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Inter-Siena, con la forza del gruppo

gennaio 9th, 2010 | 100 Comments | Posted in Allenatore, Campionato | di Mr Sarasa

Stasera al Meazza si affrontano le uniche due squadre mai retrocesse in serie B, a differenza di quanto avverrà 24 ore dopo…

Che Inter vedremo? beh, dire “rimaneggiata” è un eufemismo, rispetto alla sfida di tre giorni fa mancheranno il ceduto Vieira, lo squalificato Balotelli e soprattutto Christian Chivu: dico “soprattutto” perchè nel bailame di questi giorni un po’ è passato in secondo piano quanto accaduto al difensore rumeno dopo lo scontro con Pellissier, un infortunio di quel tipo può avere conseguenze ben più gravi che non uno stop di un paio di mesi… ancora in bocca al lupo ed un sincero grazie ai medici che l’hanno operato, le premesse non erano delle migliori.

Questi tre si aggiungono agli infortunati Santon, Materazzi (operato ieri, fuori un mese anche lui), Cambiasso, Muntari e Khrin, oltre al probabile partente Mancini ed Eto’o, che speriamo sia in condizioni di sicurezza migliori, con la sua nazionale, rispetto alla squadra del Togo (ce ne sarebbero troppe da dire per affrontare seriamente questo discorso, e francamente non ne sono in grado oggi)…

Di contro, recuperiamo due giocatori squalificati (Deki e Motta), e Pandev ha messo nelle gambe un importante minutaggio contro il Chievo, quindi non bisogna fare drammi ed affrontare senza timori il Siena, con la forza del gruppo, come ha giustamente sottolineato in conferenza Mourinho.
Una forza che si esprime quasi ogni domenica, con giocatori che costantemente giocano fuori-ruolo, direbbero i miopi, io dico “dove servono”: certo, la nostra è una rosa importante (“siamo l’Inter, non è mica l’oratorio eh…”, per usare le parole di Mario), ma senza il giusto spirito di sacrificio e la voglia di vincere propria dei veri campioni non si andrebbe da nessuna parte.

Ed allora, con ogni probabilità, la formazione anti-Siena è quasi già pronta: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba (o Samuel), Zanetti; Stankovic, Motta; Quaresma, Sneijder, Pandev; Milito. In panca sono pronti al loro debutto molti giovani della primavera, in caso di bisogno, insieme all’estroso Arnautovic che è l’ennesima testimonianza di come Mourinho sia un allenatore che riconosce l’impegno ed è pronto a dare una seconda possibilità a chiunque, in special modo ai bambini un po’ naif, l’altroieri Mario, ieri Santon, oggi il buon Marko appunto.

Di fronte il Siena, ultimo, che ha 30 punti meno di noi ed un allenatore abituato a dare spettacolo… fuori dal campo. Perdere punti in questa occasione, sarebbe un vero delitto, è il momento giusto per allungare ulteriormente su una (o perchè no, entrambe) le inseguitrici.

Della conferenza stampa di ieri infine sottolineerei il richiamo deciso ai pecoroni che tifano questi stessi colori ma non hanno evidentemente chiaro che il razzismo è qualcosa di inconciliabile concettualmente con una società che si chiama “Internazionale”.
Il nostro allenatore (e la società) è in grado di fare questo discorso chiaramente, e gli altri?
Campedelli, Ferrara, Blanc, Di Carlo, ci dite qualcosa su chi apostrofa Mario Balotelli in quel modo?

Buona partita a tutti.

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Reggina-Inter: scatta l’ora del turnover?

novembre 1st, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Tattica, Video | di ex-collaboratori

nicolas burdissoLa trasferta di Reggio Calabria dello scorso anno mise la parola fine all’esperienza di Adriano all’Inter, almeno sotto l’egida di Roberto Mancini. Un pallone appena sfiorato su punizione di Figo, con la successiva sostituzione e la sfuriata a fare da contorno a una partita maschia e complicata.

Proprio quella Inter di Mancini stava già attuando un robusto turnover, limitato solo dagli infortuni, che nel tempo sarebbero aumentati, costringendo la squadra a una lunga resistenza in primavera. Escluso Adriano, le cose oggi sono diverse: Mourinho ha una rosa lunga, tanti infortunati, ma fa poche scelte. Che questo sia un tratto distintivo dello Special One lo sapevano tutti, presumibilmente anche Branca e Moratti, che come prima richiesta non hanno avuto quella di comprare Lampard, ma di sfoltire la rosa (concetto espresso più volte, anche a riguardo della disciplina). Tuttavia, gli incontri ravvicinati nel tempo non consentono altre dilazioni: dobbiamo fare turnover, perché la poca brillantezza di Ibrahimovic, Zanetti e Maicon è apparsa evidente a chi ha l’occhio clinico, per queste cose.

Che Mourinho sia del nostro avviso non è scontato, anche se qualcosa ha fatto trapelare nel corso della conferenza stampa di ieri. Vieira è al rientro dal primo minuto, mentre Cambiasso verrà impiegato martedì, se tutto va bene. Diversa è la situazione dell’attacco, dove gli esclusi Cruz e Adriano, soprattutto il secondo, faticheranno parecchio a trovare spazio. In compenso tra oggi e martedì è quasi scontato che vengano impiegati tutti: Ibrahimovic, Quaresma, Mancini, Crespo e Balotelli. Obinna può essere la carta per stasera, ma non ne sarei tanto sicuro. Per la difesa Mourinho ha ribadito che guarda alla qualità e che si sente rassicurato dai recuperi di Materazzi e Samuel, ancora parcheggiati. Cordoba e Burdisso partiranno centrali, Chivu a sinistra, con Maxwell impiegato in Champions (una soluzione che non mi soddisfa per niente!). A centrocampo le scelte sono obbligate: Dacourt non è stato convocato, perciò saranno Zanetti, Stankovic e Vieira a spartirsi i compiti. Con i primi due apparsi davvero sfasati nelle ultime uscite.

C’è comunque una sola esigenza, che ci riporta alla ruvida vittoria di un anno fa: conta vincere e portar via tre punti, sperando che il tempo faccia assorbire le incomprensioni con Cruz (che per un anno è utile alla causa) e il modulo dell’allenatore. Il suo credo l’ha ribadito ieri: i giocatori devono applicarsi. Per Mourinho conta questo e dobbiamo provare a seguirlo.

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L’Inter perde una grande occasione

ottobre 29th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Moviola, Tattica | di ex-collaboratori

Dopo questo pareggio di Firenze scivoliamo dietro il Milan in classifica, che di dritto o di rovescio ha vinto la sua partita col Siena. L’Inter invece deve ritenersi ampiamente fortunata se ha chiuso con la porta inviolata, e non tanto per il possibile rigore negato su Pazzini (ma l’arbitro ha ignorato due gomitate contro Cordoba e Burdisso), quanto per il numero di cross concessi dalle fasce.

E questo dato, in controtendenza rispetto al numero di calci d’angolo concessi, la dice tutta sul reale momento della squadra. Difendiamo bene, anche con ordine, ma siamo comunque troppo leziosi. In più non sviluppiamo un autentico gioco di rimessa. Ma quello che manca attualmente è il gioco offensivo.

In particolare, come anticipato nei commenti, non riusciamo a portare nella tre quarti avversaria quei 5 o 6 uomini necessari per fare una manovra avvolgente. Quando l’abbiamo fatto abbiamo sprecato la più grossa occasione da gol, nella ripresa: Mancini ha spedito alto dopo un cross in mezzo di Maicon. Ma l’azione era partita da Maxwell.

La squadra è ossessivamente lunga, confusa, non gioca di prima e sullo stretto. In poche parole: non copre il campo e dunque non sale, lasciando fatalmente isolate le punte. Non porta la palla avanti con tocchi avanti e indietro, che consentirebbero ai terzini di farsi raddoppiare e salire in tranquillità, offrendo delle opzioni offensive attualmente sconosciute.

L’insistenza di Mourinho sul modulo a una punta, tra l’altro notoriamente poco ficcante, non fa altro che peggiorare la situazione. Così aumenta la sensazione di avere reparti slegati, ed è un peccato, perché l’abnegazione, da Obinna a Burdisso, da Ibrahimovic a Stankovic non manca. Il rischio è quello di far correre inutilmente la squadra a vuoto, sfiancandola in lunghi scatti in avanti, gestiti da difensori che non brillano per intelligenza calcistica.

Quando sono entrati Vieira e Crespo c’è stato un miglioramento dovuto alla maggior copertura del centrocampo. Nel caso contrario, la squadra rimaneva troppo scoperta sulle fasce, non concedendo calci d’angolo, ma cross puliti. La situazione si è ripetuta con l’ingresso di Quaresma e il tentativo di approfittare della stanchezza dei Viola, che avevano assenze pesanti. Considerando che abbiamo incontrato una squadra che gioca ed è in forma potremmo dirci mezzo soddisfatti. Ma non possiamo. Proprio a Firenze abbiamo visto giocare l’Inter in modo spettacolare, con Chivu a centrocampo e Jimenez in cabina di regia… quindi serve un momento di assoluta chiarezza.

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Sotto tutela…

ottobre 29th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato | di Mr Sarasa

intUn uomo distante anni luce non solo dallo sbruffone che non era un pirla alla presentazione, ma anche dal nevrotico che domenica ha sparato alzo-zero su tre giocatori, ecco l’impressione che mi ha fatto J.M. nella conferenza stampa i ieri. Quasi che qualcuno in società gli avesse fatto capire che era sulla strada sbagliata, e lo avesse consigliato di usare altri toni ed un altro linguaggio…

In ogni caso l’esclusione di Julio Ricardo Cruz c’è e resta come un macigno (dell’altro non parlo perchè per me è un ex-giocatore da vendere anche al robivecchi, purchè se lo porti via insieme al contorno di puttane, papponi e tossici) sulla fin qua breve storia dell‘uomo delle caramelle all’Inter. Per fortuna il Jardinero ha un tale credito di fiducia nei tifosi e nella società da non abbattersi facilmente, soprattutto se allo special no-one passano in fretta le mestruazioni (cit.) e lo reintegra già da giovedì.

Ma adesso le chiacchere stanno a zero, ci sono 90 minuti di fuoco in casa di una Fiorentina motivatissima, che vive (a torto) come un’ingiustizia la sacrosanta squalifica di Gilardino. 90 minuti in cui il cocco dell’allenatore dovrà dimostrare di essere un giocatore da Inter, se Mourinho continuerà a schierarlo titolare, ed Ibra provare ad immedesimarsi nel ruolo che sarebbe di altri, cioè la prima punta… a scanso di equivoci, se dovesse essere chiamato dalla panchina superMario, sarà un’occasione da non sciupare: e per favore, se ti dice di fare anche il difensore centrale stavolta dagli retta, si coprirà lui di ridicolo ma almeno non avrà scuse per romperti le palle!

Sulla carta, il centrocampo è in emergenza, speriamo di non sentire troppo l’assenza di Cambiasso e Stankovic, alla peggio si potrebbe provare Chivu regista basso, anche se questo vorrebbe dire affidarsi a Burdisso dietro (ma che fine ha fatto Samuel?).

Chiusura semi seria: il titolo di questo post è stato preso in prestito dal Ruttosporc, potevo usare anche un “mourinho via”, ma me lo tengo eventualmente per altre occasioni.
Più per scaramanzia, diciamo. ;-)

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Le pagelle di Inter-Anorthosis

ottobre 24th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Champions League, Pagelle | di Nk³

AdrianoToldo 6,5 - Pronti via, si scalda le mani con una punizione di Dellas. Poi ordinaria amministrazione, ma la difesa con lui alle spalle è tranquilla. Regala un brivido con un’uscita spericolata su Hawar. Comunque, nonostante le 37 primavere, Toldone c’è.

Maicon 7 - Non finisce mai di sorprendere. L’assist per Adriano è un incredibile mix di sapienza tattica e capacità tecnica. Altri terzini in passato sono stati così determinanti, ma loro perdevano tempo a dribblare gli avversari. Lui li travolge.

Cordoba 6 – Solita tranquillità in difesa, dove non patisce minimamente i 30 centimetri di differenza con Sosin. Con Mourinho per la prima volta in carriera intravede la linea di centrocampo e, quando può, non disdegna di scavalcarla.

Chivu 6 – Serata tranquilla. Gli attaccanti ciprioti non creano ansie, e lui non si complica la vita. Ottima la gestione della linea difensiva.

Zanetti 6,5 – Non inizia bene, poi esce alla distanza. Dopo più di 600 partite sempre sugli stessi livelli iniziano a mancare le parole.

Cambiasso 6,5 - E’ un piacere vederlo giocare. I ciprioti difficilmente arrivano dalle sue parti, e ancora più difficilmente lo superano. L’infortunio fa preoccupare molti, ma non dovrebbe essere niente di grave.

Stankovic 6,5 - Su alti livelli per tutta la partita, a differenza di Roma. Ordinato in fase difensiva, veloce nel far girare la palla, perfettamente sincronizzato con i movimenti di Muntari. Ottimi segnali.

Muntari 6,5 – Mezzala, mezzapunta, mezzo centrocampista e mezzo esterno: in totale fa due. Se questi sono i livelli ai quali dobbiamo abituarci, il futuro non è niente male.

Mancini 5,5 – Di stima. E’ un corpo estraneo: zero cross, zero spunti, zero pericoli, inesistente il feeling con Ibrahimovic visto nelle prime partite. Sbaglia un aggancio solo davanti al portiere. Su punizioni e calci d’angolo meglio stendere un pietosissimo velo.

Adriano 6,5 - Arruffone quando non ha lo spazio per partire palla al piede, ma quando lo trova lascia intravedere sprazzi dell’Adriano che fu. Impreciso alla conclusione, perfetto senza palla (chi l’avrebbe mai detto?). La torsione sul gol è roba da palati finissimi. Dicono di lui: “Alla sua età e con il suo fisico, se dorme e beve acqua può fare grandi cose”. 18 gol in Champions, mai nessuno come lui.

Ibrahimovic 7 - Un’iradiddio. La palla fra i suoi piedi è come in cassafore, fa sempre la cosa migliore e la fa con una classe da stropicciarsi gli occhi. Imperdonabile l’errore a tu per tu con Beqaj, ma se fa una stagione intera così…chissà.

Quaresma 6+ - Stavolta entra di più nel vivo del gioco. La trivela non manca mai e sbaglia uno stop solo davanti al portiere, come Mancini. Di più, rispetto al brasiliano, mette dentro un paio di cross e batte decentemente un calcio d’angolo.
Cruz sv – Pochi minuti, spedisce fuori di un niente la palla che potrebbe chiudere la partita. Tatticamente perfetto, come al solito.
Burdisso sv - Non giocava a centrocampo da Valencia, ma quello di mercoledì era un ruolo diverso. Semplice e pulito, cerca di mettersi in evidenza il meno possibile.

Mourinho 7 – Tiene alta la concentrazione con 8/11 della squadra di domenica, e non era facile. L’Inter sa quello che deve fare e lo fa dal primo all’ultimo minuto, con pochissime pause. Toldo titolare, dicono, è una delle classiche mosse con cui tiene in pugno lo spogliatoio e si fa amare dai giocatori. Avanti così.

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Inter, bel gioco e poco turnover

ottobre 23rd, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Champions League | di ex-collaboratori

Tre punti volevamo e tre punti sono arrivati, nel modo più normale possibile, con un gioco a tratti fluido, veloce, altre volte complicato, alla ricerca del tocco pregiato che ha spesso portato le nostre punte a scegliere le soluzioni difficili invece di comodi passaggi laterali.

Ma la partita è stata quella che è stata: una squadra che difendeva in 10 dietro la linea della palla e che non ne voleva sapere di alzare il capo e scoprirsi, anche sotto di un gol. Un avversario ostico, non tanto per il fatto che si chiudeva, quanto per l’ordine che l’allenatore Ketsbaia ha saputo dar loro. Una disciplina forgiata sulla stazza fisica e la voglia di soffrire.

Così l’Inter ha sbattuto contro un muro, tentando in tutti i modi di trovare la serratura dove infilare la chiave. Eppure il gioco, nel suo complessivo sviluppo, suggeriva come opzione favorevole quella di allargare sulle fasce, possibilmente con Ibrahimovic, causa la sonnolenza di Amantino Mancini. A volte dimenticato, a volte nascosto. Ci sarebbe stato pure un rigore, che avrebbe evitato ulteriori preoccupazioni. Ma la partita, né il risultato sono apparsi mai in discussione. Troppo evanescenti le punte dei ciprioti, di fronte a gente come Cordoba e Chivu, affiatati e alti come non lo sono mai stati.

Con questo successo ci apriamo la strada verso la qualificazione agli ottavi. A questo punto, dato che l’incontro fondamentale è a Brema, io mi aspetto che Mourinho cominci a sfruttare un po’ di più la rosa, lasciando a casa i sentimentalismi pro-Toldo o pro-Dacourt. A centrocampo abbiamo problemi, con l’infortunio di Cambiasso e il ritardo di Vieira. Una buona notizia è il recupero di Maxwell. Anche ieri abbiamo potuto notare l’assoluta differenza tra le corsie opposte: Maicon viaggia che è una meraviglia, Zanetti non supera mai la propria trequarti. Così facendo avremmo una risorsa in più per il settore nevralgico, dove siamo carenti.

Tornando alla più stretta attualità, Moratti ha parlato dell’acquisto di Beckham da parte del Milan e l’ha fatto usando una delle più belle e veritiere frasi mai pronunciate negli ultimi anni: “Il Milan considera futuro quello che ha già fatto, e quindi può fare scelte diverse”. Tradotto: il Milan può sempre raccontare ai suoi tifosi che hanno vinto tanto e giustificare la collezione di figurine. “Noi – ha proseguito il presidente – stiamo percorrendo un’altra strada… puntiamo su giocatori giovani e cerchiamo di costruire il futuro”.

E queste ultime parole – mi sembra – sono confermate dalle scelte di Mourinho, che sta lentamente facendo capire che non servono troppi rinnovi di contratto, da qui a gennaio.

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Roma-Inter, le pagelle

ottobre 21st, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Pagelle | di Nk³

EsultanzaJulio Cesar 7 - Le sue pagelle sono sempre una piacevole ripetizione: subisce pochi tiri ma è sempre impeccabile. Inizia con una spettacolare parata su Riise dopo 3 minuti, poi un miracolo su Cicinho e una grande risposta a Aquilani sul 2-0, infine chiude la porta ancora a Riise su punizione. Caricandosi come se avesse parato un rigore decisivo. C’è la sua firma, anche in un 4-0.

Maicon 7,5 - Quello dei terzini è spesso un ruolo marginale, ma quando chi lo occupa appare così decisivo si capisce che si ha a che fare con un fenomeno. Al solito colossale apporto aggiunge un errore che poteva chiudere la partita dopo un quarto d’ora e il palo nell’azione del possibile pokerissimo. Immenso.

Cordoba 6,5 – Guidato da Chivu, non sbaglia praticamente niente e grazie alla sua velocità sa farsi trovare sempre nel posto giusto al momento giusto. Sua la palla per l’1-0 di Ibra, suo un insospettabile tiro da fuori nel secondo tempo. I critici sono sempre numerosi, ma cambiano gli allenatori e lui è sempre lì. Un motivo ci sarà.

Chivu 6,5 - Impeccabile. Ferma Totti e guida i compagni di reparto come se avesse sempre ricoperto quel ruolo. Da ovazione la tranquillità con cui resta alto mandando in fuorigioco Perrotta sull’azione del possibile 1-1. Prende un giallo che non capisce nessuno.

Zanetti 6,5 - Si vede pochissimo, ma sappiamo per esperienza che questo è il segno che le cose vanno bene. Le sue caratteristiche non gli permettono di spingersi in attacco con efficacia, ma Taddei deve aspettare il 90′ per scoprire che in campo c’è anche un pallone.

Cambiasso 7 - Sovrasta Perrotta, copre su Totti, guida il centrocampo con intelligenza e precisione sublimi. Il tutto al rientro da Santiago del Cile, mentre altri non erano al meglio perchè stanchi del viaggio Lecce-Roma. Un centrocampista arretrato così possono vantarlo in pochissimi. Teniamocelo stretto, in quello che è il suo ruolo.

Muntari 7 - Risponde a tutti quelli che non capivano come potesse essere un’alternativa a Lampard. Perfetto in interdizione, continuo e preciso negli inserimenti, serve l’assist a Ibrahimovic per il 2-0. Sbaglia qualcosa in impostazione e nelle conclusioni a rete, ma se continua così sono dettagli. Per annichilire la Roma bastano lui e i suoi due compagni di reparto.

Stankovic 6,5 - Finalmente una sufficienza piena e fuori discussione per il Drago, dopo più di un anno di tormenti. Come dice Mourinho, una partita è troppo poco per esaltarsi…ma già da qualche tempo la strada imboccata sembra quella di una decisa risalita. Ordinato nel primo tempo, devastante nei decisivi 10 minuti iniziali del secondo. Alla faccia di chi lo voleva “uomo contro”, rischia di diventare titolare nel centrocampo ideale del tecnico portoghese.

Quaresma 6 - In lento ma costante miglioramento, copre ordinatamente dietro e si propone in avanti incaponendosi, a volte, alla ricerca di un gol che gli servirebbe come il pane. Gioca forse la sua migliore partita in nerazzurro e lancia splendidamente Obinna nell’azione del 4-0, ma lui è capace di ben altro. E deve riuscire a dimostrarlo.

Obinna 6,5 – Gioca titolare perchè c’è bisogno di disciplina e ordine tattico. Chiedere una cosa del genere a un attaccante nigeriano che fa le capriole sembra una bestemmia, invece lui se la sbriga bene. Qualche errore di troppo nel primo tempo, ma tutto sommato fa quello che gli si chiede. Coronando il tutto con il gol che dà il via all’allenamento.

Ibrahimovic 8,5 - Devastante. Pronti via, sfrutta un errore della premiata ditta Cicinho-Doni per chiarire l’andazzo che prenderà la serata. Poi dismette i panni della prima punta per iniziare il ballo degli attaccanti ormai tipico del tridente nerazzurro, salvo rivestirli con un movimento perfetto quando si tratta di spegnere i sogni di gloria giallorossi. Gioca la tredicesima partita consecutiva con una efficacia e una continuità che non si erano mai viste nella sua carriera. Merito di Mourinho, merito del nuovo ruolo, merito di una maturazione che speriamo possa essere definitiva. Esce per una botta alla gamba, ma non dovrebbe essere niente di grave.

Mancini sv – 25 minuti quando la partita non ha più niente da dire. Prova a mettersi in mostra, ma forse il risultato gli toglie più di un problema.
Dacourt sv - Fondamentale nel lavoro svolto in settimana al posto di Cambiasso, si prende la prima presenza come premio alla professionalità dimostrata in questi tempi per lui non certo felici. Gli avrà fatto piacere la valanga di complimenti ricevuta da Mourinho in ogni intervista.
Cruz sv – 10 minuti per cercare di graffiare la partita con un destro al volo che, nel cuore di tutti, avrebbe meritato miglior fortuna.

Mourinho 8 – Bissa il primo tempo di Supercoppa e lo estende per 80 minuti, senza voler considerare il garbage time finale. Questa è la sua Inter: difesa alta, esterni ordinati, centrocampo dinamico e propositivo. Concentrazione, rapidità e ripartenze. Resta il dubbio che possa funzionare bene in trasferta a Roma e meno bene a Milano contro il Lecce, ma il tutto è funzionale a ben altri progetti. Ora deve dare continuità a questo gioco, con la coscienza che se si esprime a questi livellli l’Inter resta irraggiungibile per tutti in Italia. E per molti in Europa.

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4 SMS e 4 cartoline

ottobre 20th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Rumore dei Nemici, Tattica | di Mr Sarasa

L’Inter ieri sera non ha vinto il campionato, ma non ha neppure vinto “solo una partita”: ha mandato dei precisi messaggi alle altre squadre, e – guarda un po’ – sono molto simili a quelli mandati nello stesso periodo degli anni scorsi dopo le sfide con la Roma.

1. Si parte dalla cosa più ovvia, dopo un 4- 0: l’inter nel corso di una partita può andare in gol con quasi ogni giocatore, un po’ come avvenuto nella trionfale stagione dei record in cui a fine anno lo score era di 17 marcatori diversi.

2. Solidità difensiva: l’Acchiappasogni è in stato di grazia, quando viene interpellato, Chivu – Cordoba sono dei centrali che ci invidia tutta la serie A, sulle fasce non si vedono più certe amnesie e Cambiasso vertice basso riesce a trasformare velocemente le azioni avversarie interrotte (da un Muntari in stato di grazia) in nuove trame.

3. La mentalità della squadra: dopo il gol, si cerca il successivo, non di addormentare la gara; se sul 4-0 esce Ibra, stiamo tranquilli che non entrerà mai un “deceglie”, ma Cruz o un altro attaccante; sembrano banalità ad alcuni, sbruffonaggini ad altri, per me sono mosse logiche, se non vuoi ridare fiato agli avversari; senza contare l’effetto “pubblicità preventiva” verso i prossimi avversari.

4. La versatilità dei giocatori: il capitano continuna a dare saggi di onnischierabilità, ormai gli manca da giocare solo centrale difensivo, attaccante e portiere.. Cambiasso torna a centrocampo dopo l’emergenza-difesa, Chivu può fare degnamente il centrale ed il terzino… insomma, tutto normale, per noi.

Accanto ai messaggi “collettivi” però, ieri sera sono state spedite quattro cartoline più specifiche, una per gol:
1. “Ciao Ronaldinhi, foche monache, e zarate-kid, i gol della madonna stanno di casa da noi”.
2. “Cari detrattori di Matrix: lui una vaccata come quella di Loria non la fa da mo’, quindi pensateci prima di volerlo imbarcare a destra e a manca”.
3. A quelli che “la tallonite è incurabile, Stankovic è finito, Stankovic partirà di sicuro perchè uomo del Mancio… e si potrebbe continuare”. Adesso zitti tutti.
4. Il quarto gol, invece, ha due destinatari: JerryBauscia, che da subito ha puntato sull’esterno nigeriano, e Quaresma. Perchè o impara ad usare i piedi, oppure l’ala forte ce l’abbiamo già, non si possono azzeccare due passaggi giusti in tutta la partita (ma rimarranno più impressi gli angoli inguardabili e la trivela che potrebbe trovare ampi spazi nel suo didietro) e poi uscire con la faccia dei bambini che non hanno trovato il regalo sotto l’albero

P.S.:  Siparietto all’uscita del locale, protagonisti un gobbo (con morosa figa), L********z (non possiamo dire il nome completo o rischia il posto), Dagola, io ed altri due bauscia:

Gobbo (guardando lo schermo dove c’è Mourinho): “ma almeno questo ne capisce di calcio…” il malcapitato inizia a sfogare tutta la delusione repressa degli ultimi tre anni, arrampicandosi sugli specchi e facendo casino a ripetizione sulle sentenze dei farmaci, di calciopoli… insomma, il classico repertorio da troll internetiano. Si ritira senza rispondere alla domanda di L********z. “Ma con quelle SIM che ci dovevano fare?” Non-risposta: “mah, boh, non lo so, bisogna dimostrare, insomma, tu mi sembri sicuro di quell’uso”. Eh già, a quale altro uso potevano essere destinate, forse i messaggi gratis?

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Verso l’Olimpico

ottobre 13th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Nazionali, Tattica | di ex-collaboratori

adriano leite ribeiroNegli ultimi due anni Roma-Inter all’Olimpico è sempre servita per mettere in chiaro le cose: dopo le partenze migliori dei giallorossi l’Inter ha zittito i propri critici sfoderando prestazioni convincenti e iniziando a mettere i paletti. Lo scorso anno cominciammo molto male, ma fu la gara interna contro la Sampdoria a dare il la alla grande cavalcata autunnale, inaugurata proprio sul campo della Roma. Due anni fa la partita fu più bloccata, ma giocammo addirittura meglio, con il gol di Crespo, il rigore fallito da Ibra, il palo di Zanetti.

Quest’anno ci arriviamo in condizioni diverse: l’Inter ha un po’ zoppicato, pagando dazio al cambio di allenatore, ma è comunque prima in classifica. La Roma viene da un inizio di campionato veramente disastroso, con tre sconfitte brucianti, a fronte di un calendario tutto sommato abbordabile. Questo è il vero test per la squadra di Spalletti, dovesse perdere entrerebbe in una fase involutiva con difficili vie di uscita. Per l’Inter può essere la gara che ci rilancia in testa al campionato, sia sul piano del gioco, sia su quello dei risultati, con una continuità di vittorie che ancora non abbiamo trovato.

Il dilemma riguarda, tuttavia, l’arrivo e la condizione dei nazionali. Ne abbiamo troppi e quasi tutti determinanti. Ieri Dunga ha schierato Julio Cesar, Maicon ed Adriano (grande prova del portiere e buona dell’Imperatore), facendo entrare Mancini al 78° minuto. Vieira si è infortunato ed è una grave perdita, considerando che era il centrocampista più in forma. Cambiasso e Stankovic giocheranno certamente altri novanta minuti. Il Cuchu contro l’Uruguay è stato schierato appena davanti a Mascherano, proponendosi in azioni pericolose, affermando il proprio diritto a non esser considerato un semplice volante. Chivu, Zanetti e Ibrahimovic sono stati capitani delle rispettive squadre, mentre Burdisso ha disputato una gara ordinata. Per l’Olimpico dovrebbero rientrare Maxwell e Samuel e questo è sicuramento un vantaggio, in termini di opzioni.

Se Spalletti non attuerà particolari rivoluzioni, dovute alle assenze, che stanno iniziando a riassorbire, il modulo adatto sarà ancora una volta il 4-3-3, con squadra corta e pressing alto. Mancini lo scorso anno sorprese tutti inserendo Figo davanti e spostando Ibrahimovic al centro. E’ curioso segnalare il fatto che i due grandi protagonisti delle ultime sfide sono stati Crespo e Cruz, che attraversano uno strano periodo della loro carriera. Crespo ha addirittura commentato Inghilterra-Kazhakistan per Sky! Se vinceremo faremo un passo in avanti verso la conquista del quarto scudetto consecutivo.

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Impegni internazionali

ottobre 11th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Nazionali | di Mr Sarasa

Se queste due settimane senza partite del club vengono chiamate “soste per le nazionali”, un motivo ci sarà. E siccome noi siamo “figli del mondo”, come dissero quella sera a cena nel 1908, ci fa piacere pensare che ci sia un pezzetto di Inter quasi in ogni continente, in queste giornate di qualificazioni ai Mondiali del 2010 e quant’altro.

In ordine cronologico, si comincia questo pomeriggio, ore 16:00, con Italia-Israele (under 21), gara d’andata dei playoff per accedere alle fasi finali del Campionato Europeo di categoria. Impegno sulla carta semplice, ma se in campo scende tutta la supponenza della scoreg… ehm, formica atomica, potrebbe scapparci il risultato a sorpresa. Sperando di no, perchè giocare l’europeo farebbe bene al nostro SuperMario, che salterà questa gara per influenza.

Nella serata, sempre in Europa, particolarmente suggestivi gli scontri “in famiglia” tra Chivu e Vieira in Romania-Francia alle 19:00 su Sportitalia (Patrick, ricordati degli amici, cit.) e tra Ibrahimovic e Quaresma in Svezia-Portogallo (Miss, l’assist ce l’hai), mentre speriamo serva a migliorare la condizione di Dejan Stankovic la gara tra Serbia e Lituania.

Spostandoci in Sud America, alle 23:10 la selecciòn del nostro Capitano, insieme a Cambiasso e – ahiloro – Burdisso proverà a riscattare le ultime figure barbine contro l’Uruguay; il giorno dopo toccherà al Brasile, dove ai confermatissimi J.Cesar e Maicon si sono aggiunti Mancini ed Adriano, andare a cercare i tre punti in Venezuela (ore 22 italiane)… chissà perchè, stavolta a nessuno è passato per la testa di titolare “brasilInter”; entrambe le gare sono visibili su Sportitalia.

Infine nel continente nero, ma non proprio alle falde del Kilimangiaro, oggi Victor Obinna sfida la Sierra Leone con la maglia della Nigeria mentre domani Muntari ed il Ghana affronteranno il Lesotho (paese che mi ricorda solo dei bellissimi francobolli colorati che Topolino regalava quando ero alle elementari, non so neppure se ci siano giocatori che militano in qualche squadra europea decente).

Buona giornata e forza Nerazzurri, fatevi valere!

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