scritto da il 2 novembre 2008 alle 0:45

In pellegrinaggio a Cordoba

E’ andata, non proprio come doveva andare, ma è andata. Non fosse perché martedì c’è una trasferta a Cipro, José dovrebbe prenotare un bel pellegrinaggio a Cordoba e accendere un cero di un Kg alla Madonna (quella vergine). Intendiamoci l’Inter ha corso e creato tanto, ma la fatica fatta in casa dell’ultima in campionato è difficilmente spiegabile alle mie oronarie.

Come sempre cominciamo dalle cose positive. Mario Balotelli, il migliore in campo, ha tenuto la fascia saltando l’uomo con un’autorità e una facilità quasi imbarazzante per un ragazzo della sua età. Si è accentrato quando poteva, ahimè mai abbastanza, ed è tornato a coprire a centrocampo. Manca solo il goal a suggellare una prestazione fantastica, meriterebbe di poter vedere più spesso lo spazio della porta.

Quaresma è finalmente riuscito a far vedere una discreta prestazione, sfortunato nell’occasione del palo, mette sui piedi di Vieira il pallone del raddoppio completamente alla cieca e una trivela finalmente azzeccata per poco non permette a Crespo di chiudere il conto. Fa tutti i movimenti giusti, ma manca ancora di velocità e ancora non riesce a saltare l’uomo, che in fondo è un po’ quello che si chiede a uno che gioca nel suo ruolo. Comunque in netto miglioramento, spero davvero che continui così perché mi seccherebbe dire che porto sulla maglia il numero di Coco invece che il suo.

Gli aspetti negativi ci sono e non da trascurare. Per quanto riguarda i giocatori stanno in un ManSini fuori dal gioco tanto quanto lo era stato Quaresma nelle gare passate e in un Ibra un po’ sottotono, che forse meriterebbe un po’ di riposo, insieme al Capitano.

Però è l’aspetto tattico quello che fatico a ingoiare del match di stasera. Per tutta la partita la squadra è rimasta divisa in due parti, difesa e attacco, senza riuscire a presidiare la zona mediana del campo, concedendo più del dovuto a una Reggina che, per quanto ci abbia messo il cuore e l’anima, di certo non rappresenta un avversario degno di questa Inter. I nostri avversari superavano il centrocampo in modo relativamente semplice, costringendo la difesa a un superlavoro che, di quando in quando può anche portare alle disattenzioni che sono state la causa del momentaneo pareggio.

Il 4-2-4 andava bene giusto quando si giocava a Kick Off sull’Amiga, ma il campionato Italiano si vince a centrocampo e sullo 0-2 forse dare alla squadra un maggiore equilibrio non sarebbe guastato. Ora capita che si sia vinto, nel recupero, con un goal su calcio piazzato di un centrale difensivo, un tiraccio di punta alla disperata (ma che stop da attaccante di razza ndL*******z).

Quando si vince va tutto bene, ma nulla mi toglie dalla testa che i problemi sono sempre gli stessi e che con un altro avversario non andremmo a dormire con il sorriso. Vedo almeno tre elementi che sui quali mi auguro che il Mou abbia da pensare:

1. Balotelli deve giocare di più
2. Ibra punta centrale con Crespo (o chi per lui) all’esterno non si può vedere
3. Last but not least, il chiaro scollamento tra il reparto offensivo e quello difensivo, il centrocampo deve avere un peso maggiore, l’assenza di Cambiasso e Muntari non può essere un’alibi

Commenti (234)

scritto da il 1 novembre 2008 alle 10:31

Reggina-Inter: scatta l’ora del turnover?

nicolas burdissoLa trasferta di Reggio Calabria dello scorso anno mise la parola fine all’esperienza di Adriano all’Inter, almeno sotto l’egida di Roberto Mancini. Un pallone appena sfiorato su punizione di Figo, con la successiva sostituzione e la sfuriata a fare da contorno a una partita maschia e complicata.

Proprio quella Inter di Mancini stava già attuando un robusto turnover, limitato solo dagli infortuni, che nel tempo sarebbero aumentati, costringendo la squadra a una lunga resistenza in primavera. Escluso Adriano, le cose oggi sono diverse: Mourinho ha una rosa lunga, tanti infortunati, ma fa poche scelte. Che questo sia un tratto distintivo dello Special One lo sapevano tutti, presumibilmente anche Branca e Moratti, che come prima richiesta non hanno avuto quella di comprare Lampard, ma di sfoltire la rosa (concetto espresso più volte, anche a riguardo della disciplina). Tuttavia, gli incontri ravvicinati nel tempo non consentono altre dilazioni: dobbiamo fare turnover, perché la poca brillantezza di Ibrahimovic, Zanetti e Maicon è apparsa evidente a chi ha l’occhio clinico, per queste cose.

Che Mourinho sia del nostro avviso non è scontato, anche se qualcosa ha fatto trapelare nel corso della conferenza stampa di ieri. Vieira è al rientro dal primo minuto, mentre Cambiasso verrà impiegato martedì, se tutto va bene. Diversa è la situazione dell’attacco, dove gli esclusi Cruz e Adriano, soprattutto il secondo, faticheranno parecchio a trovare spazio. In compenso tra oggi e martedì è quasi scontato che vengano impiegati tutti: Ibrahimovic, Quaresma, Mancini, Crespo e Balotelli. Obinna può essere la carta per stasera, ma non ne sarei tanto sicuro. Per la difesa Mourinho ha ribadito che guarda alla qualità e che si sente rassicurato dai recuperi di Materazzi e Samuel, ancora parcheggiati. Cordoba e Burdisso partiranno centrali, Chivu a sinistra, con Maxwell impiegato in Champions (una soluzione che non mi soddisfa per niente!). A centrocampo le scelte sono obbligate: Dacourt non è stato convocato, perciò saranno Zanetti, Stankovic e Vieira a spartirsi i compiti. Con i primi due apparsi davvero sfasati nelle ultime uscite.

C’è comunque una sola esigenza, che ci riporta alla ruvida vittoria di un anno fa: conta vincere e portar via tre punti, sperando che il tempo faccia assorbire le incomprensioni con Cruz (che per un anno è utile alla causa) e il modulo dell’allenatore. Il suo credo l’ha ribadito ieri: i giocatori devono applicarsi. Per Mourinho conta questo e dobbiamo provare a seguirlo.

Commenti (101)

scritto da il 24 ottobre 2008 alle 10:27

Le pagelle di Inter-Anorthosis

AdrianoToldo 6,5 - Pronti via, si scalda le mani con una punizione di Dellas. Poi ordinaria amministrazione, ma la difesa con lui alle spalle è tranquilla. Regala un brivido con un’uscita spericolata su Hawar. Comunque, nonostante le 37 primavere, Toldone c’è.

Maicon 7 - Non finisce mai di sorprendere. L’assist per Adriano è un incredibile mix di sapienza tattica e capacità tecnica. Altri terzini in passato sono stati così determinanti, ma loro perdevano tempo a dribblare gli avversari. Lui li travolge.

Cordoba 6 – Solita tranquillità in difesa, dove non patisce minimamente i 30 centimetri di differenza con Sosin. Con Mourinho per la prima volta in carriera intravede la linea di centrocampo e, quando può, non disdegna di scavalcarla.

Chivu 6 – Serata tranquilla. Gli attaccanti ciprioti non creano ansie, e lui non si complica la vita. Ottima la gestione della linea difensiva.

Zanetti 6,5 – Non inizia bene, poi esce alla distanza. Dopo più di 600 partite sempre sugli stessi livelli iniziano a mancare le parole.

Cambiasso 6,5 - E’ un piacere vederlo giocare. I ciprioti difficilmente arrivano dalle sue parti, e ancora più difficilmente lo superano. L’infortunio fa preoccupare molti, ma non dovrebbe essere niente di grave.

Stankovic 6,5 - Su alti livelli per tutta la partita, a differenza di Roma. Ordinato in fase difensiva, veloce nel far girare la palla, perfettamente sincronizzato con i movimenti di Muntari. Ottimi segnali.

Muntari 6,5 – Mezzala, mezzapunta, mezzo centrocampista e mezzo esterno: in totale fa due. Se questi sono i livelli ai quali dobbiamo abituarci, il futuro non è niente male.

Mancini 5,5 – Di stima. E’ un corpo estraneo: zero cross, zero spunti, zero pericoli, inesistente il feeling con Ibrahimovic visto nelle prime partite. Sbaglia un aggancio solo davanti al portiere. Su punizioni e calci d’angolo meglio stendere un pietosissimo velo.

Adriano 6,5 - Arruffone quando non ha lo spazio per partire palla al piede, ma quando lo trova lascia intravedere sprazzi dell’Adriano che fu. Impreciso alla conclusione, perfetto senza palla (chi l’avrebbe mai detto?). La torsione sul gol è roba da palati finissimi. Dicono di lui: “Alla sua età e con il suo fisico, se dorme e beve acqua può fare grandi cose”. 18 gol in Champions, mai nessuno come lui.

Ibrahimovic 7 - Un’iradiddio. La palla fra i suoi piedi è come in cassafore, fa sempre la cosa migliore e la fa con una classe da stropicciarsi gli occhi. Imperdonabile l’errore a tu per tu con Beqaj, ma se fa una stagione intera così…chissà.

Quaresma 6+ - Stavolta entra di più nel vivo del gioco. La trivela non manca mai e sbaglia uno stop solo davanti al portiere, come Mancini. Di più, rispetto al brasiliano, mette dentro un paio di cross e batte decentemente un calcio d’angolo.
Cruz sv – Pochi minuti, spedisce fuori di un niente la palla che potrebbe chiudere la partita. Tatticamente perfetto, come al solito.
Burdisso sv - Non giocava a centrocampo da Valencia, ma quello di mercoledì era un ruolo diverso. Semplice e pulito, cerca di mettersi in evidenza il meno possibile.

Mourinho 7 – Tiene alta la concentrazione con 8/11 della squadra di domenica, e non era facile. L’Inter sa quello che deve fare e lo fa dal primo all’ultimo minuto, con pochissime pause. Toldo titolare, dicono, è una delle classiche mosse con cui tiene in pugno lo spogliatoio e si fa amare dai giocatori. Avanti così.

Commenti (123)

scritto da il 23 ottobre 2008 alle 15:28

Inter, bel gioco e poco turnover

Tre punti volevamo e tre punti sono arrivati, nel modo più normale possibile, con un gioco a tratti fluido, veloce, altre volte complicato, alla ricerca del tocco pregiato che ha spesso portato le nostre punte a scegliere le soluzioni difficili invece di comodi passaggi laterali.

Ma la partita è stata quella che è stata: una squadra che difendeva in 10 dietro la linea della palla e che non ne voleva sapere di alzare il capo e scoprirsi, anche sotto di un gol. Un avversario ostico, non tanto per il fatto che si chiudeva, quanto per l’ordine che l’allenatore Ketsbaia ha saputo dar loro. Una disciplina forgiata sulla stazza fisica e la voglia di soffrire.

Così l’Inter ha sbattuto contro un muro, tentando in tutti i modi di trovare la serratura dove infilare la chiave. Eppure il gioco, nel suo complessivo sviluppo, suggeriva come opzione favorevole quella di allargare sulle fasce, possibilmente con Ibrahimovic, causa la sonnolenza di Amantino Mancini. A volte dimenticato, a volte nascosto. Ci sarebbe stato pure un rigore, che avrebbe evitato ulteriori preoccupazioni. Ma la partita, né il risultato sono apparsi mai in discussione. Troppo evanescenti le punte dei ciprioti, di fronte a gente come Cordoba e Chivu, affiatati e alti come non lo sono mai stati.

Con questo successo ci apriamo la strada verso la qualificazione agli ottavi. A questo punto, dato che l’incontro fondamentale è a Brema, io mi aspetto che Mourinho cominci a sfruttare un po’ di più la rosa, lasciando a casa i sentimentalismi pro-Toldo o pro-Dacourt. A centrocampo abbiamo problemi, con l’infortunio di Cambiasso e il ritardo di Vieira. Una buona notizia è il recupero di Maxwell. Anche ieri abbiamo potuto notare l’assoluta differenza tra le corsie opposte: Maicon viaggia che è una meraviglia, Zanetti non supera mai la propria trequarti. Così facendo avremmo una risorsa in più per il settore nevralgico, dove siamo carenti.

Tornando alla più stretta attualità, Moratti ha parlato dell’acquisto di Beckham da parte del Milan e l’ha fatto usando una delle più belle e veritiere frasi mai pronunciate negli ultimi anni: “Il Milan considera futuro quello che ha già fatto, e quindi può fare scelte diverse”. Tradotto: il Milan può sempre raccontare ai suoi tifosi che hanno vinto tanto e giustificare la collezione di figurine. “Noi – ha proseguito il presidente – stiamo percorrendo un’altra strada… puntiamo su giocatori giovani e cerchiamo di costruire il futuro”.

E queste ultime parole – mi sembra – sono confermate dalle scelte di Mourinho, che sta lentamente facendo capire che non servono troppi rinnovi di contratto, da qui a gennaio.

Commenti (88)