo la squadra a una lunga resistenza in primavera. Escluso Adriano, le cose oggi sono diverse: Mourinho ha una rosa lunga, tanti infortunati, ma fa poche scelte. Che questo sia un tratto distintivo dello Special One lo sapevano tutti, presumibilmente anche Branca e Moratti, che come prima richiesta non hanno avuto quella di comprare Lampard, ma di sfoltire la rosa (concetto espresso più volte, anche a riguardo della disciplina). Tuttavia, gli incontri ravvicinati nel tempo non consentono altre dilazioni: dobbiamo fare turnover, perché la poca brillantezza di Ibrahimovic, Zanetti e Maicon è apparsa evidente a chi ha l’occhio clinico, per queste cose.

Che Mourinho sia del nostro avviso non è scontato, anche se qualcosa ha fatto trapelare nel corso della conferenza stampa di ieri. Vieira è al rientro dal primo minuto, mentre Cambiasso verrà impiegato martedì, se tutto va bene. Diversa è la situazione dell’attacco, dove gli esclusi Cruz e Adriano, soprattutto il secondo, faticheranno parecchio a trovare spazio. In compenso tra oggi e martedì è quasi scontato che vengano impiegati tutti: Ibrahimovic, Quaresma, Mancini, Crespo e Balotelli. Obinna può essere la carta per stasera, ma non ne sarei tanto sicuro. Per la difesa Mourinho ha ribadito che guarda alla qualità e che si sente rassicurato dai recuperi di Materazzi e Samuel, ancora parcheggiati. Cordoba e Burdisso partiranno centrali, Chivu a sinistra, con Maxwell impiegato in Champions (una soluzione che non mi soddisfa per niente!). A centrocampo le scelte sono obbligate: Dacourt non è stato convocato, perciò saranno Zanetti, Stankovic e Vieira a spartirsi i compiti. Con i primi due apparsi davvero sfasati nelle ultime uscite.

C’è comunque una sola esigenza, che ci riporta alla ruvida vittoria di un anno fa: conta vincere e portar via tre punti, sperando che il tempo faccia assorbire le incomprensioni con Cruz (che per un anno è utile alla causa) e il modulo dell’allenatore. Il suo credo l’ha ribadito ieri: i giocatori devono applicarsi. Per Mourinho conta questo e dobbiamo provare a seguirlo.

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Sotto tutela…

ottobre 29th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato | di Mr Sarasa

intUn uomo distante anni luce non solo dallo sbruffone che non era un pirla alla presentazione, ma anche dal nevrotico che domenica ha sparato alzo-zero su tre giocatori, ecco l’impressione che mi ha fatto J.M. nella conferenza stampa i ieri. Quasi che qualcuno in società gli avesse fatto capire che era sulla strada sbagliata, e lo avesse consigliato di usare altri toni ed un altro linguaggio…

In ogni caso l’esclusione di Julio Ricardo Cruz c’è e resta come un macigno (dell’altro non parlo perchè per me è un ex-giocatore da vendere anche al robivecchi, purchè se lo porti via insieme al contorno di puttane, papponi e tossici) sulla fin qua breve storia dell‘uomo delle caramelle all’Inter. Per fortuna il Jardinero ha un tale credito di fiducia nei tifosi e nella società da non abbattersi facilmente, soprattutto se allo special no-one passano in fretta le mestruazioni (cit.) e lo reintegra già da giovedì.

Ma adesso le chiacchere stanno a zero, ci sono 90 minuti di fuoco in casa di una Fiorentina motivatissima, che vive (a torto) come un’ingiustizia la sacrosanta squalifica di Gilardino. 90 minuti in cui il cocco dell’allenatore dovrà dimostrare di essere un giocatore da Inter, se Mourinho continuerà a schierarlo titolare, ed Ibra provare ad immedesimarsi nel ruolo che sarebbe di altri, cioè la prima punta… a scanso di equivoci, se dovesse essere chiamato dalla panchina superMario, sarà un’occasione da non sciupare: e per favore, se ti dice di fare anche il difensore centrale stavolta dagli retta, si coprirà lui di ridicolo ma almeno non avrà scuse per romperti le palle!

Sulla carta, il centrocampo è in emergenza, speriamo di non sentire troppo l’assenza di Cambiasso e Stankovic, alla peggio si potrebbe provare Chivu regista basso, anche se questo vorrebbe dire affidarsi a Burdisso dietro (ma che fine ha fatto Samuel?).

Chiusura semi seria: il titolo di questo post è stato preso in prestito dal Ruttosporc, potevo usare anche un “mourinho via”, ma me lo tengo eventualmente per altre occasioni.
Più per scaramanzia, diciamo. ;-)

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Benvenuto nel tritacarne

ottobre 28th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Società | di ex-collaboratori

logo interCome è possibile che una squadra campione in carica, prima in classifica in Champions e in campionato riesca a farsi del male da sola fino a mettere in dubbio la bontà di un progetto tecnico? E’ normale se si tratta dell’Inter e, se non ve ne siete accorti, Mourinho sta semplicemente varcando le porte dentate del tritacarne nerazzurro, quello che divora gli allenatori, anche se decorati e pluriscudettati.

Il problema è sempre il solito. L’incapacità della società di dare pieno supporto ad una causa, che sia una. Invece, ad Appiano Gentile prevale sempre la “teoria della ragazza solare”: quella che tiene un piede in due scarpe, per aver maggior libertà di movimento. Dividere le colpe per non incolpare nessuno, mettendo in crisi l’unico principio che nel calcio non può essere messo in discussione: la gerarchia.

Moratti, col suo fare naif, un quarto borderline e tre quarti bordello, non ha ancora capito che nel calcio la democrazia non esiste e che i calciatori sono subordinati all’allenatore, perché è lui che persegue l’obbiettivo (che coincide col mezzo) di far andare un gruppo di 30 persone in una univoca direzione.

Questo cancro che ha divorato anche altri in passato (e non dico Lippi, ma Mancini, Simoni, Zaccheroni) si è ripresentato puntualmente dopo qualche settimana, non appena si sono verificati i primi screzi tra alcuni giocatori e l’allenatore (nuovo anche rispetto a un certo tipo di informazione criptata, che filtra verso organi di stampa e tv non propriamente allineati alla nostra causa). Ricordate il caso Figo? Una società decente, preso atto del fattore squisitamente tecnico, avrebbe ceduto il portoghese all’istante, dando potere a Mancini, che invece fu depotenziato negli ultimi mesi, provocando – insieme ad altre cause – una caduta libera nelle prestazioni della squadra.

La storia si ripete con Cruz, Adriano e Balotelli a titolo diverso idoli di Casa Moratti, là dove regna l’utopia dei miliardi. Senza dimenticare che certi malumori provengono da un sottoutilizzo provocato dalla rosa che la società non è riuscita snellire, per colpa di ingaggi troppo onerosi e fuori mercato, devoluti dalla stessa società.

Mourinho a questo punto ha poche carte da giocare: ristabilire l’ordine interno, assumendo una disciplina più ferrea. Una disciplina che privilegia un nucleo forte, con il rischio di spaccare in due il gruppo. Tuttavia, se conta di poter andare avanti con 16-18 uomini va incontro a gravi problemi, determinati dai troppi infortuni. Intanto per domani rinuncerà ad Adriano, che sembra ricascare negli antichi vizi, in compagnia del censurato Ronaldinho.

Ad oggi il bilancio di Mourinho è positivo ma non troppo. Ci sono i punti, la difesa migliora, abbiamo alcuni giocatori che si stanno esprimendo bene. Ma la sensazione generale è che la squadra non abbia ancora assorbito le sue direttive tattiche e che il portoghese debba velocemente rendersi conto che in Italia c’è una cultura tattica estrema, che predilige sempre il risultato. Quindi non può far altro che insistere nel dare alla squadra una identità che, per adesso, sembra più figlia delle improvvisazioni che altro. E la società piuttosto che lasciar fare, deve dargli pieno supporto: pubblico, e soprattutto privato.

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Le pagelle di Inter-Anorthosis

ottobre 24th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Champions League, Pagelle | di Nk³

AdrianoToldo 6,5 - Pronti via, si scalda le mani con una punizione di Dellas. Poi ordinaria amministrazione, ma la difesa con lui alle spalle è tranquilla. Regala un brivido con un’uscita spericolata su Hawar. Comunque, nonostante le 37 primavere, Toldone c’è.

Maicon 7 - Non finisce mai di sorprendere. L’assist per Adriano è un incredibile mix di sapienza tattica e capacità tecnica. Altri terzini in passato sono stati così determinanti, ma loro perdevano tempo a dribblare gli avversari. Lui li travolge.

Cordoba 6 – Solita tranquillità in difesa, dove non patisce minimamente i 30 centimetri di differenza con Sosin. Con Mourinho per la prima volta in carriera intravede la linea di centrocampo e, quando può, non disdegna di scavalcarla.

Chivu 6 – Serata tranquilla. Gli attaccanti ciprioti non creano ansie, e lui non si complica la vita. Ottima la gestione della linea difensiva.

Zanetti 6,5 – Non inizia bene, poi esce alla distanza. Dopo più di 600 partite sempre sugli stessi livelli iniziano a mancare le parole.

Cambiasso 6,5 - E’ un piacere vederlo giocare. I ciprioti difficilmente arrivano dalle sue parti, e ancora più difficilmente lo superano. L’infortunio fa preoccupare molti, ma non dovrebbe essere niente di grave.

Stankovic 6,5 - Su alti livelli per tutta la partita, a differenza di Roma. Ordinato in fase difensiva, veloce nel far girare la palla, perfettamente sincronizzato con i movimenti di Muntari. Ottimi segnali.

Muntari 6,5 – Mezzala, mezzapunta, mezzo centrocampista e mezzo esterno: in totale fa due. Se questi sono i livelli ai quali dobbiamo abituarci, il futuro non è niente male.

Mancini 5,5 – Di stima. E’ un corpo estraneo: zero cross, zero spunti, zero pericoli, inesistente il feeling con Ibrahimovic visto nelle prime partite. Sbaglia un aggancio solo davanti al portiere. Su punizioni e calci d’angolo meglio stendere un pietosissimo velo.

Adriano 6,5 - Arruffone quando non ha lo spazio per partire palla al piede, ma quando lo trova lascia intravedere sprazzi dell’Adriano che fu. Impreciso alla conclusione, perfetto senza palla (chi l’avrebbe mai detto?). La torsione sul gol è roba da palati finissimi. Dicono di lui: “Alla sua età e con il suo fisico, se dorme e beve acqua può fare grandi cose”. 18 gol in Champions, mai nessuno come lui.

Ibrahimovic 7 - Un’iradiddio. La palla fra i suoi piedi è come in cassafore, fa sempre la cosa migliore e la fa con una classe da stropicciarsi gli occhi. Imperdonabile l’errore a tu per tu con Beqaj, ma se fa una stagione intera così…chissà.

Quaresma 6+ - Stavolta entra di più nel vivo del gioco. La trivela non manca mai e sbaglia uno stop solo davanti al portiere, come Mancini. Di più, rispetto al brasiliano, mette dentro un paio di cross e batte decentemente un calcio d’angolo.
Cruz sv – Pochi minuti, spedisce fuori di un niente la palla che potrebbe chiudere la partita. Tatticamente perfetto, come al solito.
Burdisso sv - Non giocava a centrocampo da Valencia, ma quello di mercoledì era un ruolo diverso. Semplice e pulito, cerca di mettersi in evidenza il meno possibile.

Mourinho 7 – Tiene alta la concentrazione con 8/11 della squadra di domenica, e non era facile. L’Inter sa quello che deve fare e lo fa dal primo all’ultimo minuto, con pochissime pause. Toldo titolare, dicono, è una delle classiche mosse con cui tiene in pugno lo spogliatoio e si fa amare dai giocatori. Avanti così.

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Roma-Inter, le pagelle

ottobre 21st, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Pagelle | di Nk³

EsultanzaJulio Cesar 7 - Le sue pagelle sono sempre una piacevole ripetizione: subisce pochi tiri ma è sempre impeccabile. Inizia con una spettacolare parata su Riise dopo 3 minuti, poi un miracolo su Cicinho e una grande risposta a Aquilani sul 2-0, infine chiude la porta ancora a Riise su punizione. Caricandosi come se avesse parato un rigore decisivo. C’è la sua firma, anche in un 4-0.

Maicon 7,5 - Quello dei terzini è spesso un ruolo marginale, ma quando chi lo occupa appare così decisivo si capisce che si ha a che fare con un fenomeno. Al solito colossale apporto aggiunge un errore che poteva chiudere la partita dopo un quarto d’ora e il palo nell’azione del possibile pokerissimo. Immenso.

Cordoba 6,5 – Guidato da Chivu, non sbaglia praticamente niente e grazie alla sua velocità sa farsi trovare sempre nel posto giusto al momento giusto. Sua la palla per l’1-0 di Ibra, suo un insospettabile tiro da fuori nel secondo tempo. I critici sono sempre numerosi, ma cambiano gli allenatori e lui è sempre lì. Un motivo ci sarà.

Chivu 6,5 - Impeccabile. Ferma Totti e guida i compagni di reparto come se avesse sempre ricoperto quel ruolo. Da ovazione la tranquillità con cui resta alto mandando in fuorigioco Perrotta sull’azione del possibile 1-1. Prende un giallo che non capisce nessuno.

Zanetti 6,5 - Si vede pochissimo, ma sappiamo per esperienza che questo è il segno che le cose vanno bene. Le sue caratteristiche non gli permettono di spingersi in attacco con efficacia, ma Taddei deve aspettare il 90′ per scoprire che in campo c’è anche un pallone.

Cambiasso 7 - Sovrasta Perrotta, copre su Totti, guida il centrocampo con intelligenza e precisione sublimi. Il tutto al rientro da Santiago del Cile, mentre altri non erano al meglio perchè stanchi del viaggio Lecce-Roma. Un centrocampista arretrato così possono vantarlo in pochissimi. Teniamocelo stretto, in quello che è il suo ruolo.

Muntari 7 - Risponde a tutti quelli che non capivano come potesse essere un’alternativa a Lampard. Perfetto in interdizione, continuo e preciso negli inserimenti, serve l’assist a Ibrahimovic per il 2-0. Sbaglia qualcosa in impostazione e nelle conclusioni a rete, ma se continua così sono dettagli. Per annichilire la Roma bastano lui e i suoi due compagni di reparto.

Stankovic 6,5 - Finalmente una sufficienza piena e fuori discussione per il Drago, dopo più di un anno di tormenti. Come dice Mourinho, una partita è troppo poco per esaltarsi…ma già da qualche tempo la strada imboccata sembra quella di una decisa risalita. Ordinato nel primo tempo, devastante nei decisivi 10 minuti iniziali del secondo. Alla faccia di chi lo voleva “uomo contro”, rischia di diventare titolare nel centrocampo ideale del tecnico portoghese.

Quaresma 6 - In lento ma costante miglioramento, copre ordinatamente dietro e si propone in avanti incaponendosi, a volte, alla ricerca di un gol che gli servirebbe come il pane. Gioca forse la sua migliore partita in nerazzurro e lancia splendidamente Obinna nell’azione del 4-0, ma lui è capace di ben altro. E deve riuscire a dimostrarlo.

Obinna 6,5 – Gioca titolare perchè c’è bisogno di disciplina e ordine tattico. Chiedere una cosa del genere a un attaccante nigeriano che fa le capriole sembra una bestemmia, invece lui se la sbriga bene. Qualche errore di troppo nel primo tempo, ma tutto sommato fa quello che gli si chiede. Coronando il tutto con il gol che dà il via all’allenamento.

Ibrahimovic 8,5 - Devastante. Pronti via, sfrutta un errore della premiata ditta Cicinho-Doni per chiarire l’andazzo che prenderà la serata. Poi dismette i panni della prima punta per iniziare il ballo degli attaccanti ormai tipico del tridente nerazzurro, salvo rivestirli con un movimento perfetto quando si tratta di spegnere i sogni di gloria giallorossi. Gioca la tredicesima partita consecutiva con una efficacia e una continuità che non si erano mai viste nella sua carriera. Merito di Mourinho, merito del nuovo ruolo, merito di una maturazione che speriamo possa essere definitiva. Esce per una botta alla gamba, ma non dovrebbe essere niente di grave.

Mancini sv – 25 minuti quando la partita non ha più niente da dire. Prova a mettersi in mostra, ma forse il risultato gli toglie più di un problema.
Dacourt sv - Fondamentale nel lavoro svolto in settimana al posto di Cambiasso, si prende la prima presenza come premio alla professionalità dimostrata in questi tempi per lui non certo felici. Gli avrà fatto piacere la valanga di complimenti ricevuta da Mourinho in ogni intervista.
Cruz sv – 10 minuti per cercare di graffiare la partita con un destro al volo che, nel cuore di tutti, avrebbe meritato miglior fortuna.

Mourinho 8 – Bissa il primo tempo di Supercoppa e lo estende per 80 minuti, senza voler considerare il garbage time finale. Questa è la sua Inter: difesa alta, esterni ordinati, centrocampo dinamico e propositivo. Concentrazione, rapidità e ripartenze. Resta il dubbio che possa funzionare bene in trasferta a Roma e meno bene a Milano contro il Lecce, ma il tutto è funzionale a ben altri progetti. Ora deve dare continuità a questo gioco, con la coscienza che se si esprime a questi livellli l’Inter resta irraggiungibile per tutti in Italia. E per molti in Europa.

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4 SMS e 4 cartoline

ottobre 20th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Rumore dei Nemici, Tattica | di Mr Sarasa

L’Inter ieri sera non ha vinto il campionato, ma non ha neppure vinto “solo una partita”: ha mandato dei precisi messaggi alle altre squadre, e – guarda un po’ – sono molto simili a quelli mandati nello stesso periodo degli anni scorsi dopo le sfide con la Roma.

1. Si parte dalla cosa più ovvia, dopo un 4- 0: l’inter nel corso di una partita può andare in gol con quasi ogni giocatore, un po’ come avvenuto nella trionfale stagione dei record in cui a fine anno lo score era di 17 marcatori diversi.

2. Solidità difensiva: l’Acchiappasogni è in stato di grazia, quando viene interpellato, Chivu – Cordoba sono dei centrali che ci invidia tutta la serie A, sulle fasce non si vedono più certe amnesie e Cambiasso vertice basso riesce a trasformare velocemente le azioni avversarie interrotte (da un Muntari in stato di grazia) in nuove trame.

3. La mentalità della squadra: dopo il gol, si cerca il successivo, non di addormentare la gara; se sul 4-0 esce Ibra, stiamo tranquilli che non entrerà mai un “deceglie”, ma Cruz o un altro attaccante; sembrano banalità ad alcuni, sbruffonaggini ad altri, per me sono mosse logiche, se non vuoi ridare fiato agli avversari; senza contare l’effetto “pubblicità preventiva” verso i prossimi avversari.

4. La versatilità dei giocatori: il capitano continuna a dare saggi di onnischierabilità, ormai gli manca da giocare solo centrale difensivo, attaccante e portiere.. Cambiasso torna a centrocampo dopo l’emergenza-difesa, Chivu può fare degnamente il centrale ed il terzino… insomma, tutto normale, per noi.

Accanto ai messaggi “collettivi” però, ieri sera sono state spedite quattro cartoline più specifiche, una per gol:
1. “Ciao Ronaldinhi, foche monache, e zarate-kid, i gol della madonna stanno di casa da noi”.
2. “Cari detrattori di Matrix: lui una vaccata come quella di Loria non la fa da mo’, quindi pensateci prima di volerlo imbarcare a destra e a manca”.
3. A quelli che “la tallonite è incurabile, Stankovic è finito, Stankovic partirà di sicuro perchè uomo del Mancio… e si potrebbe continuare”. Adesso zitti tutti.
4. Il quarto gol, invece, ha due destinatari: JerryBauscia, che da subito ha puntato sull’esterno nigeriano, e Quaresma. Perchè o impara ad usare i piedi, oppure l’ala forte ce l’abbiamo già, non si possono azzeccare due passaggi giusti in tutta la partita (ma rimarranno più impressi gli angoli inguardabili e la trivela che potrebbe trovare ampi spazi nel suo didietro) e poi uscire con la faccia dei bambini che non hanno trovato il regalo sotto l’albero

P.S.:  Siparietto all’uscita del locale, protagonisti un gobbo (con morosa figa), L********z (non possiamo dire il nome completo o rischia il posto), Dagola, io ed altri due bauscia:

Gobbo (guardando lo schermo dove c’è Mourinho): “ma almeno questo ne capisce di calcio…” il malcapitato inizia a sfogare tutta la delusione repressa degli ultimi tre anni, arrampicandosi sugli specchi e facendo casino a ripetizione sulle sentenze dei farmaci, di calciopoli… insomma, il classico repertorio da troll internetiano. Si ritira senza rispondere alla domanda di L********z. “Ma con quelle SIM che ci dovevano fare?” Non-risposta: “mah, boh, non lo so, bisogna dimostrare, insomma, tu mi sembri sicuro di quell’uso”. Eh già, a quale altro uso potevano essere destinate, forse i messaggi gratis?

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Roma-Inter: fuori Adriano, dentro Cruz

ottobre 19th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato | di ex-collaboratori

Sarà il Jardinero Cruz la novità ghiotta dello scontro dell’Olimpico. Il puntero argentino ha vinto il ballottaggio col transoceanico collega brasiliano che, secondo la Gazzetta, sarebbe stato punito per aver saltato un allenamento. La gestione Mourinho è molto silenziosa, a dispetto di quello che i media riportano. Maicon arrivò in ritardo a una sessione di allenamento e fu messo in panchina, spostando Zanetti nella linea difensiva. Con tutti gli alibi possibili del mondo, dovuti al ritardo e alle lungaggini del viaggio dal Brasile, se fosse vero sarebbe veramente grave, in quanto su Adriano Mourinho si è speso parecchio.

Cruz, comunque, è una garanzia di lusso che si integra alla perfezione con Ibrahimovic. Lo scorso anno a Roma fece danno, subentrando appena prima del fortunoso pareggio dei giallorossi. Quaresma è favorito sull’ex Amantino Mancini, reduce dalla trasferta in Nazionale, mentre in mezzo dovrebbero giocare Muntari, Cambiasso e Stankovic, con Zanetti dirottato a sinistra, per coprire la perdurante assenza di Maxwell. Al centro Chivu e Cordoba dovrebbero spuntarla sugli acciaccati Burdisso e Materazzi.

La Roma di Luciano “Comportamenti” Spalletti dovrebbe schierare Doni, Cicinho, Loria, Juan, Tonetto; De Rossi, Aquilani, Taddei, Perrotta, Vucinic e Totti. Il capitano dovrebbe essere una novità del primo minuto, ma dipende dal riscaldamento prepartita. Se se la sente inizia, altrimenti lo si vedrà nella ripresa. Una formazione che ha un’unica reale assenza, quella di Mexes dietro, a dispetto dei piagnistei capitolini.

Ieri, frattanto, la Juventus ha subito la seconda sconfitta consecutiva a Napoli. Le assenze gravano su una squadra che è comunque priva di identità e ha molte pecche nelle riserve. Secondo gli ultimi rumours Ranieri rischia grosso, un sostituto è facile da trovare, visto il prestigio della panchina. In ogni caso non è tutta colpa sua. Che abbia chiesto Poulsen è un conto, ma la Juventus è piena di giocatori giovani sopravvalutati e vecchi in via d’estinzione che non hanno nulla a che vedere con la gestione del settantenne.

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Ma quanto ci manca il campionato?

ottobre 13th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato, Manipolazione Intellettuale | di Fonz77

Il calcio è lo sport (o il gioco) più bello del mondo. Ce lo dice la nostra passione, che condividiamo con milioni di appassionati in tutto il mondo. Ce lo dicono i numeri del volume d’affari che esso è in grado di generare. Se ancora non bastassero questi fatti ce lo dicono in continuazione i giornalisti sportivi, che a quanto pare non sono in grado di parlare d’altro. Mette un po’ tristezza che nella maggior parte dei casi non siano neanche in grado di farlo bene. Mi resta il dubbio che non sia poi tanto diverso anche altrove, ma d’altra parte abbiamo la tendenza ad essere esterofili e ad occuparci delle magagne di casa nostra come se fossero i problemi peggiori del mondo. Egoisticamente guardiamo a ciò che ci è più vicino.

hernan crespoLa pausa per le nazionali ha mostrato ancora una volta la pochezza degli argomenti a disposizione ed il mondo dilettantistico di trattarli. Nel momento in cui viene meno la quotidiana dose di polemiche sul campionato iniziano a fioccare fantasiose ipotesi di mercato (LEGGI QUI), che tra l’altro non avranno occasione di concretizzarsi fino a Gennaio, e interviste a quei giocatori che, per un motivo o per l’altro, sono rimasti a casa (LEGGI QUI). Mi vorrei concentrare un momento su Crespo, relegando nell’angolino dell’assurdo l’idea che l’Inter o Mourinho stiano pensando di cedere Cruz (qualche fenomeno aveva addirittura parlato di Cambiasso in settimana). Hernan è un giocatore che mi è sempre piaciuto, purtroppo il suo periodo migliore all’Inter lo ha passato in anni nei quali le sconfitte venivano studiate sul tabellone del risiko, ma i suoi goal sono stati ventate di aria fresca per noi Interisti in quei tempi bui. Negli ultimi due anni il suo rendimento è calato vistosamente, vuoi per sopraggiunti limiti di età (si dirà che Cruz è più vecchio di lui, ma la velocità non è mai stata la sua prima arma), vuoi per la mancanza di minuti giocati in campo.

A livello di battuta, rimango convinto che Crespo, un po’ come Sansone, dia il meglio di sè quando porta i capelli lunghi . Lasciando perdere le facezie (anche se credo che la storia del giocatore mi dia ragione) è evidente che in una squadra come l’Inter è giusto che giochi il più in forma; è stato così con Mancini e sarà così anche con Mourinho, che al momento sta derogando a questa regola con il solo scopo di tentare di recuperare quei giocatori intorno ai quali lui intende costruire l’impianto d’attacco della sua squadra. Non penso sia un caso se proprio in campionato stiamo avendo qualche difficoltà in più. Nella testa dell’allenatore un torneo lungo è il luogo ideale per testare i meccanismi e nella testa del presidente il vero obiettivo è la Champions League, quindi poco male se si arranca un po’ con il Lecce. In tutto questo Crespo non rientra. Lui è chiaramente l’ultima delle alternative in attacco e a meno che (toccando ferro) non siamo vittime della striscia di infortuni visti la scorsa stagione difficilmente riuscirà a trovare spazi.

Nell’intervista Hernan contesta blandamente alla società la gestione del suo caso. Difficile capire di chi siano le responsabilità guardandola dall’esterno, ma l’impressione è che in realtà sia stato lo stesso Crespo a voler tentare la sorte con Mourinho (forse scommettendo sul mancato recupero di Adriano) piuttosto che cercare altre strade. Si era parlato della Sampdoria durante l’estate, in prestito visto che difficilmente i Liguri avrebbero accettato di accolarsi in toto il compenso di Hernan, ma poi quell’ipotesi è andata a cadere. In questo momento si sta parlando della Roma, ma sembrerebbe evidente dall’intervista che lui stia pensando all’altra sponda del Naviglio, con tanto di dichiarazione d’amore incondizionato per Ancelotti. In fin dei conti ci ha già giocato, resterebbe a Milano e ritroverebbe molti compagni che già conosce, ringraziando il fenomenale ricambio generazionale dei rossoneri. Va da sè che io non lo vorrei mai più vedere con la maglia dei cacciaviti, né tantomeno con quella della Roma, ma è certo che la situazione andrà gestita in qualche modo visto che Hernan non è il tipo che si accontenti di fare il commentatore Sky troppo a lungo. Lui ha mandato un segnale chiaro, staremo a vedere se altri lo coglieranno, ma certo sembrerebbe strano che si accollino anche Hernan dopo aver riportato a Milano Tangachenko, anche se ho pochi dubbi su chi sarebbe il vincitore in termini di rendimento.

Non commento affatto la notizia riportata dal Corriere della Sera sulla famiglia naturale di Mario Balotelli (LEGGI QUI), anche se sono naturalmente predisposto ad avere dei dubbi sulla loro buonafede visto che tornano alla carica ora che il figlio guadagna un milione di euro l’anno. Diciamo comunque che posso concedere loro il beneficio del dubbio che invece non concedo a un giornalista che titola: “Balotelli, il figlio campione che si è dimenticato di noi”. Virgolettato. Che lo abbiano detto davvero i genitori naturali di Balou o che sia un titolo ad effetto di Corriere.it non cambia la sostanza della cosa. Indecente.

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